Portare la letterina in via Venti Settembre e aspettare l’arrivo di Santa Lucia

Come ogni anno, da quando vivo in terra bergamasca, nella prima metà del mese di dicembre mi piace percorrere via Venti Settembre e fermarmi a guardare i volti dei bimbi che, accompagnati dai loro genitori, si mettono diligentemente in fila davanti alla chiesa di Santa Lucia con le loro letterine (esiste anche un sito internet dal quale scaricare il lay out per la letterina). Sono bimbi piccoli, fiduciosi e felici: hanno in mano le letterine nelle quali chiedono i giocattoli che si aspettano di ricevere per essersi comportati bene tutto l’anno.

Non conoscevo la tradizione di Santa Lucia prima di arrivare a Bergamo. L’ho imparata  quando sono diventata mamma e ho deciso di trasmettere al mio bambino le tradizioni della terra in cui era nato. Non è stato facile per me cresciuta con la favola di Babbo Natale e dei suoi aiutanti elfi, ma ho imparato in fretta e ricordo i numeri che ho dovuto fare un anno per recuperare la letterina che il piccolo genio del male aveva scritto a Santa Lucia di nascosto e che aveva lasciato solo nella cesta delle lettere nella chiesa di via Venti Settembre. Ancora oggi ce lo raccontiamo in famiglia e sorridiamo.

Si conta che siano oltre 500 mila i bambini che ogni anno, nel mese di dicembre, scrivono una letterina a Santa Lucia dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene con mamma e papà, e le chiedono in regalo dolci e giocattoli.
Quelli di Bergamo, accompagnati da mamma e papà, la portano in chiesa in Via Venti Settembre e la lasciano nell’enorme cestone davanti alla statua della santa, contenuta in una teca illuminata. La settimana che precede il 13 dicembre è tutta un susseguirsi di manifestazioni ed eventi dedicati alla santa che coinvolgono i grandi e piccini. Ma non è finito.

La sera del 12 dicembre, prima di andare a dormire, i bimbi preparano in un piatto del cibo da lasciare a Santa Lucia delle carote e un po’ di paglia sui davanzali delle finestre per il suo asinello. Al termine di tutto questo rituale vanno a letto con la promessa di addormentarsi in fretta perché se la Santa arriva e li trova alzati, lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca. Solo il giorno dopo, svegliandosi, i piccoli troveranno i regali della lista, tutti o quasi, a seconda che se li siano meritati o meno.

La chiesa che tutti conosciamo come la chiesa di Santa Lucia si trova in centro città, in via Venti Settembre. Anche se ormai per tutti è la chiesa dedicata alla santa protettrice degli occhi, in realtà si chiama Chiesa della Madonna dello Spasimo. In origine questa chiesa si trovava nel quartiere del Vecchio Ospedale, però era così piccolo e isolato che fu trasferita nel monastero di Sant’Agata facendo diventare la chiesina “di Sant’Agata e Santa Lucia”. Le monache accolsero di buon grado questo trasferimento e si occuparono per molto tempo del culto della Santa, preparando banchetti e bancarelle per festeggiare questo rituale così caro ai fanciulli. Nei dintorni della chiesa, in occasione di Santa Lucia, infatti si affollavano banchi e bancarelle che, versato un obolo alle monache, vendevano «panni, e cappelli, e lino, e stoppa, e guanti, berrette, manichini in varia pelle, tele, carte, e santi ogni sorta di merli, e di cordelle, masserizie di ferro, e di legname, e sacchi di castagne, calze di lana, di bambagia, coperte, zoccoli a fiocchi», mentre le monache preparavano e distribuivano ai bimbi le “biscottelle”.

Poi, sotto il dominio napoleonico il monastero fu distrutto e per non lasciare i bimbi senza la loro Santa, si decise di spostare tutte le celebrazioni di questa festa e la scelta cadde sotto l’attuale chiesa, ossia la Madonna Addolorata dello Spasimo.  La chiesa era stata eretta nel 1592, grazie all’acquisto di alcuni stabili da parte degli abitanti di borgo San Leonardo, che poi provvidero a mantenerla e a riedificarla a più riprese fino al 1768, per farle raggiungere le forme odierne. Grazie al fatto di essere sorta all’interno di un borgo i cui abitanti avevo grande disponibilità economica (era la parte della città  più commerciale di Bergamo, a ridosso dell’antica Fiera di Bergamo) era ricchissima di decori, paramenti, altari e balaustre realizzati con marmi policromi.

Soppressa anch’essa nel 1797 a causa dei Francesi, venne adibita per due anni a sala per il Circolo Costituzionale e poi riaperta al culto grazie agli Austriaci. Purtroppo nel 1919 perse alcuni edifici di pertinenza utilizzati come casa del custode e del curato; anche il piccolo campanile fu distrutto dato che ingombrava il passaggio che si sarebbe aperto in Largo Medaglie D’Oro e che avrebbe connesso più agevolmente via Zambonate con via Venti Settembre. Fu ricostruito nel 1924 su progetto di Elia Fornoni, celebre architetto molto attivo nella bergamasca nei primi anni del Novecento.

All’interno della chiesa si trova una teca con l’effigie della Santa. Ma non si tratta della santa perché quella si dice sia a Venezia. Un tempo si trattava di una statua lignea settecentesca piuttosto lugubre. Poi venne sostituita da una riproduzione di cera meno spaventosa.

Lucia è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano intorno all’anno 304. Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflitte dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando. È la protettrice dei ciechi ed è invocata contro le malattie degli occhi.

Nell’ambito delle manifestazioni per ricordare la Santa, da alcuni anni a Bergamo si tiene il reading-concerto “Cara Santa Lucia” , manifestazione  benefica ideata da Alessandro Bottelli,  incentrata sulla figura della santa siracusana protettrice degli occhi. In quest’occasione si leggono inediti in versi e in prosa di alcuni tra i maggiori poeti e narratori italiani contemporanei invitati a scrivere appositamente lavori originali sulla santa o sui temi affini della luce e della vista. L’iniziativa organizzata per beneficenza si svolge nella settimana di Santa Lucia, ed è un modo coinvolgente e toccante per mantenere viva questa tradizione anche tra gli adulti e per non dimenticare i meno fortunati.

Quindi… Buona Santa Lucia a tutti!