Sentirsi tutt’uno con la natura tra le navate della Cattedrale Vegetale di Oltre il Colle

Ci sono luoghi che quando scopri che esistono, iniziano a chiamarti e non sai perché. Sai solo che ci devi andare, anche se sono in cima a un monte, se tu non ami particolarmente guidare sulle strade di montagna piene di tornanti e se le condizioni atmosferiche condizionerebbero troppo la tua visita e hai paura di rimanerne delusa. Ma poi, quando prendi la decisione, ti organizzi, parti e li raggiungi, capisci perché ti chiamavano e perché era giusto che ci andassi. E’ quello che mi è successo a Oltre il Colle, a 1350 metri di quota, sulla strada a pagamento che porta al Rifugio Saba, andando a visitare la Cattedrale Vegetale, opera dell’artista Giuliano Mauri.

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Realizzata nel Parco delle Orobie Bergamasche (a 40 km da Bergamo), in un contesto ambientale quasi isolato, su un dosso lungo la salita per il Pizzo Arera e circondata da una cortina naturale di alberi, la cattedrale vegetale offre uno spettacolo che mozza il fiato. Si tratta di una struttura su cinque navate, quarantadue le colonne di legno protese verso il cielo, 1800 pali di abete, 600 rami di castagno che al loro interno sostengono la crescita di quarantadue giovani faggi. Il tutto circondato da alberi.  E con una magnifica vista sulle Orobie.

Si tratta di un luogo magico, quasi esoterico, che con la sua conformazione rappresenta un interessante esempio di Land Art (arte naturale). Ricorda uno di quei libri fantasy di Tolkien che ho tanto amato e, chiudendo gli occhi, per un attimo sono riuscita perfino ad immaginarmi maghi e sciamani di un lontano passato che avrebbero potuto abitare quei luoghi e custodire la Cattedrale. Ma poi, mi è bastato percorrere le tappe del Percorso di Riflessione studiato per far vivere con più intensità quel luogo, per riportare la mia mente al Creatore e alla Natura intesi e all’ancestrale bisogno indefinito di spirituralità.


Quando si arriva, si parcheggia l’auto in uno spazio dove alcuni pannelli anticipano quello che stai per andare a visitare. Poi si percorre un sentierino per una cinquantina di metri e si raggiunge uno spiazzo rialzato che guarda verso la struttura dal quale è possibile fare delle belle foto panoramiche. La vista che abbraccia tutto lo fa sembrare piccolo, ma man mano che vi avvicinerete alla Cattedrale Vegetale, vi renderete conto di quanto sia monumentale quest’opera e ne sarete sorpresi. La mia mente è andata immediatamente alla struttura gotica del Duomo di Milano, alle sue guglie svettanti verso il cielo, alla sua facciata. L’ho immaginato spoglio di tutto, nella sua essenza, immerso nella natura e l’ho immaginato così, la Cattedrale Vegetale.


Questo luogo ha evocato in me molte emozioni, ma con leggerezza, lasciando spazio per guardarmi attraverso, come attraverso le possenti ed eteree colonne della cattedrale.
Mi sono ritrovata nelle parole dell’artista Laura Tomaselli che descrive quest’opera così: “Intimidisce con le sue dimensioni: l’altezza la monumentalità; rievoca grandi fatiche e grandi invenzioni, aspirazioni architettoniche e religiose degli uomini che in ogni periodo della loro storia hanno provato a spiegare, sfiorando i loro limiti e le loro possibilità, rivolgendosi alle loro divinità, cercando di raggiungerle in una preghiera non certo sussurrata o sommersa”.


La cattedrale vegetale è stata costruita secondo l’antica arte dell’intreccio, che prevede l’uso di legno flessibile, picchetti, chiodi e corde. Tutti materiali utilizzati secondo le libere e articolate manipolazioni creative dei tempi passati, nel rispetto del ciclo naturale e econaturale di nascita, rigoglio e marcescenza.  L’intento è superare l’opposizione tra cultura e natura, lasciando che l’opera umana si integri nel ciclo naturale di quel luogo. Tra 20 anni i faggi, crescendo, non avranno più bisogno delle ingabbiature che, ormai marce, cadranno al suolo, liberando la pianta nella sua forma autentica.


La prima idea di “Cattedrale Vegetale” venne a Mauri negli anni ’80, ma solo nel 2001 riesce a costruirla ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento), e qualche anno dopo, a Bergamo nel 2010 ripete l’esperienza senza riuscire a vederla terminata. Un terzo progetto sarà messo a punto a Lodi, lungo le sponde dell’Adda in occasione di Expo2015.

Ecco cosa raccontava, quando commentava il suo progetto, Giuliano Mauri: “La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto“.
Mauri non la vedrà mai finita: è morto infatti durante la costruzione dell’opera che è stata terminata dal figlio Maurizio sulla base degli appunti e bozzetti del padre.

La cattedrale è oggi il simbolo del progetto Monte Arera, un progetto voluto dal Parco delle Orobie Bergamasche, dai Comuni di Oltre il colle, Roncobello e Ardesio.

Per vedere la Cattedrale completamente conclusa dobbiamo però attendere ancora una decina d’anni: il tempo necessario per lasciare che la natura faccia il suo corso.

 

 

Per maggiori informazioni su come raggiungere la Cattedrale Vegetale
it.cattedralevegetale.info e http://www.cattedralevegetale.oltreilcolle.info/index.php

Qualche consiglio: 

  1. Se soffrite la macchina, armatevi di forza e coraggio e prevedete un paio di soste durante il tragitto.
  2. Attenzione a non oltrepassare il parcheggio della Cattedrale che si trova molto vicino al parcheggio del Camping. Quando sarete lì capirete. Io sono finita al parcheggio più in alto e ho dovuto faticare un po’ per capire. 🙂