Immaginate una stanza silenziosa, dove il passato e la letteratura si incontrano, un luogo in cui il tempo sembra fermarsi e le voci di grandi poeti echeggiano tra le mura. Questo luogo esiste e si trova a Bergamo, nella Biblioteca Civica Angelo Mai: è il Centro Studi Tassiani, un’istituzione nata con una missione precisa e affascinante, ovvero quella di custodire e valorizzare l’eredità letteraria di due grandi figure della nostra storia culturale, Bernardo e Torquato Tasso.
Il Centro Studi Tassiani è molto più di un semplice archivio: è un luogo vivo, dove il passato incontra il presente e si proietta verso il futuro. La sua missione è quella di mantenere viva la memoria dei Tasso, rendendo accessibili a tutti le straordinarie collezioni custodite presso la Biblioteca Angelo Mai di Bergamo. Grazie alle sue iniziative scientifiche e culturali, il Centro si è affermato come un punto di riferimento internazionale negli studi tassiani, con l’ambizione di continuare a promuovere la conoscenza e l’approfondimento della vita e delle opere di Torquato e Bernardo Tasso per le generazioni future.
Ecco quello che troverete in questo articolo
Torquato Tasso: un gigante della letteratura italiana

Torquato Tasso. Basta il nome per evocare immagini di poesia, di battaglie eroiche e di tormenti interiori. Abbiamo tutti studiato il Tasso a scuola, o almeno crediamo di ricordare qualcosa delle sue opere, forse quei versi epici della Gerusalemme Liberata. Ma Torquato non è solo un grande poeta: è uno dei mostri sacri della letteratura italiana, insieme a giganti del calibro di Dante, Petrarca, Ariosto, Alfieri, Foscolo e Leopardi. La sua opera ha scolpito il suo nome tra i più grandi, e la sua vita, intrisa di genio e sofferenza, continua a ispirare studiosi e appassionati.
Quello che però è meno noto è il legame di Torquato con Bergamo, un legame che affonda le radici non solo nella sua origine, ma anche nell’affetto che nutriva per questa terra. Si definiva, infatti, «bergamasco non solo per origine, ma anche per affezione», una frase che da sola racconta quanto fosse profondo il suo sentimento per la città e la provincia orobica.
Il sonetto dedicato a Bergamo: la Patria Orobica nei versi di Tasso

Torquato Tasso non dimenticò mai la sua terra d’origine. Bergamo non era solo un ricordo lontano, ma un luogo verso il quale il poeta continuava a rivolgere il suo pensiero con affetto e gratitudine. Da giovane, dedicò un sonetto straordinario a questa terra, un’opera che sembra fotografare con le parole i paesaggi mozzafiato che tutti noi conosciamo.
Leggete: Lasciarsi ispirare dal sonetto di Torquato Tasso dedicato a Bergamo. Ma non solo.
Sono versi che raccontano una Bergamo maestosa, fiera, ricca di contrasti naturali, dove i fiumi Serio e Brembo si intrecciano tra montagne e valli. Questa è la Bergamo che il giovane Tasso vedeva, ma è anche la Bergamo che portava sempre nel cuore, persino negli anni più difficili della sua vita.
L’affetto per Bergamo nelle lettere di Torquato
Ma non c’è solo la poesia a testimoniare l’amore di Tasso per la sua terra natale. In una mostra del 2017 nella sala Scamozziana della Biblioteca Angelo Mai si potevano leggere le lettere di Tasso in cui emergevano tracce di quel legame indissolubile:
“Frattanto mi trattengo in Bergamo mia Patria, ove ho pasciuto il digiuno d’un lunghissimo desiderio di riveder gli amici, e i Parenti; né potevo in altro modo meglio conoscere quanta sia la Carità della Patria, e quanta la tenerezza del suo onore.”
Leggendo queste parole era impossibile non percepire la nostalgia e il profondo senso di appartenenza che il poeta provava per Bergamo. Dopo anni di assenza, il ritorno alla “Patria” era per lui un momento di gioia e riconciliazione, un modo per riscoprire le radici e rinnovare l’affetto per la terra che lo aveva visto nascere.
In un’altra lettera indirizzata a Giambattista Licino, Tasso espresse lo stesso desiderio di ritornare a Bergamo: “Io vorrei in tutti i modi esser in Bergamo per questa fiera, perché è ragionevole che dopo tanti anni goda qualche giorno della vista della Patria, e della conversazione de’ Parenti e degli amici.”
Parole che testimoniano quanto Bergamo fosse più di un semplice luogo geografico per il poeta: era la sua casa, il luogo dove le sue radici affondavano, il porto sicuro al quale tornare dopo i travagli della vita.
Centro Studi Tassiani: una storia che parla d’amore per la letteratura

Il Centro Studi Tassiani prende vita ufficialmente nel 1950, ma la sua storia inizia ben prima. Tutto ha origine nel lontano 1768, quando il cardinale Alessandro Furietti, fondatore della Biblioteca Angelo Mai, donò un’importante collezione di documenti legati ai Tasso. Questa prima raccolta, pur significativa, è solo l’inizio di una straordinaria crescita. Il primo nucleo importante della raccolta è rappresentato dai materiali raccolti da Pierantonio Serassi, segretario del cardinale Furietti, acquistati dalla biblioteca solo nel 1869. A questo si aggiunge, come secondo nucleo principale, la collezione dell’avvocato e bibliofilo Luigi Locatelli, donata tra il 1922 e il 1949, che arricchì notevolmente la biblioteca.
Grazie a queste due fondamentali acquisizioni, la raccolta tassiana passò nell’arco di dieci anni da circa 2500 pezzi a oltre 7000, superando di gran lunga altre collezioni celebri dell’epoca, come quella del British Museum (con 400 schede), della Nazionale di Parigi e di Roma (300 schede ciascuna), e della Vaticana, che contava circa 200 pezzi. Un vero e proprio balzo in avanti che consacrò Bergamo come punto di riferimento mondiale per gli studi tassiani.
La crescita di una collezione unica
Negli anni successivi, la raccolta non si limitò a crescere numericamente, ma acquisì anche un inestimabile valore critico e bibliografico. Fu Luigi Locatelli, con la sua instancabile passione, a compilare la cosiddetta “Bibliografia Locatelli”, una raccolta che include una corrispondenza fitta con le più importanti istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo. Questo lavoro, prezioso e rigoroso, è ancora oggi uno strumento fondamentale per gli studi su Torquato e Bernardo Tasso.
La bibliografia di Locatelli non si limitava a registrare le opere dei Tasso, ma includeva anche una vasta letteratura critica che spaziava dal XVI al XX secolo, così come bibliografie specialistiche riguardanti la tradizione manoscritta e a stampa delle rime e delle lettere di Torquato e Bernardo. Questi strumenti, ineguagliati per ricchezza e completezza, continuano a essere imprescindibili per qualsiasi studio filologico sui due autori.
A rendere ancora più ricca la raccolta tassiana, nel corso del tempo, furono anche donazioni e acquisizioni significative da parte di studiosi di primo piano. Tra queste spiccano gli autografi di Angelo Solerti, celebre studioso di Torquato Tasso, e l’acquisizione del Codice Falconieri nel 1936, una delle gemme del patrimonio della Biblioteca Angelo Mai.
La nascita del Centro Studi Tassiani e il suo ruolo internazionale
Nel 1950, un anno dopo la morte di Luigi Locatelli, il sogno di creare un’istituzione dedicata agli studi su Torquato e Bernardo Tasso divenne realtà: il Centro Studi Tassiani venne fondato, trovando la sua sede naturale presso la Biblioteca Civica Angelo Mai. Oggi, il Centro è riconosciuto ufficialmente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e vanta un Consiglio Direttivo composto da esperti di fama internazionale, i Soci tassisti, accademici che dedicano le loro ricerche agli studi tassiani.
Grazie a questo gruppo di studiosi, il Centro ha potuto sviluppare una fitta rete di collaborazioni e attività, sia a livello nazionale che internazionale. Una delle sue iniziative più longeve è la pubblicazione, fin dal 1951, della rivista annuale “Studi Tassiani”, che è diventata un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di Torquato e Bernardo Tasso. A questa si affianca la collana dei “Quaderni”, una serie di monografie e ricerche filologiche che approfondiscono vari aspetti della vita e dell’opera dei due grandi letterati.
Il Premio Tasso e le Giornate Tassiane: una tradizione di eccellenza

Ogni anno, il Centro Studi Tassiani assegna il prestigioso Premio Tasso, un riconoscimento dedicato a un saggio inedito che contribuisce in modo significativo agli studi tassiani. Il premio è accompagnato da un evento speciale, la Giornata Tassiana, durante la quale viene organizzata una lectio magistralis su temi legati a Torquato Tasso. Negli ultimi anni, questa giornata è arricchita da una mostra bibliografica che espone documenti rari e preziosi della collezione della Biblioteca Angelo Mai.
È un’occasione unica per gli studiosi, ma anche per gli appassionati, per avvicinarsi al mondo di Torquato Tasso, uno dei più grandi poeti del Rinascimento italiano, e per scoprire i documenti originali che testimoniano la sua vita e le sue opere.
Una visita imperdibile

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio.
Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
Se siete appassionati di letteratura e storia, o semplicemente curiosi di scoprire una parte importante del nostro patrimonio culturale, una visita al Centro Studi Tassiani è d’obbligo. Vi troverete immersi in un mondo fatto di manoscritti antichi, documenti preziosi e storie affascinanti, che vi permetteranno di riscoprire due grandi figure della nostra tradizione letteraria.
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