A Palazzo Polli Stoppani, dimora storica di straordinaria eleganza

Ingresso di Palazzo Polli Stoppani durante il tour Dimore & Design

Ingresso di Palazzo Polli StoppaniSe non fosse stato per Dimore & Design non avrei mai saputo dell’esistenza di questo palazzo e non lo avrei mai visitato. Palazzo Polli Stoppani (questo il nome preso dall’ultima coppia di proprietari) da fuori è il classico palazzo nobiliare bergamasco dalla facciata abbastanza anonima: un portone verde inserito in un arco in arenaria e accanto una fontana che in tempi antichi serviva la vicinia di San Giacomo. Ma oltrepassato l’ingresso tutto cambia e si rimane senza parole. Qui vi si alternano scaloni, cortili, verande, muri e rocce che mostrano immediatamente una delle particolarità di questo palazzo, ossia di essere addossato e scavato nella montagna. Ma non solo: vi troviamo stanze riccamente affrescate, collezioni d’arte, mobili antichi, quadri e arazzi di una bellezza che lascia senza fiato.  E ripidi gradini che portano verso il cuore di Città Alta. E, ovviamente, una splendida vista sulla città.

I proprietari di Palazzo Polli Stoppani

Negli ultimi 50 anni questo palazzo non è quasi mai stato aperto al pubblico. Era infatti l’abitazione privata dell’avvocato Vincenzo Polli, figlio del fondatore della Manifattura della Valle Brembana e di sua moglie, Anna Maria Stoppani, morti qualche anno fa rispettivamente a 98 e 96 anni.

Non avendo figli, Polli e la moglie disposero che alla loro morte il palazzo e le proprie sostanze confluissero in una Fondazione benefica d’impronta cattolica, che sostenesse iniziative dedicate al territorio bergamasco. E così è stato.

Oggi Palazzo Polli Stoppani è la sede della Fondazione voluta dai due coniugi. Ma il palazzo rimane sostanzialmente fedele all’ultima ristrutturazione avvenuta negli anni ’60 ad opera dell’architetto Angelini.

La storia del palazzo

Il palazzo, costruito nel 1500 circa, su progetto di Pietro Isabello (1484 – 1549) ristrutturato nel 1700, conosciuto come “casa Alborghetti” venne acquistato da Vittorio Polli nell’anno 1960 quando ormai era ridotto a poco più che un magazzino, per adibirlo a residenza principale per sè e sua moglie, Anna Maria Stoppani.

Lasciato Zogno dove erano ancora attive centinaia di telai della Manifattura, la coppia si era prima trasferita alla Rotonda dei Mille e nel 1960 circa aveva acquistato il  il palazzo di Città Alta. Per renderlo abitabile e funzionale, ne avevano affidato la ristrutturazione all’architetto che aveva reinventato Città Alta, l’architetto Sandro Angelini. Egli procedette al consolidamento dell’edificio e alla valorizzazione degli spazi interni.  Polli e la moglie si trasferirono nel palazzo nel 1961 e qui vi rimasero per tutto il resto della loro vita.

Una dimora storica di straordinaria eleganza

Il palazzo è di quattro piani fuori terra; ogni piano si stende su 400 metri quadrati.

Al piano terra, il visitatore che varca il portone viene accolto da un sole in rame dorato con tecnica a foglia d’oro, realizzato su disegno dello stesso Angelini, appeso sopra quella che era una fontana medievale e che ora è una parete di roccia. Questa parete rivela immediatamente la particolarità del palazzo, ossia quella di essere appoggiato alla nuda roccia di Città Alta, che affiora sui diversi piani, dalla corte del primo alla terrazza del secondo.

A sinistra troviamo l’androne. Da questo, salendo una particolare scala a Z, si passa al primo piano, precisamente all’accesso al cortile pensile (almeno, rispetto alla strada).  La prima cosa che noterete è che la conquista dello spazio del cortile, provenendo dal basso, è decisamente voluta. E, una volta giunti al primo cortile, guardandovi intorno potrete senz’altro dire che è uno fra i migliori cortili rinascimentali di Bergamo Alta. Qui si trova una fontana con la scritta «Ottima cosa è l’acqua» circondata sui tre lati da dieci colonne di pietra serena e un battesimale trasformato in fontana. Tanto rinascimentale, quanto contemporaneo. Soprattutto se vi capita di entrarci durante l’allestimento di Dimore & Design e vi troverete i prototipi di mobili da giardino dell’azienda Persico disegnati da importanti designer.

 

Entrando nelle stanze, quelle destinate alla Fondazione, si aprono saloni dai soffitti coperti da affreschi settecenteschi dove troviamo le installazioni degli artisti che hanno partecipato a Dimore & Design e che nei prossimi mesi accoglieranno altre mostre. Qui si trovano anche alcune delle opere d’arte raccolte dalla coppia che era molto attiva nel collezionismo d’arte sacra e  che dimostrano quanto fossero raffinato il loro interesse per l’arte.

 

Troviamo un’insolita collezione di piatti dorati per le offerte appesi alle pareti del corridoio. Oppure i due candelabri monumentali ai lati di una porta o il Cristo deposto appeso alla parete: davvero notevoli. Come notevole è la doppia porta dipinta appesa al muro e diventata quadro.

 

Il secondo piano è quello in cui vivevano i padroni di casa.Vi si accede attraverso una veranda che si apre su un terrazzo affacciato sul cortile del piano precedente. E’ strepitoso.

 

Un ampio salone dominato da un bellissimo camino, il lungo tavolo dove i Polli pranzavano con i loro parenti, nicchie nelle pareti che sembrano fatte apposta per accogliere opere d’arte. Quadri, arazzi e disegni si inseriscono nell’ambiente senza appesantirlo, ma esaltandone l’eleganza calda e rassicurante. Se devo essere sincera tra tutte le dimore storiche visitate finora, questa è sicuramente quella dove avrei vissuto e dove vivrei ancora oggi se potessi.

 

Passato l’appartamento, una scala stretta e ripidissima scavata nella roccia sale verso la minuscola via Rosate e si affaccia nella piazza dove si trova il Liceo Sarpi (la stesso dove è stata girata una scena del film di Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome). La scala veniva usata dai padroni di casa per arrivare in pochi minuti alla Basilica di Santa Maria Maggiore per la Messa.

 

Ma prima si interrompe sul piccolo giardino con un’incredibile vista sui tetti e Città Bassa. Addirittura, verso destra di vede il gruppo di statue che ornano la sommità della facciata di palazzo Medolago Albani, mentre a sinistra confina con Palazzo Terzi di cui si scorgono le finestre della sala della bandiera del Tricolore.

 

Dimore & Design: un progetto per la salvaguardia delle balene

Durante la visita ho scoperto questa iniziativa che mi è piaciuta moltissimo e che mi piace segnalare. Nella selezione curata da Di Pietrantonio (il neodirettore della GAMEC) di opere di design realizzate in plastica dalla Persico, si trova un’installazione dal titolo «The Whale – Shark Attack»: 60 balene di diverse grandezze, opera dell’artista Carlo Rizzetti, che invadono una delle sale del Palazzo. L’opera, divertente e colorata, ci vuole far “riflettere sulla precaria situazione dei nostri mari, che mette a rischio la sopravvivenza di animali che esistono dalla notte dei tempi e che oggi, a causa dell’incuria umana, potrebbero scomparire”.

 

 

Alterare gli equilibri naturali è un atto irresponsabile e l’uomo, l’artista, ha il dovere morale di farsi portatore di valori forti e positivi da trasmettere alle generazioni future. Le balene reali hanno dimensioni ragguardevoli ma diventano piccole di fronte alla grandezza dei problemi contemporanei.

«The Whale» è realizzata in plastica riciclabile. Sembra un controsenso, ma non lo è. Usando correttamente questo materiale potenzialmente tanto dannoso per l’ambiente, si può portare un messaggio di speranza per le future generazioni (#savethewhale) e fare qualcosa di buono e di concreto per i nostri mari.

Scrivendo una mail a info@dimoredesign sarà possibile prenotare l’acquisto di una delle 60 “The Whale” esposte, firmate dal Design Carlo Rizzetti. Una parte della somma raccolta da questa vendita sarà devoluta all’associazione https://www.lonelywhale.org  per sensibilizzare in merito al tema delle plastiche negli oceani. Sotto trovate i costi (IVA e spedizione incluse):
450€ balena grande bianca
600€ balena grande rossa (pezzo unico)

 

Note
Le foto sono mie e sono state scattate con l’autorizzazione dell’organizzazione Dimore & Design. 
Le informazioni relative al palazzo si trovano in rete e sul sito della Fondazione. 
Le info sull’installazione si trovano in rete e sul sito della manifestazione Dimore & Design. La scelta di segnalare l’iniziativa The Whale è mia.