Arrivando a Bergamo è impossibile non notare un’immagine che ti colpisce: una ragazza con una teiera in mano, imponente e accogliente, dipinta su una parete alta 20 metri. È il murale realizzato da Steven Cavagna in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, un’opera che cattura l’essenza di Bergamo, unendo tradizione e innovazione, passato e futuro. Ma chi è Steven Cavagna? E perché questa ragazza continua ad accoglierci all’ingresso della città?
Ecco quello che troverete in questo articolo
Il murale “Welcome to Bergamo”: un simbolo di accoglienza

Il murale, commissionato dal proprietario dello stabile situato tra via Paglia e via Bonomelli, è stato concepito per trasformare una parete che un tempo era solo una struttura fatiscente in un elegante biglietto da visita per la città di Bergamo. Cavagna ha trasformato questo spazio in una dichiarazione d’intenti per la città: Bergamo non è più solo una città industriale, ma una destinazione aperta al turismo internazionale, una Capitale della Cultura. Ma non solo.
Un’opera simbolo di rinascita per Bergamo

Il murale di di via Bonomelli non è solo un’opera di street art, ma un simbolo della rinascita di Bergamo, una città che, dopo le difficoltà degli ultimi anni, è riuscita a rimettersi in gioco con orgoglio. Anche se l’anno di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura è terminato, questo murale continua a essere incredibilmente attuale. Rappresenta un momento cruciale nella storia recente della città, che ha saputo rialzarsi e crescere dopo un periodo doloroso come il 2020, segnato dalla pandemia.
La ragazza con la teiera diventa così non solo un simbolo di accoglienza, ma anche di resilienza e capacità di adattamento. Il murale ci ricorda quanto sia importante essere aperti verso il futuro, pur mantenendo vive le radici culturali e sociali che caratterizzano la città. Bergamo è una città industriale, ma è anche un luogo dove tradizione e modernità convivono sempre di più in armonia, e dove la cultura ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di rinascita.
Se siete in visita a Bergamo, non potete perdervi quest’opera. Fermatevi ad ammirarla e riflettete su cosa rappresenta: un abbraccio caloroso da parte di una città che ha saputo superare le sfide con la forza e la delicatezza dei suoi simboli.
I dettagli simbolici: una teiera, dei fiori e loro significato
La ragazza ritratta nel murale tiene in mano una teiera, simbolo dell’ospitalità. Il suo sguardo è sicuro e la sua presa è ferma, proprio come la stretta di mano di chi vive in questa terra. L’artista ha voluto trasmettere l’importanza dell’accoglienza, del “dare”, un valore radicato nella cultura bergamasca, ma proiettato verso il mondo.
La parte inferiore del murale è ricca di fiori, e ognuno ha un significato speciale. Il gelsomino, fiore d’amore riconosciuto in tutta Europa, e il soffione, che simboleggia la forza nella fragilità, si combinano per offrire un messaggio potente: Bergamo è una città forte e resistente, nonostante le sue apparenti fragilità, capace di rinnovarsi e accogliere chiunque con calore.
Dove si trova il murale

Il murale si trova su una storica palazzina all’angolo tra via Paglia e via Bonomelli. La posizione non è casuale: è uno degli ingressi principali alla città, e il “Welcome to Bergamo” che campeggia a caratteri cubitali è un messaggio chiaro per tutti coloro che arrivano qui, sia turisti che locali.
La struttura AR Suite & Art: dove l’arte incontra l’ospitalità

Il murale fa parte di un progetto più ampio di un imprenditore bergamasco che include AR Suite & Art, una struttura che combina ospitalità di lusso e arte contemporanea. Qui, ogni ospite può vivere un’esperienza unica, circondato da opere d’arte, che arricchiscono non solo le pareti dell’edificio ma anche l’anima di chi vi soggiorna.
AR Suite & Art è un esempio perfetto di come Bergamo stia diventando sempre più una città aperta all’arte e alla cultura, valorizzando il territorio attraverso collaborazioni con artisti locali.
Leggete anche: Bergamo | AR Suites & Art in un’esperienza d’arte immersiva
Chi è Steven Cavagna e cos’altro ha realizzato a Bergamo
Steven Cavagna è un artista visivo conosciuto a Bergamo per il suo stile unico e le sue creazioni capaci di trasformare gli interni di un edificio in un’esperienza immersiva e il paesaggio urbano. La sua arte si fonde con l’architettura della città, ridefinendone gli spazi e arricchendoli di nuovi significati. Tra i suoi progetti più noti a Bergamo, oltre agli interni di AR Suites & Art, troviamo il murale sul parcheggio multipiano alle Autolinee, un’opera che celebra la mobilità e la connessione tra le persone.
Attraverso la sua opera, Cavagna racconta la città, il suo spirito e i suoi abitanti. Il murale della “ragazza con la teiera” ne è un esempio perfetto.
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Anche voi pensate che l’arte debba sorprenderci e farci pensare?
Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
Ho deciso di scrivere questo articolo perché credo fermamente che l’arte possa e debba raccontare una città in modo unico, a volte anche allontanandosi dal consueto. Il murale di Steven Cavagna è un esempio perfetto di come Bergamo, una città con una lunga storia, possa continuare a innovare e sorprendere senza legarsi necessariamente all’immagine della polenta e del casoncello. Questa rappresentazione di una giovane donna che versa del tè, simbolo di accoglienza universale, riflette un’apertura al mondo e all’idea che anche i simboli internazionali possano far parte del racconto di una città.
Ridurre Bergamo a formaggi, polenta e casoncelli è un limite, così come ridurre l’Italia a pizza e mandolino. Ogni città, Bergamo inclusa, ha una complessità e una ricchezza che va oltre lo stereotipo culinario. La nostra città è innovazione, cultura, accoglienza, fragilità ma anche forza, ed è proprio questo che il murale di Cavagna ha voluto comunicare. Bergamo è molto di più, ed è giusto che l’arte rifletta questa apertura.
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Note: le immagini sono prese dalla pagina IG dell’artista Steven Cavagna.
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Bellissimo articolo che porta a conoscere posti nuovi
Condivido tutto ciò che ha scritto Franco