Valle Imagna | Il tour letterario fra le contrade di Corna Imagna: una camminata all’insegna della natura e dei libri

Valle Imagna, Tour delle Contrade con lettura teatralizzata. A Corna Imagna, piccolo paese della Valle Imagna dove la natura ha un ruolo da protagonista all’interno della comunità, c’è il Sentiero del Castagno: un percorso ad anello, che si snoda su sentieri e mulattiere già esistenti attraversando boschi, castagneti, prati e alcune fra le numerose contrade che compongono il paese, oltre che diverse attività ricettive locali. Io ed alcune amiche l’abbiamo percorso in una maniera unica, intervallandolo dalla lettura teatralizzata nella natura del romanzo di Italo Calvino, Il Barone Rampante.

Come tutti gli anni, Margherita Dolcevita (in fondo a questo articolo trovate un link ad un post che parla di lei) organizza a ottobre in occasione del suo compleanno – ma anche perché ama particolarmente questa stagione colorata e dalle dolci temperature-, un evento per le sue amiche più strette all’insegna della natura e della letteratura. Quest’anni ha deciso di portarci a Corna Imagna per un Tour delle Contrade con lettura teatralizzata lungo il Sentiero del Castagno. È stata una giornata piena di emozioni, non solo per l’immersione totale nella natura, ma anche e soprattutto per l’intensità del libro scelto per l’occasione. Ascoltare la lettura di una storia ambientata nella natura e in particolar modo sugli alberi, mentre noi stesse eravamo immerse nella natura e camminavamo tra i boschi, è stata un’esperienza meravigliosa e potente.

Corna Imagna, il paese delle Contrade

In alta Valle Imagna, sorge un piccolo paese costruito su una corna: si tratta di Corna Imagna e conta ben 12 tra contrade e frazioni sul suo territorio, alcune più grandi e densamente popolate, altre più piccole costituite da poche case. Sono: Brancilione, Cilipiano, Calcinone, Canito, Cavaggio, Corna, Fenilmascher, Grumello, Marche, Regorda, Roncaglia e Siva.

All’inizio del XIX, le contrade intorno al villaggio erano ben 23. Di queste, tre (Piazzacava, Calvi e Pidisini) oggi sono definitivamente abbandonate, mentre altre – come Roncaglia, Ca’ Gavaggio, Regorda e Grumello – sono attualmente abitate da poche persone, a differenza di nuclei come Brancilione che si trovano vicine ai centri urbanizzati e ai servizi moderni. La diffusione dei sistemi di mobilità in quelli che erano villaggi e in tutta la Valle Imagna in generale, ha trasformato completamente le zone come quelle in cui sorge Corna Imagna: le mulattiere di un tempo sono diventate strade carrabili, introducendo via via sempre più elementi moderni lontani dalla tradizione di un tempo. Ma grazie alla passione di alcuni abitanti della Valle che hanno provveduto al sapiente recupero di alcune contrade, l’essenza di questo luogo è rimasta intatta.

Dove si trova Corna Imagna

Corna Imagna sorge ai piedi del monte Resegone, sul versante orografico sinistro dell’alta Valle Imagna; disposto quasi a forma di piramide, il suo territorio confina a sud con la Val Gandino (non quella della Val Seriana, ovviamente, ma un territorio compreso tra Corna Imagna e S. Omobono Terme) e a nord-ovest dalla valle Rosagàt, sul confine con Locatello, mentre l’estremo margine settentrionale confina con Fuipiano Imagna. Ha mantenuto per secoli le sue caratteristiche tipiche di borgo montano, dove l’agricoltura e l’allevamento erano le principali attività di sostentamento, affiancate da altri lavori “di una volta” come il boscaiolo e il carbonaio, colui che trasformava la legna in carbone vegetale.

I tetti in piöde: segni identitari della valle

Unici nel loro genere in tutto l’arco alpino, i tetti tradizionali di piöde, solitamente a due falde molto inclinate nelle abitazioni popolari (come nell’Antica Locanda Roncaglia), ma anche a quattro nelle costruzioni signorili (tipo la Bibliosteria di Cà Berizzi), rappresentano un forte elemento identitario e una componente irrinunciabile del paesaggio. Sostenuti da robuste capriate in legno, le lastre di pietra, posate per semplice sovrapposizione dalla gronda sino al colmo, attribuiscono alla copertura la classica forma del tetto a pagoda. Strutture robuste, massicce, impenetrabili. Un ingegnoso intreccio di travi e travetti costituisce l’ossatura portante del tetto.

Soluzioni architettoniche e strutturali che variavano da un edificio all’altro, anche in funzione delle abilità dei costruttori, che declinavano le loro conoscenze empiriche di volta in volta nei singoli manufatti. Le falde si presentano come un ordinato susseguirsi di lastre di pietra irregolari, affiancate e sovrapposte le une alle altre, leggermente inclinate verso l’esterno e dall’effetto cromatico coerente con l’ambiente circostante. Non c’è una pietra uguale all’altra e ciascuna di esse è stata presa in mano e sbozzata dal pecapride: eppure l’insieme di questi pezzi lapidei irregolari e diversi, una volta posati, trasmette un’idea di perfezione e di completezza.

Un percorso adatto a tutti lungo il Sentiero del Castagno

Il Sentiero del Castagno è un percorso ad anello lungo cui visitare luoghi legati alla storia del paese di Corna Imagna e che è stato ideato per valorizzare e rilanciare la coltivazione della castagna nella zona. Il sentiero si snoda lungo mulattiere facilmente percorribili che attraversano piccoli borghi caratteristici, prati e boschi di castagno selvatico.

Noi abbiamo deciso di percorrere metà Sentiero, toccando 4 contrade con un giro ad anello di 5 km e mezzo. L’itinerario che ci ha suggerito il gruppo Giovani Orme contattato da Margherita che voleva sapere come erano i sentieri dopo alcuni giorni di pioggia, prende avvio dalla piazza del paese, nei pressi della chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Simone e Giuda, dove si può anche lasciare l’auto.

Da qui ci si dirige verso il municipio e poi verso la contrada Finiletti. Lì si prende il Sentiero del Castagno che ci farà attraversare le contrade Siva e Roncaglia; poi, un tratto di salita tra boschi e prati, porterà alla contrada Cà Gavaggio; l’ultimo tratto in discesa riporta invece al punto di partenza.

Si tratta di un anello che si sviluppa lungo sentieri erbosi e tratti di bosco di castagno in alcuni punti abbastanza in salita, ma fattibili anche con poco allenamento. Io sono riuscita a farli senza dovermi fermare, ma a differenza delle mie compagne di avventura che hanno chiacchierato amabilmente delle loro “gitarelle” in montagna (compreso qualche cammino aperto col macete in Liguria, o tra i cinghiali), io ad un certo punto non riuscivo a parlare, segno che ero più affaticata di loro. Tuttavia, questo non mi ha impedito di godermi il paesaggio, le chiacchiere delle mie amiche e le risate per tutta la camminata tra le contrade.  I punti panoramici non mancano e nemmeno luoghi affascinanti ricchi di storia, natura e cultura che in quei momenti potevo solo immaginare.

Contrada Finiletti

Passeggiando fra le viuzzole di Corna Imagna, all’interno della storica contrada Finiletti, si può scovare un piccolo gioiello: la Casa dello Stracchino, punto vendita di formaggi della tradizione casearia locale, realizzati con il latte del Tesoro della Bruna, cooperativa agricola che raccoglie piccole aziende della Valle Imagna specializzate nell’allevamento di mucche da latte.

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Contrada Siva e Roncaglia

Da Feniletti la mulattiera si trasforma, per un breve tratto, in strada sterrata che calpestiamo soltanto per pochi passi perché, alla prima curva, aiutati da un piccolo cartello segnaletico, la abbandoniamo per seguire la traccia che prosegue diritta a raggiungere, in meno di un quarto d’ora, le vicine contrade di Siva e Roncaglia (680 m).

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Particolarmente interessante è quest’ultimo aggregato di case, che presenta una struttura difensiva risalente al periodo tardo medioevale (XII secolo), con le cascine raccolte intorno ad una casa torre, un tempo posta a difesa delle abitazioni delle famiglie di bergamini (mandriani transumanti) che allevavano le mucche e producevano i primi stracchini della valle.

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Nella corte interna della contrada si trova l’omonima locanda, che presenta ed esalta caratteristiche architettoniche originarie e può rappresentare una stuzzicante occasione di sosta gastronomica.

Per approfondire, leggete: All’Antica Locanda Roncaglia, cena della tradizione e canti d’osteria

Cà Gavaggio

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Proseguendo dalla Roncaglia ci si dirige verso Cà Gavaggio con un bel percorso che si immette nel bosco. Qui la strada comincia ad andare in salita, tra sentieri, torrentelli da superare, prati da percorrere e panorami da ammirare.

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Quando finalmente giungerete a Cà Gavaggio, potrete ammirare un antico nucleo che si sviluppa intorno ad una corte centrale che ancor oggi conserva gli elementi dell’attività agricola come la stalla, il fienile, i depositi. La casa padronale, riconoscibile per la posizione centrale, presenta ancora tutti gli elementi architettonici originali. A fianco ad essa sono disposti la stalla e il fienile, le abitazioni della manovalanza e i depositi. Tutti gli edifici hanno conservato l’aspetto originario, sia in pianta che in alzato, con particolare riferimento alle tradizionali coperture a spiovente. Di particolare interesse è la presenza di grandi blocchi di pietra che completano la muratura di un alto edificio sul lato sinistro della corte.

Da Cà Gavaggio si riprende il Sentiero del Castagno e si torna scendendo verso Corna Imagna, il punto di partenza dove si erano lasciate le auto.

E per finire, pranzo a Cà Berizzi

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A questo punto potete scegliere di far terminare il tour o prendere l’auto e dirigervi verso Cà Berizzi per il pranzo o la cena nella Bibliosteria. Cà Berizzi è uno splendido esempio di antica dimora nobiliare, oggi recuperato e trasformato in una risorsa per il territorio.

Cà Berizzi  si erge su un piccolo promontorio, attorniata dai muretti in sassi, incastonata in uno scenario che rievoca in tutto la vita delle antiche contrade valdimagnine. Oggi, grazie ad un importante progetto di recupero e riqualificazione del Centro Studi Valle Imagna, è tornato a vivere, completamente restaurato e trasformato in un centro polifunzionale, ospita una Biblioteca, una struttura ricettiva ed un centro di animazione culturale e di promozione dell’accoglienza.

Passeggiata con lettura teatralizzata immersi nella natura

Cosa dite, vi ispira la camminata tra le contrade di Corna Imagna? Sappiate che intervallare questo percorso con una performance di lettura teatralizzata è un’esperienza piena di emozioni. Margherita (Dolcevita lo ritengo sempre più azzeccato) ha organizzato tutto questo per festeggiare il suo compleanno, regalandoci momenti intensissimi coinvolgendo a sorpresa una sua amica attrice professionista. Margherita è da sempre appassionata di lettura e di libri (ha fatto anche la libraia) e  grazie a questa sua passione è entrata in contatto con attori che fanno letture teatralizzate che col tempo sono diventati suoi amici carissimi.

La lettura teatralizzata è una lettura curata e preparata scrupolosamente attraverso la scelta dei passaggi particolari di un testo. Pause, tono e timbro di voce permettono all’ascoltatore di addentrarsi nella profondità nel testo e di godere della bellezza del linguaggio. Gli ascoltatori rimangono affascinati a tal punto da essere inevitabilmente catturati e trascinati dentro la storia, rimanendo aggrappati alle parole del testo dall’inizio alla fine.

Quando inizia la lettura si scopre come il silenzio cali improvvisamente e di come la concentrazione dei presenti diventi così percepibile, immersi in un’atmosfera magica. Ciò che più sorprende sono i volti: le espressioni che riflettono le molteplici sfumature delle emozioni che cambiano a seconda dei vari momenti della narrazione. Una grande varietà di sentimenti si alternano durante la lettura come la gioia, la felicità, il divertimento, il sollievo, ma anche la paura e la preoccupazione per le sorti dei personaggi. Gli effetti della lettura teatralizzata nella natura sono meravigliosi, basta tenere le orecchie e il cuore aperti.

Barbara Covelli, attrice

Barbara Covelli è l’attrice professionista che ci ha portato nel mondo di Italo Calvino con la lettura teatralizzata del brano “Il Barone Rampante”.

La sua è una storia professionale lunga e piena di avventure interessanti. Barbara inizia a lavorare in Teatro nel 1989. E’ co – fondatrice della  cooperativa Teatrale Erbamil  dove  fino al 1999 è attrice e  autrice di tutti gli spettacoli prodotti, rimane legata alla cooperativa collaborando al progetto artistico come direttrice della stagione teatrale “Circuiti Teatrali Lombardi” c/o Teatro di Ponteranica e nella Scuola di Teatro fino al 2013.

Collabora con l’artista Antonio Catalano in diversi progetti di creazione teatrale, con  la compagnia Coltelleria Einstein e con varie altre realtà artistiche italiane – dal 2008 al 2011 partecipa a PPP Teatro con Cristina Pezzoli e Letizia Russo in un progetto di indagine artistica e civile.

E’ impegnata nel Teatro sociale dal 1996 quando inizia la collaborazione con Luciano Nattino, in un percorso teatrale all’ex ospedale Psichiatrico di Voghera.

Nel 2011 fonda con l’attore Antonio Russo l’Associazione Culturale “La Vecchia Sirena”

Il Barone Rampante di Italo Calvino: perfetto per una lettura nella natura

Il Barone Rampante illustrato da El Olmos

Conoscete la storia di Cosimo, il Barone Rampante di Italo Calvino? Ecco qualche riga per introdurvi alla vicenda narrata dal grande scrittore.

Un ragazzo sale su un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più. Trascorrerà l’intera vita sugli alberi, una vita tutt’altro che monotona anzi piena di avventura e tutt’altro che da eremita. Ma sempre mantenendo tra sé e gli altri questa minima ma invalicabile distanza.

Se volete leggere il libro, ecco un link utile. 

Vi è venuta voglia di fare il Tour delle Contrade della Valle Imagna?

Ciao, io sono Raffaella Garofalo e sono l’autrice di cosedibergamo.com, blog indipendente attivo dal 2017 che vi suggerisce cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. 

Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze, la mia conoscenza del territorio e tutto quello che scopro sui libri o in rete, nell’ottica di ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

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Se volete saperne di più sulla mia amica Margherita e sul perché ha scelto di festeggiare così il suo compleanno, leggete: Bergamo e provincia | 5 luoghi del cuore di… Margherita Dolcevita (Pelizzari). 

 

2 comments

  1. Giornata indimenticabile💯descritta perfettamente complimenti Raffaella e grazie per la compagnia ☺️

  2. Grazie per aver catturato così splendidamente ogni magico momento di questa indimenticabile giornata tra i castagni! 🌰🍂🌟

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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