A Bergamo il Festival delle Lettere: per riscoprire il fascino della lettera scritta a mano.

Forse non tutti sanno che da 15  anni esiste un Festival delle Lettere che celebra il fascino della lettera scritta rigorosamente a mano e, anno dopo anno, sta riscuotendo sempre più successo. Si è appena conclusa l’edizione 2019 dal titolo Lettera alla mia città e siccome quest’edizione si è svolta proprio a Bergamo e questo blog è una lunga lettera d’amore a Bergamo e alla sua provincia, be’, non potevo non parlarne. Soprattutto perché una delle lettere che è diventata protagonista di questa edizione, mi ha commosso e mi ha fatto riflettere sul senso della vita e della dedizione per la propria gente e il proprio Paese: la lettera dell’ex sindaco di Bergamo Giorgio Zaccarelli, scritta nel 1981.

Il Festival delle Lettere 

Il Festival delle Lettere nasce a fine del 2004 dall’idea di un gruppo di amici che, colpiti dall’uso frenetico dei nuovi mezzi di comunicazione da parte dei giovani, si sono chiesti se la “vecchia” lettera scritta a mano sarebbe mai sopravvissuta a questa tempesta generazionale.

La prima edizione del festival ha quindi luogo nel 2005 a Milano e nel 2019 arriva a Bergamo. Quindici edizioni, oltre ventiquattromila lettere scritte rigorosamente a mano e una missione: riempire ogni forma di distanza, fisica, culturale o sociale attraverso una lettera.

Sono pochi i concorsi a cui può partecipare un bambino di 5 anni come un anziano di 95. Il Festival delle lettere – la prima e più grande manifestazione italiana dedicata alla scrittura in carta, penna e francobollo – è uno di questi o forse l’unico.

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Scrivere lettere a mano: un’arte da riscoprire

Inutile che ci giriamo intorno: scrivere lettere a mano (e riceverle) non è cosa di tutti i giorni. La si potrebbe definire un’arte. Un’arte tutta da (ri)scoprire. Lo facciamo sempre meno, solo in particolari occasioni e solo rivolgendoci ad alcune selezionate persone. Non perché sia impossibile, ma perché oggi facciamo tutto con PC e smartphone. Io stessa credo che avrei delle difficoltà a prendere la penna in mano e a scrivere.

Per questo, scoprire che nell’era degli sms e delle e-mail il piacere della scrittura via posta è capace di riscuotere ancora così tanto successo, è qualcosa per cui vale davvero la pena stupirsi. La lettera ha sicuramente un fascino che va al di là delle mode e del tempo. Forse perché è padrona del tempo in un modo davvero speciale. Innanzitutto perché ha quasi la stessa età della scrittura. Poi perché è una forma di comunicazione che fa dell’attesa una sua parte integrante. In più, la lettera è un territorio universale: appartiene alle donne e agli uomini, ai giovani e agli anziani, ai colti e ai meno colti.

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Il Festival delle Lettere approda a Bergamo

Nel 2019 il Festival delle Lettere si svolge a Bergamo e ha come sottotitolo “Lettera alla mia città”. Sono oltre 600 le lettere che hanno partecipato al Concorso. Sono arrivate da tutta Italia, raccolte come ogni anno grazie al bando lanciato a dicembre.
Erano 600 messaggi alla propria comunità e ai luoghi del proprio cuore, presenti, passati o futuri, ai monumenti e alle persone, agli orizzonti e alle strade, a qualunque destinatario si potesse identificare con il complesso e affascinante ecosistema che oggi chiamiamo città.

Durante le quattro giornate del festival, Bergamo ha visto alternarsi la comicità, il teatro, la musica e l’arte, tutto con un unico tema: le lettere dedicate e indirizzate alla propria città. Città Alta ha ospitato i principali eventi in programma: il cuore antico di una città in forte crescita e culturalmente in fermento, il nido ideale per il Festival che ha voluto così celebrare la forza sempre attuale di un mezzo di comunicazione dalle origini antichissime.

Le “Lettere virtuose“ e il premio Lettera verde, nati per dar voce a chi opera quotidianamente per una gestione sostenibile della propria città, hanno aperto la giornata conclusiva, culminata nella splendida cornice del Teatro Sociale con lo spettacolo “Le migliori lettere“, dedicato alla premiazione dei vincitori di ogni categoria.

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Il fascino delle Lettere ritrovate nel cassetto dei ricordi

Avete mai scritto una lettera a mano di cui vi ricordata tutto perfettamente? Be’, io si. E oggi mi sono resa conto che sono passati oltre vent’anni da quando l’ho fatto l’ultima volta. Anzi, ventotto per la precisione e ci avviciniamo pericolosamente ai trenta. Me la ricordo benissimo e mi ricordo benissimo anche la prima che avevo scritto, a 17 anni, dopo un’intensa estate a Lovere.

Sono due lettere alle quale ho ricevuto risposta solo moltissimi anni dopo, a voce. Entrambe le persone cui le avevo spedite, mi hanno detto che era una bella lettera e che ce l’hanno ancora. Questa cosa mi riempie di orgoglio perché significa che faccio parte di qualche cassetto dei ricordi e, in una vita passata scrivendo cose belle e cose meno belle, saper di aver lasciato un pezzetto di me, scritto a mano, degno di essere conservato, mi fa piacere.

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La Lettera della Libertà ritrovata in un cassetto

Ecco, quindi, la lettera dell’ex sindaco di Bergamo, ritrovata dai figli in uno dei cassetti dei ricordi e inviata al Festival delle Lettere 2019 a distanza di 38 anni che mi ha tanto commosso. E’ una lettera che fortunatamente non fu necessario leggere quando fu scritta (capirete il perché leggendola). Vorrei solo soffermarmi sulla forza delle parole vergate da quest’uomo, che danno un senso all’impegno per la propria gente e per la propria Patria e alla voglia di vivere sempre secondo coscienza.

Cari amici e colleghi,
cari collaboratori,
scrivo queste brevi note nella eventualità di poter essere vittima di qualche azione criminosa “pseudo-politica”.
Nel caso di un mio sequestro vi esorto a non cedere ad alcuna forma di ricatto, sappiate che affronto sereno la mia sorte confortato dalla mia fede religiosa e dalla mia onesta coscienza. Se quando questo scritto vi verrà letto avessi già perso la vita, abbiate per certo che me ne sono andato in pace con tutti, anche con i miei aggressori che perdono cristianamente.
Infine, se la mia memoria dovesse ispirarvi qualche sentimento di affetto, vorrei che ciò vi stimolasse ad operare attivamente nelle istituzioni democratiche della nostra Patria continuando in particolare una buona amministrazione per il benessere della mia e vostra Bergamo e dei suoi cittadini, soprattutto per i più umili e sfortunati.

A tutti il mio augurio di pace e di bene.
Giorgio Zaccarelli

(Vincitore della categoria Lettera dal cassetto e del Premio speciale alla libertà in memoria di Ettore Carminati)

Inutile dire che questa è una delle lettere vincitrici.  Per saperne di più ecco la pagina con tutte le lettere che hanno vinto l’edizione del 2019.

Prendi carta e penna e scrivi…

Forza, prendete carta e penna e cominciate ad esercitarvi. Scrivere a mano è importante, soprattutto se quello che volete dire viene dal cuore. I motivi per cui scrivere una lettera sono moltissimi, ma io ne ho trovati 10 che mi piace riportare qui, su questo blog.

  1. Le lettere scritte a mano sono per sempre.
  2. Le lettere sono più belle delle email.
  3. Perché c’è un lavoro di ricerca per rendere una lettera perfetta: dalla busta, alla carta e alla penna con cui scriverla. E tutto questo parla di chi ha scritto la lettera.
  4. Perchè esistono poche cose più affascinanti di un sigillo
  5. Perchè ricorderai per sempre la lettera che hai scritto
  6. Perchè ricevere una lettera provoca sempre un’emozione
  7. Perchè nessuno dimentica una lettera ricevuta, che sia d’addio o d’amore, anche se non corrisposto.
  8. Perché tramite una lettera avviene un contatto fisico speciale. Sia il destinatario che chi l’ha scritta hanno tenuto in mano lo stesso foglio di carta.
  9. Perché esiste il tempo dell’attesa che ti fa vivere in sospensione, con una luce sempre accesa, fino a che non si riceve la risposta
  10. Perché fra anni, potrai riprendere tutte le lettere ricevute e rileggerle con calma

Note

Il Festival delle Lettere 2019  è organizzato dall’Associazione 365GRADI, con il patrocinio del Comune di Bergamo e di alcuni partner tra cui l’Associazione dei Comuni Virtuosi e l’Università degli studi di Bergamo. Le foto sono state recuperate in rete e ricevute dall’ufficio stampa dell’organizzazione del Festival. 

Il titolo del Festival delle Lettere 2020? Lettera alla scuola. 

32 commenti

  1. Io scrivo sempre lettere a mano. Quando chiedo i francobolli in tabaccheria mi guardano stupiti. Mando auguri di Natale, di Pasqua, di nascita.. rigorosamente scritti a mano. Anche per il blog, scrivo prima a mano su un quadernone, poi passo tutto sulla tastiera. Solo scrivendo a mano riesco a dare vita ai miei pensieri

  2. Io ho un’amica di penna che ho conosciuto dopo tanti anni di lettere scritte a mano: ora è una delle mie più care amiche, nonostante tanti chilometri ci separino. Difficilmente ci scriviamo tramite whatsapp: una cartolina o un biglietto via posta ci ricordano gli inizi della nostra amicizia.

  3. Infatti. È una pratica che non esiste più. Con la messa in vendita dei primi pc, è iniziata la fine della lettera, di qualsiasi genere e degli auguri scritti. Un vero peccato. Anche le cartoline, hanno avuto lo stesso destino. Grazie

  4. Ma che iniziativa fantastica, Bergamo mi sorprende sempre di più! Adoro scrivere a mano, ho una collesione di penne infinita e ne acquisto sempre di nuove! Non credo riuscirò a partecipare quest’anno, ma per il prossimo magari mi organizzo…

  5. Bellissima idea quella di (ri)scoprire la scrittura a mano. Non so cosa darei per ricevere nella cassetta della posta una vera lettera e non solo bollette e pubblcità. Nei dieci motivi che elenchi parli del contatto fisico ed è quella una delle cose che mi mancano delle lettere. Si percepisce, il profumo, il tremore della mano, a volte le cancellature, le parole più o meno calcate sul foglio.. tutte emozioni che si perdono con i messaggi “tecnologici” che rischiano spesso di essere totalmente fraintesi causa mancata punteggiatura e correttore infido!

  6. Credo sia un’iniziativa davvero stupenda. Io purtroppo non ho una bella calligrafia ma da sempre amo le lettere scritte a mano, quel senso di connessione tra le parole scritte dall’inchiostro e il fluire delle emozioni dal cuore alla mano. Ho sempre pensato di appartenere a un’epoca diversa in questo senso, infatti tutt’ora ci sono volte che sui tasti del pc non riesco a trasmettere ciò che voglio veramente. E allora vado prima di carta e penna e solo poi riesco a trascrivere sul blog o nelle email battendo sulla tastiera. Ho sempre pensato che fosse una cosa strana ma a dire il vero leggendoti mi si sono illuminati gli occhi ad ogni parola e allora tanto strana forse non sono! 🙂

  7. Scrivo tutt’ora le lettere a mano e le spedisco. Sono apprezzata ed è uno dei metodi più belli che utilizzo ancora oggi per scrivere soprattutto di viaggi come per le cartoline.

  8. Scrivere a mano è terapeutico, almeno per me. Dagli appunti alla lista per la spesa passando per il mio budget trimestrale, davvero, non riuscirei mai a farne a meno. Un intero festival dedicato alla scrittura di lettere a mano è un ottimo modo per ricordarci dell’importanza di questo genere di contatti, ormai sempre più rari. La lettera che hai citato, poi, è di una semplicità commuovente. Ottimo lavoro!

  9. Da piccola avevo due o tre amiche di penna con cui scambiavamo delle lettere lunghissime, non vedevo l’ora di ricevere le loro lettere e di divorarle. E’ un peccato che si sia persa questa tradizione, io nel mio piccolo cerco di conservarla scrivendo almeno i biglietti di auguri a mano, spesso li fabbrico addirittura personalmente…. è il minimo che possa fare per delle persone care.

  10. Cara Raffaela ti ringrazio per questo post che mi ha permesso di scoprire questo interessante festival di cui non avevo mai sentito parlare. Amo ricevere lettere così come mi piace molto anche scriverne. Con l’arrivo della tecnologia indubbiamente si sta perdendo questa bella usanza del carteggio, ma già il fatto che ci sia un festival per celebrarlo e promuoverlo rappresenta una gran bella iniziativa 🙂

  11. Che bello!!! Ho sempre amato scrivere a mano. Mio nonno era un amante della bella calligrafia e quando ero piccola mi teneva ore ad esercitarmi sulle lettere in corsivo. E mi divertivo. Adesso non so quasi più scrivere a mano ed è un vero peccato!

  12. Pur senza “demonizzare” i nuovi mezzi di comunicazione, scrivere una lettera a mano ha un qualcosa di romantico che le email non hanno. Per non parlare poi di quando si sceglieva addirittura la carta da lettere: pura poesia!

  13. Il fascino della lettera scritta a mano è intramontabile, ne parlavo proprio oggi con un’amica. Sto tornando alla forma scritta, con alcune persone, la carta e l’inchiostro sono molto intimi. Se fossi un tantino più vicina geograficamente mi organizzerei per venire al festival.

  14. Devo dire che questo festival sembra davvero interessante! Adoro quando trovo vecchie lettere, lettere dei miei nonni, dei miei genitori. Leggerle mi emoziona sempre ed è bellissimo toccare con mano le emozioni che avevano spinto a scriverle 🙂

  15. Bellissima iniziativa!! Adoro scrivere a mano ma lo faccio solo per me, scrivo pensieri, poesie e per il blog. Sul foglio le idee escono più fluide e senza intoppi, il foglio bianco di Word mi blocca…
    Ho persino inchiostro, penna d’oca e carta pregiata, avevo comprato un kit tempo fa ma le riservo per eventi importanti o il Natale ❤️

  16. E’un festival dediccato ad una cosa molto bella, che non si dovrebbe perdere. Mi hai fatto pensare a quando ho scritto l’ultima lettera a mano, è stata molto tempo fa alla persona di cui mi ero innamorata e che ora è mio marito. E poi tornando indietro nel tempo ricordo tutti i miei penfriend che mi hanno acceso la curiosità per il mondo così vario.

  17. Le lettere scritte a mano così come i libri cartacei vanno un valore grandissimo, per me è tempo speso con cura scrivere a mano, molto bello. Mi piacerebbe ricevere una lettera così !

  18. Non ero a conoscenza di questo festival personalmente non scrivo mai lettera a mano perché ho una scrittura davvero pessima

    1. Bisognerebbe provare. Senza fretta. Ma come atto d’amore. E vedrai che la grafia cambierà, come d’incanto e diventerà bellissima. Sempre che tu di lavoro non faccia il medico, altrimenti non c’è niente da fare 😉

  19. il profumo della carta e dell’inchiostro sono al di sopra di ogni altra forma di scrittura. Bella questa iniziativa, in un’epoca in cui siamo talmente abituati a scrivere al computer da non saper più scrivere a mano, io per prima mi rendo conto di avere delle difficoltà quando lo faccio

  20. Ma che evento fantastico. Io adoro le lettere. Il regalo più bello che potessero farmi quando ero bambina erano i set di carta da lettera e avevo una infinità di amici di penna che poi ho conosciuto in età adulta!

  21. Io adoro le lettere scritte a mano e trovo sempre occasioni per scriverle. I miei bimbi fanno lo stesso anche se sono nati e cresciuti nell’era digitale… e che bello conservarle!

  22. Ma è bellissima quest’iniziativa. Io ogni tanto scrivo lettere a mano ma solo a mio marito in occasioni importanti, perchè mi sembra che scrivere a mano certe emozioni riesco a trasmetterle meglio.
    Fino alle medie avevo “un’amica di penna” con cui ci scrivevamo lettere, pensa che le ho conservate tutte e mi piace molto riprenderle in mano ogni tanto.

  23. La trovo un’iniziativa bellissima che dovrebbe essere pubblicizzata di più in quest’era in cui prendere una penna in mano sembra ormai una pratica sempre più desueta. Ricordo che però al liceo scrivevo moltissime lettere, avevo anche un’amica di penna e quell e lettere avevano un sapore speciale perché erano aspettate e mai scontate e ci si scriveva fogli su fogli. Che bellezza…!

  24. Meraviglioso sapere che esiste un festival dedicato all’affascinante arte della scrittura a mano, oramai “in via di estinzione”! Lettere, devo ammetterlo, non ne scrivo da tantissimo tempo, però quando sono in vacanza non riesco a non scrivere le cartoline…una bella immagine del posto, una dedica ad hoc alla persona che si ha a cuore, e si crea un piccolo rituale che mi accompagna in ogni viaggio 🙂

  25. No, ma dai? Adoro questa cosa ed è una vita che non scrivo più una lettera. In cambio mi sono iscritta a Postcrossing così riesco a mandare cartoline in giro per il mondo e mi diverte un sacco (soprattutto poi riceverle!).

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