Festeggiare i 10 anni della TEB di Bergamo, il tram delle Valli: 16 fermate di storia e di storie

Il  24 aprile 2019 la TEB di Bergamo (Tramvie Elettriche Bergamasche), il Tram delle Valli compie 10 anni. Quale modo migliore di festeggiare questo primo traguardo che non ripercorrerne la storia snocciolando numeri,  aneddoti e luoghi d’interesse stazione dopo stazione? Ecco perché ho preso il tram quest’oggi e mi sono fatta tutte e 16 le fermate osservando tutto quello che c’è sul tragitto.

Erano gli anni ’60 quando la bergamasca vide per l’ultima volta la sua rete ferroviaria connettere fra loro la provincia e il suo capoluogo. Nel 2009 l’inaugurazione della linea tranviaria Bergamo-Albino, sorta dalle ceneri della ferrovia, ha costituito il primo passo verso il futuro della mobilità della zona.

TEB Bergamo FS

Tutti i numeri della TEB

Bergamo-Albino, dodici chilometri e mezzo di binari dal cuore della città fino alla media Valle Seriana, a bordo di 14 tram elettrici, attraversando 6 comuni con oltre 220.000 abitanti serviti e in rapido collegamento con le principali linee di autobus della città, dell’hinterland, delle direttrici dell’alta Valle Seriana e con la rete ferroviaria regionale.

Un percorso di 16 fermate che affianca un territorio in profonda trasformazione e sviluppo, grazie anche al tram e le sue connessioni: vecchi stabilimenti riconvertiti a vivaci poli culturali, aziende a due passi dalle fermate e più di 13 mila persone che ogni giorno si spostano per motivi di studio, lavoro o svago lungo la linea T1.

Dieci anni di persone in viaggio. Dieci anni di uomini e donne alla guida dei tram al lavoro nei grandi spazi del deposito e dell’officina, vero cuore operativo del servizio e al controllo della marcia dei tram per un totale di  45 dipendenti.

TEB Albino

Sul tram elettrico si viaggia ecologicamente

Un viaggio silenzioso, ecologico, a tratti emozionante e suggestivo, che dalla stazione di Bergamo si snoda lungo un territorio ricco di storia, arte, paesaggi: balconi fioriti affacciati sui binari, ampie aree verdi, 5 piste ciclopedonali tram&bike8 parcheggi di interscambio con 518 posti auto e all’orizzonte il profilo delle montagne della valle.

Sulla TEB con la biciclettaIl tram delle valli è un’infrastruttura green che collega la città alla Valle Seriana, attraverso il tram ‘Bergamo-Albino’. La linea ha contribuito a “trasformare” il territorio, generando “valore economico, urbanistico e sociale”. Le vetture viaggiano ad alimentazione elettrica, il 35% dell’intero tracciato è ricoperto di prato, lungo la linea l’interscambio è garantito dai parcheggi e da una bellissima pista ciclabile.

Per questo la TEB ha ottenuto la bandiera verde di Legambiente per la promozione della mobilità sostenibile.

Lo sapete che potete anche andare sul tram con la bicicletta? Ecco un link per saperne di più sulle norme che regolano il trasporto delle biciclette sulla TEB 

Il Tram delle Valli piace ai bergamaschi

Parcheggiata l’automobile, per molti il tram si è rivelato il mezzo più sicuro, puntuale e affidabile per spostarsi – 99% delle corse in orario – e oggi la tramvia è un servizio di trasporto pubblico apprezzato e utilizzato da tutti: 5.4 milioni i chilometri percorsi dall’avvio e una pagella da 7,8 per la qualità del servizio offerto (indagine di soddisfazione dei clienti 2018).

Non è quindi difficile immaginare perché il “Tram delle Valli” abbia conquistato in 10 anni la fiducia di oltre 33.5 milioni di passeggeri ridando vita alla storica tratta della ferrovia della Valle Seriana, utilizzata nel secolo scorso e dismessa negli anni ’60.

16 fermate piene di storia e di storie

Ad ogni fermata avrete la possibilità di scoprire dei luoghi che raccontano la storia di Bergamo e della media Val Seriana. Se volete potete utilizzare il percorso che vi racconta il sito della TEB, oppure usare i post di questo blog.

Nella foto qui sotto trovate tutte le fermate.

16 fermate TEB

La prima fermata la trovate in Stazione – Bergamo FS

Qui, a due passi dalla fermata trovate la parete realizzata dall’artista bergamasco Steven Cavagna che racconta tutte le bellezze di Bergamo e provincia. Lasciatevi sorprendere dal racconto per immagini che si trova alla stazione delle autolinee, a due passi dalla TEB e dalla stazione FS.

La seconda fermata è Bergamo Borgo Palazzo 

Qui, scendendo potete arrivare camminando al torrente Morla e al San Giovanni Nepomuceno e se siete fortunati potete fotografare l’airone cenerino che ogni anno staziona sulle rive di questo piccolo corso d’acqua cittadino.

La terza fermata è Bergamo San Fermo

Questa potremmo definirla la fermata dei Musei perché in 5 minuti di cammino arriverete alla GAMeC e all’Accademia Carrara. Non perdetevi quindi una visita ad entrambi.

La quarta fermata è Bergamo Bianzana 

Con una camminata di pochi minuti potete arrivare al Quartiere Finardi, polmone verde di Bergamo Bassa, e in particolari giornate di apertura potete visitare Villa Finardi.

La quinta fermata è Bergamo Redona 

Da questa fermata potete raggiungere Parco Goisis, il Quartiere Finardi e lo Stadio Atleti d’Italia dove gioca la mitica Atalanta.

La sesta fermata è Bergamo Negrisoli 

A questa fermata potete trovare Parco Turani, dove in estate da alcuni anni di sera si svolge la rassegna Cinema al Parco.

La settima fermata è Bergamo Martinella 

Siamo alla periferia di Bergamo. Qui una volta c’erano case basse, campagna all’orizzonte, la stazioncina della ferrovia e niente traffico.  È un luogo di passaggio, in movimento verso lo sviluppo. Uno sviluppo che anno dopo anno è arrivato: la città è cresciuta ed è arrivata fin qui con i suoi palazzi alti e moderni. È cambiato tutto, ma la sua storia è ancora riconoscibile, anche grazie all’edificio che ospita il bar sulla sinistra e, a destra, all’edificio ferroviario, ancora lì a tenere il filo che unisce passato e presente.

L’ottava fermata è Torre Boldone

Ecco un paese di cui non ho ancora parlato, ma che merita una visita. Soprattutto per la visita al complesso di Santa Maria Assunta, la chiesa con il chiostretto che le suore hanno riportato all’antico splendore. Merita.

La nona fermata è Ranica 

Qui potete andare a visitare un po’ di attrazioni, ma quella che merita senz’altro, se la trovate aperta, è Villa Camozzi e il suo parco.

L’ottocentesca Villa Camozzi è sede del Centro per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri. E’ un felice esempio di riconversione di un edificio con importanti caratteristiche storiche e artistiche in sede di attività innovative e tecnologie d’avanguardia. La costruzione neoclassica, circondata da un parco di 60.000 mq con numerosi alberi secolari, fu costruita su progetto dell’architetto Simone Elia per i conti Camozzi, i cui figli Gabriele e Giovanni Battista sono noti per l’importante contributo dato alle lotte per l’Unità d’Italia.

La decima fermata è Alzano Lombardo 

Qui potete andare a visitare la Basilica di San Martino e le Sacrestie e il museo della Basilica. Ma vi consiglio anche un giro a visitare l’ex fabbrica delle Cartiere Paolo Pigna, il Complesso di Santa Maria della Pace attiguo all’Ospedale, la Chiesa di San Pietro Martire e se non volete entrare in città, ma preferite rimanere sul fiume a godervi la natura potete andare a dare una sbirciatina all’Oasi delle Oche.

L’undicesima fermata è Alzano Sopra 

Qui potete scendere a guardare l’ex cementificio Pesenti che è proprio attiguo alla fermata e con una passeggiata di qualche minuto potete arrivare fino al giardino di Villa Camilla. Non potrete entrare, ma se leggete il post che ho scritto mesi fa potete scoprire la storia di quella che un tempo era una villa stupenda.

La dodicesima fermata è Nembro Camozzi 

Percorrendo 5 minuti a piedi potrete arrivare al Museo delle Pietre Coti. Il Museo delle Pietre Coti  ha una particolare rilevanza culturale e documentaria dato che proprio nella bassa valle Seriana l’industria delle coti ha avuto lungo i secoli uno dei suoi centri di escavazione e di lavorazione. Nembro e Pradalunga sono stati infatti per secoli territori di produzione e di commercializzazione delle coti, le indispensabili pietre che servono per ridare il filo agli attrezzi da taglio, in particolare alla falce fienaia.

La tredicesima fermata è Nembro Centro 

Ci sarebbero molte cose da raccontare su Nembro, ma io vi consiglio assolutamente di andare a visitare la biblioteca di cui vi ho parlato qualche tempo fa. E’ davvero strepitosa.

La quattordicesima fermata Nembro Saletti 

Se siete passati dall’Oasi delle Oche non potete perdervi questo luogo, l’Oasi Saletti, un lago di fitodepurazione, di circa 6.000 mq, che si estende su una superficie complessiva di circa 12.500 mq, costituendosi come una vera e propria “zona umida” d’interesse naturalistico.
L’acqua prelevata dalla Roggia Seriana, mediante un canale adduttore e un sistema di chiuse, immessa nell’invaso, con una profondità variabile da 1.00 a 1.50 mt., viene reintrodotta, depurata, nella Roggia Morlana.
L’area rappresenta uno degli ambienti più produttivi in cui trovare una grande biodiversità sia floristica che faunistica, con un’importante valore nel mantenimento della diversità genetica ed ecologica (Convenzione di Ramsar).

La quindicesima fermata è Pradalunga 

Da questa fermata percorrendo 7 km tra i boschi potete raggiungere la Baita Pratolina e il Monte Misma. Una bellissima passeggiata che può terminare con un bel pic nic.

Si parte dalla Chiesa vecchia di Cornale (378 m), frazione di Pradalunga.
Si sale seguendo il sentiero CAI 539 entrando ben presto nel bosco e si prosegue a mezza costa sino ad arrivare in “Pradolt”, un grazioso prato ricco di  castagni secolari.
Qui è situata la baita Pratolina ora ristrutturata dal GAF (Gruppo Alpinistico Forcella di Pradalunga), che si offre come punto di ristoro per chi vuole fare una scampagnata.
Si sale prima per una comoda mulattiera e poi per un sentiero in mezzo a castagni e betulle sino a congiungersi con il sentiero che sale dalla località Forcella.
Con un ultimo tratto più ripido si raggiungono infine i prati sommitali del monte Misma (1160 m).

La sedicesima (e ultima) fermata è Albino

Ad Albino vi consiglio di fare il Percorso del Moroni. L’itinerario moroniano è contrassegnato da una segnaletica con pannelli collocati sugli edifici di maggiore interesse, che rinviano attraverso un qr-code alle schede di approfondimento per i singoli edifici religiosi e civili.

Dalla stazione di testa della TEB dirigendosi verso via S. Anna si arriva in via Mazzini nel cuore del centro storico di Albino, sulle tracce del pittore rinascimentale Giovan Battista Moroni.
Tra i principali edifici da visitare: la chiesa di S. Anna, sorta sull’antico nucleo del convento di S. Anna,  la quattrocentesca chiesa di S. Bartolomeo, la chiesa prepositurale di S. Giuliano Martire, pinacoteca della città che conserva i capolavori dell’arte sacra di Giovan Battista Moroni, il Santuario della Madonna del Pianto.

Note

Le foto le ho recuperate in rete, sul sito della TEB, così come le informazioni che non sono tratte dai post che avevo già realizzato. 

10 commenti

  1. Io non sono di Bergamo ma sponsorizzo sempre le iniziative verdi e questa lo è senz’altro. Mi piace molto l’idea che si possa portare con sè anche la bici, utile anche per vivere al meglio proprio questi itinerari.

  2. Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di visitare questa bellissima città, ma con il poco tempo a disposizione ho dovuto rinunciare a questo tram ed al suo percorso. Sarà per la prossima volta.

  3. Un percorso tra storia e natura: cosa desiderare di più? A me piace molto il tram tra l’altro anche per un discorso pratico: in una città che non conosci trovo che sia più facile seguire il percorso su rotaia rispetto a quello del bus, mentre il vantaggio rispetto alla metro è che puoi goderti il paesaggio.
    Questo percorso mi ricorda un po’ quello di un tram storico che passa attraverso Stoccolma.

  4. Poter ammirare Bergamo in maniera ecologica e veloce è la scelta migliore. Sono stata a Bergamo, mi è piaciuta molto, ma purtoppo avendo poco tempo non ho potuto prendere questo tram elettrico. Lo farò la prossima volta 🙂

  5. Tanta storia per questo tram ma anche una visione volta al futuro. Trovo notevole che non solo sia un mezzo di trasporto ecologico ma che permetta anche di poter portare le bici in modo da poter poi velocizzare il restante percorso fatto dalla fermata. A sentire la descrizione poi ogni tappa merita una sosta. Si potrebbe quasi usare per fare una sorta di itinerario fatto interamente con il tram per scoprire Bergamo e dintorni!

  6. Ho sempre amato il tram, è stato il mio mezzo di trasporto principale per vent’anni passati. Il suo sferragliare per me è tuttora fonte di buonumore. Ma la tramvia e il tram elettrico, è come dire un Concorde rispetto a un aeroplanino di carta! Questo percorso è commovente. E brava tu che hai raccontato l’itinerario anche per chi non può essere lì!

  7. ” Erano gli anni ’30 sul finire quando Piero salì per la prima volta a Vertova verso Bergamo e poi dopo e dopo……ancora molte volte. Anche i ballatoi esterni con il cancelletto, mi pare , i respingenti di ferro ovviamente visibili ,che mi sembravano enormi, così come la locomotiva a vapore.
    Io e mia sorella lo chiamavamo il ciuf-ciuf…………..” il nostro trenino.

    Poi ci trasferimmo in Romagna , si veniva a Bergamo solo per parenti, funerali, cimitero, il Sentierone, Rotonda dei Mille , S.Alessandro,, Via Pignolo, il Balzer, anzi i due Balzer con i loro cannoncini e bignè , Città Alta la funicolare, San Vigilio, il Campanone con i 100 rintocchi………… Nel 1959 comperai la prima 500 , tetto di tela lungo e porte apribili davanti e il treno basta. Mi sposai , gli sciagurati chiusero la ferrovia che saliva fino a Ponte Nossa , tutto su gomma ;abitavo a Milano e avevamo le Autostrade, feci la prima volta BG Milano, corsia unica su una Balilla e poi pezzo pezzo quella del Sole……………….

    Mi piace il Suo blog e mi piacciono i suoi racconti, tutto visto da poco. Complimenti

    Piero Muzio

    1. La ringrazio signor Muzio. Non ha idea di quanto mi faccia piacere leggere il suo commento. Continui a seguirmi. A presto, Raffi

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