A Nembro nella biblioteca con la Torre di libri dove storia e modernità si intrecciano

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A Nembro tra l’asilo di impianto liberty e un edificio scolastico di fine ottocento si trova un edificio molto particolare che dovete proprio andare a vedere. Si tratta della Torre, un parallelepipedo di vetro con struttura portante di acciaio e con un sistema di schermatura delle superfici trasparenti costituito da formelle disposte con differenti inclinazioni rispetto al piano della vetrata. No, non sto parlando di un’astronave. Sto parlando della parte più moderna della Biblioteca comunale di Nembro, un edificio che ricorda una torre fatta di libri che oggi unisce storia e tradizione.  Descritto in poche righe è difficile da immaginare, ma fateci un giro (o guardate le foto di questo post) e ditemi se non è così.

Si trova in Piazza Italia, nella zona centrale di Nembro e non potete non riconoscerla.

Un edificio sempre diverso

Non so quante volte sono passata accanto alla Torre in auto (il mio dentista è a poche centinaia di metri) e ogni volta mi sono sorpresa di quanto quest’edificio sia sempre diverso pur essendo sempre lì, sempre uguale, sempre lo stesso.

Tutto merito del sistema di elementi di cotto, quadrati, smaltati, di colore rosso, che protegge l’involucro trasparente dalla radiazione solare. La libera rotazione degli elementi di cotto rispetto al piano vetrato muove la continuità superficiale e lo fanno sembrare qualcosa di unico che cambia ogni volta. Perché la continua variazione dell’angolo di riflessione dei raggi solari amplifica le differenze nel modo con il quale l’edificio viene percepito. Basta passare in orari differenti della giornata per rendersene conto.  Quello che rende diverso l’edificio nelle varie ore della giornata è la rifrazione della luce su queste formelle che hanno tutte diverse angolature. Ma non immaginatevi delle formelle che si muovono col vento. No, sono fissate in quella posizione con degli speciali cavetti interni.La sera, poi, illuminata da dentro, la trovo semplicemente stupenda soprattutto per il fatto che, se ci penso, sembra proprio una torre fatta di libri.

Cos’ha di particolare la biblioteca di Nembro?

Be’, ovvio dire che la struttura di cui ho appena scritto e che vi ho mostrato nelle foto è davvero particolare. Ma non è l’unico aspetto che rende particolare questo edificio. Quello che non ho ancora detto è che questo parallelepipedo è solo una parte della biblioteca e chiude idealmente la corte neoclassicheggiante dell’edificio a C che un tempo accoglieva le scuole elementari e che risale addirittura alla fine dell’Ottocento. Ed è di questo che voglio raccontarvi perché ha davvero una lunga storia e io amo le storie delle biblioteche così particolari. Ricordate il post in cui vi ho raccontato della biblioteca di Colognola inserita nelle sacrestie di una chiesa neoclassica? Ecco, mettetevi comodi perché anche questa ha una bella storia di avvicendamenti e di recupero.

Un edificio con una storia lunga: municipio, scuola, centro culturale.

Costruita alla fine dell’Ottocento, la parte più antica della biblioteca di Nembro aveva già avuto il suo avvio sul territorio come istituzione scolastica alla fine del XVIII secolo ad opera del Consorzio della Misericordia, antichissima istituzione benefica nembrese che aveva disposto un lascito di 470 lire per una scuola che insegnasse “a leggere scrivere e far di conto ai poveri fanciulli in Nembro“.
Pur tuttavia nel centro del paese non si riusciva a trovare uno spazio adatto ad accogliere tutti i bambini e molti continuavano a studiare a casa. La situazione mutò nel 1891 quando un decreto reale assegnò i primi sussidi statali per la diffusione dell’istruzione primaria e popolare. E il Patronato scolastico potè dotare finalmente il borgo di Nembro del suo primo edificio scolastico: comprò il terreno, fece preparare il progetto e iniziare i lavori di costruzione.

Nell’aprile 1898, quando l’edificio era ormai a buon punto, il progettò fu modificato e al temine dei lavori vi si trasferirono non solo le classi, ma anche agli uffici comunali. Già al termine della prima Grande Guerra l’edificio era entrato a pieno titolo nella vita di Nembro, sia al punto di vista culturale che politico e civile. E come tale continuò a funzionare segnando la vita di tutta la comunità.

Nel 1934 si inaugurò il nuovo edificio della scuola elementare sempre sulla stessa via Roma, spostato di un centinaio di metri e tale da realizzare una sequenza di edifici, l’uno adiacente e consecutivo all’altro che vedevano sulla stessa via scuola elementare, asilo e palazzo del Municipio. Quando nel 1940 il municipio si trasferì nella Casa Littoria, l’edificio cambiò nuovamente uso e divenne sede di asilo nido, consultorio pediatrico, refettorio materno e dispensario del latte pastorizzato. Ma non è finita qui. Con la fine della seconda guerra mondiale, tornò ad essere nuovamente scuola elementare e così rimase fino al 1959. Quello stesso anno vi si insediò anche la scuola di avviamento professionale (che divenne Scuola media unica nel 1963) e così rimase fino al 1972. Poi fu la volta del trasferimento nell’edificio di un centro di formazione professionale che rimase fino al 1999. Infine divenne un centro culturale polivalente, ospitando mostre di pittori, cinema all’aperto durante la stagione estiva, mostre d’artigianato, mini-laboratori, mercatini dell’usato. Fino a quando non fu dimenticato e cadde in totale stato di abbandono. Siamo nei primi anni del 2000 e nessuno immaginava che la vita di questo edificio avrebbe preso un nuovo corso.

La piccola biblioteca ospitata nell’edificio lascia il segno

Qualcuno ricorderà che nel 1964 l’edificio scolastico era stato anche sede della Biblioteca Popolare Comunale: pochi libri, ma molto letti, soprattutto dagli adulti. La biblioteca era in un’unica stanza e funzionava solo come punto prestito in cui lavorava un insegnante di scuola elementare che provvedeva a consigliare e a tener traccia dei prestiti. La biblioteca rimase nell’edificio fino al 1967, quando fu trasferita in un locale più ampio annesso alla palestra della scuola elementare per rispondere ai nuovi bisogni del paese. Ma negli anni questi bisogni sono cresciuti e i locali destinati alla biblioteca cominciavano ad essere insufficienti. E qualcuno pensò al vecchio edificio che un tempo aveva ospitato i libri e che nessuno usava più.

Ed è proprio per questo che mi piace pensare che i libri abbiano lasciato un segno in questo edificio se dopo 50 anni si è deciso di riportarli proprio qui. Perché oggi è decisamente un luogo vivo, dove i  libri e la cultura sono protagonisti.

Una nuova vita a partire dal 2007

Nel 2005 nasce infatti l’esigenza per Nembro di un nuovo centro culturale. La collocazione del vecchio edificio che per anni era stato abbandonato a se stesso, fa subito pensare al suo riutilizzo. Il bisogno di nuovi spazi da adibire ad attività formative e ricreative hanno portato alla realizzazione di una nuova ala, posta a chiusura dell’unico lato aperto della ex scuola costruito a tempo di record.

L’ingresso della biblioteca di Nembro si trova in Piazza Italia, dove un tempo c’era l’ingresso della scuola elementare. Al fabbricato esistente  distribuito su due piani, che delimita una corte centrale, è stato aggiunta la Torre, il volume parallelepipedo vetrato trasparente, su tre livelli, percorribile attraverso due scale poste alle estremità. Due entità diverse, sia nella definizione delle forme e delle superfici sia nell’utilizzo dei materiali; due volumi che all’apparenza risultano divisi , anche fisicamente, ma che in realtà sono tra loro connessi da un collegamento sotterraneo. In questo modo è garantita la continuità degli spazi, anche se tra le due strutture rimane una distanza fisica.

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Tradizione e innovazione si incontrano e si uniscono

La biblioteca di Nembro diventa quindi luogo simbolo ideale di cultura moderna capace di rinnovare e valorizzare il suo legame con il passato. La scelta riflette il principio generale di unire tradizione e innovazione, i valori del passato e le tecnologie più moderne.

Questo scambio continuo tra passato e presente si può intuire infatti anche dall’uso del cotto accompagnata ad una tecnologia di montaggio assolutamente innovativa. Quella che lascia a bocca aperta quando ci si passa accanto e che muove mille domande.

Datemi retta: fateci un giro. Ne vale davvero la pena.

Note

Le foto più belle sono quelle tratte dal sito di Archea Associati, lo studio di architettura che ha curato la ristrutturazione e la realizzazione del nuovo edificio in vetro, e tratte dalla gallery presente sul sito del comune di Nembro, nella parte relativa alla biblioteca di Nembro. Quelle che non hanno la segnalazione sono mie e le ho scattate pochi giorni fa quando sono stata in Biblioteca per fare un giro e rendermi conto che non potevo non scriverne. 

Le informazioni le ho raccolte in Rete su vari siti di architettura e sul sito del Comune, ed estrapolate dall’opuscolo fatto stampare alcuni anni fa dal Comune di Nembro.