Madonne Nere in Alta Val Brembana: da Branzi a Santa Brigida, andare alla ricerca delle Madonne dal volto nero

Madonne Nere in Alta Val Brembana. Passeggiando nel centro storico di Branzi, mi sono imbattuta in una particolare immagine dipinta su un muro della Beata Vergine Maria dal volto scuro, comunemente conosciuta come Madonna Nera. Son in vacanza a Branzi da qualche giorno e dopo colazione mi piace sempre fare una passeggiata. Questo incontro inaspettato ha acceso in me la curiosità di scoprire di più su questa iconografia misteriosa.

Tornando a casa e cercando in Rete qualche notizia, mi è venuto in aiuto un articolo pubblicato sui Quaderni Brembani in cui ho scoperto che questa non è l’unica Madonna Nera presente nell’Alta Val Brembana. Effigi simili oltre a questa nel centro storico di Branzi, ce ne sono a Scasletto di Valtorta, a Isola di Fondra, lungo la mulattiera per Foppa, a Foppolo in frazione di Tegge e a Cugno di Santa Brigida.

Ma qual è la storia e il significato dietro queste enigmatiche rappresentazioni?

Le origini misteriose delle Madonne Nere in Alta Val Brembana

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L’Alta Val Brembana è ricca di dipinti sacri che adornano edicole votive e pareti di antiche abitazioni. Lo studioso Vittorio Polli ha sottolineato come, nel corso dei secoli, artisti e frescanti si siano mossi attraverso queste valli, lasciando un’eredità di fede attraverso le loro opere.

Questi dipinti non erano solo manifestazioni artistiche, ma veri e propri strumenti di devozione, creati per ispirare spiritualmente le comunità locali. La costruzione di edifici sacri e la loro decorazione riflettevano profondi sentimenti religiosi e un modo di vita che caratterizzava la società del tempo.

Un’iconografia piena di devozione e storia

L’iconografia della Madonna ha raggiunto una forma stabile e ben definita dopo i primi secoli del Cristianesimo. Tuttavia, l’apparizione delle Madonne Nere rimane avvolta nel mistero. Una delle teorie più suggestive le collega al culto primigenio della Grande Madre, una divinità della fertilità adorata in tempi antichi. Studi del XVI secolo hanno identificato nelle Madonne Nere reminiscenze di divinità pagane come Diana di Efeso e Iside, che avrebbero assunto il volto di Maria attraverso un processo di sincretismo.

Un culto misterioso e affascinante

La diffusione delle Madonne Nere in Occidente è spesso associata a legami con l’Oriente, intensificatisi durante le Crociate. Ordini religiosi come i carmelitani e i francescani, così come i Templari, hanno contribuito alla loro diffusione.

Nel XIII secolo, episodi in Catalogna e in Piemonte mostrano come i fedeli preferissero il volto scuro delle Madonne, considerandolo parte integrante del loro carattere miracoloso. Alcuni collegano il volto scuro della Vergine alle parole del Cantico dei Cantici: “Bruna sono, ma bella”. Questo versetto potrebbe aver ispirato la diffusione delle Madonne Nere, particolarmente favorita dalla predicazione di San Bernardo di Chiaravalle.

La diffusione delle Madonne Nere in epoca medievale fu un po’ come il proliferare delle reliquie cristiane nelle chiese e nei santuari d’Europa. Curiosamente, alcune teorie attribuiscono il colore scuro al fumo delle candele votive che anneriva naturalmente le statue.

Tradizioni e leggende

Secondo la tradizione cristiana, la prima raffigurazione di una Madonna dal volto scuro fu opera di San Luca Evangelista, che dipinse la Madonna Odigitria. Questa immagine divenne oggetto di culto a Costantinopoli e si diffuse nell’arte bizantina e russa. Leggende narrano che Sant’Eusebio di Vercelli portò in Italia tre statue di Madonne Nere nel IV secolo, ora venerate nei santuari di Oropa, Crea e nella cattedrale di Cagliari.

Un’altra tradizione importante riguarda la Santa Casa di Loreto, che si dice sia stata miracolosamente trasportata dalla Terrasanta alle Marche nel XIII secolo. All’interno di questa casa si trova una statua della Vergine Nera, il cui culto si è diffuso in tutto il mondo. È proprio a questa tradizione che si ricollegano molte delle Madonne Nere che si incontrano, lungo i sentieri dell’alta valle Brembana.

Le Madonne Nere dell’Alta Val Brembana

Il culto della Madonna di Loreto, per mezzo di statue e affreschi, si diffuse a macchia d’olio, anche in Alta Val Brembana, dove si possono trovare diverse effigi lungo i sentieri e nei centri storici. A Scasletto di Valtorta, Isola di Fondra, lungo la mulattiera per Foppa, nel centro storico di Branzi, a Foppolo in frazione di Tegge e a Cugno di Santa Brigida, queste Madonne Nere sono testimonianze tangibili di una tradizione che attraversa i secoli.

Negli affreschi della Val Fondra, ad esempio, la beata Vergine e gli angeli, coloro che si occuparono di trasportare il santo sacello, furono raffigurati assieme ai santi patroni o ai santi che venivano invocati come intercessori presso Dio per essere guariti e liberati dalle malattie contagiose o per proteggere le proprie stalle e le proprie mandrie.

Se escludiamo l’edicola votiva dedicata alla Vergine di Oropa, abbiamo ben tre affreschi murali esterni che hanno in comune il culto della stessa Madonna Nera, ossia quella proveniente dalla Santa Casa di Loreto. Tutti sono situati lungo quelle che un tempo erano mulattiere frequentate da viandanti, commercianti e gente comune; una, quella di Branzi, situata nel cuore del paese, le altre in due frazioni isolate, Tegge e Foppa, a circa mezz’ora a piedi dal rispettivo nucleo principale.

 

 

Ma quanto è affascinante scoprire la storia dei luoghi?

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

L’incontro questa Madonna nera è stato inaspettato e pieno di suggestioni. Amo girare per i piccoli paesi dell’Alta Val Brembana e lasciarmi trasportare da un particolare come questo della Madonna Nera di Branzi.

Sono a Branzi da qualche giorno e le sorprese non sono finite. Se volete saperne di più continuate a seguirmi e leggete gli articoli che vi linko qui sotto:

 


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