Sticker #palabraspegadas a Bergamo

In tutta Bergamo alla ricerca dei piccoli adesivi #palabraspegadas giunti dalla Spagna

Capita un giorno di essere in Città Alta, di avere sete e avvicinarsi ad una delle fontanelle verdi del centro storico. E, mentre vi piegate per sorseggiare un po’ di acqua e ristorarvi, venite colpiti da un piccolo adesivo bianco con una scritta. La leggete, avvicinandovi un po’, e sorridete: non è la solita frase di un innamorato alla sua bella, ma una piccola frase poetica, motivante.  Qualcosa che in  fondo sembra scritta per tutti, anche per voi. Poi vi accorgete anche che la frase non è l’unica cosa scritta su quell’adesivo, c’è anche un hashtag strano, evidentemente straniero: #palabraspegadas.

Quando mi è successo di incrociare questo adesivo la prima volta, non vi ho dato molta importanza, ma quando l’ho rivisto un po’ di volte qua e là, ho capito che non era un caso, ma doveva essere parte di un disegno, un movimento di street art, qualcosa che sicuramente aveva l’obiettivo di diffondere un messaggio. E mi sono messa a cercare.

Andare alla ricerca dei piccoli adesivi #palabraspegadas che fanno bene al cuore (così li ho ribattezzati) è stata una delle cose più interessanti che abbia fatto. Non è stato facile. Su Internet nessuno che ne aveva parlato. Eppure doveva esserci qualcuno dietro. C’era solo una pagina su Instagram piena di sticker scritti.

All’inizio pensavo che fosse la nuova iniziativa del Movimento per l’Emancipazione della Poesia in cui mi ero imbattuta lo scorso anno, ma indagando ho scoperto che non era così: su Instagram ho scoperto che questi sticker erano in molte altre città come Barcellona, Madrid, Palermo, in Cile, in Norvegia…

Intervista doppia: #palabraspegadas

Così dopo aver verificato che in Rete non c’era veramente nulla su di loro, li ho contattati e ho richiesto un’intervista per saperne di più. Mi hanno risposto in due: la persona che ha dato il via a questo movimento spontaneo a Barcellona (che si firma come BCN), e la persona che ha portato questo movimento a Bergamo (che per convenzione si fa chiamare BGY).

Vogliono rimanere giustamente anonimi e capirete perché. Questa iniziativa di street art, infatti, è borderline e qualcuno potrebbe etichettarla come vandalismo anche se il vandalismo è qualcosa che deturpa irrimediabilmente, mentre questi adesivi non sono eterni e si possono staccare. In realtà, leggendoli, troverete solo frasi motivazionali che fanno riflettere e fanno bene al cuore. E sono senz’altro più etici degli adesivi pubblicitari che riempiono lampioni e muri…

CDB – Chi siete?

BCN: Per ragioni pratiche preferisco non parlare di me: attaccare le palabras pegadas sui mezzi pubblici, infatti, è passibile di multa…  Penso invece che “chi siamo” sia la cosa meno importante. Il valore di #palabraspegadas, non è dato da chi le attacca ma da ciò che provoca in coloro che le leggono. 

BGY: Condivido anch’io. Chi conta, ed è protagonista assoluto, è il destinatario che legge l’etichetta, non il mittente.

CDB – Come è nata l’idea di #palabraspegadas?

BCN: Non è nata come idea concreta e programmata, tutto è successo in modo un po’ anarchico. È iniziato durante un periodo particolarmente difficile e doloroso della mia vita per via di un problema di salute. Un giorno dell’estate scorsa, mentre stavo riordinando, sono comparse alcune piccole etichette di quando andavo al liceo. Ed ci ho scritto sopra alcune parole. Un giorno, lungo la strada per il centro medico (ci andavo con molta assiduità), ho attaccato e fotografato. E ho pensato di pubblicarle su Instagram, non so ancora perché…

BGY: Ho apprezzato fin dall’inizio l’iniziativa. Ho iniziato anche io in un periodo difficile della mia vita, a causa di problemi di salute di chi mi sta vicino. È diventata una sorta di atto con un forte potere terapeutico, dal momento della creazione dell’etichetta al momento in cui la si incolla e condivide con l’esterno.


CDB – Qual è il messaggio di #palabraspegadas?

BCN: Per me l’idea si è sviluppata senza altra aspettativa che provocare la complicità di un altro essere umano che legge il messaggio. Spero anche venga accolta con un sorriso. Lasciare una traccia di umanità in un mondo in cui ormai ogni volta guardiamo di più  il cellulare e non ciò che ci circonda. Ecco perché a Barcellona uso molto il trasporto pubblico come scenario: per accompagnare, forse confortare, divertire e condividere.

BGY: Anche per me l’ obiettivo è quello di suscitare un sorriso, smuovere un’emozione in un mondo dove la superficialità e la disattenzione per le piccole cose la fanno da padrone.

CDB – Come vi definireste? Street Artist, movimento collettivo, altro?

BCN: Anche se uso etichette, non mi piace  etichettarmi. Dopo l’inizio a Barcellona #palabraspegadas è stato replicato in altri posti usando lo stesso hashtag. Quindi forse finisce per essere un movimento, anche se preferisco credere che siamo semplicemente persone che condividono parole e momenti. È evidente che potremmo considerare che di per sé è un atto di azione urbana (arte urbana) come potrebbe essere #accionpoetica (azione poetica, ndr) ma da lì a considerarmi un artista ….

BGY: Appiccicare un’etichetta su chi crea etichette  fa sorridere. Comunque sono d’accordo con quanto detto sopra.


CDB – Tra di voi vi conoscete o #palabraspegadas è un movimento diffuso?

BCN: Non personalmente. Le persone che hanno attaccato etichette usando l’hashtag #palabraspegadas in città diverse da Barcellona mi hanno contattato in privato per sapere la mia opinione e così posso anche condividere le loro foto nell’account di Instagram. Alcuni mi hanno mandato pure il loro indirizzo postale, come nel caso di Bergamo, ho persino inviato loro delle etichette scritte da me. Continuo a dire che “movimento” è una parola molto importante per questa (bella) improvvisazione.

CDB – Come si sta diffondendo #palabraspegadas?

BCN: Principalmente tramite Instagram e Twitter. La verità è che la più grande diffusione, quella che mi interessa davvero, è quella quotidiana. Quella di quelle persone che mi hanno scritto messaggi dicendo che vedono gli adesivi, che sorridono, che adesso quando salgono su un autobus o in metropolitana, cercano un adesivo. Questa complicità è meravigliosa. E grazie a Instagram e Twitter (attraverso #palabraspegadas) è come si sono diffusi gli adesivi e i loro messaggi.

CDB – Come scegliete le città nelle quali avete iniziato la vostra opera?

BCN: Barcellona era naturale per me perché é  la mia città natale. Il resto sono le persone che hanno trovato il mio account e foto su internet e vi hanno aderito. Al momento ci sono, oltre a quelli che ho messo personalmente a Barcellona, Palermo e la Norvegia, “attacanti di parole” a Getafe (Madrid), Bergamo, Messico, Colombia e Cile.

A Barcellona, inoltre, ci sono altre tre persone (che non conosco) che hanno creato e incollato le proprie etichette con i loro messaggi con l’hashtag #palabraspegadas

CDB – Come mai avete scelto Bergamo?

BGY: è la mia città. Una città che credo abbia bisogno di dettagli simili. Penso possa solo far bene al cuore osservarci attorno, fermarci un attimo nella frenesia del quotidiano e scoprire piccole cose che suscitino una qualche emozione

CDB – Quanti adesivi avete posizionato con l’hashtag #palabraspegadas?

BCN: A Barcellona probabilmente più di mille. Ma non ho idea.  Ci sono più di 2500 pubblicazioni su instagram perchè tutti coloro che hanno usato il # o mi hanno mandato le foto degli adesivi trovati sono stati pubblicati. Puoi controllare in #palabraspegadasbgy l’evoluzione di PalabrasPegadas a Bergamo

BGY: A Bergamo siamo solo nella fase iniziale. Credo ce ne siano qualche centinaio tra Bergamo e provincia

CDB – Come scegliete i posti dove posizionare gli stickers?

BCN: Nel mio caso sono principalmente le superfici visibili, soprattutto per gli utenti dei trasporti pubblici. Oltre a ciò, l’anarchia del momento, partendo dal presupposto che fare quello che faccio a Barcellona è considerato vandalismo e comporterebbe pesanti multe economiche, si tratta di attaccare in modo rapido e discreto.

BGY: Le poche premeditate sono soprattutto quelle poste vicino a luoghi (i miei prediletti) che hanno a che fare con la lettura: biblioteche, librerie, cassette per bookcrossing. Le altre fanno parte di una sorta di Action Sticking: attacco in modo spontaneo dove mi viene da attaccare (rispettando sempre i luoghi e con attenzione,  essendo sempre a rischio multa)

CDB – Ci sono posti dove non li mettereste e dove secondo voi non vanno posizionati?

BCN: Non ho mai attaccato su superfici o luoghi che sono patrimonio storico, monumenti o che mettono in pericolo la sicurezza stradale. È vandalismo, ma con una certa etica.

CDB – Come scegliete le frasi? Ci sono frasi celebri o sono vostre? (ho visto che c’è una frase di Alda Merini…)

BCN: Anarchia assoluta, ma sempre un filo sottile di continua complicità segreta con una persona che segue questo “vandalismo” da quando l’ho iniziato. Possono essere tratti da frasi di canzoni, frammenti di poesie, creazioni proprie, parole preferite…
Ho una passione speciale per gli aforismi di Gesualdo Bufalino. Evito sempre di cadere in risorse facili, tipo Coelho e dei suoi colleghi. Puoi trovare frasi dolci e motivanti, lo so,  ma cerco di evitare la melassa anche se non sempre ci riesco. C’è anche sempre in ogni etichetta un’idea di base di volere incoraggiare, alleviare e accompagnare coloro che la leggono e la trovano. È un atto molto intimo trovare qualcosa, un misto di scoperta, sorpresa e poi reazione al messaggio che viene letto. Mi sembra un piccolo miracolo che, oggi che tutto è così tecnologico, una semplice cosa come un adesivo e un pennarello possano arrivare a farti sorridere, pensare o ispirare.
Nel resto delle città dove si creano adesivi #palabraspegadas credo che abbiano la loro filosofia e le loro ispirazioni.

BGY: Scrivo spontaneamente frasi mie o frasi di libri, canzoni o parole che hanno suscitato in me riflessioni o emozioni. Ma anche io a Bergamo cerco anche di incoraggiare il destinatario.

CDB – Avete scelto una data particolare per lanciare la vostra iniziativa a Bergamo?

BGY: Come detto prima, tutto ha avuto inizio in un periodo di particolare sofferenza emotiva. Il creare/diffondere queste etichette ha quasi un valore catartico.

CDB – Avete in programma altre iniziative o questa continuerà nelle altre città?

BCN:  È tutto così improvvisato e naturale che oltre a continuare a creare e diffondere in questo momento non ho altri programmi.

CDB – Quale reazione vi piacerebbe suscitare in chi è rimasto incuriosito dalla vostra iniziativa?

BCN: Mi commuove profondamente ogni messaggio che ricevo o leggo in cui le persone che vedono un’etichetta dicono di aver sorriso, che gli ha reso la giornata migliore. Nemmeno nel più bello dei miei sogni avrei pensato che, quando ho iniziato a incollare le parole, avrebbe avuto quell’effetto. Non voglio la fama. Non sto cercando un riconoscimento. Mi basta abbracciare con parole (mie o grandi autori) quelli che leggono e trovano le mie etichette.

CDB – C’è una mappa degli stickers “liberati”?

BCN: A Barcellona no.

BGY: La mappa si definisce attaccando data dalla spontaneità dell’azione.

… quindi, non ci resta che cercarli, fotografarli e farli nostri.

Note

Questa intervista è stata condotta via email. Non conosco i nomi degli autori di Palabras Pegadas. 

57 commenti

    1. Ho pensato la stessa cosa. Anche se capisco che molti potrebbero non apprezzare gli adesivi sparsi in città.

  1. Potrei cominciare a farlo io nella mia città. La trovo un iniziativa fantastica. Peccato sia ritenuta un atto vandalico. Io adoro questo genere di divulgazione!

  2. Sai che non ne sapevo nulla? Mi sono andata a guardare l’hashtag su IG. Comunque questa storia mi fa pensare a Philippe Petit che dice che “la creatività è illegale”.

  3. E’ bellissima questa cosa, non la conoscevo! A volte una frase letta in un momento particolare della nostra vita può aiutarci a comprendere qualcosa o qualcuno o a fare una scelta. Mi piace!

  4. Quel “non sei sola” scritto sul carrello della spesa è quello che mi ha maggiormente emozionato. Sarà che ha colto nel segno una sensazione che in molti tendiamo a controllare e non mostrare. Direi che se una frase scritta cosi è stata apprezzata, questa iniziativa ha trovato un estimatrice in me !

  5. Sono ancora qui che sorrido, dopo aver letto il questo post! Non si conoscono i nomi, li hai contattati via email (e quindi non sai che faccia hanno) e possono essere chiunque! Voglio anche io diventare una di loro e attaccare stickers con estratti di poesie: ma è fantastico!!

    1. Attenzione a dirlo troppo ad alta voce. Sappi che è vietato e potresti incappare in multe anche salate.

  6. questa iniziativa è carina e molto divertente, mi è anche venuta voglia di fare un giro a Bergamo che è la città più vicina rispetto alle altre per andare alla ricerca di questi misteriosi bigliettini con le frasi poetiche!

  7. Piccoli attimi di felicità gratuiti, a volte basta poco per svoltare la giornata! Bella iniziativa e complimenti agli ideatori ed a te per averli scovati!!

  8. Chi lo potrebbe vedere come atto vandalico, ma io appoggio chi li ha creati in quanto terapeutici e strappano una risata a chi li legge distraendoli. Brava a scovare tale iniziativa

  9. Questo movimento mi è nuovo, prima volta che ne sento parlare nonostante sono stato da poco in Spagna… Un’iniziativa simpatica, forse converebbe solo sapere dove attaccare i fogli. Chissà fin quanto durerà e come si diffonderà.

  10. Una bella intervista per una splendida iniziativa soprattutto se è partita con lo scopo di curare la propria salute (fisica e mentale) e, senza saperlo/volerlo, curare gli altri. Credo sia bellissimo trovare frasi del genere sparse per la città. Spesso siamo troppo assorti nei nostri pensieri che non ci accorgiamo di quello che abbiamo attorno; senza contare che questa iniziativa dovrebbe prendere piede ovunque nel mondo.

  11. sai che mi hai fatto venire il sorriso leggendo questo articolo? a parte che amo la street art e le idee nuove, ma questo progetto ha anche una motivazione romantica e di dare forza a chi legge 🙂

  12. Davvero affascinante questa iniziativa.. Mi piace molto e purtroppo non la conoscevo.. Deve essere emozionante trovarne una per caso.. fa davvero riflettere!
    Grazie per aver condiviso questa tua scoperta 🙂 e complimenti a chi l’ha iniziata!

  13. Trovo quest’iniziativa bellissima e grazie a te per aver dato spazio e possibilità di parola a queste persone. Per ora nelle mie zone non mi è mai capitato di trovare questi bigliettini, ma d’ora in avanti starò sicuramente più attenta quando sono in giro! Quest’iniziativa penso sarebbe bello divulgarla dovunque

  14. Io trovo adorabile questa iniziativa, mi piacerebbe girare per la mia città e trovare questi adesivi. Quel “non sei sola” sul carrello poi, è stupendo, certo se poi mi aiutassero pure a portare la spesa a casa e non fosse solo una vicinanza emotiva, sarebbe ancora meglio! 🙂

  15. Sinceramente a Milano non ne ho mai visto uno, però ci sono talmente tanti biglietti in giro, di pubblicità o gente che cerca o vende qualcosa che non li noterei. Mi sembra una bella iniziativa.

  16. Non so dire se mi piace o meno questo modo di comunicare. Credo che una frase motivazionale funziona se c’è un rapporto tra due persone. Se quella frase te la dice una persona in particolare. Bergamo però è bella 😉

  17. Adoro il tuo spirito di ricerca! Ci fai scoprire sempre cose nuove e super interessanti! Quest’intervista mi ha fatto quasi emozionare 🙂 Hanno messo anche a me il buon umore e un senso di gioia nel cuore.

    1. Instagram. Palabras Pegadas. E messaggio email. Ma informati prima se è vietato attaccare sticker a Cracovia. Giusto per evitare di mettersi nei guai. 😉

  18. Un’idea piccola e semplice, gentile e per questo assolutamente geniale. Non c’entra nulla con il vandalismo, sono messaggi facilmente staccabili ma ricchi di gentilezza. Si chiama guerrilla :-)bellissima!

  19. Una idea geniale, davvero .. a Roma non mi è mai capitato di vederne ma sotto certi aspetti è una città così grande e particolare che forse sarebbe impossibile accorgersene anche se ci fossero =)
    Comunque sono un bel messaggio

  20. Che bella questa iniziativa, non vedevo l’ora di proseguire nell’articolo per capirne di più, mi hai subito incuriosita. Vero è come dice uno degli intervistati che non importa chi siano ma l’importanza è quello che questi aforismi, trovati qua e la, scaturiscono nella gente che legge i messaggi. Per te, ad esempio, sono messaggi che fanno bene al cuore…

    Voglio entrare a far parte del movimento….. adesivi ne ho, penne anche e domani vado a Venezia….. senza deturpare il patrimonio posti ce ne sono….

    Complimenti Raffaella!

  21. Bellissima iniziativa. Quasi la porto nella mia città, anche se in questo modo mi sono giocato l’anonimato 🙂

  22. Ma che bellissima cosa, ho letto con molto piacere tutto quanto e trovo geniale questa cosa! verrei a bergamo solo per vedere queste etichette 🙂

  23. Che iniziativa originale. Trovare frasi motivazionali negli anni più nascosti e impensabile è davvero una genialata. Un centinaio però a me non sembrano pochi anzi! Paragonati ai mille di Barcellona forse sì ma in generale credo sia davvero bellissimo trovarne così tanti e all’improvviso. Che colpo questa tua intervista! 😉

  24. Molto interessante e simpatica questa iniziativa, in effetti un po’ di umanità in giro per la città fa bene al cuore. Se solo una di queste frasi fa stampare un sorriso in faccia, il risultato è raggiunto. Dovremmo esportare questa “arte” ovunque, magari potremmo iniziare ognuno di noi dove abitiamo!

  25. A me piacciono queste iniziative di guerrilla urbana, la trovo un’idea simpatica e alcuni adesivi fanno davvero bene al cuore. Complimenti per l’intervista e per la scoperta, non ne avevo ancora sentito parlare!

  26. Ma che meraviglia, davvero molto bella questa cosa degli stickers motivazionali…… sinceramente vien voglia di farlo anche se è vietato…..

  27. Mi hanno colpita tante cose di questo bellissimo articolo, a partire dalle etichette stesse con i loro contenuti scalda-cuore: ed è il fatto che spesso i nostri atti di maggiore creatività nascono da un momento difficile, un brutto episodio, un dolore. Tutto il bene ai nostri anonimi autori! 🙂

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