Moroni Ritratto del suo tempo mostra

Bg Bs 2023 | Moroni. Il ritratto del suo tempo, alle Gallerie d’Italia a Milano fino al 1° aprile

Bg Bs 2023 | Moroni. Il ritratto del suo tempo. Fino al 1° aprile 2024, la mostra dedicata al celebre ritrattista Moroni (1521 – 1580) rimarrà allestita alle Gallerie d’Italia a Milano, nel museo di Intesa Sanpaolo. La mostra, a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è inserita nel programma Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 ed è realizzata in partnership con Accademia Carrara di Bergamo e Fondazione Brescia Musei.

Il nucleo principale, costituito dai dipinti di Moroni, è affiancato dalle opere di importanti protagonisti suoi contemporanei, quali Lotto, Moretto, Savoldo, Tiziano, Veronese e Tintoretto, oltre che da un’ampia selezione di disegni, libri, medaglie, armi e armature e dal cosiddetto Libro del Sarto, un volume miscellaneo della seconda metà del Cinquecento di produzione milanese che contiene disegni, modelli di taglio, stampe e appunti che illustrano la moda del tempo.

Tra i capolavori del maestro spiccano il Ritratto di sarto (Il tagliapanni) della National Gallery di Londra, forse il più iconico ritratto di Moroni, il Ritratto di Gian Gerolamo Grumelli (Il cavaliere in rosa), il Ritratto di Isotta Brembati e il bellissimo dipinto di soggetto sacro Devoto in contemplazione del battesimo di Cristo.

100 opere in arrivo dall’Italia e dal mondo

L’esposizione, la prima dedicata alla carriera di Giovan Battista Moroni, presenta oltre 100 opere tra disegni, libri, medaglie, armature, ma soprattutto dipinti provenienti da prestigiosi musei internazionali quali la National Gallery di Londra, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, Gemäldegalerie – Staatliche Museen di Berlino, il Musée du Louvre, il Museo Nacional del Prado, la National Gallery of Art di Washington e il Philadelphia Museum of Art.

Il nucleo principale, costituito dai dipinti di Moroni, è affiancato dalle opere di importanti protagonisti suoi contemporanei, quali Lotto, Moretto, Savoldo, Tiziano, Veronese e Tintoretto, oltre che dal cosiddetto Libro del Sarto, un volume miscellaneo della seconda metà del Cinquecento di produzione milanese che contiene disegni, modelli di taglio, stampe e appunti che illustrano la moda del tempo.

Se volete saperne di più sulla mostra Moroni (1521 – 1580). Il ritratto del suo tempo, guardate questo video realizzato dalle Gallerie d’Italia di Milano: qui

La mostra suddivisa in nove nuclei tematici

Il progetto espositivo Moroni (1521 – 1580). Il ritratto del suo tempo è di ampio respiro e consente di riscoprire e ammirare negli spazi delle Gallerie d’Italia una delle pagine più belle e intense della pittura del Cinquecento lombardo e italiano. Giovan Battista Moroni dedica un’ampia parte della sua carriera alla ritrattistica e nella mostra viene approfondita in tutte le sue sfaccettature.

La mostra è articolata in nove sezioni che ripercorrono l’iter artistico del grande maestro, dagli esordi alla maturità:

  • Il maestro di Moroni: Alessandro Bonvicino detto il Moretto.
  • Gli esempi di Lotto e Moretto.
  • Moroni a Trento.
  • Ritratti del potere.
  • Ritratti al naturale.
  • Pale d’altare con e senza ritratti.
  • Il ritratto devoto e l’orazione mentale.
  • Moroni e il ritratto della società del suo tempo.
  • Il Sarto e la moda del nero

Il maestro di Moroni: Alessandro Bonvicino detto il Moretto

Il percorso inizia con un approfondimento della figura di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, il maestro di Moroni, di cui verranno esposte due testimonianze figurative capitali quali la Pala di Sant’Andrea e San Paolo caduto da cavallo. A partire dall’inizio degli anni ’40 del Cinquecento, Moroni è documentato nella bottega bresciana del suo maestro. É proprio qui che inizia a raccogliere appunti grafici che andranno a costituire un prezioso taccuino di disegni, ricostruito in occasione della mostra.

L’influenza di Lorenzo Lotto e del Moretto

Successivamente è possibile trovare una sezione di approfondimento su Lorenzo Lotto, molto attivo a Bergamo dove ha lasciato significative tracce del suo passaggio. Sia sul fronte delle invenzioni di soggetto sacro sia su quello del genere ritrattistico Lotto ha rappresentato per Moroni una continua fonte di ispirazione: ne sono testimonianza il confronto tra le due Trinità esposte in mostra e i cosiddetti ritratti “in azione”.

Moroni a Trento

In questa sezione troviamo un approfondimento sul contesto trentino della metà del Cinquecento a partire dal Ritratto di Cristoforo Madruzzo, il Principe-Vescovo di Trento dipinto da Tiziano nel 1552. Segue la comparazione tra il Ritratto di Alessandro Vittoria, scultore trentino, con il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano. Chiude la sezione la cosiddetta Pala dei Dottori, un’opera pubblica commissionata a Moroni dalla corporazione dei legali e dei dottori per il proprio altare nella basilica di Santa Maria Maggiore, all’epoca sede delle sedute conciliari.

I ritratti del potere

Una delle sezioni della mostra espone i ritratti del potere, in particolare è possibile ammirare i ritratti di Tiziano e Tintoretto, in grado di valorizzare lo status del personaggio perdendone di vista le specificità individuali. Qui si nota il contrasto di quelli realizzati da Moroni che, nonostante fossero nati con lo scopo esplicito di esaltare il loro ruolo pubblico, ce ne restituiscono l’aspetto umano. Esemplare in questo contesto “Ritratto di un Podestà” del 1560-65 proveniente da Accademia Carrara di Bergamo.

Ritratti al naturale

La sezione successiva, dedicata ai ritratti al naturale, indaga un aspetto peculiare della produzione moroniana. Questa tipologia di ritratto riproduce in maniera fedele, senza forme di idealizzazione le persone immortalate nei quadri. Moroni, tendenzialmente, costruisce dei set di posa sempre uguali – come facevano i fotografi nell’Ottocento – concentrando l’attenzione dell’osservatore sulla testa, lo sguardo, la posa delle mani e i dettagli della moda.

Moroni e i ritratti della società del suo tempo

Moroni dedica parte della sua produzione ai ritratti delle personalità del suo tempo, fra i quali spiccano la poetessa Isotta Brembati moglie di Giovan Gerolamo Grumelli , anche lui ritratto. Pregevoli i ritratti degli aristocratici Prospero Alessandri e Gabriel de la Cueva (futuro Governatore di Milano) che saranno messi in dialogo con cinquecentine, armi e armature, selezionati con lo scopo di creare una relazione diretta con i dipinti.

Il Sarto

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In chiusura, un tema suggerito dal suo dipinto più noto, Il sarto, nel quale l’uomo è colto mentre taglia un drappo nero, il colore etico per eccellenza nel ’500 (ma anche difficile da dipingere, in cui Moroni invece eccelleva). Si tratta di un pretesto per riunire suoi ritratti in nero e Il libro del sarto, una raccolta miscellanea del ’500 di figurini di abiti e costumi, da cui le vesti di questi personaggi paiono uscire.

La vita dell’artista albinese Giovan Battista Moroni (1521 – 1580)

Nato ad Albino, in Val Seriana, Giovan Battista Moroni svolse la propria formazione presso la bottega del bresciano Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, dal quale ereditò una particolare predisposizione per i dipinti di soggetto religioso che egli mise a frutto durante la sua prima attività trentina, coincidente con gli anni del Concilio.

A partire dagli anni cinquanta del Cinquecento, Moroni si radicò nella città di Bergamo, entrando in contatto con i principali esponenti dell’aristocrazia filospagnola e dell’élite culturale della città, di cui realizzò splendidi ritratti in grado di combinare una resa minuziosa dei dettagli esteriori con un’intensa indagine psicologica dei modelli.

Probabilmente a causa della caduta in disgrazia di alcune potenti famiglie bergamasche – i Brembati e gli Albani – dovuta all’invasione della città nel 1561, da parte della Repubblica di Venezia, Moroni tornò nella nativa Albino dedicandosi con maggior frequenza ai temi sacri, senza tuttavia abbandonare l’arte del ritratto cui deve, ancora oggi, la sua fama.

Informazioni utili: Moroni (1521 – 1580). Il Ritratto del suo tempo

Dove

Gallerie d’Italia – Piazza della Scala, Milano

Quando

Dal 6 dicembre 2023 al 1 aprile 2024

Da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30, il giovedì fino alle 22:30. Lunedì chiuso
Ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura.

Ingresso

Ingresso intero 10 euro, ridotto 8 euro, ridotto speciale 5 euro per clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo e under 26; gratuità per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Ingresso gratuito con tessera Abbonamento Musei Lombardia

Per saperne di più sulla tessera leggete anche: Biglietto unico per visitare i musei di Bergamo e Brescia? Abbonamento Musei Lombardia: esiste e dura un anno.

 

 

 


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2 comments

  1. Ciao Raffaella ti leggo sempre volentieri. Sei per me una fonte di informazione e di sapere. Mi sveli tantissime chicche sulla mia Bergamo, e non solo. Grazie.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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