Bergamo | Una scultura contemporanea sotto le Mura di Porta Sant’Agostino: Inno ad Athena di Manuel Bonfanti

Bergamo è una città intrisa di storia, cultura e bellezza. Le sue famose Mura Veneziane sono un simbolo del suo glorioso passato, ma sotto queste maestose mura, nei pressi di Porta Sant’Agostino, si trova un’opera d’arte contemporanea che cattura l’attenzione dei passanti con la sua enigmatica presenza: “Inno ad Athena”, realizzata dall’artista bergamasco Manuel Bonfanti.

Quest’opera mi ha sempre incuriosito, fin dalla prima volta che l’ho vista. Ogni volta che passo da Porta Sant’Agostino, non posso fare a meno di fermarmi ad ammirarla e fotografarla. La sua collocazione sotto le Mura Veneziane è perfetta: sembra un piccolo regalo, offerto dall’artista e dal proprietario della scultura a chiunque abbia l’occhio attento di scorgere questa perla contemporanea in mezzo a tanta storia. Sono davvero contenta che “Inno ad Athena” si trovi proprio lì, a dialogare con l’antico, creando un ponte tra passato e presente, e a stimolare la curiosità di chi la osserva.

Un’opera che stimola la curiosità: di cosa si tratta?

“Inno ad Athena” è composta da tre elementi principali: due dischi e una matita in ferro smaltato. I colori utilizzati sono il bianco, il nero e il rosso per i dischi, mentre la matita è argentata. La disposizione degli elementi ricorda quella di un castello di carte, con i dischi appoggiati tra loro, in equilibrio precario, tenuti insieme dalla matita. Questo gioco di forme e geometrie crea un senso di fragilità apparente, che nasconde però una complessità strutturale e simbolica.

Ogni volta che osservo la scultura, mi sembra che mi inviti a riflettere su quanto ogni cosa possa sembrare fragile, ma allo stesso tempo costruita su fondamenta solide. Il contrasto tra i colori vivaci e la semplicità della forma cattura immediatamente lo sguardo, ma l’opera invita a una riflessione più profonda: cosa si cela dietro questa costruzione così enigmatica? “Inno ad Athena” si distingue nettamente dallo scenario circostante, generando una serie di domande che cercano risposte.

Il significato dell’opera Inno ad Athena: cosa racconta l’autore

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Impossibile non notarla, la scultura spicca nel giardino sotto le Mura di Porta Sant’Agostino, suscitando immediatamente una domanda: “Quale messaggio ci vuole comunicare l’autore con questa singolare opera d’arte?”

Ho avuto il piacere di parlare con l’autore dell’opera, Manuel Bonfanti, che mi ha raccontato la storia di quest’opera e  il significato in parte il nascosto dietro questa scultura, ma lasciando comunque aperte molte possibilità:

Viene ideata nel 2006 ed esposta nel 2007 per l’ apertura della galleria 27Ad, progettata per il chiostro di Palazzo Barca Baertch, in via  Broseta 27, caratterizzato da una pavimentazione a decoro circolare di metà Seicento“.

Con la chiusura della galleria la scultura trasloca  nel parco privato sotto gli spalti di Sant’ Agostino, per un evento in favore della Onlus Kinnija. L’opera è esposta ancora oggi in via Noca e speriamo non cambi destinazione, perché ormai parte del paesaggio cittadino“.

“Inno ad Athena fa parte di una serie di opere intitolata “Crop Disck”, un gioco di parole che combina i celebri “crop circle”, quei misteriosi cerchi nel grano che hanno affascinato l’immaginario collettivo e i compact disc, i moderni supporti musicali”.

Bonfanti ha scelto il nome di Athena, la dea greca della saggezza e della civiltà, per dedicare la sua opera a una figura mitologica che rappresenta la sapienza e la costruzione delle civiltà. Ma Athena non è solo la dea della sapienza: nella cultura inglese, viene associata anche a Demetra, la divinità dei campi e della fertilità. Questo collegamento con la natura si riflette nei riferimenti ai crop circle, che appaiono improvvisamente nei campi senza una spiegazione razionale, proprio come l’opera di Bonfanti che sembra sfuggire a una comprensione immediata.

Un’opera POP con significati enigmatici

L’estetica dell’opera rientra nel filone POP, con il suo uso audace dei colori e la semplicità delle forme. Tuttavia, il vero mistero risiede nei simboli e nelle parole incise sulla scultura. Questi elementi sembrano non avere un senso logico immediato, proprio come i crop circle, che appaiono inspiegabili agli occhi degli osservatori.

Bonfanti lascia volutamente il significato dell’opera aperto all’interpretazione di chi la osserva: Esattamente come non recepiamo il diretto significato di un misterioso disegno nel grano, creato da chissà quale luce o disco volante alieno, dice l’artista.

L’opera, quindi, non si limita a essere un oggetto decorativo, ma invita lo spettatore a interrogarsi, a porsi domande e a esplorare la propria percezione. Il messaggio di “Inno ad Athena” è volutamente ambiguo, rendendo l’esperienza di osservazione un atto di riflessione personale.

Manuel Bonfanti: l’artista che ha creato l’opera

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Manuel Bonfanti è un artista bergamasco noto per le sue opere che uniscono arte contemporanea e riflessioni filosofiche. Manuel nasce a Bergamo il 22 Gennaio 1974, vive e lavora tra Bergamo e Kazan. Si diploma presso l’ Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, frequentando i corsi di Luciano Fabro e Alberto Garuti, per il progetto Erasmus studia fashion design in Finlandia allo Jyuvaskila Politechknic, dove approfondisce gli studi su Alvar Aalto e il simbolismo nell’ arte nordica.

Contemporaneamente agli studi, vivendo a Milano, è assistente di galleria da Monica De Cardenas, dove ha la possibilità di collaborare per l’ allestimento di mostre e fiere d’arte, oltre che conoscere, Gabriel Orozco e Julian Opie su tutti, mostrando da subito interesse per le dinamiche della Pop Art. Approfondisce gli studi su Carlo Belli. Lavora diversi anni ad un idea modulare dal titolo “MR8”, mosaico Rudolf Otto, in riferimento alle riflessioni spirituali espresse dallo scrittore tedesco, considerando la grafica ed il valore degli oggetti di consumo come portatori di possibili nuove letture spirituali od il vuoto degli stessi significati estetici.

In questi giorni Manuel Bonfanti espone durante la 60ª Biennale di Venezia a Palazzo Mora, sede dell’European Cultural Center, con un’opera monumentale di 20 mq intitolata In the middle of Now-Where, esposta fino al 24 novembre. L’artista continua a esplorare temi complessi attraverso installazioni enigmatiche e provocatorie, rendendo le sue opere un dialogo aperto con lo spettatore.

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Dove si trova la scultura Inno ad Athena?

Se desideri ammirare “Inno ad Athena” di persona, non devi far altro che recarti a Porta Sant’Agostino, una delle antiche porte di Bergamo. La scultura si trova in un giardino sotto le Mura Veneziane, un contesto che unisce la storicità dell’architettura medievale con la modernità dell’arte contemporanea, a due passi dal nuovo Museo delle Mura.

Ogni volta che mi ritrovo a passare da Porta Sant’Agostino, non posso fare a meno di scattare una foto a questa opera così affascinante. Il contrasto tra antico e contemporaneo è uno degli elementi più affascinanti dell’opera, che si inserisce armoniosamente nel paesaggio, pur mantenendo una forte identità visiva.

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“Lasciati catturare dall’opera “Inno ad Athena” e vivi a modo tuo il suo significato”

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio qui e su Instagram.

Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

Che messaggio vuole trasmettere Manuel Bonfanti con la sua opera? Questo è il vero mistero di “Inno ad Athena”, una scultura che invita lo spettatore a porsi delle domande e a esplorare il proprio rapporto con l’arte e il significato. Se siete a Bergamo, vi consiglio di fare una passeggiata lungo le Mura Veneziane e lasciarvi catturare dalla bellezza enigmatica di questa opera.

Ogni osservatore può dare una propria interpretazione dell’opera, e forse è proprio questo l’obiettivo di Bonfanti: trasformare l’arte in un viaggio personale fatto di simboli, domande e, talvolta, nessuna risposta definitiva. Siete pronti a scoprire il messaggio nascosto di “Inno ad Athena”? Non vi resta che recarvi a Bergamo e viverlo di persona.


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