Assistere al concerto del Duo Pianistico Trivella, i gemelli di via Porta Dipinta

Me lo ricordo come se fosse ieri. Era una domenica mattina e stavo percorrendo via Porta Dipinta, in Città Alta. All’altezza dell’edificio arancione, a poche decine di metri da Palazzo Moroni, la mia attenzione fu catturata dal suono di un pianoforte. Era una musica che non conoscevo, suonata con una potenza straordinaria. Avevo la sensazione che i pianoforti fossero due e che suonassero insieme, armonizzandosi. Ma non ne ero sicura e non riuscivo a spiegarmelo. Ho pensato che fosse un pianista che suonava insieme ad un piano il cui suono usciva dalle casse di uno stereo. Ma era molto difficile capire quale fosse il musicista vero e quale lo stereo.

img_8686-1Mi sono fermata sotto le finestre di quel palazzo ad ascoltare per qualche minuto, sorpresa e contenta per quel momento di musica inaspettato. Poi il pianista ha smesso di suonare e io ho ripreso la mia strada verso Città Bassa. E da allora, ogni volta che passo per via Porta Dipinta, mi chiedo chi fosse quel pianista e spero sempre che quella magia si ripeta.

E oggi la magia si è ripetuta. Ma non solo. Si è finalmente spiegata la potenza del suono di quel momento. Il pianista che avevo sentito non era un unico musicista, ma erano due: il Duo Pianistico Trivella. Due fratelli bergamaschi, gemelli, musicisti di fama internazionale, originari di Bergamo e proprio di via Porta Dipinta.

L’ho scoperto, durante la visita guidata alla chiesa di sant’Andrea, gioiello dell’architettura bergamasca, aperta finalmente dopo tanti anni alle visite guidate. Sulla locandina delle Guide Turistiche Città di Bergamo che ormai seguo da un po’ si segnalava che la visita sarebbe stata “arricchita da un momento di meditazione musicale”, grazie all’esibizione di Davide & Daniele Trivella su un pianoforte del 1910. E la mia curiosità ha fatto il resto: googolando il loro nome ho scoperto che  sono originari di Bergamo e  che il loro indirizzo corrisponde proprio al portone sotto il quale mi ero fermata ad ascoltare la musica quella famosa domenica mattina. Che dire, proprio come se mi avessero chiamato!

img_8681

Sabato pomeriggio i due fratelli, Davide e Daniele Trivella, hanno suonato un pianoforte Pleyel del 1910 appartenente alla chiesa di Borgo Canale davanti al pubblico presente in chiesa, per venti minuti, facendomi rivivere quella sensazione straordinaria che avevo vissuto sotto le loro finestre. Ma questa volta meglio. Molto meglio.

img_8629

Vederli dal vivo è stato bellissimo e stranissimo. Sono gemelli e giocano su questa cosa addirittura pettinandosi e vestendosi in modo molto simile.  Forse è un travestimento scenico e nella vita privata sono completamente diversi, ma mentre suonano sono un Duo, un musicista e il suo doppio. Adoro questa cosa.

img_8669

Non so molto di loro. Li ho sicuramente incrociati qualche domenica mattina al Tasso quando vado a bere il caffè. Ma attivando google è difficile recuperare informazioni sulla loro vita: non ho idea di quanti anni abbiano, dove vivano, se siano sposati, fidanzati, separati, timidi o matti da legare. Il mistero che aleggia su di loro (si chiama privacy?) mi piace, ma mi fa anche inevitabilmente venire voglia di conoscerli meglio. E l’unico modo per conoscerli meglio è ascoltarli mentre fanno musica.

Sarà che in passato ho suonato il pianoforte e questo strumento mi fa muovere sempre le farfalle nello stomaco, ma posso dire dopo solo venti minuti di ascolto che sono diventati i miei musicisti preferiti? Anzi, il mio Duo preferito! E che il 19 maggio tornerò ad ascoltarli esibirsi sulle note di Gaetano Donizetti per pianoforte in ricordo del 170 anniversario della scomparsa del compositore bergamasco?

La loro esibizione ha letteralmente catturato tutti i presenti, grazie allo stile unico, all’intesa straordinaria e alla grande capacità comunicativa e interpretativa dei due fratelli capace di trasformare la Fantasia in Fa Minore di Schubert  in un evento coinvolgente non solo per l’udito e anche per gli occhi.

I 20 minuti di musica suonati da Davide e Daniele Trivella hanno fuso la meraviglia della musica alla fisicità del gesto, e si sono trasformati in una vera e propria esperienza che ha avvolto tutti quelli che erano seduti davanti a loro (me compresa).  E’ stato un vero e proprio coinvolgimento uditivo ed emotivo.

Duo-Trivella-dopo-concerto-santadrea-bergamo

E questo forse anche grazie al pregevole pianoforte Pleyl, un marchio rappresentativo della migliore produzione francese, con cui si sono esibiti .

Il fondatore della Pleyel, Ignace (1757-1831) sul finire del 700 era conosciuto come compositore e interprete. Allievo di Joseph Haydn ( negli anni 1772-76 circa) fu attivo come musicista, direttore ed editore fino alla fine del 1700. Iniziò l’attività di costruttore di pianoforti e arpe all’inizio del 1800, prima in società con Lemme, successivamente (dopo lo scioglimento di quest’ultima) insieme al figlio Camille (nuova società a partire dal 1822).

I pianoforti Pleyel godettero della stima di diversi celebri pianisti dell’epoca, in particolare era nota la predilezione per questi pianoforti da parte di Frèderic Chopin (1810-1849). Il motivo di tale scelta da parte di Chopin, risiede nel fatto che i pianoforti Pleyel, sono dotati di una sonorità raffinata, molto cantabile (dolce, direbbero molti). La sua meccanica inoltre offre un controllo speciale per la mano del pianista tecnicamente sapiente.

Chissà cosa ne avrebbe detto Schubert quando compose la Fantasia in Fa Minore per pianoforte a quattro mani, l’unica dedicata a Carolina Esterhazy, la giovane di cui si era innamorato non ricambiato. Se anche lui ne avrebbe apprezzato l’esecuzione con questo pianoforte.

Ma comunque posso dire una cosa? Io amo la musica, Bergamo e i bergamaschi.

 

Note
Le foto della chiesa e dei due fratelli Trivella ripresi da destra sono mie. La foto dei due musicisti in piedi che ringraziano è gentilmente offerta da Barbara Savà. Il video della performance non è mio ed è leggermente più lungo di quello che ho girato col mio iphone, semplicemente perchè la batteria del mio iphone ad un certo punto mi ha abbandonato.

Le informazioni che ho trovato sul Duo Pianistico Trivella le ho recuperate in rete.
Spero, se mai un giorno dovessero trovare questo blog e leggerlo, che non se ne abbiano a male se li ho raccontati, se ho scritto di loro senza avere vere competenze musicali. Spero inoltre che non se ne abbiano a male se li chiamo i Gemelli di via Porta Dipinta, ma questa cosa mi piace per motivi personali che non ha a che vedere con loro direttamente: perché ho ricordi tenerissimi di due gemelli che  ho frequentato in gioventù e che erano degli ottimi musicisti jazz che suonavano insieme solo se glielo chiedevo per favore e perché mia  mia nonna per un certo periodo della sua vita abitò proprio in Via Porta Dipinta. 

 

 

 

 

 

 

 

22 Comments

    1. Speriamo. Sono sempre preoccupata quando scrivo di qualcuno. Quando è finito il concerto uscendo dalla chiesa li ho ringraziati e ho fatto loro i complimenti. Entrambi mi hanno ringraziato sorridendo. Chissà se si ricordano…

  1. Che poesia questo racconto, mi hai portata dritta dritta alle corde del pianoforte. È bello leggere parole che si sente vengono dal cuore. I due fratelli sicuramente non si arrabbieranno, anzi, dovresti dirglielo, ne saranno felici.

  2. Mi vengono i brividi, mi sarebbe piaciuto molto ascoltarli. Fin da bambina mi affascinano i gemelli (mia madre aveva un gemello) e due gemelli musicisti mi incuriosiscono!

  3. Pensare che il 19 maggio faranno un concerto in onore dell’anniversario di doninzetti è molto bello, immagino che gioia ascoltare il suono del pianoforte abilmente suonato e poi all’interno di un luogo sacro

  4. Bellissimo…adoro il pianoforte , mi fa tornare bambina , seduta sullo sgabello vicino a nonno Bruno che suonava♥
    Abito da 6 anni a Bergamo e la zona di porta Dipinta mi piace tantissimo, defilata dal movimento e piena di fascino♥♥
    Brava, Lalla

  5. Io li conosco bene, sono i miei maestri ! Sono molto fortunato.
    Ora gli invio il link così lo leggeranno anche loro 🙂

  6. Sono due persone incredibili e averli come maestri è un onore, non solo pianisticamente ma anche per l’aspetto umano!
    Gli invio il link subito!!

      1. Daniele è stato il mio maestro.
        Ora mi confronto con loro occasionalmente.

Rispondi