Provincia di Bergamo | Villa La Patirana di Zandobbio: la villa di campagna che racconta una storia bergamasca

Ci sono luoghi che sembrano usciti da un romanzo storico. Silenziosi, eleganti, a tratti misteriosi. Villa La Patirana, a Zandobbio, è uno di quei luoghi dove il tempo non corre: cammina piano, in punta di piedi. L’ho visitata in occasione delle aperture per le Giornate di Primavera del FAI e ne sono uscita con la sensazione di aver sfiorato la storia, quella vera. Una villa nobiliare di campagna, un parco rigoglioso, interni affrescati e il fascino discreto di chi ha molto da raccontare, senza bisogno di alzare la voce.

Una dimora storica immersa nel verde di Zandobbio

Zandobbio Villa La Patirana cancellata ingressoIncastonata nel cuore della Val Cavallina, Villa La Patirana si trova nel centro di Zandobbio, un piccolo comune in provincia di Bergamo, noto per le sue cave di pietra bianca (marmo di Zandobbio) e per l’atmosfera autenticamente bergamasca. La villa è uno degli edifici più antichi e prestigiosi della zona: le sue origini risalgono al XVI secolo, quando fu edificata come dimora padronale di campagna.

Nel corso dei secoli, la residenza è stata oggetto di numerosi interventi di restauro, che ne hanno esaltato l’eleganza e il valore architettonico. L’ultimo, datato 1838, ha dato alla villa l’attuale aspetto neoclassico: linee sobrie, simmetrie armoniche e una cura maniacale per i dettagli. Nonostante le trasformazioni, la villa ha saputo conservare il proprio spirito originario: un equilibrio perfetto tra storia, natura e accoglienza.

Un parco secolare che incanta

Zandobbio Villa La Patirana giardino all'inglese

A rendere la visita ancora più suggestiva è stato senza dubbio il parco che circonda la villa: un ampio giardino ricco di alberi secolari, aiuole curate e scorci di rara bellezza. È un autentico polmone verde che avvolge la residenza e la isola dai rumori del presente. Passeggiando tra pini marittimi, alberi da frutto e siepi potate con cura, ci si immerge in un’atmosfera bucolica, quasi sospesa. Un invito alla lentezza, alla contemplazione.

Il parco non è solo cornice, ma parte integrante dell’esperienza: è qui che si intuisce il vero senso della villa, nata come rifugio dalla frenesia cittadina, come luogo di bellezza e di contemplazione, un angolo di quiete dove la natura e l’arte convivono armoniosamente.

Durante la visita non era permesso fotografare e le foto che trovate in questo articolo sono tratte dal sito della Villa, oggi guesthouse di charme, e dai siti di prenotazione dove si trovano le testimonianze fotografiche degli ospiti che hanno soggiornato a Villa La Patirana. Ho scelto quelle che mi hanno emozionato di più, coi particolari che durante la visita avevano catturato la mia attenzione.

Un tuffo nella storia bergamasca

Zandobbio Villa La Patirana porticato del piano terra

Percorrendo la breve distanza che parte dalla piazza del Comune e si immerge in un parco pubblico che conduce al confine della residenza storica, si ha l’impressione di entrare in una dimensione parallela. Un muro in pietra cela la villa agli occhi dei passanti, e solo superato il cancello d’ingresso ci si trova immersi in un mondo d’altri tempi. Gli ambienti interni parlano il linguaggio della memoria: salotti affrescati, cantine in pietra, soffitti lignei e ritratti di famiglia accompagnano il visitatore in un viaggio affascinante tra epoche e generazioni.

Il nome “La Patirana” rende omaggio a Carolina Patirani, bisnonna degli attuali proprietari, nata a Bergamo nel 1876. Ma la storia della villa affonda radici ben più profonde: la sua forma attuale è frutto di un importante restauro commissionato da Silvestro Patirani negli anni Trenta dell’Ottocento. L’intervento trasformò un edificio barocco – con elementi dorati e decorazioni fastose – in una sobria residenza neoclassica, in linea con il gusto del tempo.

Villa La Patirana: eleganza neoclassica nel cuore della Val Cavallina

Zandobbio Villa La Patirana meridiana

La prima cosa che colpisce, arrivando a Villa La Patirana, è la sua imponente facciata neoclassica. Non è sfarzosa, né pretenziosa. È austera e composta, come si addice a una vera villa di campagna lombarda. Le linee essenziali e simmetriche raccontano un’epoca in cui il bello era sinonimo di equilibrio.

La villa si sviluppa secondo una pianta a U, con il corpo principale affacciato sul cortile interno. L’effetto complessivo è quello di una residenza aristocratica, pensata per impressionare, ma anche per accogliere.

Il porticato a colonne: architettura che respira

Zandobbio Villa La Patirana porticato colonne e finestre

Uno degli elementi architettonici più affascinanti della villa è senza dubbio il porticato a colonne, che sorregge sei archi a sesto acuto. Questo loggiato non è solo un vezzo estetico: serve a dare luce e aria agli ambienti interni, creando un legame diretto tra la casa e il parco.

Al primo e secondo piano si aprono finestre incorniciate con la stessa pietra delle colonne, in perfetta armonia stilistica. Si racconta che, in origine, il primo piano ospitasse una galleria aperta con dodici archi, in linea con le mode dell’epoca. Oggi quella galleria è chiusa, ma resta visibile nei dettagli costruttivi e nell’eleganza dell’insieme.

 

Una vocazione storica per l’accoglienza

Zandobbio Villa La Patirana vestibolo

Oggi Villa La Patirana è una Guesthouse con poche camere, eleganti e silenziose, pensata per chi cerca un soggiorno fuori dal tempo. Ma l’ospitalità qui non è una novità. Già a metà Ottocento, i proprietari di allora accoglievano i viaggiatori diretti alle Terme di Trescore, offrendo riposo e bellezza in una cornice esclusiva.

Da residenza privata a Bed & Breakfast di charme

Zandobbio Villa La Patirana sala colazione ospiti guesthouse

Al piano terra, accanto alla corte, si trova l’ingresso della sala colazione, dominata da un grande camino in pietra che rende l’atmosfera ancora più accogliente. Accanto, i salottini privati della famiglia Patirani, che ancora oggi abita parte della villa, custodiscono mobili antichi e dettagli d’epoca che raccontano la continuità affettiva con questa dimora.

 

Gli interni: tra affreschi, soffitti decorati e arte nascosta

Le sale private della villa sono un vero scrigno d’arte. Soffitti decorati, affreschi ottocenteschi, quadri di famiglia e arredi originali raccontano la storia di una famiglia che ha saputo custodire la memoria con amore. Una quadreria storica raccoglie i ritratti degli antenati più illustri, mentre alcuni oggetti curiosi colpiscono l’occhio attento.

 

I tondi di Pizzigoni: arte nascosta nel cuore della villa

Tra le sorprese più inaspettate ci sono i tre tondi in gesso realizzati da Pino Pizzigoni, celebre architetto bergamasco, noto soprattutto per la chiesa di Longuelo. I tondi erano state le proposte del grande architetto per il Monumento ai Fratelli Calvi di Piazza Matteotti: uno raffigurava uno scudo, l’altro una palma, il terzo un sacrario. Quando furono scartati, l’artista decise di conservarli a Villa La Patirana, nell’androne che porta al piano nobile. Una scelta che dimostra il profondo legame tra la villa e la scena culturale bergamasca.

Se volete saperne di più su questo architetto, leggete:

Le cantine: tradizione, memoria e profumi antichi

Zandobbio Villa La Patirana cantine e botti antiche
Credit: FAI

Sotto la villa si nasconde un altro tesoro: le antiche cantine, con pareti in pietra, botti in legno e scaffali colmi di bottiglie. È qui che si percepisce tutta la storia contadina della villa. Un tempo, infatti, i proprietari intrattenevano relazioni strette con i coltivatori dei fondi agricoli circostanti, e la cantina era il luogo dove avvenivano scambi, patti e degustazioni.

Curioso il grande tavolo rotondo ricavato dal coperchio di un tino, che sembra invitare ancora oggi a un brindisi tra amici. Le cantine non sono solo ambienti funzionali, ma veri e propri testimoni di una cultura del vino e dell’accoglienza radicata da secoli.

 

Soggiornare a Villa La Patirana: un’esperienza unica tra eleganza e natura

Villa La Patirana non è aperta alle visite turistiche, ma chi desidera vivere un’esperienza autentica e fuori dal tempo può prenotare un soggiorno in questa raffinata guesthouse di charme. È il modo più vero e personale per scoprire la storia che si cela dietro le sue mura, assaporare la quiete del grande parco secolare e lasciarsi coccolare da un’ospitalità d’altri tempi.

Situata a pochi minuti dal Lago d’Endine e dal più noto Lago d’Iseo, Villa La Patirana è il punto di partenza ideale per esplorare i paesaggi, i borghi e le tradizioni della Val Cavallina. Un angolo nascosto della provincia di Bergamo che sa sorprendere chi cerca silenzio, bellezza e autenticità.

Una villa storica di campagna che racconta la storia di una famiglia, ma anche quella di un territorio. E che oggi, con garbo e riservatezza, invita i viaggiatori curiosi a farne parte, anche solo per qualche notte.

 

La Val Cavallina: una valle tutta da scoprire

Soggiornare a Villa La Patirana significa anche ritrovarsisignifica anche ritrovarsi nel cuore della Val Cavallinaangolo .NegliWWF della, una delle valli più affascinanti e meno conosciute della provincia di Bergamo. Una valle ricca di natura, storia e piccoli borghi che sanno sorprendere ad ogni angolo. Negli anni ho avuto il piacere di esplorarla a fondo, visitando luoghi unici come l’ Oasi WWF della Valpredina , paradiso per gli amanti del birdwatching e delle passeggiate nella natura; l’imponente Abbazia di San Paolo d’Argon , autentico gioiello barocco; e il suggestivo Parco del Gigante , con i suoi sentieri immersi nel verde.

Ma queste sono solo alcune delle meraviglie che la Val Cavallina ha da offrire. Se vuoi scoprire tutto quello che puoi fare in questa valle incastonata tra il Lago d’Endine e le prime👉Unitinerariopensatopere le prime alture prealpine, ti consiglio di leggere l’articolo dedicato:
 15 cose da fare in Val Cavallina almeno una volta nella vita .
Un itinerario pensato per chi ama viaggiare con occhi curiosi e cuore aperto.

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

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