Regalarsi due risate con il libro della professoressa Laura Moro, Senti chi perla

Qualche giorno fa mi sono ritrovata tra le mani un libro dal titolo curioso, Senti chi perla, di Laura Moro.

Senti chi perla

Subito la mente è andata al celebre film americano “Senti chi parla”, ma era evidente che il riferimento fosse un gioco linguistico e non una citazione cinematografica. Così mi sono soffermata sulla parola perla scritta con il colore rosso sulla “e” e al suo possibile significato. Perla, la concrezione tondeggiante che impreziosisce gioielli e monili, o Perla, l’errore madornale che fa venire i brividi?

Mi è venuta in aiuto la copertina e il sottotitolo: “Gaffemecum della scuola secondaria superiore“. E di dubbi non ne ho più avuti. Si trattava certamente di quelle perle che si infilano una dietro l’altra (se si è un po’ maldestri), ma che tutte insieme non fanno una collana. Come quelle che ho letto anche nella quarta di copertina e che mi hanno fatto cominciare a sorridere.

Senti chi perla

Sono riuscita a procurarmene una copia grazie a ellelibri.com (la libreria on line specializzata in testi che presentano un costante collegamento con il territorio bergamasco, le sue storie e le sue persone) e nel giro di un paio d’ore l’ho letteralmente divorato.

Senti chi perla. Una lettura veloce e piacevole

Senti chi perla è un libricino molto molto divertente, perfetto per passare il tempo sorridendo: 80 pagine di gaffes e strafalcioni raccolti da Laura Moro, insegnante d’inglese bergamasca che lavora da trent’anni nelle scuole superiori di Bergamo.

Devo confessare che è stata una lettura piacevole, a tratti un po’ sconvolgente. Ho un figlio adolescente, dell’età degli studenti con cui ha a che fare ogni giorno la professoressa, e man mano che leggevo mi chiedevo: Come è possibile che i ragazzi siano così ignoranti? Che non sappiano davvero il significato di parole così comuni? Che sbaglino verbi, aggettivi, sostantivi con questo candore?

Gaffes e strafalcioni involontari di studenti bergamaschi che negli anni si sono avvicendati nelle classi della professoressa Moro. Chissà se qualcuno degli ex studenti si riconosce?

Così ho fatto un paio di telefonate e ho chiesto un’intervista a Laura Moro per saperne di più.

Intervista a Laura Moro, autrice di Senti chi perla

L’intervista alla professoressa Laura Moro, autrice del libro, è stata  una chiacchierata davvero piacevole. Ci siamo sentite telefonicamente e siamo subito entrate in sintonia parlando del libro e dei ragazzi. Eccone i punti salienti.

Professoressa Moro, com’è nata l’idea del libro Senti chi perla?
L’idea di questo libro è nata recentemente, anche se forse era latente già da un po’ di anni. Da quando insegno raccolgo le perle che mi regalano involontariamente i miei studenti durante le lezioni, i compiti in classe, le interrogazioni o gli esami. Ho iniziato 30 anni fa a scriverle sui foglietti che poi conservavo in un cassetto e tiravo fuori all’occasione per rileggerle e farmi due risate. All’inizio non usavo il computer per appuntarmi queste frasi, ma negli anni ho iniziato a compilare un file che ho continuato ad aggiornare…

E’ la prima volta che le rende pubbliche?
All’inizio le condividevo in famiglia o con gli amici. Poi ho scoperto che non ero l’unica, anche altri colleghi le collezionavano e abbiamo cominciato a scambiarcele. O meglio, a raccontarcele.
Dopo 30 anni mi sono resa conto che la collezione  di perle era davvero spassosa.

Ha fatto bene a pubblicarlo. Io l’ho letteralmente divorato. Devo dire però che alcune perle mi hanno fatto rabbrividire. I ragazzi sono davvero così indietro sulla lingua italiana?
Deve considerare che sono una raccolta di perle ascoltate in trent’anni di insegnamento. Alcune sembreranno ingenue o frutto di ignoranza, ma sono anche da calare nel contesto giusto. Potrebbero risalire alla fine degli anni Ottanta, primi anni Novanta. Anni in cui non c’era la possibilità di informarsi velocemente perché banalmente non c’erano nè gli smartphone e nemmeno internet. Trent’anni fa di certe cose non si parlava ancora e, se lo si faceva, i ragazzi non erano inclusi nelle discussioni e ripetevano quello che sentivano per caso e magari male.
Pensi alla parola feticista: ora è una parola che gli adolescenti sentono spesso, un tempo, mi creda, non era così. In trent’anni i ragazzi sono cambiati molto. Siamo tutti cambiati molto.

In effetti… Come sono le gaffes di ieri e quelle di oggi?
Un tempo i ragazzi erano più genuini e anche più creativi. Io ne ho incontrati parecchi e certe perle che per ruolo non potevo premiare pubblicamente, in realtà erano geniali e le ricordo ancora.

Quali sono queste perle?
Ce ne sono molte. Alcune ingenue, altre, come dicevo geniali. Come ad esempio la perla di quel ragazzo che durante un esame doveva scrivere almeno tre punti della teoria atomica di Dalton e ha compilato una serie di punti evidenziandone tre. Era evidente che non la ricordasse (o non la sapeva), ma la sua creatività è stata indimenticabile.

Senti chi perla

Quanto tempo ci ha messo a scegliere le perle e a scrivere il libro?
Diciamo che il libro era già scritto. Ha avuto una gestazione lunga: quasi trent’anni. Quello che ho dovuto fare è stato organizzare le perle in capitoli e dare ad ognuna un titolo. Qualche perla l’ho eliminata perché sembrava troppo perfetta (quasi da social network), come quelle battute che girano e che fanno ridere.
Per me era importante che fossero tutte autentiche e che non ci fossero dubbi.

Come l’hanno presa i suoi studenti?
Benissimo. Qualcuno ha letto il libro e ha riso molto. Qualcuno mi ha detto che lo leggerà. Mi piace pensare che i ragazzi siano e si sentano co-autori di questa raccolta. Studenti ed ex studenti…

Sono solo gaffes dei ragazzi o c’è qualche perla degli adulti?
Me lo hanno chiesto anche i miei ragazzi. E la risposta è che in questa raccolta ho messo solo le perle dei ragazzi. Le mie? sono cadute… nell’oblio.

Qualche perla del libro di Laura Moro

E oblio è una parola che non è stata detta a caso per chiudere l’intervista con Laura Moro. Infatti è una delle parole che troviamo nel primo capitolo del libro intitolato Affinità Esplosive, (ovvero i False friends de noantri). Eccone un assaggio:

In mare per dimenticare
L’oblio è la finestra delle navi.

Bicipiti da extraterrestri
per gonfiarsi i muscoli alcuni ragazzi fanno uso di asteroidi

Il mondo è bello perchè è vario…
Conosco un tipo che ha una prostata al ginocchio e cammina come un atomo.
(Conosco un tipo che ha una protesi al ginocchio e cammina come un automa)

Pazzesche vero? Sono tutte così e questo spiega perché me lo sono letta tutto d’un fiato.


Chi è Laura Moro

Laura Moro insegna Inglese in una scuola secondaria di Bergamo. E’  laureata in Lingue e Letterature Straniere dal 1984 con una tesi su “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Caroll.  E’ approdata all’insegnamento al suo rientro dagli Stati Uniti dove ha trascorso un anno specializzandosi in letteratura inglese e anglo-americana alla California State University Long Beach. Ha scritto una grammatica inglese per le scuole superiori e alcuni saggi letterari.

In trent’anni di carriera  Laura Moro ha insegnato inglese a oltre 4000 studenti.

 

Note

Le foto sono mie e l’intervista è stata realizzata il 5 dicembre 2018.
Questo articolo è stato scritto su stimolo di ellelibri.com. 

Per acquistare il libro basta andare sul sito ellelibri.com e acquistarlo direttamente on line. Sarà recapitato a casa nel giro di qualche giorno.
Il libro costa 14 euro.