Bergamo è una città che vanta una straordinaria ricchezza storica e artistica. Tra i suoi gioielli nascosti, la Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco spicca per la sua bellezza e per il patrimonio culturale che custodisce. Questo luogo sacro, situato in Città Alta, non è solo un esempio straordinario di architettura religiosa, ma rappresenta anche una lezione di storia della pittura locale che abbraccia oltre quattro secoli, dai primi anni del Duecento fino alla fine del Cinquecento.
Ben nascosta in via Porta Dipinta, questa chiesa è un vero e proprio tesoro che molti superano senza visitare. Si tratta di una chiesa di origine longobarda che contiene alcuni tra gli affreschi più antichi della provincia bergamasca e costituisce un’eccezionale lezione di storia della pittura locale, dai primissimi anni del ‘200 fino alla fine del ‘500. Ma la vera particolarità di questa chiesa è la sua atmosfera, resa ancora più mistica dal silenzio che regna nella navata quasi sempre deserta e che regala attimi di pura contemplazione.
Ecco quello che troverete in questo articolo
La storia della Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco

La Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco risale all’epoca longobarda e la sua prima documentazione ufficiale si trova nel “testamento di Taidone” del 774. La chiesa venne probabilmente consacrata nell’801, e il nome “Pozzo Bianco” compare già nel 905, riferendosi a un pozzo di cui oggi non si conosce la posizione. Nel XIII secolo, l’edificio subì interventi di ristrutturazione e decorazione, come testimoniano gli affreschi della cripta e della controfacciata.
La campagna decorativa del Cinquecento
Il Cinquecento segnò una delle campagne decorative più significative per la chiesa. Il presbiterio e le cappelle laterali furono arricchiti da affreschi di grande pregio. La cappella destra, assegnata alla Scuola del Corpus Christi, fu ridisegnata tra il 1514 e il 1519 dall’architetto Andrea Ziliolo e affrescata da Giovanni Battista Guerinoni d’Averara, che completò anche la decorazione del presbiterio nel 1577. La cappella sinistra, dedicata alla Vergine, fu affrescata da Lorenzo Lotto con episodi della vita di Maria, conclusi nel 1525, e successivamente arricchiti da ulteriori affreschi di Guerinoni nel 1577.
Il Consorzio della Vergine e di S. Michele Arcangelo aveva sede nell’edificio a sinistra della chiesa, sulla cui facciata sono ancora parzialmente leggibili, nella fascia superiore, gli affreschi che un tempo ricoprivano l’intero prospetto. Databili tra l’ultimo quarto del XV secolo e il primo quarto del XVI, raffigurano episodi della vita di S. Donnino e una Vergine con Bambino. Tradizionalmente gli affreschi sono attribuiti a Giacomo Scanardi, ma la critica più recente propende per un autore anonimo.
Principale centro di organizzazione della vita religiosa e sociale dell’omonima vicinia tra XV e XVI secolo, la chiesa di S. Michele vide venire meno tale primato negli anni successivi al Concilio di Trento, a favore della chiesa di S. Andrea che nel 1805 la sostituì anche nel ruolo di parrocchiale.
L’architettura della Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco

La chiesa risale all’epoca longobarda, ma venne rinnovata più volte nei secoli successivi, fino alla facciata eseguita nel 1915 in pietra viva. Della costruzione precedente restano alcuni brani di muratura verso nord, con tracce di finestre ad arco e colonnine.
Unito ad altri edifici a chiudere il lato orientale di Largo S. Michele al Pozzo Bianco, l’edificio attuale conserva prevalentemente la sua veste quattrocentesca, con alcuni elementi risalenti a epoche precedenti. La pianta della chiesa è rettangolare, con un perimetro curioso, non perfettamente regolare, con un’unica aula coperta da un tetto ligneo a falde, divisa in tre campate da due grandi archi ogivali su pilastri del XV secolo. L’arco d’ingresso immette in un atrio con pitture di matrice bizantina. Le pareti laterali della navata offrono un ricco repertorio iconografico votivo realizzato tra il XIII e il XVI secolo.
Le Cappelle laterali e la Cripta

Dotato di una cripta a pianta tripartita di più antica data, con funzione di chiesa invernale, l’edificio presenta un’unica aula coperta da tetto ligneo a falde, divisa in tre campate da due grandi archi ogivali su pilastri, inseriti nel XV secolo. L’arco d’ingresso non immette direttamente nella chiesa, ma in un atrio con pitture di matrice bizantina. Le pareti laterali della navata costituiscono un suggestivo repertorio iconografico votivo, realizzato tra il XIII e il XVI secolo secondo una sequenza casuale, talvolta con sovrapposizioni.
La zona absidale è articolata da tre ambienti: al centro, sopraelevato di quattro gradini, il presbiterio, inquadrato da un arco a sesto acuto e completamente decorato nel corso del Cinquecento.
All’interno puoi vedere tre cappelle: a quella centrale si accede attraverso tre gradini e da due finestrelle poste lateralmente puoi scorgere l’interno della cripta sottostante, raggiungibile tramite una scala posta nella seconda campata della chiesa, a sinistra. Ai lati due cappelle a pianta quadrata coperte da cupoletta, a sinistra quella della Vergine, con affreschi di Lorenzo Lotto, e a destra quella del Corpus Christi, dipinta da Giovanni Battista Guerinoni d’Averara.
Interventi del Novecento
Negli anni Dieci del Novecento, l’architetto Camillo Galizzi intervenne sulla facciata della chiesa, cercando di restituirle un volto romanico. Tra il 1913 e il 1920, Galizzi ripristinò l’ingresso ad arco, aprì una bifora al centro del prospetto e aggiunse un loggiato con trifore. Anche il campanile fu rivestito in pietra arenaria, conferendo all’edificio un aspetto neoromanico. I restauri degli anni Quaranta rivelarono la presenza di opere d’arte medievale di grande valore, dimostrando l’esistenza di una chiesa più antica sotto la struttura quattrocentesca.
Curiosità e dettagli interessanti

Lorenzo Lotto e la “Casa del Vicario”
Il celebre artista cinquecentesco visse nella “Casa del Vicario” situata accanto alla chiesa. Questa vicinanza favorì la creazione degli affreschi con le Scene della vita di Maria nella cappella laterale sinistra.
Nel 1525 l’artista eseguì gli affreschi con le scene della vita di Maria nella cappella di sinistra della chiesa di san Michele al Pozzo Bianco: si ammirano la Natività della Vergine, la doppia scena della Presentazione al tempio e del Matrimonio con Giuseppe, l’Annunciazione (ai lati della finestra), nella volta Dio padre circondato dai cherubini, nelle vele i simboli degli evangelisti. All’esterno della cappella, sopra l’arco, la Visitazione di Maria ad Elisabetta. Gli affreschi furono realizzati dal Lotto al termine del suo soggiorno a Bergamo, e presentano un linguaggio attento alla realtà quotidiana e un orientamento narrativo. La chiesa di san Michele, la cui esistenza è segnalata già nell’VIII secolo, fu ricostruita fra il XII e il XIII secolo e custodisce affreschi fra i più antichi della città.
Il Pozzo Bianco

Una pietra circolare sul sagrato indica il luogo dove si trovava l’antico pozzo bianco, che ha dato il nome alla chiesa. La tradizione vuole che lì si trovasse una vera di marmo bianca ma non se ne ha certezza. Quello che si sa è che la dedicazione della chiesa avvenne sotto i longobardi, che fu solo a partire dal 905 che si comincia a parlare di questa chiesa come “al pozzo bianco”.
All’interno della chiesa, in uno degli affreschi è raffigurato San Michele che combatte col Diavolo proprio sopra una vera da pozzo bianca.
Leggete anche: Famolo strano (sul pavimento) | Scopri la storia e le storie che ci raccontano le strade e le pavimentazioni di Bergamo Alta
La Cripta

La chiesa possiede anche una cripta a tre vani, la più antica della bergamasca, con affreschi a partire dal XIII secolo, tra cui uno posteriore (Madonna in trono e santi) attribuito ad Antonio Boselli. Tra gli affreschi si trova anche una delle più antiche raffigurazioni del beato bergamasco Alberto di Villa d’Ogna, morto a Cremona nel 1279; l’affresco sarebbe da attribuire all’anonimo maestro denominato “Maestro di Angera”.
Annunciazione senza Arcangelo Gabriele
La quarta curiosità di cui voglio raccontarvi è quella relativa ad una Annunciazione molto particolare che mostra qualcosa a cui non siamo abituati: c’è qualcosa di diverso, qualcosa di più profondo. È il Bambino che si incarna in Maria. Non è una semplice Annunciazione, come le altre che si vedono spesso in giro, no. Qui, accanto alla cappella della Madonna affrescata da Lorenzo Lotto, sulla parete sinistra, in alto, c’è un affresco che ci racconta qualcosa di diverso. Raffigura l’Arcangelo Gabriele che annuncia a Maria l’Incarnazione, ma c’è un dettaglio che cambia tutto: è Dio stesso che si invia, sotto forma di Bambino, verso la Madonna. E non arriva solo, no. Viene preceduto da una colomba, ma è il Bambino, proprio lui, che raggiunge Maria. È lui che si avvicina per incarnarsi, portando con sé tutto il mistero di quel momento.
Il calice con il dente di San Donnino
Secondo le cronache, una delle Cappelle sarebbe stata dedicata a San Donnino, venerato nella tradizione come protettore contro l’idrofobia, ovvero la rabbia, una malattia molto diffusa nel Medioevo sia tra gli uomini che tra gli animali. San Donnino viene anche invocato contro il morso di rettili e cani rabbiosi. Una leggenda devozionale racconta che il santo avrebbe guarito un idrofobo dandogli da bere acqua e vino da lui stesso benedetti. Si narra inoltre che sotto un altare fosse custodito un calice, il cui fusto conteneva un dente che si credeva appartenuto a San Donnino. Con quel calice si somministravano acqua e vino benedetti a coloro che erano stati morsi da animali, soprattutto cani, accompagnando il rito con preghiere e suppliche al santo per ottenere la guarigione. Oggi, purtroppo, non si hanno più notizie né del calice né del dente, ma la loro esistenza rimane documentata nelle cronache dell’epoca.
Perché visitare la Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco
Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
Visitare la Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco è un’esperienza che vi consiglio assolutamente di fare in compagnia di una guida turistica autorizzata. La visita di questa chiesa così particolare è quasi un viaggio attraverso secoli di storia della pittura locale, con affreschi che raccontano l’evoluzione stilistica dal Medioevo al Rinascimento che si apprezza soprattutto se qualcuno ve li spiega per filo e per segno e vi mostra i dettagli soffermandosi su curiosità e particolari. Questo articolo è da prendere come una suggestione o l’ispirazione di una visita da fare almeno una volta nella vita.
Per approfondire la storia e le curiosità di questa chiesa vi invito a leggere questo articolo.
Scopri di più da COSE DI BERGAMO | BLOG
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.