Bergamo è una città ricca di storia, dove ogni angolo racconta un pezzo di passato. Tra i luoghi di maggior interesse storico e architettonico, il Baluardo di San Giovanni (detto anche Cannoniera di San Giovanni) rappresenta una preziosa testimonianza della vita e della tecnica militare durante l’epoca della dominazione veneziana. Situato lungo il tracciato delle Mura Veneziane, questo sito è facilmente accessibile e offre un’affascinante immersione nel passato militare della città.
Passeggiando lungo le imponenti Mura Veneziane di Bergamo, è impossibile non notare la Cannoniera di San Giovanni. Questo baluardo, oltre ad essere un sito di rilevanza storica, rappresenta uno degli esempi meglio conservati della fortificazione veneziana.
Ecco quello che troverete in questo articolo
La Cannoniera di San Giovanni: un’eredità della Venezia militare

La cannoniera, chiamata “troniera” nel gergo militare del tempo, fa parte del baluardo di San Giovanni ed è collocata dietro l’orecchione orientale del baluardo stesso, sotto il Seminario. La sua costruzione è legata alla nascita delle nuove mura della città di Bergamo, fortificazione iniziata il 31 luglio 1561 e voluta dal conte Sforza Pallavicini.
Si trova all’estremità sud-occidentale della cinta muraria urbana, in corrispondenza dello spalto murario omonimo, sito ai piedi del colle di San Giovanni, dove sorge il monumentale complesso del Seminario Vescovile Giovanni XXIII. Essa si componeva originariamente di due distinte cannoniere poste su due livelli e munite di quattro pezzi d’artiglieria: quella di superficie, o “in barbetta”, non esiste più, mentre quella sotterranea, o “in casamatta”, era posta a difesa del bastione denominato “Santa Grata”.
Struttura e funzionalità

Una volta entrati, ci si trova di fronte a due ampie sale voltate. La prima sala è collegata alla sortita al piano, permettendo così una visione completa della struttura interna. Anticamente non esisteva alcuna scala, ma gli artiglieri venivano calati dall’alto, così come tutti i vettovagliamenti.
Le due sale voltate presentano aperture quadrangolari nelle pareti interne, destinate ad ospitare le bocche da fuoco. Curiosamente, queste armi non furono mai utilizzate, poiché la fortezza non subì alcun assedio durante la dominazione veneziana. Nonostante ciò, la sola presenza di queste aperture testimonia l’importanza strategica del baluardo e la preparazione militare dell’epoca.
Un punto debole delle fortificazioni
All’inizio del XVII secolo, il cremasco Tensini, architetto militare della Repubblica Veneta, si interessò delle fortificazioni di Città Alta. Nella sua relazione indirizzata ai rettori veneti sullo stato delle mura, evidenziò come il baluardo di San Giovanni fosse uno dei punti più deboli delle fortificazioni. Per questo motivo, propose di rafforzarlo con la costruzione di una nuova struttura difensiva più esterna, che tuttavia non fu mai realizzata. Questa mancata realizzazione lasciò il baluardo in una posizione vulnerabile, ma fortunatamente la città non subì mai attacchi significativi che ne testassero la resistenza.
L’arrivo dei francesi e il cambiamento d’uso
Il 25 dicembre 1796, i francesi presero facilmente possesso della città di Bergamo, mettendo così fine all’uso militare delle mura venete e agevolando il passaggio e l’usufrutto delle stesse ai civili. In realtà, le mura non erano mai state solo prettamente ad uso militare; già nel 1583, i veneziani avevano consentito agli ortolani l’usufrutto delle fosse per le loro piantagioni e la piantumazione dei gelsi sugli spalti.
Con l’arrivo dei francesi, furono apportate diverse modifiche. Realizzarono la passeggiata che va da porta Sant’Agostino a porta San Giacomo e ricavarono nella piattaforma di Sant’Andrea un punto d’incontro mondano per la buona borghesia. Gli spalti, tra i quali era compreso anche il baluardo di San Giovanni, furono divisi in sette lotti, trasformando così una struttura militare in un luogo di socializzazione e passeggio per i cittadini.
In quel periodo iniziò la tradizione di tenere le gengie (le castagne matte) in tasca per proteggersi dal raffreddore. Per saperne di più leggete: Proteggersi dal raffreddore con una gengia di Città Alta
Il recupero storico: dal sottosuolo alla luce

Il recupero della Cannoniera di San Giovanni è stato un processo complesso e impegnativo. Nel 2007, fu necessario rimuovere circa 1800 metri cubi di terreno per riportare alla luce questa parte della fortificazione. L’operazione di scavo ha permesso di recuperare non solo la struttura, ma anche di arricchirla con supporti storico-informativi, offrendo ai visitatori una comprensione approfondita della sua funzione e importanza.

Dal 2009, la Cannoniera è aperta al pubblico, perfettamente restaurata e dotata di pannelli informativi che guidano i visitatori attraverso la storia e le peculiarità del sito. Questo spazio non è solo un esempio di architettura militare, ma un vero e proprio viaggio nel tempo che permette di comprendere meglio le dinamiche difensive di Bergamo durante la dominazione veneziana.
La Cannoniera oggi è accessibile mediante una scalinata metallica che s’innalza in corrispondenza dell’antica piazza di manovra e attraverso il nuovo passaggio pedonale da via Tre Armi di cui parlerò qui sotto.
Un nuovo percorso pedonale: valorizzazione e fruibilità delle Mura

Per chi desidera fare una passeggiata verso Città Alta, dal 22 giugno 2024 è disponibile un nuovo percorso pedonale che connette il Baluardo di San Giovanni e via Tre Armi. Questo nuovo percorso pedonale completerà la rete delle storiche scalette, da sempre sfruttate dai bergamaschi e apprezzate dai turisti. Il tutto, valorizzando ulteriormente la cannoniera del Baluardo di San Giovanni.

Si tratta di un percorso non solo di conoscenza storica, culturale e paesaggistica, ma anche di ulteriore valorizzazione e fruibilità delle Mura, patrimonio UNESCO. Il percorso, largo tre metri e mezzo e lungo 36 metri, collega l’antica “sortita” ad arco presente al piede delle mura nel punto di raccordo tra la parete, dove sono presenti e ben visibili le bocche da fuoco, e l’orecchione del bastione. Il nuovo collegamento rappresenta la prima connessione tra interno ed esterno della storica fortificazione, attraverso il recupero e la valorizzazione della cannoniera.
Leggete anche: Mura Venete di Bergamo: dal 2017 sono Patrimonio dell’UNESCO
Visita alla Cannoniera di San Giovanni Bergamo: un’esperienza imperdibile
Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
Lasciatemelo dire: per chi visita Bergamo, una passeggiata lungo le Mura Veneziane con una sosta alla Cannoniera di San Giovanni è un’esperienza imperdibile. Non solo per gli appassionati di storia e architettura, ma anche per chi desidera immergersi nelle storie e nelle leggende che hanno plasmato questa città.
Non perdete l’occasione di esplorare questo angolo di storia nascosto tra le meraviglie di Bergamo. L’accesso alla Cannoniera è regolamentato secondo i seguenti orari: sabato, domenica e festivi dalle ore 11 alle 17. L’accesso sarà possibile a quindici persone alla volta, ogni dieci minuti.
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