Il Moscato (di Scanzo) in un biscotto. Ecco come nasce un biscotto della tradizione scanzese

Tutto, prima di diventare cibo della tradizione ed entrare nella storia ha avuto un inizio. Ne abbiamo la prova con i casoncelli di cui conosciamo la data in cui furono prodotti e serviti in pubblico per la prima volta. E’ per questo, che quando ho scoperto che quest’anno (2019) avrebbero indetto il concorso Il Moscato in un Biscotto per realizzare quello che diventerà uno dei biscotti della tradizione nato durante la Festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi non me lo sono fatta ripetere due volte e ho deciso di andare alla presentazione del biscotto vincitore per scoprire com’è e come si realizza.

Perché, se per i casoncelli la data in cui furono serviti per la prima volta si perde quasi nella notte dei tempi (ormai hanno oltre 630 anni), per il Biscotto Fiore del Moscato di Scanzo (così l’ha battezzato il suo creatore, il pasticcere Christian Pane della Forneria Cortinovis di Negrone, frazione di Scanzorosciate), be’, parliamo di solo qualche giorno ma sono certa che tra 200 anni qualcuno dei miei bisnipoti racconterà ai suoi nipotini:

La mia bisnonna c’era quando li presentarono per la prima volta e mi ha raccontato che non riusciva a smettere di mangiarne per due motivi: era golosa di dolci (e questo è buonissimo) e amava il Moscato di Scanzo. Lo sapete che a Natale non voleva in regalo profumi e maglioni, ma una bottiglia del miglior Moscato di Scanzo? E che questa bottiglia la apriva solo nelle occasioni importanti? Diceva che siccome era un’eccellenza del territorio bergamasco bisognava esserne fieri

Esagero? Be’, un po’ si, visto che le occasioni per assaggiare e bere il Moscato di Scanzo io le trovo sempre.  Io amo il Moscato di Scanzo: è uno dei miei vini passiti preferiti. Anzi, ad essere sincera, il mio vino passito a bacca rossa preferito (che poi è anche l’unico in Italia). Amo gustarmelo dopo un buon pranzo o una buona cena, con un pezzetto di cioccolato fondente o con un biscottino di quelli buoni di pasticceria. Senza esagerare, ovviamente, perché è un vino corposo e forte (14 gradi circa), ma bevuto nella giusta quantità e nel giusto modo è un piacere.

Concorso il Moscato in un biscotto

In occasione della 14esima edizione della Festa del Moscato, l’associazione Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi e il comitato turistico Terre del Vescovado in collaborazione con Francesco Gotti (responsabile Nazionale Italiana Cuochi – NIC) e Giovanni Pina (maestro pasticciere e membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che il Moscato di Scanzo ce l’ha nel DNA visto che suo padre per molti anni è stato tra i produttori più importanti della zona) hanno indetto il  concorso “Moscato in un biscotto”, riservato agli operatori del settore gastronomico della Provincia di Bergamo, per ideare il Biscotto al Moscato di Scanzo.

Si sono presentati in 12 e alla festa del Moscato di Scanzo si è tenuta la finale del concorso tra i 4 biscotti selezionati. La giuria tecnica composta da figure istituzionali e professionisti del settore gastronomico tra cui i già citati Pina e Gotti e Antonino Dell’Oro (Pasticciere Nazionale Italiana Cuochi – NIC), giornalisti enogastronomici del calibro di Elio Ghisalberti, affiancata dalla giuria popolare – composta dai primi trenta spettatori intervenuti alla finale – dopo averli assaggiati tutti hanno decretato il biscotto vincitore.

Io alla finale non c’ero e la prima cosa che ho chiesto è stata se giuria tecnica e giuria popolare avessero decretato lo stesso vincitore e la risposta è stata sì. Significa che piace davvero a tutti: esperti e appassionati di dolci.

Eccomi in prima fila durante la dimostrazione organizzata in occasione della Festa del Moscato di Scanzo.  Mi vedete davanti alla teglia appena sfornata del biscotto vincitore?

Raffi Garofalo in prima fila durante la dimostrazione del Biscotto al moscato di Scanzo

Ma guardate il biscotto: non è bellissimo? Si, si, tranquilli. Non è solo bello è anche molto molto buono. E non vi dico il profumo… 🙂 Ma non solo.

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Questo biscotto non è un semplice biscotto. E’ il frutto della volontà e della passione che l’Associazione Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori Scanzesi e il Comitato turistico Terre del Vescovado mettono in ogni iniziativa che aiuti a valorizzare e a far conoscere a sempre più persone le eccellenze del territorio, dal vino all’olio, alla frutta e… al paesaggio.

Come si prepara il biscotto vincitore, Fiore del Moscato

Non sono una grande pasticcera, ma in quanto esperta degustatrice di dolci (alias “supergolosa”) mi piace sapere cosa sto mangiando e come si prepara, mi piace conoscere gli ingredienti e vedere come vengono assemblati, con la cura e la professionalità dei maestri pasticceri. Perché la pasticceria è un’arte: anche quando si parla di biscotti, gli ingredienti non vengono mai messi a caso, ma rispondono a precise regole e caratteristiche.

Ecco gli ingredienti per il biscotto Fiore del Moscato di Scanzo

  • Burro anidro (ossia al 99% di grasso)
  • Zucchero semolato
  • Zucchero a velo
  • 1 baccello di vaniglia da cui estrarre i semi
  • Farina di mandorle
  • Cacao
  • Farina 00
  • Lievito chimico Pan degli Angeli
  • Tuorlo d’uovo
  • Moscato di Scanzo

Lo so, lo so, mancano le quantità esatte, ma questo è il segreto del pasticciere.

3. Ingredienti del biscotto Fiore del Moscato di Scanzo.JPG

Preparazione

Prendete mezza scodella di burro e unitela a una scodellina di zucchero semolato e una scodellina di zucchero a velo. Metteteli in una impastatrice e fateli amalgamare.

Unite al composto 2 scodelline di farina di mandorle con una spruzzata di cacao. Fate girare e aggiungete i semi di vaniglia.

Aggiungere 2 scodelline di farina 00 e il lievito. Fate girare e aggiungete un tuorlo d’uovo e il Moscato di Scanzo (10% del peso totale degli ingredienti).

Togliete il composto ottenuto dall’impastatrice, lavoratelo per verificare che sia morbido e privo di grumi. E mettetelo a riposare per 12 ore in frigorifero dopo averlo avvolto nella pellicola.

Toglietelo dal frigorifero, con un mattarello stendetelo. Dovete ottenere un foglio di pasta alto mezzo centimetro. Poi con lo stampino realizzate i vostri biscotti.

Adagiateli sulla teglia rivestita di carta forno, spennellateli con Moscato di Scanzo e infornateli a 175 gradi per 15 minuti.

Vi piacerà questo biscotto?

Volete sapere com’è questo biscotto? E’ un piacere per gli occhi e per il palato. Ha una buona struttura, è piacevole al palato e non stanca. E soprattutto si sposa perfettamente con un bicchiere di Moscato di Scanzo.

Se volete assaggiarlo non dovete fare altro che andare nella Forneria Cortinovis di Negrone e acquistarli. E se riuscite a farvi dire le quantità, ricordatevi di me. 😉

Note

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il Comune di Scanzorosciate e Terre del Vescovado. Iniziativa realizzata nell’ambito del bando regionale Viaggio #InLombardia.

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15 commenti

  1. Si sente il profumo fino a qui! Davvero una chicca questi biscottini. Belli da vedere, e originali nel sapore a quanto ho capito. Davvero geniale l’idea di aggiungere all’impasto un vino liquoroso. Proverei anche a farli, perché sembra semplice il procedimento, ma con cosa potrei sostituire il vino originale? Qui non lo trovo mica 😅

  2. Invece secondo me non esageri e io i tuoi bisnipoti ce li vedo benissimo a raccontare di questa partecipazione con gli occhi e il cuore pieni di orgoglio! Io il Moscato devo dire che non lo bevo spesso, una gradazione un po’ forte per me che non essendoci proprio abituata me lo fa “sentire” al primo sorso. Pero’ l’idea dei biscotti e’ stupenda, uno perche’ amo i biscotti e due perche’ davvero e’ una ricetta nata dai prodotti locali che sono certa diventera’ conosciutissima nel giro di poco tempo!

  3. Non sono amante di vino (e dire che mio nonno lo faceva anche) ma se c’è da assaggiare sono sempre pronta e le cose al vino le provo volentieri!! Questi biscotti sembrano così buoni che sembra quasi di sentirne l’odore 😍

  4. Bellissimo il racconto nei panni della bisnonna 🙂 Sono sicura che tra 200 anni verranno raccontate storie simili. Poi credo sia fortissimo presenziare alla creazione di una “tradizione”, perché son sicura lo diventerà!

  5. Con quella tipologia di burro, dev’essere proprio una delizia. La prossima volta che passo da Bergamo (e provincia) lo cerco e lo assaggio.

  6. Non conoscevo il moscato di Scanzo prima di leggere questo articolo e, per quanto mi incuriosiscano i biscotti, mi incuriosisce di più assaggiare questo vino: amo i passiti!

  7. Non ho mai assaggiato un biscotto al moscato, solitamente preferisco i dolci senza alcool mentre il mio compagno metterebbe amaretto ovunque per dire…. però questo lo assaggerei, dall’aspetto sembra davvero delizioso 🙂

  8. Sono una super golosa e adoro provare gusti diversi. Il biscotto al moscato mi manca, ne vorrei assaggiare uno!

  9. Conosco il moscato di Scanzorosciate ma non immaginavo che ci fosse addirittura un biscotto preparato con esso !immagino già il suo sapore fruttato e delicato, devo proprio essere una bontà

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