Alla scoperta del Castello di Monasterolo sul lago d’Endine

Ingresso del castello di Monasterolo Ingresso del castello di Monasterolo sul Lago d'Endine

Monasterolo del Castello o Castello di Monasterolo, questo era il dilemma che mi attanagliava quando ero piccola e passavo con i miei in macchina per andare a Lovere. Mi chiedevo se esistesse davvero, il Castello di Monasterolo visto che costeggiando il lago non si vedeva nulla. E questo in effetti potrebbe essere il motivo per cui un castello medievale è arrivato fino ai nostri giorni: perché coperto dagli alberi su una piccola altura vicino al lago d’Endine non si vedeva e riusciva a difendersi dagli attacchi nemici.

E’ questo quello che ho scoperto questa mattina durante la visita guidata al Castello di Monasterolo, un piccolo gioiello sulle sponde del Lago d’Endine nella val Cavallina, oggi dimora storica utilizzata per matrimoni e ricevimenti che consiglio a tutti di visitare quando possibile (tenete d’occhio la sezione eventi dell’Eco di Bergamo o il sito della proloco di Monasterolo).

Costruito tra l’anno Mille e il XII secolo, si era nei secoli trasformato da sito fortilizio a residenza nobiliare rinascimentale. Passò di mano in mano, dai Suardi ai Terzi, e nel 1700 divenne di proprietà di famiglie contadine che non avevano la forza economica per mantenerlo e valorizzarlo. Per un paio di secoli, fu utilizzato come magazzino agricolo e questo contribuì al degrado dell’edificio principale e di parte delle mura fortilizie.

Negli anni Trenta del Novecento l’affascinante castello sul Lago d’Endine rischiava di crollare: decenni di incuria avevano reso questa dimora millenaria quasi un rudere. Eppure la contessa  Winifred Terni de’ Gregory Taylor se ne innamorò, come si innamorò dei paesaggi del lago d’Endine, non lontani da Crema, dopo una giovinezza trascorsa in giro per il mondo. Londra, Dresda, Monaco di Baviera, Montreux, Crema e Monasterolo…

Amante della storia dell’arte e dell’architettura, nel 1937, la nobildonna decise di recuperare il castello di Monasterolo trasformandolo in una comoda residenza di villeggiatura, senza snaturarne l’architettura.  I lavori durarono fino al 1945, con slanci e interruzioni dovute in parte alle vicende di guerra. Grazie a lei oggi il borgo di Monasterolo non ha perso il suo maniero medievale: le mura fortilizie hanno ritrovato il loro splendore e i giardini sono magnifici.

Sono passati diversi anni dal restauro conservativo degli anni Quaranta e questa dimora ormai storica continua a far parte dei momenti importanti di moltissime persone del luogo come location di matrimoni o eventi.

La storia del castello prima del Novecento

Secondo la tradizione, prima che il Castello di Monasterolo fosse costruito, sull’area sorgeva un monastero benedettino, distrutto all’epoca di Carlo Magno e mai più ricostruito. Intorno all’Anno Mille, in epoca medievale, Monasterolo compare per la prima volta nelle cronache dove si parla di un Castrum intra Monasteriolo. E’ possibile che durante la calata di eserciti nemici offrisse protezione alla popolazione locale, grazie alla sua posizione su una leggera altura circondata dagli alberi. ma anche di questo non c’è certezza.

Nel Duecento la famiglia ghibellina dei Suardi lo utilizzò a scopo difensivo, mentre nel Rinascimento l’edificio diventò una residenza di pregio, perdendo la valenza militare, ma restando comunque una dimora fortificata con mura su tre lati e il lago sulla quarta.

Dal Settecento in avanti, come già detto il maniero si avviò verso il declino, che durò fino al Novecento, quando la contessa con la passione per le arti ha permesso di conservare lo splendido portale gotico, i camminamenti delle mura e il piccolo Oratorio di Sant’Anna del Seicento.

Architettura del castello

L’edificio, che si trova su una piccola collinetta di origine morenica posta tra l’estremità meridionale del lago di Endine e la sponda sinistra del fiume Cherio, è circondato su tre dei quattro lati da una cinta muraria duecentesca molto ben conservata, mentre a nord è delimitato dal lago e, nei secoli scorsi, da paludi. La muratura è costituita da conci grossolani e pietre poco lavorate, con dimensioni diverse a seconda dell’altezza a cui sono poste.

L’ingresso è posto nel lato a sud, ed è costituito da un portale in stile gotico a sesto acuto: da questo si accede alla cosiddetta Corte rustica (o Bassa), costituita da un cortile a pianta quadrata circondato da cinta muraria dotata di camminamento di ronda e merlature: queste ultime non sono altro che un motivo ornamentale, aggiunte in un secondo momento rispetto al resto della struttura. A sinistra dell’ingresso inoltre si trova un piccolo Oratorio, una chiesetta un tempo dedicato a Sant’Anna, risalente al XVII secolo, che oggi ha solo funzione ornamentale non essendo più consacrata. All’interno della chiesetta si possono trovare degli oggetti sacri frutto di donazioni.

La struttura prosegue quindi con la Corte nobile (o alta), a forma trapezoidale: costituita da un corpo ad “L” su due piani che possiede un porticato dotato di archi e colonne rinascimentali su cui si aprono diverse stanze.

Gli interni del Castello

Le stanze che abbiamo visitato sono decorate scenograficamente per ospitare i pranzi degli sposi. Siamo entrati nella sala maggiore, con il pavimento a scacchi bianchi e neri (o blu, con la penombra non sono riuscita a focalizzare perfettamente il colore), un bellissimo lampadario ornamentale in ferro battuto, dei pannelli alle pareti riproducenti degli arazzi rinascimentali, un enorme camino con lo stemma dei Terzi e sul soffitto delle formelle decorate con gli stemmi delle famiglie nobili della zona.

Da questa sala si accede ad una sala più piccola con il soffitto con la volta a ombrello. L’avevo già vista in un altro paio di dimore storiche (a Villa Tasso e al Castello di Pumenengo), ma qui la decorazione rinascimentale con motivi floreali è davvero bella.

In ultimo siamo entrati in uno studio d’angolo, con il camino decorato molto interessante. E’ possibile che sia riemerso durante i lavori di restauro conservativo degli anni Quaranta.

 

Uno splendido parco in riva al Lago d’Endine

Il Parco del Castello di Monasterolo non è solo la magnifica cornice del maniero dove fare splendide foto nuziali, ma pochi sanno che è un piccolo gioiello della botanica.In questo parco, infatti, si trovano oltre settecento specie arboree, che fanno di questo luogo  un vero e proprio giardino botanico, tra i più importanti del Nord Italia.
Sono state raccolte e piantate dal figlio della contessa, un signore eccentrico, filosofo e appassionato di botanica che si è occupato personalmente della sua progettazione.

Negli anni i proprietari (e i giardinieri) che si sono avvicendati hanno continuato a mantenere questo parco integrandolo e mantenendolo in modo perfetto.
Il Comune di Monasterolo sta cercando di far censire da un botanico professionista tutte le specie che si trovano in questo parco, ma al momento non c’è stato ancora un accordo formale.

La leggenda della Dama Bianca

Ebbene si, come ogni castello che si rispetti anche il nostro Castello di Monasterolo ha la sua leggenda. Si tratta della Leggenda della Dama Bianca.
Si narra infatti che intorno al 500 la figlia di un nobile che abitava il castello si innamorò di un giovane di più umili origini. La coppia si incontrava nelle sale sotterranee del castello, ma osteggiati dai genitori di lei decisero di scappare per andare lontani, sposarsi e coronare il loro sogno d’amore. Così una notte d’agosto si diedero appuntamento al lago.

Successe però che la giovane, dopo essersi avventurata con una barchetta in mezzo al lago, fu sorpresa da un temporale che fece rovesciare la piccola imbarcazione e che la fece annegare. Da allora la sua anima vaga per il castello alla ricerca del giovane, che nel frattempo era misteriosamente sparito e non fece mai più ritorno a casa.

 

Note
Le foto sono mie e sono state scattate durante una delle visite guidate organizzate dalla Proloco di Monasterolo e permesse dalla proprietà che periodicamente apre le porte al pubblico.
Il biglietto di ingresso è di 3 euro per gli adulti (che ho regolarmente pagato) e gratuito per i bambini.