Gres Art 671: la rinascita di un polo industriale nel cuore di Bergamo che diventa polo culturale

Immaginate un luogo che per anni è stato sinonimo di produzione, lavoro e innovazione industriale. Un luogo in cui, fino agli anni ’70, migliaia di persone si recavano quotidianamente per lavorare nella produzione di gres ceramico, un materiale simbolo dell’industria bergamasca. Oggi, quel luogo non è più un semplice complesso dismesso: è diventato un simbolo di rigenerazione urbana e culturale, un esempio concreto di come il passato possa fondersi con il futuro. Questo è Gres Art 671, un polo culturale situato nel quartiere di Colognola in via San Bernardino, a Bergamo.

 

Un passato industriale che rivive tra arte e cultura

Gres Art 671: l'arte trova casa in un'ex area industriale

L’area su cui sorge Gres Art 671 ha una storia che risale a fine Ottocento. All’epoca, la Società del Gres, un’importante azienda austriaca specializzata nella produzione di gres ceramico, scelse Bergamo come sede di uno dei suoi stabilimenti italiani. Da allora, il complesso industriale ha svolto un ruolo chiave nell’economia locale, contribuendo alla crescita del quartiere di Colognola e trasformandosi in uno dei principali centri produttivi della città.

Un’area industriale simbolo di progresso

Fino agli anni ’70, l’area si estendeva su una superficie di oltre 60.000 metri quadrati, accogliendo operai, macchinari e produzioni di gres ceramico per l’edilizia. Ma non solo. Negli anni Cinquanta, grazie a un progetto dell’architetto Franco Albini e Franca Helg, vennero costruiti anche gli alloggi per gli impiegati, caratterizzati da un’architettura razionalista che mirava a coniugare semplicità e funzionalità. Questo complesso abitativo, situato al civico 149, è ancora oggi un esempio di edilizia popolare attenta alle esigenze della classe operaia dell’epoca.

Dalla produzione alla dismissione

La produzione industriale, come detto, proseguì fino agli anni ’70, quando le mutate dinamiche economiche e industriali portarono alla progressiva chiusura dello stabilimento. Dopo anni di abbandono e cambi di proprietà, nel 2012 l’area venne chiusa definitivamente.

Il destino del sito sembrava segnato, ma nel 2016 arrivò la svolta: iniziò un primo recupero con la realizzazione dell’IceLab, un moderno palazzetto del ghiaccio.

Tuttavia, è nel 2022 che si avvia un progetto di rigenerazione ambizioso, che vede la nascita di Gres Art 671, un centro culturale volto a recuperare lo spirito del luogo, fondendolo con le esigenze contemporanee.

Gres Art 671, rigenerazione urbana che guarda al futuro

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Il progetto di rigenerazione di Gres Art 671 è stato promosso dalla Fondazione Pesenti, che ha deciso di trasformare l’ex complesso industriale in un polo culturale e sociale. L’obiettivo principale era chiaro: dare nuova vita a uno spazio dimenticato, creando un luogo in cui arte, cultura e comunità potessero convivere in armonia.

L’importanza della memoria industriale

Una delle sfide principali del progetto era quella di conservare l’identità storica del luogo, senza però tralasciare l’innovazione. Gli edifici originali, in particolare i due capannoni con coperture a volta in cemento armato, sono stati restaurati con cura, mantenendo inalterati gli elementi architettonici che richiamano il passato industriale.

Il contrasto tra le linee severe e razionali delle strutture industriali e l’uso moderno degli spazi crea un effetto visivo affascinante, che testimonia il rispetto per la memoria del luogo.

Un intervento architettonico rispettoso e innovativo

Uno degli aspetti più interessanti del restauro è stato il mantenimento della stratificazione storica del complesso. Le campate principali, con i loro pilastri in cemento armato e le grandi finestre, sono state trasformate in sale espositive e spazi per eventi.

L’intervento ha visto anche la creazione di un giardino pubblico che, sebbene confinato da muri, si apre alla luce naturale e diventa un luogo di incontro per la comunità.

 

Il Gres Art 671 oggi: un ponte tra passato, futuro e territorio

La trasformazione di Gres Art 671 non riguarda solo il recupero di spazi abbandonati, ma è un esempio di come l‘industria possa diventare cultura, di come la memoria storica possa dialogare con le esigenze contemporanee e con il territorio. Oggi, questo centro rappresenta una delle realtà culturali più innovative di Bergamo, un luogo dove il passato industriale si trasforma in un’opportunità per il futuro.

Un modello di rigenerazione urbana sostenibile

gres art 671: il 7 novembre apre a Bergamo un nuovo centro per l'arte e la cultura - FONDAZIONE PESENTI ETS

L’approccio alla riqualificazione dell’ex complesso industriale è stato pensato in modo sostenibile, non solo in termini di conservazione dei materiali, ma anche in relazione alla comunità. La Fondazione Pesenti ha voluto creare un polo culturale che fosse anche un luogo di incontro, un centro in cui le persone potessero sentirsi parte di un progetto più ampio, capace di valorizzare il territorio.

La sua filosofia è anche nel nome

Il nome Gres Art 671 racchiude la sua essenza e il suo percorso di trasformazione.

Gres” richiama le radici industriali del sito, un ex polo produttivo che ha segnato la storia di Bergamo.

Art” rappresenta il futuro, la sua rinascita come spazio dedicato alla cultura, all’arte e alla comunità.

Il numero “671” si riferisce alla strada statale che costeggia il complesso, simbolo di connessione tra il passato industriale e il futuro culturale, e un collegamento diretto verso la città e l’autostrada, portale di nuove opportunità.

Un centro culturale per la comunità

Oggi, Gres Art 671 è molto più di uno spazio espositivo. È un vero e proprio centro culturale pensato per la comunità, un luogo in cui l’arte si fonde con la socializzazione e l’aggregazione.

L’accessibilità è uno dei punti di forza del progetto: tutti gli spazi sono privi di barriere architettoniche, inclusi i servizi e le aree verdi. Quello che vedete nella foto è uno spazio dedicato al lavoro e allo studio, utilizzato da varie persone.

Una programmazione ricca e variegata

Il centro nella Galleria 671 può ospitare una vasta gamma di eventi: dalle mostre d’arte contemporanea ai concerti, dalle performance teatrali ai workshop didattici. L’obiettivo è creare uno spazio inclusivo, aperto a tutti, dove chiunque possa trovare un’attività che lo coinvolga.

Leggete anche: Marina Abramović a Bergamo: un’esperienza immersiva tra respiro e fuoco

Il Grès Cafè, dove arte e convivialità si incontrano

Una delle aree più amate dai visitatori è il Grès Cafè, un bar situato all’ingresso del centro, che invita al relax e alla socializzazione. Oltre a offrire un ambiente accogliente, il cafè ha scelto di utilizzare tavoli decorati con giochi da tavolo come scacchi, dama e backgammon, incoraggiando i visitatori a passare del tempo insieme. Anche gli arredi e le pareti del cafè richiamano i materiali industriali del passato, come il gres, creando un’atmosfera che coniuga tradizione e modernità.

Solis Silos: l’installazione simbolo del Gres Art 671

All’interno del Gres Art 671 spicca un’opera che racchiude il senso profondo del dialogo tra passato e futuro: Solis Silos, realizzata dall’artista Marionanni. Questa installazione è composta da sette maestosi volumi cilindrici, alti 10 metri, che si sviluppano su oltre 30 metri di lunghezza. I silos, originariamente utilizzati per lo stoccaggio industriale, sono stati trasformati in contenitori di luce, creando un effetto suggestivo che accompagna i visitatori lungo un percorso simbolico.

La luce come metafora di rinascita

L’uso della luce in Solis Silos non è casuale: Marionanni ha voluto creare un’opera che esplorasse i valori estetici e simbolici della luce, un elemento che sin dal Rinascimento è stato considerato fondamentale nell’arte. L’opera si inserisce nel contesto tematico di “La città illuminata”, sottolineando come la luce rappresenti un simbolo di rinascita, di rigenerazione e di speranza per un intero quartiere.

Quei luoghi che si riaccendono e raccontano storie nuove

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione, ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

Ci sono luoghi che smettono di essere semplici edifici per diventare custodi di nuove storie, spazi che, una volta silenziosi, tornano a pulsare di vita, idee e creatività. Gres Art 671 è uno di questi: un tempo fabbrica del gres, oggi è un polo culturale che racconta una Bergamo che sa reinventarsi valorizzando quello che sembrava dimenticato per sempre.

Attraverso installazioni, esposizioni e incontri, questo spazio non solo rende omaggio alla vitalità di un luogo che per molti decenni è stato così importante per l’economia della provincia, ma la trasforma in una nuova occasione di condivisione e arricchimento per la comunità. È in luoghi come questo che il passato incontra il futuro, riscrivendo la propria identità per offrire una nuova energia alla città.


Scopri di più da COSE DI BERGAMO | BLOG

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.