Visitare Palazzo Sauli di Pumenengo, accompagnati da una vera marchesa

La provincia bergamasca riserva sempre un sacco di sorprese. E per viverle, bisogna assolutamente approfittare degli eventi organizzati dai vari gruppi locali che difendono la cultura e il territorio. Come ad esempio la Giornata dei castelli, palazzi e borghi medievali, un ciclo di aperture a cadenza mensile, che viene organizzata ormai da alcuni anni e che permette di entrare in luoghi non sono sempre accessibili al pubblico e scoprirne la storia.

Ed è stato proprio grazie alla prima giornata in quella che alcuni chiamano anche Castelli Aperti 2018 che ho scoperto Pumenengo e Palazzo Sauli. Confesso la mia ignoranza, ma non ne avevo mai sentito parlare e non sapevo né che ci fosse un castello, né un palazzo nobiliare cinquecentesco che nei secoli aveva ricoperto diverse funzioni: tribunale, filanda, abitazione, e oggi location per eventi.

 

Palazzo Sauli è un edificio nobiliare del XVI secolo edificato a opera del conte Soncino Secco, attualmente di proprietà dei marchesi Sauli Scassi. La cosa bella è che siamo stati accompagnati dalla padrona di casa in persona, la marchesa Marina Scassi, che ci ha introdotto alle bellezze di quelle antiche stanze e della spettacolare ghiacciaia da poco restaurata.

I Sauli noti sin dal tempo delle Repubbliche Marinare, originari del capoluogo ligure, arrivano a Pumenengo agli inizi del secolo, in seguito al matrimonio del Marchese Onofrio con Caterina Gattorno, proprietaria del palazzo. In quel periodo parte del palazzo divenne una filanda e oggi la grande sala che ospita i banchetti dei matrimoni è proprio quella che un tempo veniva usata per lavorare i filati.

 

L’origine dell’immobile principale si può far risalire almeno alla dominazione feudale dei Secco, il cui stemma appare inciso nella cimasa del portone d’ingresso e che vedete nella foto. L’edificio presenta una pianta complessiva ad L, e ha un’imponente facciata lungo via Roma, la via che conduce al vicino castello e alla chiesa parrocchiale. Il palazzo è costituito da due piani fuori terra, poderose lesene, cornice marcapiano, mensole sagomate sottogronda. Il portale ad arco, in posizione centrale, esibisce anch’esso analoga riproduzione delle pietre squadrate.

 

 

 

 

I fronti interni sono caratterizzati da un interessante paramento murario a borlanti di fiume e ciottoli presi sicuramente dal fiume Oglio che si trova a pochi passi da Pumenengo. La tessitura muraria è particolare e si distinguono chiaramente i borlanti posizionati a lisca di pesce e gli inserti in laterizio.

 

All’interno segnato dal particolare assetto con un atrio centrale e diverse stanze laterali, troviamo dei saloni con i soffitti a volta, un salone con soffitto sostenuto da mensole e dotato di camino monumentale all’interno del quale, per l’occasione, abbiamo trovato delle donne impegnate nell’antica arte del tombolo.

 

 

 

La Filanda ubicata a nord, a chiusura del cortile, è costituita da una muratura perimetrale su pianta pressoché rettangolare. Il fabbricato è identificato da un’orditura portante a vista, con successione di capriate e sovrapposta copertura a due falde. Oggi viene utilizzato come sala per banchetti, ma è visibili ancora la struttura antica.

 

I pavimenti in cotto, ve ne accorgerete, sono davvero splendidi e alcune porte di comunicazione sono realizzate con serramenti “alla lombarda”.

img_6513La marchesa ci raccontava che essere proprietari di un palazzo storico non è per niente facile, ma bisogna avere tanta passione e amore per il luogo. Le Belle Arti impongono perché arrivino le sovvenzioni, che tutti i lavori di recupero e ristrutturazione siano fatti ad opera d’arte, a volte contravvenendo a quello che oggi sarebbe il buon senso e un uso moderno. Per farvi capire, pare che per trasformare quel palazzo in una location per eventi ci fosse la necessità di realizzare più bagni di quelli che erano presenti originariamente e in una zona di passaggio, e la Contessa ha dovuto battagliare non poco in quanto un tempo i bagni non c’erano e la Soprintendenza voleva che si rispettasse la pianta originaria che prevedeva stanze che davano tutte verso il centro, senza locali di passaggio. Per farla breve i bagni avrebbero dovuto dare sul salone del banchetto mostrando a tutti l’ingresso e l’uscita di chi ne aveva bisogno. Se ci penso mi viene da ridere. Per fortuna questo alla fine non è avvenuto e quello che vediamo è una splendida location dotata di tutti i confort adatta a rendere indimenticabile qualsiasi evento.

E’ stato interessante chiacchierare con questa signora, perchè in modo molto franco ci ha spiegato che possedere e mantenere questi palazzi storici non è per nulla semplice, nè dal punto di vista economico (questo è il motivo per cui spesso diventano location per eventi) nè dal punto di vista normativo (le Belle Arti hanno delle regole molto severe per tutelare le opere del passato). Ci sono casi infatti in cui la Contessa non ha potuto ristrutturare alcune parti dell’edificio a causa delle regole delle Belle Arti, come ad esempio mettere dei serramenti moderni per sostituire dei serramenti d’epoca rotti. E così pare abbia dovuto lasciare dei locali vuoti perché troppo freddi in inverno.

Molto suggestiva la cantina, finita di restaurare da pochi mesi. Si tratta di un camerone a volta con un piccolo corridoio che porta al vecchio pozzo e all’antica ghiacciaia dove venivano conservate le carni durante l’inverno. Uso risalente addirittura al 1600 e lo si evinca dalla data impressa sulla parete della ghiacciaia.

 

 

Oggi viene utilizzata come location per le degustazioni di vini e per eventi privati.

 

Fino a poco tempo fa era in parte crollata e piena di laterizi. Uno studioso qualche tempo prima aveva cercato di capire se, come era in voga al tempo della costruzione del palazzo, esistesse un passaggio segreto tra l’edificio e il Castello di Pumenengo, ma le ricerche non sono andate a buon fine e si è quindi dedotto che non ci fosse.

Durante la visita abbiamo potuto girare nel palazzo con la distribuzione tipica secentesca delle stanze infilate, senza corridoi. Stanze molto grandi con soffitti affrescati e nel salone principale un enorme camino.

 

 

Molto interessante anche la stanza delle armi, ricostruita con mobili d’epoca per esporre le armi di famiglia recuperate nei secoli. La Marchesa ci ha tenuto a sottolineare che alcune armi sono proprio quelle dei suoi avi, usate nel periodo risorgimentale.

 

La visita si è conclusa. E nel caso vi dovesse venire voglia di visitare il Palazzo, vi consiglio di informarvi sulle giornate di apertura al pubblico. Sperando che non succeda come è successo a me che pioveva di brutto: il giardino è davvero molto carino e le foto che potreste fare sarebbero davvero suggestive.

Note
Le foto sono mie. Le informazioni su palazzo Sauli le ho raccolte in parte durante la visita e in parte in Rete.
Pumenengo si trova in provincia di Bergamo e lo si raggiunge comodamente con la Brebemi, uscita Calcio. Per informazioni sulla location contattare attraverso il sito internet