Pietre d'Inciampo a Bergamo e provincia

Giornata della Memoria | Tutte le Pietre d’Inciampo a Bergamo e provincia posizionate dal 2016 in poi

Pietre d’Inciampo a Bergamo e provincia. Tutto è condensato lì, per terra, in dieci centimetri per dieci. È la pietra dell’inciampo, un cubetto di cemento con la superficie smaltata di ottone, incisi nome, date di nascita, arresto, deportazione e morte delle vittime dello sterminio nazifascista. Una per ricordare, tante per non dimenticare. Sono le «Stolpersteine», le Pietre d’inciampo di Gunter Demnig, artista tedesco che per non lasciar cadere nell’oblio il ricordo delle vite spezzate nei campi di sterminio e della violenza perpetuata dal nazifascismo ha ideato il più grande monumento diffuso d’Europa. E Bergamo partecipa a questa azione di memoria collettiva.

Fil rouge del palinsesto la memoria, la necessità di ricordare. A testimoniare questa volontà, le «Stolpersteine» di Demnig: «Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome» ha spiegato in diverse occasioni Demnig, che dal 1996 ha incastonato in selciati e asfalto oltre 70 mila pietre in 24 Paesi europei (a volte con le sue mani, impugnando la cazzuola).

Dal 2016 le Pietre d’Inciampo sono presenti anche a Bergamo. La prima è stata posizionata a Premolo, la seconda nel 2021 in Città Alta, davanti all’ex carcere di Sant’Agata. Nel 2022, il Comune di Bergamo in collaborazione con diverse associazioni ha deciso di procedere con questa iniziativa posizionandone 7. La provincia di Bergamo ha contribuito con altre 11 Pietre d’Inciampo dedicate ad altrettanti deportati vittime della Shoah.

 

Elenco delle Pietre d’Inciampo a Bergamo (in aggiornamento continuo)

Ecco dove si trovano i cubetti della memoria, collocati nell’ultimo indirizzo della vittima o dove è stata arrestata, come da precise indicazioni dell’artista. A Bergamo in tutto saranno 20, comprese le prime due,

  • Davanti all’ex carcere di Sant’Agata si trova la prima pietra d’inciampo posizionata a Bergamo. E’ dedicata ad Alessandro Zappata, guardia carceraria, morto da deportato per aver aiutato i detenuti destinati ai lager. La pietra è stata posizionata nel 2021 ed è stata la prima in città.

Per approfondire, leggete: Celebrare la Giornata della Memoria davanti alla prima pietra d’inciampo di Bergamo all’ex Carcere di Sant’Agata

  • In via Pignolo, 42 il 27 gennaio 2022 è stata posizionata la pietra d’inciampo dedicata ad Aldo Ghezzi, tipografo attivo nella Resistenza, catturato e deportato a Mauthausen: nel 1945 vede entrare gli Alleati, ma muore di stenti il 3 giugno.
  • Tre sono le pietre d’inciampo posizionate il 27 gennaio 2022 in Borgo San Leonardo dedicate alla famiglia Sonnino (Bella Marianna Ortona, Ilda e Pilade Sonnino), di origine ebraica. Residenti a Bergamo dall’inizio degli anni ’20, dove aprono un negozio di tessuti in viale Roma, vengono schedati per le leggi razziste del ’38 e successivamente deportati: Ilda muore a Bergen Belsen nel ‘45, Bella Marianna ad Auschwitz e Pilade a Mauthausen.
  • In via Borgo Palazzo 25, il 27 gennaio 2022 è stata posizionata la pietra d’inciampo che ricorda Giuseppe Stella: dopo aver combattuto nella guerra d’Etiopia e di Spagna si rifiuta di tornare alle armi. Internato, morirà a Berlino nel ’44.
  • In via Cucchi 3 dal 27 gennaio 2022 si trova la pietra d’inciampo dedicata a Roberto Bruni. Di famiglia di esplicite convinzioni antifasciste, viene arrestato nel ‘44 in val Cannobina. Muore a Dachau nel ‘45.
  • Al Parco del Quintino a Bergamo, il 27 gennaio 2022 è stata posizionata la pietra d’inciampo dedicata a Teresa Savio. Nata a Valtesse, Teresa lavorava come domestica presso la famiglia Curti; insieme a Lydia Curti aiuta i prigionieri in fuga. Arrestate nel ‘43, vengono portate a Ebersbach. Teresa vede la libertà nel ‘45, ma muore poco dopo in seguito a un incidente stradale.

 

Elenco delle pietre d’inciampo in provincia di Bergamo (in aggiornamento continuo)

Anche il territorio provinciale è protagonista dell’opera diffusa di Gunter Demnig, Stolpersteine, le Pietre d’Inciampo.  Farsi eredi della memoria significa ritrovare nelle storie vissute dalle nostre comunità le radici di un’Italia e un’Europa capace di dire “no” a violenza, guerra e razzismo.

La prima pietra d’inciampo posizionata in provincia di Bergamo

don antonio seghezzi

  • A Premolo dal 2016 troviamo la pietra d’inciampo in ricordo di don Antonio Seghezzi, impegnato ad aiutare la Resistenza, deportato e morto a Dachau.

Per approfondire, leggete: A Premolo, la prima pietra d’inciampo bergamasca che ti obbliga a ricordare

Le Pietre d’Inciampo che saranno posizionate nel 2022 in provincia di Bergamo

  • A Treviglio si trova la pietra d’inciampo dedicata a Rachele Lea Stern Mänas, di origine polacca. La famiglia viene perseguitata dalle leggi razziste, dopo vari trasferimenti Rachele e il marito raggiungono Treviglio. Nel ‘43 vengono arrestati, portati nel carcere di piazza Setti. Rachele partì per Auschwitz-Birkenau. Date precise non ci sono, ma non fece più ritorno.
  • Ad Ambivere verranno posizionate nel 2022 le pietre d’inciampo in ricordo delle donne della famiglia Levi, deportate perché per legge «ebree»: Emma Bianca, Elda, Lia Marta (di loro non si conosce la data di morte), Clara e Nora (decedute a Bergen Belsen nel ‘45). Laura uscì da Auschwitz, ma mai riuscì a ricostruirsi una vita normale.
  • Ad Ambivere verrà posizionata nel 2022 anche la pietra d’inciampo dedicata Vittorio Leoni: immatricolato come deportato politico, muore nel ‘45 nel sottocampo di Schlier.
  • A Ranica verrà posizionata nel 2022 la pietra d’inciampo in ricordo di Luigi Barcella, giovane vicino al Partito comunista. Riceveva i pacchi di copie de “L’Unità” clandestina e materiale di propaganda da portare a Brescia; catturato, va a Innsbruck-Reichenau e Mauthausen. Morirà distrutto nel fisico nel ‘45 a Ebensee, in un campo di lavoro.
  • A Schilpario verranno posizionate nel 2022 le pietre d’inciampo dei 3 cugini Agoni, Mario, Antonio e Simone, boscaioli e minatori. Mario e Antonio si rifiutano di combattere e diventano «internati militari italiani». Antonio muore a Paderborn nel ‘45, Mario torna, si costruisce una vita a Grumello. Il più giovane, Simone, viene catturato e mandato nel campo di lavoro nelle miniere di Kahla, dove morirà per tubercolosi nel ‘45.

 

 

Note: le immagini sono state recuperate in Rete da vari siti di informazione (Eco di Bergamo e Aberara News)

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