#maididomenica alla Biblioteca Angelo Mai in Piazza Vecchia

Sono entrata per la prima volta in questa splendida biblioteca grazie alla visita guidata che viene organizzata ogni ultima domenica del mese chiamata #maididomenica. Grazie ai volontari della Biblioteca Angelo Mai che accolgono i visitatori, ho potuto aggirarmi in queste magnifiche sale, sontuosamente decorate e restaurate recentemente e me ne sono innamorata.

Una visita guidata nel tempio dei libri di Bergamo, la biblioteca Angelo Maj, luogo non solo destinato al prestito, ma anche alla conservazione e catalogazione del patrimonio librario bergamasco, è qualcosa di insolito ed è stata un’esperienza davvero unica che consiglio a chi ama i libri e la storia della città di Bergamo.
La Biblioteca si trova in un edificio storico caratterizzato da una facciata candida e da un bellissimo colonnato che si affaccia su Piazza Vecchia.Costruito alla fine del Cinquecento su progetto dell’architetto Scamozzi, nei secoli ha cambiato destinazione d’uso più volte, diventando sede del Comune di Bergamo, del Museo di Scienze Naturali fino a diventare definitivamente la sede della Biblioteca Civica.

Fu dedicata ad Angelo Maj solo intorno alla metà del Novecento e oggi ospita milioni di libri, molti dei quali proprio dedicati alla città e cultura di Bergamo, provenienti da collezioni private o appartenuti a istituzioni religiose e culturali che si sono avvicendate nei secoli sul territorio. Raccoglie cinquecentine, incunaboli, manoscritti musicali dei più grandi compositori bergamaschi, libri, manifesti, un’emeroteca storica e la raccolta più importante e completa di studi tassiani, dedicati al poeta Torquato Tasso, la cui effigie si trova non solo all’interno dell’edificio, ma anche sotto il palazzo della Ragione, nella piazza antistante l’edificio.

L’atrio è praticamente un museo allestito e dedicato al patrimonio librario della Biblioteca. Questo mese è dedicato ai libri della Riforma Protestante che sono esposti in teche corredati da spiegazioni molto dettagliate e semplici. Ho potuto ammirare le prime bibbie stampate nel cinquecento e tradotte addirittura in 4 lingue, manuali destinati ai prelati e al catechismo luterano, libri di preghiera. Tutti meravigliosamente conservati. Alcuni addirittura con le note a margine degli studiosi che le avevano tradotte dalla versione originale di Martin Lutero, o decorati da disegni acquerellati.

 
Se amate i libri, c’è da rimanere incantati. Ma è stato niente in confronto a quanto sono salita al primo piano e sono entrata col gruppi dei visitatori della domenica nella sala lettura delle Colonne. Una sala di consultazione e lettura con scaffalature aperte, decorate da semicolonne di legno pregiato, col soffitto decorato a stucchi, le finestre alte fino al soffitto che si affacciano sulla città e su Piazza Vecchia. E un pianoforte antico, utilizzato per concerti ed eventi culturali.


Questa sala è aperta al pubblico e la mattina ospita studenti e studiosi che hanno bisogno di consultare i libri della biblioteca per le loro ricerche o studi.

Dalla sala grande si accede al Salone Furietti, che raccoglie la più importante collezione tassiana, opere dedicate a Torquato Tasso, poeta di origine bergamasca da parte di padre.


In questa sala sono presenti due globi secenteschi di straordinaria rilevanza storico-scientifica che hanno catalizzato l’attenzione di tutti per la loro dimensione e maestosità. Si tratta di due globi del Coronelli: il globo terracqueo (quello terrestre) e uranio (quello celeste), a sezione perfettamente circolare, sia lungo l’equatore che lungo il meridiano.  Hanno una circonferenza di m 3,33 e sono composti da 50 fogli sontuosamente decorati oltre a simboleggiare I’universaIità della cultura, sono una raffinata attrazione artistica. Commissionati nel 1688, nel Settecento entrarono nelle mire di Napoleone che le volle a Parigi, ma questi non ci arrivarono mai. Prima di partire furono  nascosti a Villa Camozzi di Ranica e dopo alcuni anni, quando furono rinvenuti, vennero donati al Comune, raggiungendo questo edificio.


Questi globi, oltre che capolavori dell’arte, hanno uno spirito pre-enciclopedico assoluto. Sui globi si trovano una serie di annotazioni scientifiche del 600 e il valore storico è indubbio. Non solo. Sono scritti in 5 lingue (italiano, latino, greco, francese, arabo) e questo dimostra quanto fossero importanti per la diffusione del sapere scientifico del tempo.

Entrambi poggiano su basi sagomate di noce che ne permettono la rotazione, da cui si diramano quattro aste arcuate in ferro, terminanti a voluta. Queste aste sostengono l’anello ligneo dell’orizzonte razionale, sul cui disco sono incise una serie di informazioni fondamentali per il letterato e lo studioso di scienze della fine del Seicento: i segni zodiacali, il calendario (composto da 365 caselle con informazioni astronomiche) ed i nomi di otto venti: tramontana, greco, levante, scirocco, ostro (austro), libeccio, ponente e maestro. Il loro meridiano generale, in metallo, risulta fissato all’orizzonte razionale attraverso due intagli ed in corrispondenza del polo nord si trovano ancora la rosa dei venti con otto punte ed un dimostratore orario.

Il globo terracqueo, che delinea la distribuzione delle terre e delle acque, arricchito da cartigli, figure, stemmi, animali, velieri, navigli, battaglie terrestri e navali, carovane, scene di caccia e di pesca, è molto interessante perché esibisce il ritratto del suo celebre costruttore. Sul globo terracqueo, la California è ancora disegnata come un’isola, e per ogni paese sono disegnati gli animali autoctoni.

Il globo celeste illustra le costellazioni coi i dodici segni dello zodiaco e alcune figure mitologiche, artisticamente disegnate secondo le descrizioni della mitologia classica; immagini anche fantasiose di animali e simboli.

Se poi desiderate studiare il libro in quanto oggetto, eccovi accontentati. Sempre nel Salone Furetti sono presenti delle teche contenenti libri di diverse epoche esposti per mostrare la diversa rilegatura nei secoli. Un viaggio attraverso tecniche e materiali che mai mi sarei immaginata e che mi hanno catturato tutta la mia attenzione e curiosità.


Insomma, vi consiglio questo viaggio nel tempo attraverso i libri alla Biblioteca Angelo Mai, non ne rimarrete delusi.

 

#maididomenica, grazie alla collaborazione dell’Associazione Amici della Biblioteca, prevede l’apertura straordinaria ogni ultima domenica del mese, durante la quale i Bibliotecari, supportati da Volontari e Soci dell’Associazione Amici, illustreranno la storia di Palazzo Nuovo, delle sue o opere d’arte insieme alle vicende della formazione e dello sviluppo della Biblioteca Civica. I visitatori oltre alla visita della mostra allestita nell’Atrio scamozziano, ad ogni appuntamento domenicale, potranno ammirare esemplari rari e di pregio dell’immenso patrimonio librario e documentario conservato dalla Biblioteca.