Studiare nelle sacrestie dell’ex Chiesa di San Sisto del Caniana a Colognola

Siete amanti dei libri e delle biblioteche? Impazzite per le biblioteche che si trovano all’interno dei luoghi  straordinari? Per quelle con una storia particolare? Allora non dovete proprio perdervi una visita alla Biblioteca San Sisto, a Bergamo Bassa.

Siamo a Colognola, quartiere periferico di Bergamo, sulle tracce dell’antico borgo che fino al 1927 fu comune a se stante e poi fu inglobato nella città. Le Guide Turistiche Città di Bergamo hanno organizzato un tour guidato. A 100 metri dall’ingresso di quello che un tempo era  la porta di ingresso e inoltrandoci in quello che era il borgo medievale, sulla via della Vittoria, ci troviamo di fronte l’ex-chiesa parrocchiale di San Sisto in Colognola.
Oggi  questo ex edificio sacro è stato trasformato in parte in biblioteca e in parte in auditorium per gli eventi a disposizione della cittadinanza colognolese e non solo. E’ un edificio molto bello, che sembra ancora dedicato al culto. Ma guardando la facciata di quella che oggi è un’ex chiesa, sulla sinistra, si trova l’ingresso della Biblioteca di Quartiere i cui locali prendono tutta l’area di quelle che un tempo erano le sacrestie. E un giretto, dentro, è proprio da fare.

Le ex sagrestie erano ubicate nell’elegante edificio su due piani prospiciente la via della Vittoria: la fiancata laterale, che poggia su un massiccio zoccolo in pieatra arenaria, presenta nella parte centrale degli sfondati architettonici delimitati da lesene tuscaniche al centro delle quali si aprono le grandi finestre a tutto tondo. Il gruppo delle sacrestie, antecedente rispetto alla chiesa settecentesca, era costituito da tre sale di cui una, la più antica, era molto ampia (la sacrestia grande) alta due piani; le altre due erano di dimensioni più ridotte (la sacrestia piccola e l’atrio di disimpegno): le tre sale, dopo il recente restauro, insieme ai locali dell’ex alloggio del sacrista posto al piano superiore e altri locali di servizio di più modeste dimensioni, costituiscono oggi la Biblioteca.

Sebbene al suo interno sia possibile riconoscere qualcuno degli stilemi delle architetture sacre, non aspettiamoci di entrare e studiare in un edificio affrescato. Al piano terreno troviamo le due sale colorate per ragazzi e al primo piano gli spazi per la lettura dei giornali e per lo studio. Tuttavia sapere che ci troviamo in quello che un tempo erano le pertinenze di un luogo di culto, mi fa un certo effetto. Non so a voi.

Quello che invece era la chiesa vera e proprio è oggi un auditorium dove si tengono eventi e rappresentazioni. L’aula della chiesa, equilibrata e maestosa, è a unica navata suddivisa in tre campate a tutto sesto tra loro difformi. I motivi decorativi, la struttura architettonica alleggerita da numerosi sfondati architettonici (le cappelle laterali e i loggiati a matroneo) e lo scenografico presbiterio conferiscono all’interno un dinamismo tutto barocco, ben esaltato dalla luminosità proveniente dagli ampi finestroni. Se volete visitarla dovete attendere gli eventi organizzati, ma per anticiparvi la maestosità di questo luogo ecco il link al sito del Comune dove potete ammirare gli interni.

La costruzione di questa ex chiesa, risale alla  prima metà del XV secolo. Fu ultimata,  arricchita e abbellita in epoche successive, grazie all’apporto di artisti importanti quali Pietro Gualdi (autore di alcuni degli affreschi visibili negli altari laterali) e architetti del nome di Giovan Battista Caniana (autore del progetto di risistemazione della chiesa su quella preesistente) e Virginio Muzio (autore del completamento artistico del campanile).

Se la guardate bene, noterete che lo stile del Caniana è veramente riconoscibile. Anzi, direi quasi che in questo caso particolare, sembra la fotocopia di altri edifici sacri progettati dall’architetto nella zona di Bergamo. La ripetitività delle soluzioni adottate deriva dal fatto che, in quel periodo, Giovan Battista era già quello che noi oggi definiremmo un’archistar e aveva  numerose richieste da soddisfare. Per questo, nel periodo di massima attività proponeva progetti consolidati che, pur rispondendo alle esigenze della committenza, non avevano grandi differenze tra loro.

Si tratta perciò di una delle tipiche costruzioni dell’architetto romanese a pianta rettangolare con quattro altari laterali separati tra loro dagli ingressi secondari, piccoli matronei posti nei punti di raccordo tra facciata e spazio absidale con l’interno della navata, volta a botte e presbiterio con copertura ad ellisse. Anche la facciata risponde ai consueti canoni del Caniana con un marcato cornicione che separa in due parti la fronte, lesene verticali e, sulla sommità, un elemento triangolare con statue.

Alcuni scritti rivelano che le difficoltà incontrate dal Caniana furono numerose perché il cantiere dovette coesistere con il normale funzionamento della chiesa che, nonostante i lavori in corso, non fu mai chiusa al culto.

Per cinquecento anni è stata la chiesa parrocchiale della gente di Colognola e la sua posizione centrale rispetto all’antico borgo ne evidenzia l’importanza. Dedicata inizialmente a Santa Maria Purificata divenne in seguito la parrocchiale di San Sisto. Sul sagrato si trovava un tempo un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua e questo significa appunto quanto fosse un luogo fondamentale per tutti. E’ profondo circa 20 metri e fu riportato alla luce durante i lavori di restauro. Era il pozzo da cui gli abitanti delle case intorno alla chiesa prendevano l’acqua quando la roggia Guidana diventava limacciosa dopo il brutto tempo.

Con il passare del tempo, Colognola cambiò la propria demografia e la chiesa cominciò a non essere più adeguata alle esigenze della Parrocchia e della sua gente, e il suo declino definitivo venne decretato nel 1966, con l’inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale, più grande e moderna ad opera di Muzio.

L’ex-chiesa, ormai sconsacrata, abbandonata, ma non dimenticata, venne utilizzata per un certo periodo di tempo come magazzino. Poi, nel 1979, a dimostrazione del grande desiderio dei colognolesi di recuperare quella che per tanto tempo aveva segnato i momenti più importanti della vita loro vita, la Parrocchia vende al Comune il monumento, allo scopo di trasformare l’ex centro della vita religiosa in centro della vita sociale. L’atto di acquisto viene stipulato l’anno seguente, ma un’incredibile serie di intoppi burocratici e rimpalli di responsabilità, interventi delle Sovrintendenze ai Beni Artistici e Storici da una parte ed ai Beni Ambientali ed Architettonici dall’altra, hanno prolungato di oltre vent’anni l’operazione di recupero del monumento.

Le sagrestie sono state le prime ad essere recuperate (8 maggio 1999), così da risolvere definitivamente il problema della Biblioteca di Quartiere. Due anni dopo, il 14 dicembre 2001, l’ex chiesa parrocchiale viene inaugurata come Auditorium, gestito in compartecipazione dalla Circoscrizione e dall’Assessorato alla Cultura. Purtroppo durante la visita non siamo riusciti ad entrare, ma ho recuperato le foto on line e, in attesa di fare una visita e fotografarle di persona, eccole.

 

Note:
Le foto sono mie. Le informazioni sono in parte quelle ascoltate dalla viva voce di Daniela Plebani, la Guida Turistica di Bergamo che ci ha accompagnato nella visita guidata, e in parte le ho raccolte in Rete. 

Se volete saperne di più, ecco la descrizione che si trova sul documento inventariale dei Beni Culturali del Comune di Bergamo 

Se volete saperne di più sulle visite organizzate dalle Guide Turistiche Città di Bergamo, consultate il loro sito dove troverete tutte le iniziative.