Visitare (on line) Villa Camilla di Alzano Lombardo, ricca dimora della famiglia di Augusto Pesenti

Ho scoperto l’esistenza di questa villa per caso, una mattina mentre cercavo un nuovo luogo da visitare: Villa Camilla è una delle dimore alto borghesi più belle e più ricche della Val Seriana. Si trova ad Alzano Lombardo e fu costruita su progetto dell’architetto Virginio Muzio come regalo di nozze che Augusto Pesenti, imprenditore del cemento, fece alla novella sposa Camilla Donadoni.

Questa villa è da poco stata messa in vendita dagli attuali proprietari e se volete rendervi conto di come sia, basta andare su immobilgreen.it o sui siti di compravendita immobiliare più importanti per trovare una galleria fotografica con gli scorci più suggestivi. E’ davvero stupenda e non è difficile immaginare quanto fosse splendida già al tempo. Per questo, non appena ho saputo che sarà inclusa nella visita guidata sulle “Archeologie industriali e residenze borghesi” nel ciclo di incontri “Alzano nei secoli” organizzata dalla ProLoco di Alzano Lombardo, non ci ho pensato due volte e l’ho subito messa in calendario. Tuttavia, siccome mi ha incuriosito moltissimo, ho continuato a surfare sul web e ho trovato il modo di visitarla in anticipo on line grazie a un bellissimo video del 2012. Quindi, con la promessa di aggiornare il post, se mai avrò la possibilità di visitarla di persona, ecco il riassunto di quello che ho scoperto su questa villa.

Villa Camilla, nota anche come Villa Augusto Pesenti, fu costruita nel 1895 ed è la piena espressione di quella delicata epoca a cavallo tra Otto e Novecento, così densa di aspetti innovati e di radicamenti alla tradizione che si traduce in manifestazioni di grande ricercatezza decorativa.

Alla fine dell’Ottocento  il territorio lombardo era diventato protagonista non solo delle innovazioni industriali e tecniche, ma anche culturali e architettoniche.  In quegli anni era in corso un dibattito culturale su quale fosse lo stile più adatto a rappresentare l’appena ritrovata unità nazionale e Boito risolse la cosa suggerendo l’applicazione di diversi stili architettonici e decorativi in base alla destinazione d’uso degli edifici: neogotico per gli edifici sacri, neorinascimentale o neomedievale per quelli civili.  Ed è appunto lo stile neorinascimentale, nella sua forma più essenziale, quello che troviamo nell’architettura di Villa Camilla, tipica delle residenze disegnate da Muzio.

Foto Immobilgreen. Villa Camilla, Alzano Lombardo.

Lo stile neorinascimentale lo riconosciamo da subito dalle facciate con il trattamento a bugnato che simulava la pietra e che arrivava fino al primo piano.  Mentre, sopra il bugnato, si imposta un piano intonacato.

Facciata principale Villa Camilla, Alzano Lombardo. Foto Immobilgreen.

L’edificio ha un impianto cubico motivato dal fatto che, trovandosi al centro di in un grande giardino, tutti gli affacci dovevano avere uguale dignità. I documenti dell’epoca mostrano come la struttura originaria fosse in realtà molto più lineare: le campate laterali furono infatti costruite in un secondo tempo. L’ampliamento si era reso necessario quasi subito, in quanto la coppia ebbe in pochi anni 7 figli e la famiglia necessitava di maggior spazio abitativo.

E’ molto probabile che l’ampliamento non fosse opera dell’architetto Muzio, perché nelle aggiunte si nota una ridondanza di stili che non era quella solita dell’architetto bergamasco. Al nucleo centrale vengono aggiunte due ali con le torrette e un terzo piano sul fronte. Rimane il basamento originario in bugnato, ma l’apparato decorativo si fa più ricco e molto più composito, soprattutto sulle torrette con le colonne corinzie, e al terzo piano dove si distinguono chiaramente influssi eclettici e i nuovi elementi del liberty. E’ evidente che l’intervento di ampliamento avesse uno stile più pretenzioso, ma l’effetto finale fu di grande eleganza e armoniosità.

E’ importante sottolineare come le ville dei Pesenti fossero, oltre che bellissime dimore pensate per rappresentare il prestigio sociale della famiglia, pensate anche per offrire alla famiglia tutti i confort più innovativi e moderni: erano infatti dotate di servizi igienici, acqua corrente, riscaldamento e termosifoni. Tutte innovazioni estremamente moderne per l’edilizia dell’epoca. Ma dobbiamo soprattutto immaginare queste dimore come veri e propri manifesti delle  possibilità d’uso del cemento, prodotto di punta dell’impresa di famiglia. Vi si trovavano infatti tutti i manufatti decorativi dell’epoca realizzati in cemento, a dimostrazione delle infinite possibilità offerte da questo materiale.

A ciò va aggiunto che Augusto Pesenti ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione della villa e nella scelta delle decorazioni. Esistono documenti appartenenti oggi a un collezionista privato che mostrano come dai suoi viaggi di lavoro all’estero, Pesenti inviasse delle cartoline illustrate in cui spiegava come avrebbe voluto alcuni particolari della villa e che l’architetto, con l’aiuto di artigiani bergamaschi, si adoperasse per rispondere ai suoi suggerimenti.

In queste case era bandito l’uso della pietra, sostituita appunto dal cemento di cui i Pesenti erano grandi innovatori e il cui valore è attestato anche da numerosi premi internazionali vinti. Ricordiamo infatti che ad Alzano avviene proprio la produzione del cemento Portland, un cemento dalle grandi qualità meccaniche e strutturali che poteva essere impiegato tanto nelle grandi costruzioni, quanto nelle decorazioni. Tutto quello che si trova nella villa ha un valore documentale di grande rilievo per la storia delle costruzioni.

Il cemento fu quindi usato ovunque nella villa, dalle tessiture più grossolane come ad esempio il rivestimento in bugnato, alle tessiture più raffinate, come le colonne, i capitelli e i bassorilievi,  fino ad un uso ancora più raffinato delle piastrelle che avevano sostituito i marmi dei pavimenti.  I cementi bianchi, infatti, furono impiegati in tutte le zone di passaggio della casa: grazie all’aggiunta di pigmenti fu possibile realizzare delle pianelle da pavimento con una resa estetica davvero interessante. All’interno se ne trova un’enorme varietà forme policrome. L’unico caso in cui fu usato un materiale diverso dal cemento all’interno della villa, fu per una scaletta secondaria di servizio dove troviamo eccezionalmente il marmo di Carrara sulla pedata.

La ricerca dello stile si sviluppa in ogni singolo ambiente. In molte stanze della villa si adottano stili differenti perché si riteneva che ogni uso avesse bisogno di uno stile adatto.

Entrando, ad esempio, si nota subito lo stile neorinascimentale: un grande portale che si apre sul vestibolo mentre porte più misurate danno su sale di rappresentanza. Il grande vestibolo presentava una pavimentazione in pianelle di cemento che furono riservate a tutti gli ambienti di passaggio. Da quel vestibolo di ingresso di entrava in un salottino che dava sulla loggia in giardino.

Particolare del vestibolo principale di impianto neorinascimentale. Villa Camilla, Alzano Lombardo.

Proseguendo si accede alla sala da pranzo, riconoscibile per il trattamento decorativo caratterizzato da stilemi di stile neomedievale. La decorazione parietale imita gli arazzi appesi alle pareti con degli anelli. Nel fregio invece si ritrovano motivi sempre medievali come la frutta, l’albero della vita, animali da caccia. Queste decorazioni le troviamo anche nelle specchiature del soffitto a cassettoni e nei raccordi dei travetti: fagiani, lepri, scene cortesi. La cura del dettaglio è ovunque e non può che sorprenderci: serramenti doppi con specchiatura interna ed esterna,  un’anta a vetri piombati a motivi medievali, scuri che si mascherano nella boiserie.

Sala da pranzo, Villa Camilla. Alzano Lombardo. Foto Immobilgreen.
Camino con decorazioni policrome neomedievali. Villa Camilla. Alzano Lombardo. Foto Immobilgreen.
Particolari decorativi parietali. Tema con arazzo appeso.  Stile neomedievale. Villa Camilla, Alzano Lombardo.

Da questa stanza si accede ad un salottino questa volta di stile neorinascimentale, probabilmente un fumoir. Il gusto in questo caso è più virile e mostra una maggiore severità decorativa rispetto ai precedenti: soffitto a cassettoni a dischi sovrapposti, tipici delle decorazioni rinascimentali; rosette e decorazioni lungo la trave. Le travi sono in calcestruzzo semi-armato, una nuova tecnica messa a punto per ridurre l’utilizzo del ferro che era particolarmente costoso. Sui serramenti si distinguono piccoli vetri a corona che richiamano il gusto neorinascimentale. Anche la carta da parati simula certi rivestimenti neorinascimentali con decorazioni in rilievo.

Rosette in materiale cementizio sul soffitto del fumoir.
Particolare dei serramenti del fumoir con motivi neorinascimentali. Villa Camilla. Alzano Lombardo

Lasciato il fumoir e percorsa una zona di passaggio si raggiunge il Salone delle Feste, noto anche come Sala d’Oro. Oggi purtroppo non mostra più lo splendore di un tempo che possiamo solo immaginare: la carta da parati doveva essere probabilmente color oro, come i tendaggi che sono rimasti. L’ambiente, ampio e capace, aveva un enorme camino che è stato rimosso.  Ad impreziosire il salone c’era un’apertura con affaccio sul parco e un’alcova a bovindo,  tipica del periodo settecentesco. Questo salone infatti riporta uno stile barocchetto e rococò dall’intenzione galante che si nota anche nelle decorazione del soffitto, a stucchi. L’ambizione decorativa si può apprezzare anche nella raffinatezza delle porte, dagli intarsiati e dagli scuri delle finestre che sono a scomparsa nelle boiserie in legno.

Soffitto in stile barocchetto. Salone delle Feste o Salon d’Oro. Villa Camilla, Alzano Lombardo.

Da questo salone si accede ad altri due salottini. Retaggio dell’antica tradizione delle dimore nobiliari, gli ambienti erano organizzati uno in fila all’altro. Gli invitati potevano così visitare tutta la dimora attraversandone gli ambienti. In questo modo la famiglia poteva dimostrare tutto il suo prestigio.

Foto Immobilgreen

Esibizione della ricercatezza decorativa in tutti gli ambienti della villa è unica. Si denota una grande raffinatezza delle decorazioni che sono sempre misurate e mai ridondanti.

Salone d’onore. Villa Camilla, Alzano Lombardo. Foto Immobilgreen

Un altro ambiente molto interessante è quello che dove si trova lo scalone che conduce alla zona notte padronale e alla zona dove erano alloggiati i figli e la servitù.  Questa zona era coronata da bellissimo lucernario di cui purtroppo oggi possiamo solo immaginare la bellezza dei vetri e della decorazione visto che sono andati persi durante una delle scorribande vandaliche che hanno colpito la villa negli ultimi 25 anni. Possiamo però apprezzare le scale, in granito di cemento, con una cornice (anch’essa in cemento) che sembra marmo.

Se andiamo sulla visione aerea di google map, possiamo comprendere quanto fosse grande e preziosa la proprietà dei Pesenti. Oltre alla villa, Muzio disegnò anche le pertinenze, ossia le serre e le scuderie. Ad esse fu data una grande importanza e uno stile Liberty meno rigoroso che rese queste costruzioni dei piccoli gioielli.

Giardino d’inverno. Villa Camilla, Alzano Lombardo.

Molto di quello che ho riportato in questo post di fatto, oggi possiamo solo immaginarlo. Per avere un’idea di quello che potrebbe essere o diventare la villa, utilizzando le stesse finiture ma riportate a nuovo splendore, consiglio una visita alla Biblioteca di Alzano. Comprenderete cosa fosse allora Villa Camilla.

E se volete continuare a sognare, ecco delle foto di Villa Camilla veramente spettacolari che ho trovato in rete che fanno parte di un progetto fotografico davvero interessante.
Le foto relative a Villa Camilla sono molto belle. Avrei tanto volute saperle (e poterle) fare così. Bravi gli autori. Non perdetevele.

 

Note:
Le informazioni contenute in questo post sono tratte dal video realizzato durante la visita guidata svolta eccezionalmente nel 2012 su concessione del proprietario della villa. In quell’occasione (così come scritto nella locandina) fu presentata una pubblicazione specifica inerente la villa, elaborata da Mariangela Carlessi e Fabrizio Bonomi del Politecnico di Milano.

Le foto di Immobilgreen sono degli screenshot e sarà mia cura eliminarle qualora l’autore lo richiedesse. 

Villa Camilla è chiusa al pubblico e non è permesso visitarla. Si rammenta che entrare senza il permesso oltre che pericoloso (l’edificio non è in sicurezza) è una violazione della proprietà privata e si è passibili di denuncia.