Vipere bergamasche: conoscerle per evitare rischi e riconoscerle (per scappare solo se serve)

Una delle cose che ho imparato nelle mie scorribande sul territorio bergamasco è che quando si visitano posti nuovi, che siano immersi nella natura o che siano in ambiente cittadino, è importante saper prevedere i rischi per evitare che si trasformino in incidenti. Si può inciampare, si può cadere, ci si può ferire, si può essere sorpresi dal brutto tempo, ci si può perdere, ci si può imbattere in animali coi loro cuccioli pronti a difenderli da tutto e tutti. E, udite udite, si può anche incrociare un serpente sul proprio cammino e non saper che fare. Il rischio di essere attaccati da una vipera è molto basso, ed è statisticamente più facile incrociare un serpente innocuo, piuttosto che un serpente velenoso. Ma questo non toglie che non sia importante conoscere e riconoscere i serpenti velenosi. Siete degli escursionisti? Vi piace andare a camminare nei prati? Siete dei cercatori di funghi in erba? Vi piace andare ad esplorare antichi casolari e case disabitate? Ecco, voi siete dei soggetti a rischio ed è per questo che oggi vi parlerò di vipere bergamasche.

Vediamo come distinguere i serpenti velenosi presenti nella bergamasca dai serpenti innocui e cosa fare in caso di morso velenoso.

Vipere bergamasche: quali specie vivono sul territorio

Partiamo dunque dai serpenti velenosi. Distinguere al volo tra i diversi tipi di rettili quando ce li troviamo di fronte non è per nulla semplice, primo perché alla loro vista può assalirci un senso di terrore e poi perché in realtà si conoscono molto poco e non tutti sanno come è meglio comportarsi. Ecco perché è importante cominciare a familiarizzare con le differenze per capire al volo se rimanere tranquilli o darsela a gambe.

Una volta la sola idea di incrociare una vipera velenosa mi terrorizzava, ma oggi, dopo aver letto mille articoli e aver parlato con alcuni esperti, il mio terrore si è ridimensionato ed è diventato una “ragionevole paura”.  Delle quattro specie di vipere presenti in Italia , solo due vivono nelle Valli Bergamasche: la Vipera Berus e l’Aspis.

Sia la Vipera berus (o marasso) sia la Vipera Aspis (o vipera comune), sono distinguibili dagli ofidi (serpenti) innocui per il corpo tozzo, la testa vagamente triangolare e la pupilla verticale. Ma conosciamole meglio.

Viper Berus (marasso): com’è fatta e come riconoscerla

Il marasso è lungo dai 40 ai 75 centimetri, la femmina è generalmente più grande del maschio, il colore è molto variabile dal grigio al bruno sempre comunque con una linea scura a zig zag sul dorso. Un tratto distintivo comune delle vipere è la coda breve, tozza e distinta dal tronco. Questa vipera può vivere sino a 15 anni. Tra le vipere italiane è quella con maggior quantità di neurotossina.

Questa vipera svolge la sua attività nel periodo diurno-crepuscolare, nei mesi particolarmente caldi può però essere anche notturna. La sua presenza è stata riscontrata sino a 3000 metri preferibilmente nei pascoli con pietre ed arbusti ed ai margini di boschi di conifere.

Marasso o vipera berus

L’aspis (vipera comune): com’è e come riconoscerla

La vipera comune è lunga dai 45 ai 75 centimetri dal colore grigio giallastro alle volte bruno rossastra con barre trasversali brune scure, testa triangolare larga alla base, distinta dal corpo e apice del muso rivolto all’insù.

L’aspis è diurna, ma nei periodi particolarmente caldi la potete trovare in giro anche di notte. Vive in boschi luminosi di latifoglie, bordi incolti, siepi, muri a secco, aree rocciose cespugliate, cave di pietra. Può giungere sin nei giardini e nelle vicinanze di abitazioni che rimangono chiuse a lungo.

La vipera comune ama crogiolarsi al sole, su rocce calde, rappresentando perciò un discreto pericolo per rocciatori e scalatori. Pur essendo in grado di resistere discretamente al freddo, in autunno si rintana per il letargo invernale da cui può uscire per nutrirsi in caso di caldi eccezionali invernali. La si può incontrare anche in pieno inverno sulla neve.

Aspir viper

Serpenti innocui: riconoscere i più diffusi in Italia

Riconoscere i serpenti innocui più diffusi in Italia vi risparmierà un sacco di colpi al cuore, credetemi. Una volta ho incrociato sulle scalette di Bergamo un serpentello e quasi svenivo. Per fortuna era innocuo, ma se l’avessi riconosciuto prima, avrei evitato quell’urlo disumano e il salto all’indietro con capitombolo finale che il mio partner ancora si ricorda.

Il Biacco

Se vi trovate in un ambiente cittadino nella stragrande maggioranza di casi vi imbatterete nei biacchi: serpi non velenose tra le più diffuse in Italia. Si tratta di una specie protetta, utile perché si nutre di topi.

Lungo 120-130 cm., il biacco può raggiungere i 2 metri di lunghezza (si, fa abbastanza impressione questa lunghezza). Il suo colore è un misto fra il giallo e il verde, ma esistono anche esemplari completamente neri, grigi o marroni.

Molto spesso, il biacco occupa tunnel e tane di topi/ratti di cui si nutre, risultando anche  un ottimo regolatore della popolazione di Vipere perchè, bisce, vipere e serpentelli giovani costituiscono il suo pasto insieme a sauri, orbettini, lucertole, anfibi e soprattutto a uova di uccelli. Se può, il biacco fugge via velocissimo ma fate attenzione, nel periodo estivo, a mettere le mani nei tombini e nei  pozzetti di irrigazione nei giardini. Il suo morso, certamente  doloroso,  non è velenoso ed è molto raro.

Biacco serpente innocuo

La Natrice dal collare

La natrice dal collare (Natrix natrix) è un serpente poco aggressivo e completamente innocuo per gli esseri umani. E’ difficile che morda e se proprio deve mordere qualcuno preferisce  i pesci di cui si nutre.

Si tratta di una specie acquatica: la troviamo in fiumi, laghi, corsi d’acqua e ambienti molto umidi, su tutto il nostro territorio. Considerato uno dei serpenti più diffusi in Italia. Gli esemplari di questa specie hanno una lunghezza compresa tra i 70 centimetri a il metro e ottanta.

Serpente innocuo natrice dal collare

La biscia viperina

In Italia si trova una specie di biscia insidiosa, soprattutto quando si tratta di distinguerla dalle vipere. Si tratta della biscia viperina (Natrix Maura), chiamata così per la sua somiglianza con la vipera, anche se si tratta di un serpente non velenoso.

Questo serpente vive sempre vicino a corsi d’acqua e la sua strategia di difesa è molto particolare. Infatti, quando si sente minacciato, la testa sua testa cambia forma e diviene triangolare, l’animale sibila e i disegni sul dorso divengono più evidenti. Il suo scopo è quello di essere scambiato per una vipera, visto che le caratteristiche e la colorazione sono simili. Se non siete sicuri di saperlo riconoscere, meglio non avvicinarsi per nessun motivo: potrebbe essere veramente una vipera.

Natrice viperina serpente innocuo

Saettone

Il saettone (Zamenis longissimus) è un altro serpente non velenoso diffuso su tutto il nostro territorio . A differenza del biacco, il saettone si muove in modo lento e sinuoso e, se disturbato, si allontana lentamente. Possiamo incontrare questo serpente nei boschi umidi con una vegetazione fitta.

Questo serpente ha un corpo tonico e affusolato e in genere è lungo circa un metro e mezzo. La sua colorazione può essere marrone o verde e presenta in genere delle striature bianche, mentre la testa e il collo tendono a una tonalità giallastra.

Serpente innocuo Saettone

Orbettino: il serpente che non è un serpente

L’Orbettino (Anguis fragilis, Linnaeus 1758), spesso erroneamente ritenuto un serpente, è un Sauro assolutamente innocuo che può raggiungere una lunghezza massima di 50 cm. Significa che è imparentato con le lucertole e nell’evoluzione ha perso gli arti.
La femmina è di norma più lunga del maschio. Gli adulti mostrano una colorazione che può variare dal grigio al bruno marrone, mentre i giovani sono piuttosto dorati o argentati. I i maschi sono solitamente di colore uniforme, mentre la maggior parte delle femmine e dei giovani individui presentano fianchi,ventre con bande longitudinali scure. I maschi di una certa età possono essere pigmentati di azzurro o di blu.
Se visto dall’alto, un Orbettino è identico dalla testa alla coda e presenta un corpo cilindrico a sezione circolare.  Contrariamente ai serpenti, l’orbettino possiede piccole scaglie disposte uniformemente su tutto il ventre. L’Orbettino si differenzia dai serpenti anche per il fatto che possiede degli occhi dotati di palpebre, mentre in questi ultimi sono ricoperti da due scaglie trasparenti fisse.
In estate e nei primi mesi dell’autunno è possibile trovare gruppi di Orbettini, in particolare giovani e sub-adulti, riuniti sotto cataste di legna, mucchi di pietre, assi, lastre di pietra o di metallo, oppure mucchi di fieno, di strame in decomposizione o di letame. Non sono però tanto i bisogni sociali a riunirli, quanto le condizioni favorevoli: in questi luoghi essi trovano calore, protezione e allo stesso tempo possono cacciare indisturbati i lombrichi e i gasteropodi, che costituiscono la loro dieta principale.
Orbettino

Vipere bergamasche: suggerimenti per ridurre i rischi

E ora che avete capito come distinguere i serpenti velenosi da quelli innocui e quali sono le vipere presenti sul territorio bergamasco, ecco qualche suggerimento per ridurre i rischi di trasformare un fortuito incontro in un dramma: come evitarle, cosa fare quando le si incontra, cosa fare in caso di morsicatura, cosa non fare…

Le vipere sono animali tranquilli, ma non disturbatele

Sono in molti a temere la Vipera per via del suo morso, talvolta velenoso ma, non tutti sanno che, di norma sono più le vipere a temere l’uomo che non viceversa. Le vipere sono animali tranquilli che attaccano solo se disturbati o se si sentono in pericolo.

Il morso della vipera italiana raramente è mortale. Nel nostro paese infatti muore all’incirca una persona all’anno, anche se quelle effettivamente morse sono molte di più. Come regola generale è bene dire che se non viene colpita una parte vitale, come il volto o il collo, in genere non si corrono rischi immediati per almeno due ore. ma è bene non sottovalutare la cosa e chiamare immediatamente i soccorsi.

Ricordate che siete sempre voi ad invadere l’habitat della vipera perciò, quando siete all’aria aperta siate prudenti perché la vipera vi teme e, se vi avvicinate troppo o se la spaventate, questa potrebbe reagire.

Cosa fare per evitare le vipere

Camminate con passo pesante, battete con forza i piedi sull’erba e le pietre con un bastone (le vipere hanno un udito poco sviluppato ma sono molto sensibili a movimenti e vibrazioni).

Non camminate tra la vegetazione a piedi nudi o con scarpe basse ma indossate calzettoni di lana pesante e calzoni lunghi di tessuto. Evitate di frugare tra la vegetazione a mani nude.  Non salite sui muretti o pendii appoggiando le mani dove non si vede perfettamente.

Sedetevi, sdraiatevi o fate picnic solo in luoghi aperti e distanti da ammassi vari, pietraie, muretti, legnaie. Se appoggiate per terra giubbotti o maglioni, o se li appendete ai rami dei cespugli, prima di indossarli di nuovo scuoteteli con decisione e più volte.

Controllate a vista i bimbi piccoli e fateli giocare solo in posti sicuri, facendo attenzione ai rustici abbandonati o ai casolari isolati.

Tenete il vostro cane il più possibile vicino e se vedete che indugia su buchi o cavità abbaiando o infilandoci il muso, fatelo allontanare velocemente.

Cosa fare quando si incontra una vipera

Per evitare di essere morsi da una vipera poche e semplici regole: non avvicinatevi e non disturbate nessun serpente e, soprattutto, non tentate di uccidere quelli incontrati.

Se proprio siete costretti a colpire una vipera, mantenetevi ad almeno un metro da essa , distanza che consente di non correre ulteriori rischi. E se proprio vi trovate in una situazione di emergenza non cercate di prenderla per la coda, ma colpitela con un bastone o un sasso sulla testa.

Morso di vipera

Il morso è caratterizzato dalla presenza di due segni di puntura profondi, e distanti tra di loro 6-8 millimetri che continuano a produrre sierosità. Vari fattori condizionano la gravità del morso di vipera: la sede della morsicatura (testa e collo sono quelli più pericolosi), la presenza di germi patogeni, che sono sempre presenti nel cavo orale della vipera e condizionano sovra infezioni, il peso e la superficie corporea del paziente, le condizioni generali del paziente o la presenza di malattie, l’età.

I bambini e gli anziani sono i soggetti più a rischio non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per frequenza di incidenti: i bambini perché non sono consci del pericolo che corrono e gli anziani perché spesso sono anche cercatori di funghi.

Riconoscere i sintomi di un morso di vipera

Il veleno produce segni e sintomi locali che compaiono entro pochi minuti: gonfiore, eritema, intenso dolore locale, ecchimosi; il gonfiore ha un andamento verso la radice dell’arto interessato dal morso. Se il dolore locale non compare rapidamente, si può quasi escludere l’avvelenamento. Altri sintomi, che coinvolgono l’intero organismo possono comparire anche dopo ore dal morso, ma anche immediatamente e sono la spia di un grave avvelenamento: nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, dolori articolari e muscolari, abbassamento della pressione, vertigini, agitazione, ecc.

Cosa fare se una persona viene morsicata da una vipera

Se ad essere morsicato è un umano, è importante fargli mantenere la calma per non accelerare troppo la circolazione sanguigna, immobilizzare la parte con un bendaggio compressivo e raggiungere nel più breve tempo possibile un ospedale per le cure del caso.

Cosa non fare se una persona viene morsa da una vipera

Se siete amanti dei film western e avete in mente l’eroe che si incide la ferita provocata dal serpente per  succhiare il veleno e sputarla per terra, be’, dimenticatevelo e non fatelo assolutamente. Ripetete con me: NON SUCCHIARE IL VELENO DI UNA VIPERA DALLA FERITA DI QUALCUNO.  Procedure di aspirazione o rimozione meccanica del veleno (es. suzioni, incisioni) sono da evitare assolutamente! Potreste avere delle piccole ferite nel cavo orale causate addirittura dallo spazzolino da denti e potreste avvelenarvi voi stessi mentre cercate di aiutare il malcapitato.

Cosa fare se ad essere morsicato è un cane

Se una vipera morsica il vostro cane, la cosa migliore da fare, è contattare telefonicamente un veterinario prima ancora di recarsi in ambulatorio ed accordarsi per far visitare l’animale velocemente in modo da ridurre al minimo il tempo intercorso tra la morsicatura e la terapia.

Occorre in ogni caso tenere in debita considerazione il fatto che non sempre patologie del cane che determinano gonfiore e dolore locale sono riconducibili a morso di vipera, comunemente punture di insetti particolarmente irritanti come api, vespe, calabroni, determinano anche evidenti reazioni locali così come morsi di insetti a cui il cane è allergico possono provocare sintomi gravi che possono arrivare sino allo shock anafilattico con conseguente morte del soggetto colpito.

Per differenziare un morso di vipera da queste altre situazioni generalmente meno gravi, è utile osservare il cane e verificarne le condizioni generali, il morso di vipera provoca oltre alle reazioni locali di gonfiore e dolore anche un grave stato di prostrazione, evidente affaticamento, tremori, tutti sintomi generalmente assenti in caso di semplice morso d’insetto. In caso di dubbio è in ogni modo meglio contattare un veterinario, non si sa mai.

Morso di Vipera: regole di primo soccorso

Chiamare i soccorsi immediatamente

Togliere subito anelli e bracciali se il morso è sulle mani (molto frequente soprattutto tra i cercatori di funghi), prima che si gonfino

Non incidere la zona interessata dal morso (rischio di diffondere il veleno per via ematica)

Non posizionare laccio emostatico (inefficace e dannoso, poiché aumenta l’assorbimento del veleno per via linfatica)

Mantenere la calma e non far agitare il paziente (i movimenti facilitano la diffusione del veleno. Inoltre potrebbe non essere una vipera! E anche se fosse una vipera il morso potrebbe essere superficiale o con poca iniezione di veleno);

Non somministrare siero antivipera (oltre ad essere inefficace dopo poco tempo fuori dal frigorifero, comporta elevato rischio di reazioni anafilattiche anche mortali. Va somministrato solo da sanitari in ambiente protetto e solo nel caso servisse)

Immobilizzare il paziente (se l’arto è immobile si ritarda la diffusione del veleno)

Eseguire un bendaggio linfostatico (Partire a fasciare dal punto del morso e poi proseguire verso l’estremità dell’arto. Quindi risalire fino alla radice dell’arto. Può essere utile aggiungere una stecca per limitare ulteriormente i movimenti della persona e quindi l’espansione del veleno).

Escursioni nella Bergamasca

Ora che sapete cosa fare quando e se incrociate una vipera, ecco 4 escursioni carine che potete fare in pianura, sui laghi e nelle valli bergamasche:

Itinerario della memoria: trekking alla Diga del Gleno, da Pianezza (Vilminore di Scalve, BG) lungo il sentiero 411

Trekking per famiglie fino alla croce sul Monte Zucco in Val Brembana (BG) pieno di soddisfazioni

Il giro ad anello del lago d’Endine, in Val Cavallina tra natura e arte

Trekking per tutti: il giro ad anello del lago d’Endine, in Val Cavallina tra natura e arte

Note: le informazioni contenute in questo articolo sono frutto di letture varie e le immagini sono state recuperate in Rete. L’idea di questo articolo mi è venuta quando sono stata nel bosco di Sotto il Monte in cerca di pietre scolpite di Vanni Battaglia

 

21 commenti

  1. Un vademecum uitile per tutti gli amanti della montagna: le vipere, come tutti i serpenti, sono abitanti dei boschi e dei prati ed è assolutamente vietato ucciderli o molestarli (anche se purtroppo l’ignoranza porta a ciò). Basta conoscere e poi agire di conseguenza.

  2. Grazie per questo vademecum. Fortunatamente non ho mai incontrato una vipera, ma vado spesso per boschi e ogni tanto il pensiero di incontrarne una mi viene. Non sapevo che fosse sconsigliatissimo succhiare via il veleno dalla ferita, buono a sapersi

  3. I miei nonni mi portavano in montagna con loro quando ero bambina e posso dire di essere stata cresciuta con il terrore della vipere. Però non hanno mai fatto niente per insegnarmi a distinguerle da una biscia comune: questo articolo mi sarebbe tornato molto utile anni fa! Ecco, poi mia nonna continuava a dirmi che nel caso di puntura si doveva fare un’incisione e succhiare via il veleno: le dirò che ha sempre sbagliato e sarà una bella soddisfazione 😉

  4. Povere vipere! Sono davvero poco pericolose e incomprese, eppure tanto utili nel mantenere l’equilibrio dei boschi. Quando mancano si vedono subito gli effetti.

  5. Ammetto che sono sempre comunque spaventata dai serpenti, indipendentemente dal fatto che siano velenosi o meno. Ho letto con molto interesse l’articolo che ha colmato un sacco di lacune sulle diverse caratteristiche di questi animali e mi ha riportato con molta nostalgia alle mia passeggiate di bambina proprio nella bergamasca: gli anziani si raccomandavano di fare rumore camminando (e per noi era un gioco) per spaventare le vipere!

  6. Poche storie: davanti ad un rettile io scappo, che sia velenoso oppure no, mi fanno davvero senso. Però, a parte i miei problemi personali, questo articolo è davvero utile e interessante!

  7. Al contrario di amiche e colleghe, non ho paura dei rettili, anzi, ne sono fortemente affascinata. Le vipere sono pericolose e velenose, ma fanno parte di un ecosistema molto delicato: se guardi le percentuali di “incidenti” di montagna con gli animali autoctoni, tra vespe, calabroni e zecche, le vipere sono quelle che provocano i fastidi minori. E’ giusto muoversi con cautela sempre, per rispettare ciò che andiamo a visitare nel suo ambiente naturale: non è la vipera fuori posto, siamo noi!

  8. Avendo passato tutta una vita a camminare in montagna ed avendo casa nell’alta Val Brembana mi è capitato di incrociare varie volte sul mio sentiero le vipere. La paura iniziale c’è sicuramente, ma è davvero un animale timido che preferisce scappare se ne ha l’occasione

  9. Ho trovato molto interessante e utile il tuo articolo. Anche io una volta ho incrociato un serpente, credo fosse una vipera. Era in mezzo alla strada che prendeva il sole, ma la paura è stata molta e sono scappata dalla parte opposta. 🤣

    Ottimi consigli su come comportarsi in caso di escursioni o soprattutto picnic.

    1. Di solito quelli più a rischio sono bambini e cani. Soprattutto nei pic nic. Bisogna fare molta attenzione.

  10. Da assidua frequentatrice della montagna mi è capitato un paio di volte di incontrare una vipera sul mio cammino. Ma, come ben scrivi, loro sono più spaventate di noi e se ne sono fuggite via!

    1. E nessuno pensa a quanto siano importanti per l’ecosistema di un luogo. Ecco perchè ho scritto questo post.

  11. Spero quelle foto non le abbia scattate proprio tu! Scherzi a parte, articolo molto utile e dettagliato, come sempre. Esseri compresi o incompresi, spero di non trovarmele mai di fronte!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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