Salutare la Curva Nord dello Stadio Atleti d’Italia di Bergamo, per la prima e ultima volta, tifando Atalanta

Salutare la Curva Nord che sta per essere demolita è qualcosa che non si potrà più fare, ma che andava fatta. Ecco perchè l’ho inserita in una delle 101 cose da fare a Bergamo almeno una volta nella vita. E io l’ho fatto. Sabato sera sono andata insieme alla mia famiglia di atalantini a sedermi per l’ultima volta sugli spalti della Nord con altre migliaia di tifosi che tifano Atalanta. Non potrò più farlo perché da questa mattina la stanno tirando giù per ricostruirla secondo le regole degli stadi moderni internazionali.

Lo stadio dell'Atalanta visto dalla Curva Nord

Non ho visto una partita perché non c’era nessuna partita. Ma sono entrata e ho visto il campo dove da diversi decenni anni gioca l’Atalanta. Ho visto il tabellone, quello che quest’anno sta facendo sorridere i tifosi per il numero di goal inattesi e sempre sperati, tanto che non sembra vero che quest’anno ha chiuso il girone d’andata come attacco più forte della Serie A per numero di reti segnate e questa mattina è al pari della prima in classifica.

Ho visto Città Alta. Ho visto il tramonto. Ho visto le nuvole arrivare e passare sopra lo stadio. Ho visto il manto verde brillare del campo di gioco.

Città Alta vista dalla Tribuna dello Stadio

Ho visto i tifosi entrare con i passeggini,  con le mogli, con i figli piccoli di ogni età. Ho visto gli ultràs cantare e saltare. Ho visto i bambini accompagnati dai genitori salire sui gradini stretti dove ogni domenica i tifosi si sono assiepati per tifare la squadra. Ho visto bambini seduti sugli spalti aspettare i padri arrivare con i panini. Ho visto donne anziane sedute con la sciarpa nerazzurra al collo.

Ho visto i corri mano. Ho visto i fari che accesi illuminavano il campo. Ho visto i murales all’interno dello stadio. Ho visto la DEA sui muri dei gabinetti. Ho visto gli orinatoi. Ho visto i bagni delle donne. Ho visto le bandiere sventolare. Ho visto i ragazzi che appendevano i drappi nerazzurri. Ho visto le sciarpe pronte per le “sciarpate”. Ho visto i piumini mimetici azzurri allacciati in vita.

Murales all'interno dello Stadio Atleti d'Italia prima della demolizione della Curva Nord

Ho sentito odore di fumo (tutti i tipi di fumo). Ho sentito odore di salamelle. Ho visto bicchierate di birra passare di mano in mano.

Pare che ci fosse anche il Bocia. Io non o so, non l’ho visto. In fondo neanche so che faccia abbia. Se non fosse stato per il Cristo di Mastrovito all’Ospedale Papa Giovanni XXIII non ne avrei neanche parlato. E’ stato mio figlio a dirmi di chi si trattava. Ma pare ci fosse anche lui. E se non era lui era qualcuno che gli assomigliava. In fondo gli ultras un po’ si assomigliano tutti.

Curva Nord Atleti d'Italia prima della demolizione

Ho fatto la coda all’unico baracchino esterno che non aveva mai visto così tanta gente in coda per comprarsi un “completo con tutte le salse”, ossia pane, salamella, cipolle e peperoni, ketchup e maionese. Tutto insieme, si, avete capito bene: tutto insieme. Sono cose che solo a 15 anni si possono fare, poi si paga pegno. Ecco perché io mi sono limitata ad un liscio con maionese e ketchup. E tutti erano d’accordo con me che non era previsto tutto quel casino. Si, si immaginavano che i tifosi sarebbero arrivati, ma nessuno si immaginava una tale folla anche senza giocatori, senza dirigenti. Addirittura sembrava che non ci fosse neanche il servizio d’ordine.

Ho visto processioni di uomini, donne, ragazzi, in coda a fare la fila per farsi la foto con lei, la DEA. E così mi sono fatta fare una foto anch’io. Perché c’ero: era la mia prima volta allo Stadio Atleti d’Italia. E l’ultima sulla curva prima della ristrutturazione.

Note

Le foto sono state scattate da me e da mio figlio la sera della festa dei tifosi allo Stadio Atleti d’Italia, l’anno del campionato dei Record (2018/2019).

 

Se volete conoscere la storia di questo stadio ecco un link utile. Io oggi mi fermo qui. 

4 commenti

  1. Ahia che peccato che la buttano giù! Hai fatto super bene ad andarci, chissà come è stato emozionante per i tifosi sfigatati viversi le ultime partire li. Ma be positive, magari ristrutturato lo stadio sarà ancora più bello e tu potrai vedere una vera e propria partita 🙂

  2. Ho vistoi parare il grande CASARI, era il 1947, aveva delle mani enormi, e poi SENTIMENTI IV della Juventus, e BAGICALUPO del “grande Torino “, quelli deceduti a Superga e altri che non ricordo e segnare goals, urlare e urlarsi contro dietro la porta, , si proprio dietro la rete della porta allora era consentito ai soci e consiglieri della “ATALANTA BERGAMASCA CALCIO”..
    C’erano dei cancelletti nella sola rete metallica di protezione e loro i soci e consiglieri potevano accedere appunto e stare dietro le “porte” quelle di allora con i legni quadrati, con spigoli tremendi, le reti di corde vere molli che vibravano quando il pallone, quello di cuoio giallo entrava il rete……….
    Quello era lo Stadio BRUMANA, prima degli anni ’50 poi più volte modificato e nel quale non sono più entrato, trasferendomi in Romagna con i miei genitori .
    Invece lo zio Vittorino Gervasoni, il socio-consigliere, con la moglie, sorella di mio padre Battista,, Elvira Muzio capa delle commesse della Pasticceria Balzer, emigrarono in PERU a Callajo , raggiungendo i cognati Zanetti che li avevano preceduti e fatto fortuna tra i ’20 e il 1930.
    Chissà se magari riuscirò a ritornarci con figli e nipoti , però tutti tifosi di Inter e Milan abitando a Milano………………..
    Piero Muzio

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