Usare l'Abbonamento Musei Lombardia a Bergamo

Manca il biglietto unico? Visitare i musei di Bergamo e Brescia con l’Abbonamento Musei Lombardia: dura un anno.

Da alcune settimane mi ritrovo al tavolo con alcune amiche guide bergamasche e le sento lamentarsi della mancanza di servizi essenziali dedicati ai turisti, che a loro parere “avrebbero dovuto già esserci, ma che a Bergamo ancora non ci sono”. I numeri dicono che il turismo si sta riprendendo e c’è grande attesa per il 2023, anno in cui, Bergamo e Brescia saranno capitali della Cultura. Ma è proprio la cultura che sembra in questo momento non avere i servizi da offrire ai turisti che arriveranno con la voglia di scoprire l’arte, la cultura e la storia della nostra città.  Tra i problemi (che non sto ad elencare perché ci vorrebbe un articolo per ogni punto toccato dalle mie amiche) anche quello che nel 2022, a 6 mesi dall’evento culturale clou per la città, non esiste una CARD Musei che permetta di entrare in tutti i musei di Bergamo con un unico biglietto come invece avviene in moltissime città italiane. Cosa fare quindi? In attesa che Bergamo si attrezzi (speriamo) in fretta, il mio consiglio è quello di acquistare l’Abbonamento Musei Lombardia e Valle d’Aosta e visitare con un unico biglietto i 18 siti culturali d’interesse presenti a Bergamo e provincia inclusi nel circuito.

Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Bergamo e Brescia capitali della cultura 2023 | Manca un biglietto unico per i musei? La soluzione è FAI DA TE.

bergamo-e-brescia-logo-capitale-italiana-della-cultura-2023

Il turismo è ripartito e mancano pochi mesi all’inizio dell’anno che vedrà Bergamo e Brescia Capitali della Cultura 2023. Un gemellaggio inedito che supera le antiche rivalità tra le due città. Una grande occasione per entrambe, di mostrare ognuna le proprie bellezze e i propri gioielli d’arte.

Sia Bergamo che Brescia hanno tanta cultura da mostrare agli italiani e al mondo e per quel che ne sappiamo si stanno preparando al meglio per questo appuntamento. Ma c’è un “ma”… Manca un biglietto unico per i musei che invogli i turisti a visitare sia l’una che l’altra città senza perdersi neanche un museo o istituzione museale e soprattutto senza svenarsi! Un biglietto d’ingresso unico che faccia diventare questo territorio un vero museo diffuso. Sto esagerando? Nessuno si era mai sognato di prevedere una card per visitare tutti i musei con un unico pagamento? Brescia l’ha fatto. Perché Bergamo, invece, no? Cosa impedisce di avere un unico biglietto per l’ingresso ai musei, una card che permetta ai visitatori di accedere senza dover fare ogni volta la coda e pagare l’Ingresso?

In realtà, c’è una soluzione che può risolvere in parte questa necessità e si tratta dell’Abbonamento Musei Lombardia (e Valle d’Aosta).

Abbonamento Musei Lombardia: cos’è, quanto costa e quanto dura

abbonamento Musei Lombardia

L’Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta è la card che permette di accedere liberamente e ogni volta che si desidera ai musei, alle residenze reali, alle ville, ai giardini, alle torri, alle collezioni permanenti e le mostre di Milano, della Lombardia e della Valle d’Aosta aderenti al circuito.

Stiamo parlando di un circuito di oltre 150 musei, 10 siti Patrimonio Unesco, diffusi sul territorio Lombardo. L’Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta vale 365 giorni dalla data di acquisto e costa solo 45 euro.

Per acquistare clicca qui.

Quali sono i vantaggi economici acquistando la Card Musei di Regione Lombardia

Se 45 euro vi sembrano tanti, non fatevi spaventare dalla cifra: bastano due calcoli e capirete che sono facilmente ammortizzabili con un paio di gite fuoriporta. Infatti sotto vi dimostrerò che bastano un paio di week end “culturali” (a Bergamo e Brescia, ad esempio, visto che l’anno prossimo saranno Capitali della Cultura) per recuperare  alla grande la cifra. 

L’Abbonamento Musei Lombardia, oltre a offrire la possibilità di visitare l’ampio patrimonio culturale e museale della Lombardia e della Valle d’Aosta, rappresenta anche il modo migliore per conoscere l’offerta culturale della regione, grazie alle molte convenzioni di sconto e riduzione su stagioni teatrali e concertistiche e addirittura festival ed eventi.

Quali musei di Bergamo si possono visitare con l’Abbonamento Musei Lombardia

Sottolineo che non sto proponendo un prodotto che va in concorrenza con quello di Bergamo, perché al momento NON esiste una CARD per accedere ai musei bergamaschi che permetta di pagare una sola volta per tutti gli ingressi come succede in quasi tutto il resto d’Italia. Ci sono dei musei in rete, ma sono diverse che obbligano a un’organizzazione certosina.

Per questo, fintanto che il Comune di Bergamo non si attiverà, consiglio di acquistare l’Abbonamento Musei Lombardia e visitare tutti i Musei bergamaschi che fanno parte del circuito, tutto l’anno, anche più volte l’anno.

Volete sapere quali sono i musei di Bergamo e provincia che fanno parte del circuito Abbonamento Musei Lombardia e Valle d’Aosta? Qui sotto li trovate con il costo per un biglietto adulti a tariffa intera in caso non voleste acquistare l’Abbonamento sopracitato.

Accademia Carrara – Bergamo

Accademia Carrara

Accademia Carrara è la pinacoteca di Bergamo che espone opere che vanno dal medioevo all’Ottocento. E’ un museo privato realizzato per la maggior parte con lasciti e donazioni di collezionisti, proprio come era nell’intento originario del suo fondatore Giacomo Carrara, che lasciò in eredità all’Accademia la sua meravigliosa collezione d’arte.

Il Museo, che negli anni ha continuato a incrementare il proprio patrimonio grazie ad acquisizioni e munifiche donazioni da parte del qualificato collezionismo privato legato alla città, possiede attualmente milleottocento dipinti, testimonianze dei secoli compresi tra il XV e il XIX di artisti quali Pisanello, Botticelli, Giovanni Bellini, Mantegna, Raffaello, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Canaletto e Piccio. A questa collezione principale si affiancano una significativa raccolta di disegni e stampe, selezionati nuclei di bronzi, sculture e porcellane così come mobili ed oggetti di arredamento e una scelta raccolta di medaglie.

Biglietto d’ingresso: 10 euro

Ecco qualche articolo che spero vi dimostri quanto sia importante visitare l’Accademia Carrara e come è possibile visitarla:

GAMeC – Bergamo

Gamec Bergamo

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è stata inaugurata nel 1991; ha sede negli spazi dell’antico Monastero delle Dimesse e delle Servite, il cui restauro è stato realizzato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta dallo Studio Gregotti Associati. Con i suoi 1500 metri quadrati di superficie espositiva, la GAMeC è un luogo che accoglie l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme.

Mostre temporanee personali e collettive di artisti internazionali e un ricco calendario di attività collaterali pensate per diverse tipologie di pubblico sono il punto di forza della politica culturale della Galleria, che si pone come luogo dinamico di confronto, approfondimento e integrazione culturale, in continua evoluzione.

Ingresso: 10 euro (in periodi normali, ma quest’anno in occasione del suo trentennale l’ingresso è gratuito)

Ecco qualche articolo dedicato alla GAMeC, scritto in questi ultimi anni:

Museo Diocesiano “Adriano Bernareggi” (chiuso nel 2022) – Bergamo

ll Museo Adriano Bernareggi è aperto dal settembre del 2000 nel rinascimentale palazzo Bassi Rathgeb donato dagli eredi Rathgeb alla Diocesi col preciso vincolo di ospitarvi un museo.

L’esposizione del museo è composta da oggetti di uso liturgico a cui si affiancano immagini di culto provenienti sia da chiese e oratori sia da case private, come da case e da nuclei familiari arrivano i molti documenti della pietà popolare che testimoniano la presenza capillare di riti e usi comuni. Frammenti di decorazioni provenienti da chiese e conventi a fianco dei numerosi ritratti di rappresentanti del clero e di testimonianze della presenza della Chiesa a Bergamo e nella Diocesi conducono il racconto di una storia con peculiarità e ritmo proprio e specifico.

Museo di Scienze Naturali “A. Caffi” – Bergamo

Gli esemplari presenti nel Museo sono esposti al pubblico in minima parte, perché le collezioni sono sterminate e vengono messe a disposizione di studiosi e appassionati delle discipline naturalistiche. Alcuni reperti presentano grande interesse storico.

Le collezioni zoologiche raccolgono esemplari provenienti da tutto il mondo ed esemplari tipici della fauna bergamasca. Sono ben rappresentate tutte e cinque le classi dei vertebrati. Tra gli invertebrati è di grande importanza la ricchissima collezione di artropodi, che raccoglie più di un milione di reperti, all’interno della quale rivestono un’importanza notevole le raccolte di aracnidi e insetti. Le collezioni dedicate alle scienze della terra comprendono numerosi reperti provenienti sia dal territorio bergamasco sia dal resto del mondo e annoverano notevoli collezioni di pietre ornamentali, di minerali utili all’uomo e materiale di studio sulle pietre da costruzione.

Le collezioni paleontologiche del Museo comprendono oltre 55.000 reperti: il nucleo principale è costituito della collezione “Paleontologia Bergamasca” che raccoglie magnifici fossili provenienti dal territorio orobico. Una seconda collezione, “Paleontologia non Bergamasca”, comprende reperti e calchi provenienti da tutto il mondo acquisiti tramite donazioni ed acquisti allo scopo di rendere il più completo possibile il panorama dei fossili conservati in Museo.

Ingresso biglietto unico valido contemporaneamente per il Museo di Scienze Naturali e il Museo Archeologico: € 3.00

Ecco qualche articolo che tratta di questo museo:

Museo Archeologico di Bergamo (chiuso per restauri nel 2022)

Dalle asce di pietra alle spade di ferro, dagli ornamenti di bronzo celtici alle croci d’oro longobarde, dalle urne cinerarie alle lapidi romane e poi ceramiche, vetri, sculture e mosaici…

Un viaggio nel tempo sulle tracce dei Celti, dei Romani e dei Longobardi vissuti a Bergamo e nei territori della Provincia. Vi si trovano i seguenti percorsi espositivi:

• Preistoria e Protostoria nel territorio di Bergamo
• La collezione egizia
• Il lapidario: le iscrizioni romane nel territorio bergamasco
• La città di Bergamo dalle origini al municipium romano
• Le sculture greche e romane
• L’età altomedioevale nel territorio di Bergamo

Lo inserisco tra i musei da visitare anche se in questo momento è in restauro. Ma nel 2023 in vista di Bergamo Brescia Capitali della Cultura sarà aperto e visitabile.

Museo delle Storie di Bergamo

Museo delle Storie di Bergamo

Il Museo delle Storie di Bergamo è un museo diffuso che con 12 euro permette di entrare nell’arco di 48 ore nei 6 musei di cui vi racconto qui sotto. Al momento è l’unica istituzione che è riuscita a offrire un biglietto cumulativo delle proprie esposizioni. Gli ingressi separati costano 5 euro (ad eccezione dell’ex Convento di San Francesco che riunisce al suo interno il Museo della Fotografia Sestini e il Museo del Novecento e diverse esposizioni che si visita con 7 euro).

Per approfondire leggete: Museo delle Storie di Bergamo: una passeggiata in 6 tappe per ripercorrere la storia della città

Campanone

Affacciata su Piazza Vecchia, sino alla metà dell’Ottocento centro vitale e istituzionale nonché luogo rappresentativo di Città alta e quindi di Bergamo, la Torre civica (Campanone) da quasi un millennio proietta la sua ombra sui momenti più importanti nella vita cittadina.

La Torre civica è coinvolta in storie di festa, con le campane che chiamavano la cittadinanza a festeggiare il santo patrono o sovrani in visita a Bergamo; storie tragiche, come i ripetuti incendi che coinvolsero lo stesso Campanone e gli edifici adiacenti; storie quotidiane, con i cento rintocchi delle 22.00 che oggi segnano lo scoccare dell’ora e un tempo ricordavano la chiusura delle porte d’ingresso alla città.

Palazzo del Potestà e Museo del Cinquecento

Il Palazzo del Podestà, splendida dimora medievale, ospita al primo piano, il Museo storico dell’età veneta – Il ‘500 interattivo: la storia di Bergamo veneziana torna a vivere davanti agli occhi dei visitatori grazie alle nuove tecnologie multimediali e interattive.

L’idea che sta dietro al percorso espositivo del nuovo Museo dell’età veneta – il Cinquecento interattivo si basa su due concetti principali: il viaggio e la conoscenza. Il viaggio che compie il pubblico muovendosi all’interno delle sale è un graduale avvicinamento alla storia della città di Bergamo nel Cinquecento, alla scoperta di persone, luoghi, attività e commerci.

Museo Donizettiano

Il Museo, ospitato in quella che fu la Sala del Consiglio della Misericordia Maggiore di Bergamo, venne aperto al pubblico nel 1906, dopo che l’Ente benefico ebbe accolto due importanti donazioni: la preziosa raccolta di cimeli donizettiani della baronessa Giovanna Ginevra Rota Basoni Scotti e gli arredi della stanza in cui il compositore bergamasco Gaetano Donizetti morì, di proprietà di Cristoforo Scotti che ospitò il musicista malato negli ultimi anni della sua vita. Testimonianze diverse documentano il mito che ha accompagnato la figura del compositore in vita e dopo la morte.

Un breve itinerario di visita può dunque seguire la vita del maestro dalla nascita, proseguendo con la stesura delle prime esercitazioni scolastiche scritte sino al 1815 sotto la guida del suo maestro Giovanni Simone Mayr. Numerosi gli oggetti d’uso appartenuti al maestro, come i suoi necessaire da viaggio e la pipa turca ricevuta in dono dal fratello Giuseppe e, nella seconda stanza, il letto e la poltrona utilizzati da Donizetti durante la sua lunga malattia.

Museo del Risorgimento e Rocca di Bergamo

La sezione ottocentesca del Museo storico di Bergamo, che ha ereditato il patrimonio storico e artistico del Civico Museo del Risorgimento e della Resistenza, è allestita dal 7 maggio 2004 nel fabbricato all’interno del mastio della Rocca, costruito durante il dominio veneto per alloggiare gli artiglieri.

Il mastio, in posizione elevata, offre una visuale a 360 gradi sulla città e su alcune aree della provincia: i principali edifici monumentali della parte alta, l’abitato in piano, i colli di San Virgilio e della Maresana, la valle Brembana e il territorio verso Treviglio e Milano.

Convento di San Francesco/Museo della Fotografia Sestini/ Museo del Novecento

Edificato tra la fine del Duecento e l’inizio del Cinquecento, l’ex Convento di San Francesco rappresenta un esempio pregevole di architettura conventuale medievale, costruita intorno a chiostri. Ad adornare e impreziosire questi ambienti, troviamo numerosi affreschi databili a partire al Trecento e in parte visibili ancora oggi.

Nel corso della sua storia, l’edificio non subisce particolari modifiche fino alla soppressione avvenuta nel 1797: gli spazi modificati vengono adibiti prima a ospedale, poi a carcere e infine a casa di pena. Dal 1997 il convento lega il suo nome al Museo storico di Bergamo: per cinque anni, fino al 2003, accoglie la sezione Ottocentesca del museo, ora presso la Rocca. Attualmente ospita, oltre a mostre temporanee, gli uffici, gli archivi, la biblioteca e la mediateca. Oggi è sede del Museo della Fotografia e dell’Archivio Sestini e  del Museo del Novecento.

Torre dei Caduti

Progettata da Marcello Piacentini nel nuovo centro cittadino della parte bassa di Bergamo come torre civica dedicata alla Vittoria, diviene monumento commemorativo ai caduti del primo conflitto mondiale, inaugurato il 27 ottobre 1924 alla presenza di Benito Mussolini.

Nel corso del Novecento, insieme alla vicina Porta Nuova, è il punto di riferimento di manifestazioni e cerimonie politiche, militari e sindacali, a conferma della centralità dell’area urbana in cui sorge.

Museo e Tesoro della Cattedrale di Bergamo

Museo e tesoro della cattedrale Bergamo

Con questo Museo la Diocesi di Bergamo vuole far conoscere la storia della propria chiesa, illustrare le complesse e affascinanti vicende costruttive che hanno coinvolto questo luogo e, attraverso l’esposizione di preziosi oggetti di arte e di liturgia, accostare il visitatore all’atmosfera di sacralità e di bellezza che ha caratterizzato la vita dell’antica Cattedrale di San Vincenzo.

Grazie a una complessa campagna di scavi (2004 – 2012) nel sottosuolo del Duomo sono emerse le tracce di un sito romano, della Cattedrale paleocristiana di San Vincenzo e della successiva Cattedrale romanica, avvolte nella ricostruzione rinascimentale dell’architetto Filarete. Il Museo della Cattedrale racconta l’articolata storia di questo edificio, tra reperti archeologici e manufatti artistici.

Nel cuore del percorso è collocato il Tesoro del Duomo, la raccolta degli oggetti più preziosi sopravvissuti e custoditi nel corso dei secoli.

Ingresso: 5 euro

Orto Botanico di Bergamo

orto-botanico-lorenzo-rota_bergamo

L’orto Botanico di Bergamo è un piccolo feudo del Regno delle Piante dove sono raccolti i rappresentanti delle principali categorie di comodo utilizzate dai botanici per suddividere le oltre 250.000 specie del nostro pianeta. Nell’Orto botanico di Bergamo è forte l’impronta dell’uomo: è con artificio, studio e cure costanti che è infatti possibile la difficile convivenza tra gli oltre 1200 taxa all’interno di una superficie di soli 2.400 metri quadrati. L’Orto botanico di Bergamo scambia inoltre con altri Orti botanici semi, frutti e spore raccolti dentro i suoi spazi o in natura.

L’Orto botanico di Bergamo, per il suo carattere dimostrativo e suggestivo, contribuisce ad avvicinare il pubblico al mondo delle piante e a destare rispetto per la natura. Svolge attività di conservazione delle piante minacciate e porta avanti progetti di reintroduzione in natura di specie a rischio.

Tra questi ultimi ha avuto un buon successo quello relativo alla reintroduzione di Osmunda regalis, una felce che il medico e botanico Lorenzo Rota, primo descrittore della flora della Bergamasca, aveva segnalato nel 1853 in Val Calepio e lungo il fiume Adda: la felce, che negli ultimi decenni risultava scomparsa, è stata reintrodotta negli stessi luoghi una dozzina di anni fa.

Ingresso: libero

Centrale Idroelettrica – Crespi d’Adda (Patrimonio Unesco)

crespi-adda-centrale idroelettrica

La centrale idroelettrica di Crespi d’Adda venne fondata nel 1909 visto l’incremento del fabbisogno energetico del cotonificio e del villaggio oggi Patrimonio Unesco.

Edificata vicino alla più antica centrale idromeccanica, la nuova centrale idroelettrica di Crespi d’Adda venne ufficialmente inaugurata il 25 luglio, giorno dedicato a San Cristoforo, protettore delle acque.
Inizialmente dotata di 3 turbine Kaplan (con asse verticale e completamente immerse nell’acqua per permettere la rotazione orizzontale) e caduta in disuso dal 2009.

La centrale di Crespi d’Adda è la più piccola tra quelle create sul medio corso dell’Adda, ma sicuramente la più bella: le decorazioni in stile tardo Liberty lombardo, la presenza del parquet originale, il pannello di controllo e della testa delle turbine del 1909 la rende infatti un vero gioiello dell’archeologia industriale. Oggi è possibile accedervi per visitare la parte storica dell’edificio completamente restaurata.

Per approfondire leggete: Un tuffo nel passato visitando il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda, Patrimonio dell’UNESCO.

Ingresso: 6 euro

Museo della Storia Postale – Cornello dei Tasso (BG)

Museo Storia Postale Cornello dei Tasso

Il Museo dei Tasso e della Storia Postale è stato fondato nel 1991, in due edifici storici del borgo medievale di Cornello. Il Museo conserva e divulga la storia postale e la storia della famiglia Tasso. Qui sono conservati numerosi documenti legati alla loro attività, ma non solo, infatti si può vedere una lettera del 1840 affrancata con il primo francobollo emesso al mondo, il famoso Penny Black.

La famiglia Tasso è originaria di Cornello ed è nota per le doti poetiche di Torquato Tasso e per l’abilità imprenditoriale di alcuni suoi esponenti che, a partire dal Cinquecento, gestirono le poste imperiali degli Asburgo. I Tasso, spostandosi da Cornello, rivoluzionarono il sistema della trasmissione delle notizie, a nord delle Alpi, prevedendo la presenza di stazioni di posta su percorsi prestabiliti, dove cavaliere e cavallo venivano sostituiti contemporaneamente, riducendo così notevolmente il tempo di consegna della posta.

Cornello dei Tasso è un borgo medievale, arroccato su una roccia, a cui si può accedere solo a piedi. La conservazione della sua struttura urbanistica medievale originaria, visibile ancora oggi, gli ha permesso di entrare a far parte dei circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.

Ingresso: libero, oppure 3 euro accompagnati da guida

Per approfondire leggete:

Museo Verticale – Treviglio (BG)

MUSEO-STORICO-VERTICALE-DELLA-TORRE-CAMPANARIA

Il Museo verticale di Treviglio è un percorso nella storia della città che si sviluppa per sezioni attraversando i sei piani della Torre civica. La Torre riscopre così la sua funzione di fulcro della città, di punto alto da cui guardare lontano avanti e indietro nel tempo.

Salendo le scale perimetrali il visitatore si imbatte in una successione di esperienze multimediali e interattive in grado di comunicare la storia della città e gli eventi collettivi che ne hanno costituito l’identità nel tempo: la fondazione, i momenti di crisi e trasformazione, le opere sociali e i monumenti artistici vengono rivissuti attraverso ambienti sonori e immersivi. La varietà delle proposte fa sì che ogni pausa nella salita proponga un’esperienza nuova e appassionate. Il museo valorizza anche la Torre civica e campanaria con installazioni appositamente pensate per spiegarne le funzioni specifiche – campanile e orologio – e sociali – le comunicazioni ad alta voce.

Ingresso: 5 euro

Per approfondire, leggete: Suonare le campane della Torre Civica di Treviglio, Museo Storico Verticale

Museo SAME – Treviglio (BG)

Museo Same Treviglio

Il Museo SAME, inaugurato nel 2008, custodisce materiali che testimoniano la storia di SDF e della meccanizzazione agricola italiana attraverso prototipi e trattori di serie in perfetto stato di conservazione, documentazione testuale e iconografica. Il Museo rappresenta, insieme all’adiacente Archivio Storico, un esempio di recupero di un’area industriale all’interno dell’azienda (ex magazzino
ricambi) allo scopo di conservare, promuovere e diffondere la storia di un’impresa che, grazie alle sue innovazioni tecnologiche, è riconosciuta come uno dei più importanti leader nella meccanizzazione agricola, sia a livello nazionale sia internazionale.

L’Archivio Storico SDF, inaugurato nel 2004, ha il compito di raccogliere, conservare e valorizzare la documentazione storica relativa alla vita di SDF e dei marchi del gruppo: SAME, Lamborghini Trattori, Hürlimann, DEUTZ-FAHR e Grégoire. Al suo interno si trovano oltre 260.000 disegni tecnici e 45.000 documenti catalogati, digitalizzati e organizzati in una fototeca, una biblioteca specializzata sulla meccanizzazione agricola, materiale tecnico (disegni originali, brevetti, libretti uso e manutenzione, manuali d’officina, cataloghi ricambi) e pubblicitario (dépliant, pubblicità a stampa, calendari, house organ, filmati), e documentazione amministrativa (scritture sociali, bilanci, registri di omologazione).

Ingresso: solo su prenotazione

Accademia Tadini – Lovere (BG)

accademia-tadini

Nel 1827 il Tadini faceva trasferire da Crema tutte le collezioni che sino ad allora erano state esposte nelle dieci sale della sua residenza privata e provvedeva direttamente, “sotto la sua direzione e sorveglianza” durante i suoi due ultimi anni di vita a sistemarle negli ambienti del nuovo palazzo di Lovere, uno tra i primi musei della Lombardia. I suoi interessi sono infatti rivolti alle espressioni più varie dell’arte, della tecnica e della natura: accanto ai dipinti, alle sculture, ai disegni e alle incisioni egli colleziona porcellane, e poi minerali, fossili e animali imbalsamati.

Cuore della collezione sono le opere di Antonio Canova, con il quale il conte Tadini ebbe un rapporto privilegiato, cui si aggiunsero nel tempo quelle dello scultore Giovanni Maria Benzoni, che avviò la propria formazione presso l’Accademia Tadini per poi affermarsi come uno dei protagonisti della scultura dell’Ottocento italiano. I dipinti raccolti nella Galleria – capolavori di Jacopo Bellini, Paris Bordon, Fra Galgario – offrono una interessante documentazione della cultura pittorica italiana dal Trecento al primo Ottocento.

Ingresso: 10 euro

Per approfondire leggete: Famolo strano (con gli antichi) | Alla scoperta di siti e parchi archeologici della provincia di Bergamo

 

Quali musei di Bergamo rimangono fuori dall’Abbonamento Musei Lombardia

Purtroppo non tutti i musei di Bergamo sono inclusi nel circuito Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta. Si tratta di siti di alto valore culturale che appartengono a Fondazioni che apparentemente non amano apparentarsi  e preferiscono correre da soli. La mia ovviamente è una battuta, ma è certamente un peccato che a pochi mesi dal 2023 non si sia ancora trovato una soluzione. Forse gli orari ridotti, non è visto come un problema? Mah..

Basilica di Santa Maria Maggiore – Bergamo

Basilica di Santa Maria Maggiore Bergamo interno

Rimane fuori dall’Abbonamento Musei Lombardia la magnifica Basilica di Santa Maria Maggiore che da qualche settimana è diventata a pagamento per chi non è residente nella provincia di Bergamo: singoli o gruppi che siano, l’ingresso è 3 euro a persona. Non è una gran cifra, sia d’accordo: basterà appena a coprire i costi di qualche restauro o manutenzione. Ma il punto è che se la biglietteria viene fatta in modo tradizionale, le code sono inevitabili e fanno passare la voglia di entrare ad ammirare le tante opere d’arte che vi si trovano all’interno. Sarebbe inoltre auspicabile se la Basilica rimanesse aperta tutto il giorno, senza la pausa per il pranzo, per dare la possibilità a chi visita la città di inserirla nel proprio percorso scegliendo l’orario più gradito.

Per approfondire, leggete: Alla scoperta di Piazza Duomo, il cuore antico di Bergamo Alta

Casa Natale di Donizetti + Teatro Sociale – Bergamo

Teatro_Sociale_BG

Anche la casa natale di Gaetano Donizetti è fuori dal circuito Abbonamento Musei Lombardia. Inutile dire che è un peccato, soprattutto per chi sceglie di visitare Bergamo per fare il tour dei luoghi donizettiani. La Casa Natale dove Gaetano Donizetti nacque nel 1797 è luogo di valore storico e culturale, nel 1926 dichiarato monumento nazionale. La parte più antica (gli ambienti abitati dai Donizetti) è databile al XIV – XV secolo e ha mantenuto l’aspetto originario: sfondo ideale per immaginare usi e comportamenti quotidiani del passato. Dal 2009, dopo un intervento che l’ha resa del tutto accessibile, Casa Natale è aperta al pubblico.

Teatro Sociale contrariamente a quello che sembra dal nome non era il teatro per tutti, ma era il teatro della nobiltà cittadina. Si chiamava infatti Teatro della Società (alta, aggiungeremmo oggi) ed era stato fatto realizzare dai nobili della città che non amavano mischiarsi con il popolino che frequentava il teatro Riccardi (in seguito Donizetti) in Città Bassa.

Non è sempre aperto, ma in particolari periodi dell’anno si apre per le visite guidate.

Ingresso casa Natale di Donizetti + Teatro Sociale: 10 euro.

Per approfondire, leggete: Alla scoperta del Teatro Sociale di Bergamo: teatro all’italiana con platea alla francese nel cuore di Città Alta

Teatro Donizetti – Bergamo

Teatro Donizetti Bergamo

E’ il teatro più grande e importante di Bergamo, dedicato al suo compositore più celebre, Gaetano Donizetti.  Il Teatro Donizetti copre una superficie complessiva di 3200 mq. La sala mantiene il disegno originario del 1786: misura 360 mq ed è capace di 532 posti (poltrone). I palchi, suddivisi in tre file, sono 102 per un totale di 1154 posti complessivi. Per la distribuzione e armonia del suono è considerato fra i migliori d’Italia.

E’ facile comprendere la magnificenza di questo edificio e lo stupore che provocò ai bergamaschi che lo videro sorgere in un epoca in cui esistevano solo piccoli teatri provvisori in legno. Al centro della sala pende un enorme scintillante lampadario di cristallo con ben 78 lampade, oltre alle fonti luminose dei palchi.

E’ stato oggetto di restauro negli ultimi 3 anni e mezzo e oggi è possibile visitarlo in alcune giornate con l’ausilio di audioguide che ne raccontano la storia Ingresso e visita con audioguida: 15 euro

 

Cappella Colleoni – Bergamo Alta

È senza dubbio tra gli edifici più maestosi  e affascinanti di Bergamo Alta. Servirebbero pagine e pagine solo per descriverli tutti, quello che vi suggerisco  è di entrare nella cappella e farvi avvolgere da questo fantastico concentrato di arte!

Vi dico solo che la sua facciata decorata da marmi rossi e bianchi è un capolavoro del Rinascimento italiano; i suoi interni un concentrato incredibile di opere d’arte: la statua equestre del condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, i sarcofagi interamente intarsiati nel marmo, la delicata tomba della figlia Medea, i legni scolpiti dei banchi.

Una curiosità: si narra che toccare a mezzanotte il simbolo araldico posto sulla cancellata porti fortuna. Vero o no, può essere un’ottima scusa per una passeggiata nella suggestiva Città Alta notturna!

Aperto tutto l’anno ma da novembre a febbraio è chiuso il lunedì. D’inverno chiude intorno alle 16.00 perché non ha impianto di illuminazione.

Ingresso: libero.

Quali musei di Brescia si possono visitare con l’Abbonamento Musei Lombardia

MUSEO BERGOMI Montichiari – BS

MUSEO LECHI Montichiari – BS

PINACOTECA PASINETTI Montichiari – BS

PINAC | PINACOTECA INT. DELL’ETÀ EVOLUTIVA ALDO CIBALDI Rezzato – BS

CASTELLO SCALIGERO Sirmione – BS

ORTO BOTANICO G.E. GHIRARDI Toscolano Maderno – BS

VILLA ROMANA DI TOSCOLANO MADERNO Toscolano Maderno – BS

 

 

Nota: le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal sito Abbonamentomusei.it

2 comments

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.