Passeggiare in sicurezza (?) sulle acque ghiacciate del Lago d’Endine una fredda mattina d’inverno

Il Lago d’Endine ghiacciato è uno spettacolo della natura decisamente affascinante, non solo per l’atmosfera che lo avvolge quando tutto ghiaccia, ma anche per l’ebbrezza che provoca il poter camminare o pattinare sulle acque di un laghetto di montagna a due passi da casa.

Nei giorni scorsi avevo visto diverse immagini di persone intente a camminare sul lago della Val Cavallina, a pattinare e addirittura a giocare a hockey, e avevo voglia di andare a dare un’occhiata. Così, complice la bella giornata, ho deciso di prendere e partire, dirigendomi nella zona meno trafficata del lago, quella che da Monasterolo del Castello porta verso Endine Gaiano.

Conosco molto bene queste zone, ma, nonostante siano a soli 30 minuti da Bergamo, le ho sempre frequentate con la bella stagione. In un’altra occasione vi ho già parlato di Monasterolo e del suo Castello, ricordate? E’ davvero un posto molto carino. E in inverno non è da meno.

Il Lago di Endine si trova incastonato tra i monti della Val Cavallina, a pochi chilometri dal Lago d’Iseo. Ha un perimetro di poco meno di 14 chilometri e una superficie di circa 2 chilometri quadrati. Lungo le sue sponde si trovano i comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago.

Situato a circa 300 metri sul livello del mare, il lago di Endine ed è uno dei pochi laghi non alpini che ghiaccia. Quando ero piccola, negli anni Ottanta ricordo che il ghiaccio era talmente spesso che alcuni pazzi lo percorrevano in automobile. Oggi, per via dell’innalzamento delle temperature questo sarebbe impossibile persino da pensare.

Per raggiungere la riva del lago mi sono fermata in un parcheggio di Monasterolo a qualche minuto a piedi dal Castello.  Confesso, ero molto attratta dall’idea di camminare sul lago, ma anche un po’ frenata dalla possibilità di finire nell’acqua ghiacciata e, avvicinandomi alla riva, ho capito che i miei timori non erano così infondati. Infatti, proprio  a un centinaio di metri c’era un assembramento di persone e di mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e della Croce Rossa. Ho subito pensato ad un incidente, ma per fortuna non era così:  era l’esercitazione per il recupero di un uomo caduto in acqua in seguito alla rottura del ghiaccio.

Esercitazione di Recupero e Pronto Soccorso sul lago ghiacciato

I volontari del gruppo Opsa (Operatori polivalenti soccorso in acqua) del comitato provinciale della Croce Rossa e i vigili del fuoco di Bergamo e la Protezione Civile di Spinone erano accampati nel tratto di lago antistante Monasterolo, in località Biali, nella zona detta «giaséra» perché è la più fredda della zona, visto che il sole d’inverno sparisce per qualche settimana e che la temperatura rimane sotto lo zero giorno e notte.

C’erano almeno una quarantina di specialisti, tra Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Protezione Civile e personale Opsa, con sub, conducenti di mezzi nautici e operatori di superficie.

Il rischio  della spaccatura del ghiaccio sul lago di Endine è sempre in agguato a causa di imprudenti passeggiate sullo strato di ghiaccio spesso troppo sottile per sostenere il peso di un adulto e questi gruppi si devono esercitare per fare in modo che la macchina dei soccorsi sia perfetta in caso di bisogno. Così, con molta curiosità, mi sono avvicinata per assistere all’esercitazione e per capire come avvenivano le operazioni di salvataggio in caso di rottura del ghiaccio.

Come avviene il recupero di una persona caduta nel lago ghiacciato

Il programma di esercitazioni prevedeva la simulazione della caduta in acqua di un adulto in seguito della rottura del ghiaccio e il pronto intervento dei soccorritori con imbragature, corde e tutto il materiale indispensabile per mettere in atto i necessari interventi sanitari.

Visto che la lastra che copriva il lago era spessa, ma non impossibile da rompere, un sub della Protezione Civile si è incamminato sul lago e ha rotto un pezzo di ghiaccio formando una sorta di pozzo e si è calato nell’acqua gelata.

Immediatamente dopo un gruppo di 5 persone con un gommone si è avvicinato e ha iniziato le operazioni di recupero: tre tenevano le corde mentre uno si avvicinava al pericolante, muovendosi a carponi sul ghiaccio e trascinando una specie di barellina in plastica. Raggiunto il bordo del ghiaccio, il soccorritore è sceso in acqua e ha imbragato con una fune il pericolante e poi lo ha spinto verso il bordo del ghiaccio, mentre gli altri soccorritori tiravano fuori entrambi dall’acqua.

Sembra facile, ma vi assicuro che non lo è. Infatti bisogna conoscere perfettamente le tecniche di recupero, ma anche essere capaci di gestire gli imprevisti in modo veloce ed efficace. E per questo ci vuole sangue freddo e professionalità.

Camminare senza rischi sul lago ghiacciato è possibile?

Il ghiaccio sulla superficie di un  lago è un fenomeno naturale e come tale presenta elementi di complessità e di rischio elevati. È necessario quindi non sottovalutare i pericoli e conoscere almeno i rudimenti per comprendere quando una lastra di ghiaccio è percorribile a piedi, o quando potrebbe diventare una trappola mortale.


Cosa bisogna sapere quando si decide di camminare su un lago ghiacciato

Camminare, andare con le racchette, pattinare o giocare a Hockey sul ghiaccio sono dei passatempi divertenti, ma possono diventare pericolosi se non si è in grado di capire quando il ghiaccio che si ha sotto i piedi è abbastanza da sopportare il nostro peso. Esistono dei modi per valutare la potenziale sicurezza del ghiaccio, come osservarne il colore o testarne lo spessore, e fattori esterni da tenere in considerazione, come la temperatura e le condizioni e conoscenze del luogo.

Ad ogni modo, ricordatevi sempre che nessuna attività o sport praticato su una lastra di ghiaccio dove ci sia sotto dell’acqua è mai del tutto sicuro. Nel dubbio, non andate sul ghiaccio e non avventuratevici  quando è troppo presto o troppo tardi nell’arco della stagione.

Ecco una decina di suggerimenti e consigli da tenere a mente se decidete di andare a camminare su un lago ghiacciato:

  • ricordate che il ghiaccio non è mai del tutto sicuro;
  • valutate bene lo spessore del ghiaccio: meno di 15 centimetri di spessore può diventare pericoloso;
  • informatevi sulla profondità dell’acqua sotto il ghiaccio: un conto è cadere in una buca profonda mezzo metro e un conto è cadere in una buca d’acqua gelata profonda venti metri;
  • avvisare sempre qualcuno che si sta andando a camminare sul lago ghiacciato;
  • portarsi sempre dietro una borsa con dei vestiti di scorta asciutti e una coperta;
  • controllare l’aspetto del ghiaccio (colore, consistenza, cambi di colore repentini, trasparenze);
  • monitorate la temperatura esterna, considerando anche il periodo dell’anno e l’ora del giorno: se la temperatura rischia di alzarsi bruscamente, rischia anche di sciogliersi la parte superficiale del ghiaccio e di assottigliare la lastra;
  • non avventuratevi in luoghi difficilmente raggiungibili o insenature nascoste dove i soccorsi faticherebbero ad arrivare;
  • chiedere alle autorità competenti o alla gente del posto se ci sono divieti e, nel caso non ce ne fossero se il ghiaccio è sicuro: se vi dicono no è no; se vi dicono si, state lo stesso attenti;
  • sappiate che siete  più sicuri sdraiati sul ghiaccio che in posizione verticale: se il ghiaccio dovesse iniziare a spaccarsi, meglio scivolare con la pancia che correre per mettersi in salvo.

Camminare sul lago ghiacciato è emozionante, ma anche molto pericoloso. Non avventuratevi sul ghiaccio se non siete sicuri e rispettate le indicazioni delle autorità: se è vietato, è vietato!

 

Note
Le foto sono mie e sono state scattate il 26 gennaio 2019 durante le esercitazioni dei gruppi di Soccorso di Bergamo e Spinone, sul Lago d’Endine.