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Provincia di Bergamo | Al MAT di Clusone i quadri parlano: l’arte prende vita grazie alla tecnologia

Entrare in un museo e avere la sensazione che siano le opere stesse a raccontarti la loro storia. Non una guida, non un pannello esplicativo, ma i protagonisti dei quadri che prendono voce e ti parlano. Sembra fantascienza, e invece è ciò che accade oggi al MAT – Museo Arte Tempo di Clusone, dove la tecnologia incontra la tradizione e trasforma la visita in un’esperienza immersiva, emozionante e alla portata di tutti.

Con i nuovi “quadri parlanti”, l’arte si anima davanti agli occhi del visitatore: basta inquadrare con lo smartphone uno dei tre ritratti selezionati, e le figure dipinte prendono vita, introducendo gli spazi del museo e raccontando curiosità su artisti e collezioni. Un modo innovativo per coinvolgere grandi e piccoli, rendendo il patrimonio culturale non solo accessibile, ma anche divertente.

Il MAT di Clusone compie 20 anni e guarda al futuro

MAT-Museo Arte Tempo - Clusone

Il progetto dei quadri parlanti nasce grazie al Comune di Clusone, con il supporto di Promoserio, nell’ambito degli investimenti PNRR dedicati agli “Itinerari culturali inclusivi”. Un percorso che il museo ha avviato già da tempo, con l’introduzione di segnaletica interattiva e nuove modalità di fruizione che permettono di abbattere barriere, fisiche e cognitive.

L’assessore alla cultura Alessandra Tonsi lo racconta con orgoglio: «Con i quadri parlanti portiamo in vita le opere del MAT. Sarà proprio il patrimonio museale a raccontarsi, guidando i visitatori alla scoperta delle bellezze e delle curiosità del Palazzo, per un museo più moderno, aperto e inclusivo».

Una scelta significativa in un anno speciale: a dicembre 2025 il museo spegnerà le sue prime venti candeline, confermandosi come punto di riferimento culturale per tutta la Val Seriana e oltre.

I tre quadri parlanti: un viaggio tra saloni, gallerie e giardini

Clusone dà voce all'arte: arrivano i “quadri parlanti” al MAT

Sono tre i protagonisti di questa rivoluzione tecnologica:

  • Il Ritratto di nobildonna (Ignoto pittore bergamasco, 1730) accoglie i visitatori al secondo piano. È lei a introdurre il maestoso salone d’onore affrescato e ad accompagnare gli ospiti davanti ai grandi teleri di Antonio Cifrondi, tornati al museo in occasione della recente mostra monografica.

  • Il Ritratto di Carlo Sant’Andrea (Francesco Bergametti, 1859–1860) diventa guida ideale verso la Galleria dei Vizi e delle Virtù, introducendo i contenuti multimediali dedicati.

  • Il Ritratto dell’ingegner Virgilio Castelli (Giovanni Trussardi Volpi, ca. 1907–1908) accompagna invece al primo piano, tra i meccanismi degli orologi e le mostre temporanee. Non solo: invita i visitatori a uscire nel Parco Nastro Azzurro, dove tre imponenti sequoie si raccontano attraverso QR code e contenuti digitali.

Un itinerario che unisce passato e futuro, pittura e natura, in un racconto che diventa personale e intimo.

Accessibilità e inclusione: un museo per tutti

Un altro elemento di grande valore è l’attenzione all’accessibilità. I quadri parlanti sono già disponibili in tre lingue – italiano, inglese e ucraino – e presto verranno arricchiti con audiodescrizioni dedicate a ipovedenti e non vedenti. Un passo fondamentale per un museo che vuole essere davvero aperto a tutti.

L’arte che parla, letteralmente, diventa così anche uno strumento di inclusione sociale e culturale, capace di abbattere barriere linguistiche e sensoriali.

Non solo Clusone: quando la tecnologia entra nei musei

Cappella Sistina - Visita Virtuale

Il caso del MAT non è isolato. In Italia e nel mondo la tecnologia sta rivoluzionando il modo di vivere i musei:

  • A Milano, la Pinacoteca di Brera ha introdotto percorsi con contenuti multimediali che arricchiscono l’esperienza dei visitatori.

  • A Firenze, gli Uffizi hanno sviluppato applicazioni e realtà aumentata per approfondire la conoscenza delle opere.

  • A Roma, nei Musei Vaticani, la visita virtuale in 3D permette di esplorare ambienti inaccessibili al pubblico.

  • Persino all’estero, dal Louvre di Parigi fino al British Museum di Londra, esperienze immersive e digitali guidano i visitatori attraverso collezioni millenarie.

Il MAT di Clusone si inserisce così in un panorama internazionale, ma con un tratto distintivo: valorizzare la propria identità locale con strumenti globali.

Perché visitare il MAT oggi

MAT – Museo Arte Tempo Città di Clusone | Visit Bergamo

Visitare il MAT oggi significa vivere un museo che non si limita a custodire opere d’arte, ma le trasforma in compagne di viaggio. Significa lasciarsi guidare dalla voce di una nobildonna del ’700 o da quella di un ingegnere del primo ’900, scoprendo dettagli, aneddoti e curiosità.

In un’epoca in cui i musei rischiano di apparire distanti e difficili, il MAT di Clusone dimostra come la tecnologia possa essere un ponte: capace di rendere l’arte più vicina, emozionante e inclusiva.


👉 Vuoi vivere anche tu l’esperienza dei quadri parlanti?
Il MAT – Museo Arte Tempo di Clusone ti aspetta con le sue collezioni, le mostre temporanee e un percorso innovativo che saprà sorprenderti.


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