Andare a caccia di Animali Mitologici Bergamaschi in compagnia del Vecchio Daino

Animali Mitologici Bergamaschi e Cose di Bergamo

Andare a caccia di animali mitologici bergamaschi è una di quelle esperienze che vi consiglio assolutamente di fare se vi capita un giorno di aggirarvi senza meta per le vie di Bergamo o provincia. Non è difficile, gli animali mitologici sono ovunque. Basta saperli riconoscere e avere gli strumenti giusti per decidere se rimanere o scappare quando ne incrociate uno.

Andare a caccia di Animali Mitologici Bergamaschi insieme al Vecchio Daino è ancora più facile. Basta leggere il suo libro (o averlo sempre a portata di mano) e troverete un amico che vi saprà guidare in questa selva misteriosa, piena di animali strani, facendovi capire se è meglio passare oltre o rimanere.

Cosa sono gli Animali Mitologici Bergamaschi

Gli animali mitologici bergamaschi sono delle strane creatura, senza tempo e senza forma. Vivono fra noi, anche se spesso fanno finta di non esistere. Ma ci sono. E sono degli animali pazzeschi, dal nome impronunciabile, che popolano le frasi che si ascoltano ogni giorno nelle vie, nelle piazze e nelle case di Bergamo e provincia. Sono quegli animali che vivono nel favoloso mondo della lingua bergamasca, quella che i nostri vecchi hanno tramandato fino a noi in un racconto orale più vivo e colorito che mai.

Gli Animali Mitologici Bergamaschi si trovano tutti nella galleria descritta e illustrata nel divertentissimo libretto curato da Ezio Mario Foresti (il Vecchio Daino, appunto) e da Emanuele Tomasi (matita gotica raffinata e contemporanea), che hanno dato finalmente una forma e voce a persone e oggetti della lingua e dei detti bergamaschi.

Volete qualche esempio?

Quando sono arrivata a Bergamo 26 anni fa già sapevo di essere nella folta schiera di Cicianebia (nell’immaginario bergamasco chissà perché a Milano c’è sempre la nebbia, e i milanesi si cibano di cassoela e nebbia), ma in poco tempo ho scoperto di essere anche una  principèssa dal cül de pèssa (visto che lavoravo meno di 14 ore al giorno e non sollevavo pesi da 100 chili) e che all’occorrenza potevo anche essere una Saiòta (la femmina del saiot, quella che inciampa e cade maldestramente).

Parole strane, modi di dire coloriti. In effetti, se ci penso, è stato un periodo di iniziazione divertente. Ogni volta che un bergamasco apriva bocca mi facevo tradurre in italiano la frase o il modo di dire che avevo ascoltato e ogni volta scoprivo un mondo costellato di “strani animali” bergamaschi.

Ecco perché quando ho scoperto dell’esistenza di questo libretto che raccoglie tutti gli strani animali mitologici bergamaschi che avevo incontrato negli anni l’ho subito voluto. Perché non solo è divertente, ma anche perché aiuta a districarsi nella (strana) mentalità degli uomini e delle donne bergamasche e a comprendere un po’ di più la loro psicologia e cultura del lavoro.  Certo, comprenderla non vuol dire condividerla, ma se non altro questo è un modo per conoscere, ricordare e sorridere.

Esempi di Animali Mitologici Bergamaschi femminili

Principessa dal cul de pèssa – donne che lavorano meno di 14 ore al giorno, oppure trasportano carichi inferiori al quintale. Femminucce insomma.

Potaègia – ragazza vecchia è colei che è single per scelta (altrui). Nella fanasia popolare ciò era dovuto essenzialmente a mancanza di doti fisiche e intellettuali.

Lépera – donna capace di ferire l’animo umano e la reputazione altrui, semplicemente usando ad arte le conoscenze raccolte nell’ombra

Esempi di Animali Mitologici Bergamaschi maschili

Barlafus – oggetto di poco o nessun valore, di cui non si concepisce l’utilità. Si dice anche di persone la cui esistenza è difficilmente giustificabile.

Crapa de Gòti – il suo nome è diventato leggenda perché in luogo della consueta materia grigia il suo cranio contiene un’altra nobile materia, il legno

Caafiàt – termine di sconcertante attualità, identifica colui che non accetta ritardi tra la richiesta e la sua soddisfazione. Pressando tanto vicino da togliere il fiato.

E questi sono solo alcuni…

Dove vivono gli Animali Mitologici Bergamaschi?

Gli Animali Mitologici bergamaschi come avrete capito si trovano ovunque, basta guardarsi intorno. E basta guardare un bergamasco che si guarda intorno per distinguerli e incasellarli nelle varie categorie: quelli che parlano parlano senza combinare nulla, quelli di cui è meglio non fidarsi, quelli che non vorrete più rivedere e da cui scapperete. Se girate con il libricino di Vecchio Daino in mano, e osservate un bergamasco mentre si relaziona con la realtà e con le altre persone (suoi simili o no), se non sentirete le stesse frasi dalla sua viva voce, potrete letteralmente vedere il fumetto uscire dalla sua testa così come lo trovate descritto nel libro.

Come nasce l’idea di Animali Mitologici Bergamaschi?

Tutta l’idea degli Animali Mitologici Bergamaschi prende spunto dal Manuale di zoologia fantastica di Borges adattato alla cultura popolare bergamasca. La ricerca letteraria ha dato dignità alla galleria di personaggi bergamaschi, vere e proprie maschere.

Ecco quindi che gli insulti dei nostri nonni diventano dei personaggi reali: principèssa dal cül de pèssaragn de murù e così via. Perché se un bergamasco ti insulta, non ti sta offendendo, sta solo descrivendo la realtà.

Chi è il Vecchio Daino?

Al secolo Ezio Foresti, il Vecchio Daino è colui che si è inventata la galleria di Animali Mitologici Bergamaschi. O che forse non l’ha proprio inventata, ma come uno scultore fa con il marmo e le sue opere, ha tirato fuori dalla lingua bergamasca i personaggi che oggi troviamo nel suo libro.

Se volete seguirlo, ha una rubrica su Bergamopost, voluta dal direttore Ettore Ongis, che si è innamorato dei suoi racconti e della sua verve creativa, sulla quale ogni giovedì racconta un detto o un animale mitologico bergamasco.

Il Vecchio Daino si aggira in incognito per le vie della città e per la provincia, quindi attenzione a come vi comportate e a quello che dite: potreste ritrovarvi in un proverbio, in una frase bergamasca o nello zoo degli animali mitologici.

Il libro degli Animali mitologici Bergamaschi

Nel libro trovate dei modi di dire e degli animali mitologici descritti e disegnati in modo geniale. Dal ligurù alla sőmia dal cül pelàt, dal rangotàm alla lépera. Leggetelo, ridete, imparatelo a memoria, fotografatelo, scansionatelo, ma non dimenticate mai che ognuno di noi ha il proprio animale mitologico bergamasco di riferimento. Perché, mentre nel Manuale di zoologia fantastica di Borges, c’era il famoso odradek, quell’esserino fatto di nulla e di polvere che parla parla e non dice niente di vero, nella versione bergamasca si chiama barlafüs, o ciànfer.

Non prendo nulla, sappiatelo. Anzi, probabilmente l’autore non sa neanche che esiste questo blog e che annovera il suo libro tra le 101 cose da fare (in questo caso leggere) almeno una volta nella vita a Bergamo e provincia, ma io lo consiglio davvero a tutti.

Il calendario degli Animali mitologici Bergamaschi

Un animale al mese. E’ questo il calendario degli Animali Mitologici Bergamaschi.
La prima edizione di cui si conosce la storia è del 2014. Gli altri a seguire: 2015, 2016, 2017 e 2018. L’ultimo, quello che segnerà il 2019, è stato presentato il 2 ottobre e, inutile dirlo, io sarò una di quelli che lo appenderà in casa.

Una pagina Facebook piena di animali mitologici bergamaschi

Se i cicianebia hanno la pagina facebook del Milanese Imbruttito che li descrive perfettamente, a Bergamo c’è la pagina facebook  degli Animali Mitologici Bergamaschi. Ho detto tutto.
Seguitela, non ve ne pentirete. E vi farete un sacco di risate.

 

Note
Il libro è oggi parte della mia libreria personale dedicata a Bergamo. Il libro è stato regolarmente acquistato e sono provvista di scontrino fiscale debitamente conservato su supporto digitale. Il libro costa 14.50 euro. Lo trovate anche on line sul sito che vende libri su Bergamo o scritti da bergamaschi 

Non ho scritto praticamente molto dell’autore delle raffigurazioni degli animali mitologici bergamaschi, Emanuele Tomasi , non perché me ne sia dimenticata, ma perché inserire il Vecchio Daino nel titolo era più catching. Faccio comunque i miei complimenti all’artista che ha saputo rappresentare così bene gli Animali  Mitologici Bergamaschi. Dopo aver visto certe raffigurazioni la mia vita non sarà più la stessa. #sapevatelo