Tutto sul Restauro della Pianeta di Curnasco BG

Provincia di Bergamo | Il restauro della Pianeta di Curnasco: un tesoro ritrovato tra arte e spiritualità

Restauro Pianeta di Curnasco. Nel cuore di Curnasco, un antico paramento liturgico di inestimabile valore torna a risplendere grazie a un meticoloso intervento di recupero. Si tratta della pianeta del XVIII secolo, appartenente alla Parrocchia dei Santi Nazario e Celso, che verrà svelata al pubblico bergamasco e non durante le Settimane della Cultura 2025. Questo prezioso manufatto è un’opera d’arte, potente simbolo di fede e speranza.

L’opera restaurata sarà ufficialmente presentata il 22 marzo alle 20.30 presso l’Oratorio “Papa Giovanni XXIII” di Curnasco. Durante l’incontro, don Davide Rota Conti, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi, approfondirà il valore artistico e spirituale della pianeta, illustrandone i dettagli e la storia.

La Pianeta di Curnasco: intreccio di arte e simbolismo

La pianeta è una veste sacra, realizzata in seta color avorio e decorata con filati dorati e serici. Presenta un’elaborata composizione iconografica dal forte significato teologico. Lo stile dei ricami di questa veste liturgica è caratterizzato da motivi naturalistici con volute e foglie d’acanto e colloca l’opera nel pieno del Settecento.

Sul lato frontale della pianeta, il protagonista è l’Agnello Mistico, che riposa su un libro aperto con i sette sigilli dell’Apocalisse, simbolo del sacrificio di Cristo e della Redenzione dell’umanità. Subito sotto, il sole che sorge all’orizzonte evoca la Resurrezione e il trionfo della luce sulle tenebre. Il paesaggio marittimo su cui si riflettono i raggi dorati richiama la navigazione della Chiesa nel tempo, guidata dalla fede come un faro nella notte.

Il retro della pianeta si arricchisce di ulteriori elementi di profondo significato. La croce campeggia al centro, con il serpente innalzato, rimando al passo biblico in cui Mosè solleva il serpente nel deserto, prefigurazione della crocifissione e della salvezza. A fianco della croce si trova il pellicano, immagine dell’amore sacrificale: secondo la leggenda medievale, questo animale nutre i suoi piccoli con il proprio sangue, rappresentando Cristo che offre se stesso per la salvezza dell’umanità. Dall’altro lato, la fenice che risorge dalle ceneri simboleggia la Resurrezione e la vita eterna.

L’ornamentazione si completa con motivi floreali e dorature, tra cui le foglie d’acanto, emblema di vittoria sulla morte e speranza nell’immortalità. Le farfalle, che compaiono tra i decori, rappresentano la trasformazione spirituale e la rinascita dell’anima dopo la morte. Ogni elemento della pianeta si ricollega alla simbologia cristiana, creando un tessuto narrativo che esprime il mistero della fede attraverso l’arte del ricamo.

Cos’è una pianeta

La pianeta è una veste liturgica indossata dal sacerdote durante la Santa Messa. Originariamente nata come mantello per ripararsi dal maltempo, nel tempo, ha subito modifiche per facilitare i movimenti, perdendo le maniche e riducendosi in lunghezza. In passato era realizzata con tessuti pregiati e ricami in oro, esprimendo il valore sacro della celebrazione.

Le decorazioni e i colori della pianeta hanno un forte valore simbolico nella liturgia. I ricami dorati, le immagini sacre e i motivi floreali rappresentano la gloria divina, la purezza e la vita eterna. I colori variano in base al tempo liturgico: il bianco simboleggia gioia e resurrezione, il rosso il martirio e lo Spirito Santo, il verde la speranza, il viola la penitenza e l’attesa, mentre il nero è usato per il lutto. Ogni dettaglio della veste contribuisce a rendere visibile il mistero della fede e il ruolo sacro del sacerdote.

Il valore dei paramenti liturgici antichi

Il restauro di questo prezioso paramento liturgico non è solo un’operazione di recupero materiale, ma un atto di salvaguardia della memoria e della tradizione.

I paramenti liturgici antichi, come la pianeta settecentesca di Curnasco, rappresentano un patrimonio culturale e religioso di inestimabile valore. Essi testimoniano la devozione delle comunità locali e l’evoluzione dell’arte sacra nel corso dei secoli. Il restauro di questi manufatti non solo preserva la loro integrità materiale, ma consente anche di riscoprire tecniche artigianali tradizionali e di mantenere viva la memoria storica. Inoltre, tali interventi promuovono la valorizzazione del patrimonio ecclesiastico, rendendolo fruibile alle future generazioni e contribuendo alla diffusione della conoscenza delle tradizioni religiose e artistiche locali.

Va quindi detto che il restauro della pianeta di Curnasco rappresenta un esempio significativo di come la collaborazione tra comunità locali e laboratori specializzati possa salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale, mantenendo viva la tradizione e la storia della nostra eredità religiosa e artistica. Ogni punto, ogni filo dorato, ogni riparazione è frutto di un lavoro meditativo, in cui la preghiera si intreccia con l’arte, trasformando il restauro in un vero atto di devozione. Questo meticoloso lavoro non solo preserva un tesoro artistico, ma rinnova la tradizione monastica di cura e salvaguardia del patrimonio ecclesiastico, unendo passato e presente in un dialogo senza tempo.

Un attento lavoro di conservazione

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Crredit: Dagospia

Il restauro della Pianeta di Curnasco è stato affidato alle esperte mani delle monache benedettine del laboratorio specializzato dell’Abbazia “Mater Ecclesiæ” sull’Isola di San Giulio. L’usura del tempo aveva compromesso sia i ricami che la struttura del tessuto, rendendo necessario un intervento approfondito.  L’operazione ha incluso la ricostruzione delle parti danneggiate con un supporto indeformabile, il ripristino della fodera interna di un intenso giallo dorato e il consolidamento dei decori originali.

Le monache benedettine, custodi di una lunga tradizione di arte tessile sacra, hanno lavorato con dedizione e maestria per riportare la pianeta al suo splendore originario. Seguendo la Regola di San Benedetto, basata su “Ora et Labora”, il loro operato è caratterizzato da una profonda spiritualità unita a una straordinaria abilità artigianale. Il ricamo, realizzato con tecniche antiche come il punto raso e il punto steso, è stato eseguito con estrema precisione, rispettando l’integrità storica dell’opera.

Nell’abbazia “Mater Ecclesiae” sull’isola di San Giulio, scoglio selvaggio e affascinante sul lago d’Orta, provincia di Novara, le mani sapienti di dieci monache sono all’opera ogni giorno nel Laboratorio di restauro di tessili antichi che dal 1984 a oggi ha ospitato più di 1.500 lavorazioni svolte su oggetti di pregio: manufatti ecclesiastici, abiti sacri e profani, bandiere, tende di castelli storici, ecc. Il restauro è arte che richiede manualità e insieme competenze per la tintura dei tessuti, conoscenza della chimica, capacità di fare rilievi grafici e mappature, di datare manufatti, di eseguire foto professionali.

Dove si trova Curnasco e come raggiungerlo

Curnasco – Chiesa di Santi Nazario e Celso – Credit: Nessi 2018

Curnasco è una frazione del comune di Treviolo, situata nella provincia di Bergamo, in Lombardia. Questo piccolo centro abitato si trova a pochi chilometri a ovest di Bergamo ed è facilmente accessibile sia in auto che con i mezzi pubblici. Per chi arriva da Bergamo, è possibile raggiungere Curnasco percorrendo la Strada Statale 525 in direzione di Dalmine. In alternativa, diverse linee di autobus collegano Treviolo e Curnasco alla città e ai principali snodi di trasporto della provincia.

La posizione strategica di Curnasco, a breve distanza dall’aeroporto di Orio al Serio e dalle principali autostrade, lo rende un luogo facilmente visitabile per chi desidera scoprire il suo patrimonio storico e religioso, come la Chiesa dei Santi Nazario e Celso, custode della preziosa pianeta restaurata.

La Chiesa dei Santi Nazario e Celso: un gioiello di arte sacra

Nella frazione di Curnasco si trova la chiesa dei Santi Nazario e Celso, un edificio di origine trecentesca, ricostruito nel XVI secolo e ristrutturato in modo sostanziale nei secoli successivi. Della struttura originale rimangono numerosi affreschi e stucchi, che si affiancano a statue e tele di epoche successive, creando un ambiente di grande fascino storico e artistico.

Tra le opere di maggior pregio conservate all’interno della chiesa, oltre alla preziosa pianeta restaurata, spicca il dipinto Esaltazione della Vera Croce e i Santi Pietro Martire, Francesco, Chiara e Caterina, realizzato da Sebastiano Cima e custodito nella sagrestia. Un capolavoro pittorico che è un’ulteriore testimonianza del ricco patrimonio artistico e spirituale che caratterizza la chiesa e l’intera comunità di Curnasco.

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