La chiesina di San Bernardino a Lallio. E’ proprio vero che scoprire di avere a due passi da casa un tesoro di cui ignoravamo l’esistenza è una bella sensazione. Ed è proprio vero che a volte le combinazioni astrali che si allineano in modo fortunato hanno il potere di farti vivere un’esperienza quasi mistica, sicuramente unica.
E’ il caso della mia prima visita alla chiesina di San Bernardino a Lallio ( S. Bernardino ), a due passi da Bergamo, durante la quale ho assistito da sola per caso alle prove di un gruppo sinfonico che stava preparando un concerto di musica sacra. Sono entrata con l’obiettivo di visitare la piccola chiesa di cui avevo letto qualcosa, ma che non conoscevo, e sono rimasta folgorata dalla solennità e dalla bellezza del momento al quale stavo assistendo: l’incontro di due arti, la musica e la pittura, che in questo luogo si esaltano a vicenda. Ero da sola e sono stata in fondo alla chiesa vuota per non disturbare i musicisti, ma avevo i brividi. Non per il freddo, ovviamente, ma per l’emozione.
Così ci sono tornata il giorno dopo per seguire la visita guidata organizzata dal gruppo di volontari Amici della Chiesa di San Bernardino Onlus. E ho fatto benissimo.
Chiesa di San Bernardino di Lallio: bella in perpetuo
La chiesa di San Bernardino è la più antica costruita in onore del grande Santo senese, risalente addirittura allo stesso anno della canonizzazione (1450).
Oggi è un monumento nazionale per l’importanza storica ed artistica; è considerata importante documento del manierismo lombardo, uno dei rarissimi esempi rimasti in Lombardia.
Fu costruita a Lallio per volontà di Eustacchio Licini detto “Cacciaguerra”, frate non professo del convento delle Grazie fondato da S. Bernardino durante la sua permanenza a Bergamo. Devoto al Santo Eustacchio, lascia in eredità in perpetuo le decime dei suoi possedimenti per il mantenimento della chiesina, lascito che servirà a renderla preziosa negli anni e mantenerla fino ai tempi napoleonici.
Le decorazioni pittoriche della chiesa
Il suo interno è completamente affrescato: nella prima campata possiamo vedere ancora cicli dedicati alla vita della Madonna realizzati sulla base dei racconti dei vangeli apocrifi per quanto riguarda la storia di Sant’Anna e San Gioacchino, suoi genitori.
Nella seconda campata, nelle due cappelle laterali, aggiunte nel 1532, si trovano affreschi dedicati a S. Caterina d’Alessandria e altri santi di grande devozione popolare (fatta eccezione dell’affresco rappresentante una Madonna del Latte più antica); nella terza campata il ciclo di affreschi sulla vita di S. Bernardino; e nel presbiterio gli affreschi e la tela dedicati alla passione, morte e resurrezione di Cristo.
Nei sottarchi dell’unica navata col tetto a capanna sono raffigurati le Sibille e i Profeti. Bellissimi i tondi delle Sibille, una sfilata di moda dell’epoca.

Ogni angolo è dipinto. E’ un tripudio di colori, di immagini sacre, di simboli religioni e filosofici che si devono calare e leggere con gli occhi e le conoscenze del tempo in cui furono realizzati.
Anche la facciata esterna, ora spoglia, era ricoperta di affreschi che, nel 1967, sono stati staccati per sottrarli alla rovina completa e attualmente si trovano nella sagrestia della chiesa parrocchiale, raggiungibile a piedi.
99 dipinti: la Bibbia dei poveri
I 99 dipinti che si trovano all’interno della chiesina di San Bernardino di Lallio sono opera di Gerolamo Colleoni (1500 – 1570), di Cristoforo Baschenis il Vecchio (1520 – 1613) e di un autore ignoto (sul dipinto sono visibili le iniziali T.L.) del 1600 sono dei veri e propri racconti di fede. Nel suo complesso l’apparato decorativo della chiesa rispecchia proprio le regole della comunicazione volute da San Bernardino il quale al latino e alle citazioni preziose preferiva le metafore rubate alla vita quotidiana, capaci di entrare nella mente e nel cuore anche di chi forse non era colto ma sapeva capire.
In questo piccolo scrigno, si traduce letteralmente per immagini l’appello di Bernardino a una fede che sapesse parlare come la gente, diventando la “Bibbia dei poveri”. Il linguaggio semplice e popolare, pacato, la simbologia immediata, come fosse un grande racconto a fumetti in cui le didascalie descrivono le immagini.
La storia di San Bernardino
Bernardino nasce l’8 settembre 1380 a Massa Marittima dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi, viene avviato agli studi del trivio, in seguito frequenta l’università senza conseguire il grado accademico di diritto canonico. Agli studi giuridici preferisce quelli teologici, la lettura della Bibbia e dei Padri e si iscrive alla compagnia dei Disciplinati della Beata Vergine Maria presso l’ospedale della Scala; nel 1400 insieme ad altri compagni si dedica alla cura degli appestati.
L’8 settembre 1402 fa il suo ingresso dell’Ordine dei frati minori: l’anno dopo emette la sua professione e nel 1404 celebra la prima messa. Sono questi gli anni di formazione biblica, patristica e teologica in un clima di organica preparazione all’attività di predicatore.
La sua predicazione, soprattutto nell’Italia centrale e settentrionale (Liguria, Piemonte, Lombardia), è intensissima e unita alla coraggiosa opera di pacificazione delle fazioni in lotta. Ottiene grande successo per l’eccezionale eloquenza e per l’attualità degli argomenti trattati.
Contemporaneamente lavora per la riforma del proprio Ordine. Continua la sua peregrinazione e predicazioni fino a che, durante un viaggio verso l’Umbria, fa sosta a L’Aquila dove muore il 20 maggio 1444. Dopo solo sei anni viene proclamato santo da Nicolò V il 24 maggio 1450.
San Bernardino nella Bergamasca
L’affresco nella chiesa di Lallio raffigura San Bernardino in due occasioni: in primo piano è presente mentre nutre un ammalato; sullo sfondo è inginocchiato dinnanzi all’altare che si trova nella corsia dell’ospedale.
A Bergamo il Santo riuscì a rapire l’anima delle persone sin dalla sua prima visita a Treviglio e Caravaggio dove le sue parole riuscirono nell’impresa di pacificare gli animi accesi dallo scontro tra la fazione guelfa e quella ghibellina.
Il “miracolo” si ripete anche in città, dove Bernardino approda nel 1419, si stabilisce nel Convento di San Francesco, e con una “magica” omelia tenuta nella Basilica di Santa Maria Maggiore riesce a dissolvere liti e dissidi.
La rassegna di Arte e Musica Antica a Lallio
Ogni anno a maggio la chiesina di San Bernardino di Lallio ospita una Rassegna di Arte e Musica Antica . L’evento musicale è promosso dall’associazione “Amici di san Bernardino onlus” di Lallio con il patrocinio degli assessorati alla Cultura della Provincia di Bergamo e del Comune di Lallio, in collaborazione con la Parrocchia di Lallio. Direttore artistico è Daniele Rocchi.
Dopo aver ascoltato il concerto inaspettato tutto per me, e aver goduto dell’acustica straordinaria di questo luogo, assistere ad uno dei concerti durante la rassegna di maggio sarà una di quelle Cose di Bergamo da fare almeno una volta nella vita che metterò sicuramente in calendario. La pelle d’oca è assicurata, lo so.
Come arrivare alla chiesa di San Bernardino di Lallio
Non è una meta turistica molto battuta ed è per questo che consiglio di impostare il navigatore, ma davvero non perdete questa chicca che è oggi un vero monumento artistico nazionale. Le foto degli interni sono prese dalla pagina FB dell’associazione Amici di San Bernardino Lallio onlus.
Non è possibile fare foto all’interno della chiesa (se non con autorizzazione speciale richiesta), ma per avere un ricordo potete prendere una delle pubblicazioni a offerta consigliata che vanno da 1 a 8 euro circa. Sono molto ben fatte e aiuteranno l’associazione con i restauri.
Come arrivarci
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Lallio, via Arciprete, 4
Orari di apertura:
Tutti i sabati e le domeniche.
Da novembre a marzo – apertura ore 15.00-17.00
Da aprile a ottobre – apertura ore 15.30-18.00.
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Non conoscevo queste opere.Grazie del commento.
Delio
Davvero bella. Credimi.
La Chiesa è una vera sorpresa, ed un’altra sorpresa è il fatto che sia sconosciuta ai più!
Hai ragione Antonio: è un vero gioiello!