Manoscritto abbozzo elisir d'amore ritrovato all'asta

Un tesoro dimenticato: un abbozzo di manoscritto di Donizetti all’asta a Firenze

Manoscritto inedito Donizetti. Ci sono storie che sembrano uscite da un romanzo d’avventura: un frammento musicale di Donizetti riemerge dal passato. Documenti preziosi, dimenticati, passati di mano in mano, nascosti tra le pagine del tempo, fino al giorno in cui qualcuno li ritrova e li riporta alla luce. A Firenze, si è scritto un nuovo capitolo di una di queste storie: un manoscritto musicale di Gaetano Donizetti, contenente un abbozzo dell’opera L’elisir d’amore, è stato battuto all’asta dalla casa Gonnelli.

La base di partenza per il lotto era fissata a 1.200 euro, ma il vero valore del documento va ben oltre la cifra economica e se lo è aggiudicato un anonimo acquirente per oltre 6000 euro. Si tratta di otto pagine vergate con inchiostro bruno, risalenti all’inizio del 1832. Parti del testo e delle indicazioni orchestrali sono state scritte da un’altra mano, ma le correzioni, le cancellature e soprattutto il cuore musicale sono autenticamente autografi del maestro bergamasco.

Gaetano Donizetti: il genio di Bergamo che ha conquistato il mondo

Per capire l’importanza di questo ritrovamento, bisogna tornare indietro di quasi due secoli, nella Bergamo ottocentesca. Qui, in una casa modesta di Borgo Canale, nasce nel 1797 Gaetano Donizetti, uno dei più grandi compositori d’opera dell’Ottocento.

Allievo di Simone Mayr, Donizetti sviluppa presto uno stile inconfondibile, fatto di melodie avvolgenti e intensità drammatica. Il suo catalogo conta oltre 70 opere liriche, tra cui capolavori immortali come Lucia di Lammermoor, Don Pasquale e, naturalmente, L’elisir d’amore.

L’elisir d’amore: un’opera nata in fretta, destinata all’eternità

Il 1832 è un anno cruciale per Donizetti. Alla vigilia della prima rappresentazione de L’elisir d’amore, il compositore ha poco più di due settimane (così si disse, ma per qualcuno furono 2 mesi) per scrivere l’opera. Un’impresa titanica, ma Donizetti non è tipo da farsi spaventare dal tempo che stringe. La sua penna corre veloce, creando una partitura che diventerà una delle opere più amate del repertorio lirico.

La storia, ispirata a un’opera francese di Eugène Scribe, racconta le vicende di Nemorino, un giovane contadino innamorato di Adina, che acquista da un ciarlatano un presunto “elisir d’amore” convinto che gli garantirà l’affetto della ragazza. Tra inganni, gelosie e colpi di scena, la vicenda si conclude con un lieto fine che incanta il pubblico ancora oggi.

L’opera debutta il 12 maggio 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano, riscuotendo un successo immediato. Ed è proprio a questo periodo che risale il manoscritto finito all’asta oggi a Firenze. Un frammento del processo creativo, un’istantanea della febbrile attività di Donizetti mentre componeva uno dei suoi capolavori.

Il valore dell’abbozzo musicale autografo

L’abbozzo musicale autografo dall’opera L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti finito all’asta risale all’inizio del 1832. Si tratta di un manoscritto musicale autografo scritto a inchiostro bruno: una partitura, quattro carte (otto pagine scritte su carte con 16 pentagrammi). L’indicazione degli strumenti e alcune sezioni del testo poetico sono scritte da un’altra mano; altre sezioni del testo poetico e il testo musicale sono tutte autografe di Donizetti.

La partitura non è firmata né datata. I testi poetici e musicali presentano correzioni e cancellature (alcune anche a matita grigia e rossa). Alcune battute musicali sono state grattate e cancellate. Sulla prima pagina c’è il timbro a secco dell’antico proprietario, Enrico Calzolari (1823-1888), tenore e interprete anche di opere di Donizetti. In particolare le carte riportano 70 battute di musica – con indicazione moderato – relative al duetto tra Belcore e Remorino alla fine della terza scena nel secondo atto dell’opera. Sono presenti varianti rispetto alla versione definitiva.

Le opere perdute e ritrovate di Donizetti

Non è la prima volta che un manoscritto di Donizetti torna alla luce dopo essere stato considerato disperso. Negli ultimi decenni, studiosi e collezionisti hanno riportato alla ribalta diversi documenti inediti del compositore bergamasco, svelando aspetti inaspettati della sua produzione musicale.

Questi ritrovamenti confermano quanto ancora ci sia da scoprire sulla produzione del maestro bergamasco. Ogni documento che riemerge dalle nebbie del tempo ci offre una nuova prospettiva sul suo genio creativo, sui processi di composizione e sulle versioni alternative delle sue opere più celebri.

L’asta a Firenze: un’occasione per collezionisti e studiosi

Il manoscritto di Donizetti è stato messo all’incanto nella prima sessione dell’asta Gonnelli, alle ore 14.00, presso la sede di via Fra’ Giovanni Angelico 49 a Firenze. L’evento include ben 657 lotti tra libri, autografi e manoscritti, divisi in cinque sessioni. Tra questi, il lotto numero 18 è quello che ha attirato l’attenzione di collezionisti, appassionati e studiosi di Donizetti.

Chi si aggiudicato il manoscritto è entrato in possesso di un pezzo di storia della musica, un documento che potrebbe contenere indizi preziosi sull’evoluzione di L’elisir d’amore. Potrebbe essere un dettaglio trascurato, una battuta inedita, una correzione che ci racconta cosa passava per la mente del compositore mentre dava forma alla sua opera immortale.

E chissà… forse in futuro altre pagine dimenticate riemergeranno, aggiungendo nuovi tasselli alla straordinaria eredità musicale di Gaetano Donizetti.

 

Curiosità che non finiscono mai

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

La storia di Gaetano Donizetti è costellata di curiosità e il suo legame con Bergamo rendono questo personaggio ancora più interessante. Se volete saperne di più, leggete:

 

 

 

 


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