Celebrare Francesco Tasso, il fondatore delle moderne poste d’Europa, a Cornello dei Tasso con una lettera affrancata.

Ci sono occasioni che capitano una sola volta nella vita. Come ad esempio trovarsi a Cornello dei Tasso, piccolo borgo medievale della Val Brembana, il giorno dell’emissione del francobollo commemorativo dedicato al 5° centenario anniversario della morte di Francesco Tasso. Acquistare la cartolina e il francobollo da 0.95 euro con il ritratto del Tasso, scriversi un messaggio memorabile, compilare la cartolina con il proprio indirizzo, affrancarla e farsela timbrare, imbucare il tutto e tornare a casa aspettando l’arrivo della propria unica missiva. Una cosa strana? No, davvero. Non per me.


Francesco Tasso (da non confondere con Torquato) fu un personaggio importante non solo per la storia di Bergamo, ma soprattutto per la storia delle comunicazioni e questo è il motivo per il quale l’emissione del suo francobollo era un’occasione che non potevo perdere. Francesco Tasso era infatti il capostipite del ramo della famiglia Tasso che tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento avviò e organizzò le poste degli Asburgo, creando collegamenti veloci e stabili con le principali città europee, attività per la quale viene riconosciuto ai Tasso il merito di aver fondato le moderne poste d’Europa.


Quanti di voi, quando erano piccoli, andando in vacanza si spedivano una cartolina a casa, come ricordo? Ecco, io ero una di quelle. Oggi questa usanza non c’è più e le uniche lettere che ricevo sono quelle della banca. E in un’epoca come la nostra in cui la comunicazione avviene con il semplice clic di un computer o attraverso lo schermo di un cellulare, e le notizie arrivano in tempo reale grazie alla TV, alla radio e a internet, pensare a quando la comunicazione avveniva per mezzo di missive scritte a mano e portate a cavallo attraverso l’Europa o per mare con le navi, può provocare una leggera vertigine.

Era il Cinquecento e il bisogno di comunicare fra imperi in modo ufficiale era una necessità alla quale nessuno stato poteva e voleva più sottrarsi. La famiglia Tasso seppe organizzare una rete di collegamenti postali che nel corso dei secoli ha imposto la propria eccellente organizzazione in tutta Europa, ponendosi al servizio dell’Impero. I suoi corrieri percorsero le antiche vie dell’Europa per portare da una città all’altra, lungo percorsi predefiniti e con mezzi sempre più veloci e sicuri man mano che la tecnologia migliorava, le lettere contenenti preziose notizie.

Il corriere postale rappresentò per secoli il fulcro fondamentale di questa organizzazione che contribuì alla diffusione delle conoscenze. Le lettere venivano scritte, ripiegate e sigillate con ceralacca e consegnate al corriere che le inseriva in una borsa che veniva chiusa con un lucchetto e riaperta solo a destinazione. Il corriere si metteva a cavallo e partiva.

Il suo viaggio sarebbe stato lungo e impervio, attraverso strade battute, sentieri, valli, passi, paesi e città. Ogni circa 20 chilometri il corriere si sarebbe fermato. Sarebbe arrivato nei pressi della stazione di posta, avrebbe suonato il suo corno per avvisare che aveva bisogno di un cavallo fresco o ferrato, sarebbe sceso da cavallo e, il tempo di rifocillarsi o darsi il cambio con un corriere fresco, sarebbe ripartito insieme al suo prezioso carico. Così per chilometri e chilometri. Tutto con la protezione dei vari paesi e delle popolazioni incontrate che ne avrebbero riconosciuto il valore pubblico del ruolo e che lo avrebbero aiutato in caso di necessità.

L’intraprendenza e la lungimiranza dei Tasso e di Francesco probabilmente la si deve al fatto che fossero originari di Cornello, un borgo posto lungo la via Mercatorum, strada percorsa da tempo immemorabile dai mercanti che dall’Italia volevano raggiungere le città e le fiere svizzere e germaniche. I Tasso lasciarono la loro terra e raggiunsero molte località europee, fra la quali la più importante fu Bruxelles (dove morì Francesco nel 1517), e in quelle località posero le basi di quello che sarebbe stato un vero impero economico, fino a raggiungere il titolo di principe con il nome di Turn un Taxis.


Per saperne di più su questa famiglia e sull’importanza sociale che le comunicazioni postali ebbero nell’evoluzione umana, consiglio una visita al Museo dei Tasso e della storia Postale di Cornello dei Tasso. Nel Museo potete trovare molte testimonianze dell’attività postale e non solo, di questa gloriosa famiglia.

Il museo dei Tasso e della storia postale è un istituzione fondata nel 1991 e dislocata in diversi edifici e stanze del borgo. Nella collezione esposta spiccano, oltre ai volumi e scritti prestigiosi dell’opera tassiana, La Gerusalemme Liberata, una lettera postale affrancata col pregiatissimo Penny Black, carte geografiche. Ma anche telefoni e telegrafi, a testimoniare l’evoluzione delle tecniche di comunicazione.

Nel museo troviamo una raccolta di documenti postali, come ad esempio delle guide per il viaggiatore, i francobolli emessi proprio dai Tasso per il loro servizio di carattere internazionale, e delle lettere antiche che caratterizzarono la posta nella sua organizzazione. Ma non solo. Possiamo ritrovare una miscellanea di lettere su cui è possibile vedere il percorso compiuto durante le rotte postali.

Ovviamente consiglio a tutti un giro di Cornello dei Tasso con la visita guidata organizzata dal Museo. Non ve ne pentirete. E se volete un’anticipazione leggete questo post in cui ne parlo.

Il museo è aperto tutto l’anno dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Ingresso gratuito.

Se invece volete saperne di più su Francesco Tasso, a Cornello, fino al 31 dicembre sarà possibile visitare una mostra a lui dedicata dove si trovano dei pannelli espositivi che illustrano, per immagini, la storia di questo personaggio partendo dalla sua nascita a Cornello, passando per l’attività svolta sotto la famiglia degli Asburgo fino agli aspetti più personali della sua vita.

Posta su un livello intermedio tra la via Mercatorum e la chiesa, è un caratteristico agglomerato di abitazioni strette una contro l’altra, dai caratteristici balconi in legno, che si affacciano su di una via sterrata; qui hanno sede l’ufficio informazioni turistiche, che funge anche da ufficio filatelico.