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Provincia di Bergamo | Alberi monumentali: quattro nuovi giganti verdi bergamaschi entrano nell’elenco

Ci sono alberi che fanno ombra. E poi ci sono alberi che raccontano la storia di un territorio. Sono quelli che, anno dopo anno, hanno visto cambiare paesi, crescere generazioni e trasformarsi il paesaggio senza mai spostarsi di un centimetro. È proprio per questo che la Regione Lombardia li tutela come Alberi Monumentali, riconoscendo non solo il loro valore botanico, ma anche quello storico, culturale e paesaggistico.

Nel nuovo aggiornamento del censimento regionale 2026 arrivano anche quattro importanti riconoscimenti per la provincia di Bergamo, che arricchisce così il proprio patrimonio arboreo di esemplari straordinari.

Quattro nuovi alberi monumentali in provincia di Bergamo

Con l’aggiornamento approvato dalla Giunta regionale, sono quattro gli alberi bergamaschi che entrano ufficialmente nell’Elenco degli Alberi Monumentali della Lombardia.

Si tratta di esemplari appartenenti a specie diverse, accomunati però da caratteristiche eccezionali per dimensioni, età e valore paesaggistico.

I nuovi ingressi sono:

  • un Cedro dell’Himalaya alto circa 23 metri in via Locatelli a Leffe;
  • un Acero americano che impreziosisce i giardini di piazza Mentana a Treviglio;
  • due maestosi Cedri del Libano, entrambi alti circa 25 metri, che si trovano nell’oratorio di via Roma a Zanica.

Questi quattro alberi si aggiungono ai numerosi esemplari già presenti nell’elenco regionale, contribuendo a raccontare un patrimonio naturale spesso poco conosciuto ma di straordinaria importanza.

La Lombardia sfiora quota 500 alberi monumentali

Con questo aggiornamento il patrimonio lombardo raggiunge 497 alberi monumentali, avvicinandosi alla soglia simbolica dei cinquecento esemplari censiti.

Le nuove iscrizioni sono complessivamente 28 e interessano diverse province lombarde. Oltre ai quattro alberi bergamaschi, entrano nell’elenco nuovi esemplari nelle province di Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza e Pavia.

Tra le specie riconosciute figurano cedri, aceri, faggi, gelsi e altri alberi di particolare pregio botanico. Contestualmente, tre esemplari sono stati rimossi dall’elenco regionale a causa del peggioramento delle loro condizioni vegetative e della perdita dei requisiti necessari per la tutela.

Quando un albero diventa monumentale?

Non basta essere grande o particolarmente antico.

Per ottenere il riconoscimento di Albero Monumentale vengono valutati numerosi aspetti: l’età dell’esemplare, le dimensioni del tronco e della chioma, la rarità della specie, la particolare forma, il valore paesaggistico e persino il legame con la storia locale.

Molti di questi alberi sono diventati, nel tempo, veri e propri punti di riferimento per intere comunità, custodi silenziosi della memoria dei luoghi.

Il censimento viene aggiornato ogni anno grazie alle segnalazioni dei Comuni, che vengono successivamente verificate da Regione Lombardia con il supporto dei Carabinieri Forestali. Solo dopo questi controlli gli esemplari vengono inseriti nell’elenco regionale e trasmessi al Ministero dell’Agricoltura per l’aggiornamento dell’Elenco nazionale degli Alberi Monumentali d’Italia.

Un patrimonio da scoprire anche in provincia di Bergamo

Chi segue CosediBergamo sa quanto gli alberi monumentali rappresentino un patrimonio da conoscere e visitare.

Negli ultimi anni vi abbiamo già accompagnato alla scoperta dei magnifici sette alberi monumentali presenti all’interno del Comune di Bergamo, raccontandone curiosità, storia e caratteristiche, e abbiamo dedicato anche una guida ai dieci alberi più spettacolari della provincia di Bergamo, veri giganti verdi da raggiungere almeno una volta nella vita.

L’ingresso dei nuovi esemplari di Leffe, Treviglio e Zanica dimostra come il patrimonio arboreo bergamasco continui ad arricchirsi e a meritare attenzione, diventando sempre più un’occasione per riscoprire il territorio attraverso un turismo lento, sostenibile e capace di fermarsi davanti a ciò che spesso diamo per scontato.

Perché alcuni alberi non sono semplicemente piante: sono monumenti viventi che, stagione dopo stagione, continuano a raccontare la storia della nostra terra.


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