Bergamo stadio di calcio storia

Dal Brumana al Gewiss Stadium: la storia dello Stadio di Bergamo, casa dell’Atalanta Bergamasca Calcio

Bergamo stadio di calcio storia. Lo stadio di Bergamo, oggi noto come Gewiss Stadium, vanta una storia ricca e intricata che rispecchia le trasformazioni della città e del calcio italiano. Un tempio dello sport bergamasco che ha attraversato quasi un secolo di trasformazioni, evolvendosi da un semplice ippodromo a un moderno stadio di calcio. Ogni fase della sua storia riflette non solo l’evoluzione del calcio italiano, ma anche i cambiamenti sociali e politici della città di Bergamo.

Oggi, il Gewiss Stadium rappresenta non solo la casa dell’Atalanta, ma anche un simbolo della resilienza e della passione sportiva della città. Con continui miglioramenti e un forte legame con la comunità locale, lo stadio è destinato a rimanere un pilastro della vita sportiva e culturale di Bergamo per molti anni a venire.

Questo articolo ripercorre le tappe principali della sua evoluzione, dal suo concepimento come ippodromo agli sviluppi recenti che ne hanno fatto un moderno stadio di calcio.

L’ex Ippodromo di Borgo Santa Caterina

Credit: Bergamodascoprire.it

Le origini dello stadio risalgono all’inizio del XX secolo grazie all’iniziativa del cavaliere Carlo Pesenti e di Francesco Roncalli, che nel 1902 fondarono la “Società Ippotecnica Bergamasca”. Il 24 agosto dello stesso anno venne inaugurato l’ippodromo di Borgo Santa Caterina, situato al confine con il comune di Seriate. All’interno dell’ippodromo, venne ricavato un campo di calcio utilizzato dal Foot-Ball Club Bergamo dal 1905 al 1910, e successivamente dalla Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma dal 1913 al 1920. Durante questo periodo, il campo fu utilizzato anche per altre attività sportive, tra cui gare di podismo e ciclismo, e da squadrette locali. Tuttavia, l’uso sporadico e l’abbandono che ne seguì portarono alla necessità di una ristrutturazione e riconversione dell’area.

Negli anni ’20, il campo rimase inutilizzato per lungo tempo, finché Pietro Capoferri, presidente dell’Atalanta e federale fascista di Bergamo, decise di acquisirlo dalla Società dell’Ippodromo. La sua visione era quella di creare un nuovo stadio che potesse ospitare la crescente passione per il calcio nella città. Questa decisione segnò l’inizio di un’importante fase di trasformazione per l’area, che avrebbe visto la demolizione del vecchio ippodromo e la costruzione di un moderno impianto sportivo.

La costruzione e le prime inaugurazioni

Credit: StoryLab, da Atalantastory.com

La costruzione del nuovo impianto iniziò nel 1927 su progetto dell’ingegnere Luigi De Beni. Grazie al supporto di Pietro Capoferri, l’idea di un grande stadio per sostituire il modesto campo della Clementina prese forma concreta. Il nuovo stadio, situato su un’area di circa 35.000 metri quadrati, venne completato verso la fine del 1928 e inizialmente intitolato a Mario Brumana, un milite fascista della Valle Imagna caduto a Gallarate durante i moti che precedettero l’avvento del regime fascista. Il terreno di gioco misurava 120 metri per 70 ed era circondato da una pista d’atletica in cenere lunga 430 metri e larga 6. Le tribune, una coperta e una scoperta, potevano ospitare complessivamente 12.000 spettatori, con 8.000 posti nelle tribune e 4.000 nel parterre. Il complesso polisportivo era inoltre dotato di un campo di pallacanestro, una piscina e due campi da tennis, rendendolo uno dei più moderni impianti sportivi dell’epoca.

L’inaugurazione dello stadio avvenne in due fasi distinte: una cerimonia non ufficiale il 1° novembre 1928, con la partita tra Atalanta e Triestina, e una cerimonia ufficiale il 23 dicembre 1928, con la partita tra Atalanta e Dominante alla presenza di numerose autorità fasciste. Questi eventi segnarono l’inizio di una nuova era per il calcio a Bergamo, con lo stadio che divenne subito un punto di riferimento per la comunità sportiva locale. Tuttavia, con la caduta del regime fascista alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lo stadio perse la sua intitolazione a Brumana e venne semplicemente chiamato “Comunale”.

Le trasformazioni del Dopoguerra

Stadio dell'Atalanta a Bergamo - Stadi.online

Nel 1949 iniziò il primo grande ampliamento dello stadio, culminato con la costruzione della curva Sud. Questa ristrutturazione rappresentò un passo significativo verso la modernizzazione dell’impianto, aumentando la sua capienza e migliorando le infrastrutture per gli spettatori. Negli anni ’60 e ’70, ulteriori lavori di ampliamento e ristrutturazione continuarono a trasformare lo stadio, con l’eliminazione della pista d’atletica nel 1984. Questa pista era stata utilizzata fin dal 1960 per lo svolgimento del Trofeo Baracchi di ciclismo, un evento di grande importanza nel panorama sportivo italiano. L’eliminazione della pista d’atletica consentì di ampliare ulteriormente le tribune, con l’aggiunta di strutture metalliche che aumentarono la capienza dello stadio.

Il 16 settembre 1984, lo stadio raggiunse il record storico di presenze con oltre 43.000 spettatori che assistettero alla partita tra Atalanta e Inter, terminata con un pareggio 1-1. Questo evento sottolineò l’importanza crescente dello stadio per la città di Bergamo e per il calcio italiano. Nel 1994, la giunta comunale guidata dal sindaco Gian Pietro Galizzi decise di intitolare lo stadio agli Atleti Azzurri d’Italia, un omaggio ai campioni italiani che avevano rappresentato il paese nelle competizioni internazionali.

La modernizzazione e il Gewiss Stadium

Gewiss Stadium: il muro nerazzurro | Gewiss Stadium pronto per il debutto | Gewiss Stadium pronto per il debutto | Atalanta

Con l’inizio degli anni 2000, sotto la guida di Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, iniziò un processo di modernizzazione dello stadio per allinearlo agli standard internazionali. Nel 2015, fu realizzata una radicale trasformazione della tribuna centrale, eliminando le barriere tra la tribuna e il campo da gioco e creando un nuovo parterre con posti denominati “pitch view” per circa 400 spettatori, dove furono inserite anche le panchine delle squadre. Questa modernizzazione ridusse la capienza dello stadio a circa 21.300 spettatori, ma migliorò significativamente l’esperienza degli spettatori e l’adeguatezza dell’impianto per ospitare partite di Serie A e competizioni UEFA.

Nel 2017, il comune di Bergamo pubblicò un bando di alienazione per la vendita dello stadio, fissando la base d’asta a 7.826.000 euro. L’Atalanta si aggiudicò l’asta, diventando proprietaria dell’impianto. Nel 2019, iniziarono i lavori per la demolizione e ricostruzione della curva Nord, ribattezzata “Federico Pisani”. La nuova curva fu inaugurata il 6 ottobre 2019 in occasione della partita tra Atalanta e Lecce, valida per la settima giornata del campionato di Serie A. Durante questa partita, Duván Zapata segnò il primo gol nel rinnovato stadio, ora noto come Gewiss Stadium, grazie a un accordo commerciale con Gewiss che ha concesso i diritti di denominazione per sei anni.

Nel 2020, ulteriori lavori portarono alla demolizione parziale e ricostruzione della tribuna “UBI Banca”, rinominata “Rinascimento”. Questi lavori inclusero anche la riqualificazione dell’area antistante, con significativi miglioramenti infrastrutturali. Il 14 ottobre 2020, il Gewiss Stadium ospitò una partita della nazionale italiana contro i Paesi Bassi, valida per la UEFA Nations League, un evento simbolico organizzato per mostrare solidarietà a Bergamo, una delle città più colpite dalla pandemia di COVID-19.

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Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio.

Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

Non è un segreto per l’Atalanta è una passione recente per me, ma se volete leggere gli articoli che ho dedicato alla squadra di calcio bergamasca, eccoli qui sotto:

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Note: questo articolo mi è stato ispirato da un articolo dell’Eco di Bergamo pubblicato questa mattina. Alcune fono della copertina sono tratte da Bergamodascoprire.it, Atalantastory.it storylab.it


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