Giuseppe Donizetti

Personaggi | La storia di avventurosa di Giuseppe Donizetti, il fratello “turco” di Gaetano, che diventò il Pascià Bergamasco

Gaetano Donizetti lo chiamava “il mio fratello turco” e in effetti il primogenito di casa Donizetti, Giuseppe Donizetti trascorse molti anni in Persia a Costantinopoli (oggi Istanbul) dove fece fortuna come musicista tanto da diventare Pascià.

Giuseppe Donizetti nacque a Bergamo nel 1788, 9 anni prima del Gaetano “nazionale”. Di lui in patria si parlò, e si parla, poco ma dovete sapere che portò la musica e il piglio bergamasco nel mondo. Ma non solo. Militare per necessità e musicista di professione, unì queste due cose fino a diventare un’eminenza della musica occidentale sul suolo Ottomano. La sua vita fu decisamente avventurosa (anche se offuscata in patria dalla fortuna del fratello Gaetano) ed è per questo che oggi ho deciso di ripercorrerla insieme a voi.

Giuseppe Donizetti, una vita per la musica piena di avventure

Giuseppe Donizetti pascià bergamasco

Di origini umili che non dimenticarono mai, i maschi della famiglia Donizetti mostrarono da subito talento per la musica. Sia Giuseppe che i fratelli più giovani presero le prime lezioni di musica da uno zio, poi nell’aprile 1806 Giuseppe e Gaetano Donizetti chiesero entrambi di essere ammessi alle Lezioni Caritatevoli promosse da Simon Mayr. Mentre il piccolo Gaetano riuscì ad entrare nelle classi di canto e di cembalo, Giuseppe venne rifiutato per superati limiti di età.  Tuttavia Simon Mayr, colpito dal talento del primogenito dei Donizetti, gli darà generosamente delle lezioni private di musica.

Vi interesserà leggere questo articolo: Le aule delle Lezioni Caritatevoli di Musica frequentate da Gaetano Donizetti trasformate in atelier d’artista

Al seguito di Napoleone

Giuseppe Donizetti segue Napoleone che lascia l'Isola d'Elba

Mentre Gaetano entra nella scuola di Simone Mayr, Giuseppe Donizetti all’età di 20 anni, spinto dalle necessità economiche, si arruola nell’esercito napoleonico come “musicista e sarto“. E’ il 1808 e il giovane ricopre il ruolo di flautista del VII reggimento dell’Esercito Napoleonico. Seguirà Napoleone anche nell’esilio all’Elba, dove incontra una ragazza (Angela Tondi) di Portoferraio e se ne innamora. I due si sposeranno nel 1815, ma proprio nel momento in cui potrebbe congedarsi dall’esercito per motivi familiari, Giuseppe è costretto a imbarcarsi perché Napoleone ha deciso di lasciare l’isola e sfuggire all’esilio.

Da quel momento vivrà dei mesi concitati lontano dalla moglie. Giunto a Parigi, vivrà tutte le avventure dei Cento Giorni (tranne Waterloo). Alla fine, cercherà di tornare sull’isola per riabbracciare la moglie, ma una volta lì scoprirà che Angela è partita: è corsa a Parigi per poterlo rivedere. Dopo un’attesa più lunga del previsto i due finalmente si ritrovano e non molto tempo dopo nasceranno Marianna e Andrea, i loro figli.

Inizia l’avventura a Costantinopoli

Giuseppe Donizetti e i musicisti che lo seguirono in Turchia

Nell’ottobre 1815 Giuseppe Donizetti entra nell’esercito del Regno di Sardegna come Capomusica di Reggimento. Nel 1821 divenne responsabile musicale e direttore della banda del Primo Reggimento della Brigata Casale. Grazie alla sua visibilità sulla scena militare internazionale, il marchese Groppallo, Ambasciatore del Regno di Sardegna a Costantinopoli lo segnala al sultano Mahmud II (1808-39). Quest’ultimo, in carica dal 1808, aveva avviato un processo di profondo rinnovamento dell’impero Ottomano favorendo l’occidentalizzazione in diversi campi, tra cui l’ambito culturale. Queste riforme compresero anche l’esercito e l’istituzione di una banda militare.

Nel 1828 Donizetti viene inviato a Costantinopoli per insegnare e diffondere la musica occidentale nell’Impero Ottomano, con un cospicuo compenso di 8000 franchi. Giuseppe accettò e giunto sul Bosforo prese servizio il 17 settembre dello stesso anno. Dall’Italia portò con sé in nave gli strumenti musicali necessario ad una banda miliare di tipo europeo. Oltre agli strumenti portò con sé alcuni musicisti italiani con esperienza nelle bande militari e talento nell’insegnamento della musica. Grazie a questo seguito, riuscì a dare un concerto al cospetto del sultano solo un mese dopo il suo arrivo a Costantinopoli.

Si stabilì quindi con la moglie a Pera, il quartiere europeo e antica colonia genovese, in un piccolo edificio nella zona di Asmalimescit, abitata da una comunità cosmopolita a maggioranza italiana.

Diventa Pascià per meriti musicali

Sultano Mahmud II e Giuseppe Donizetti
Mahmud II e Giuseppe Donizetti

Giuseppe Donizetti non pensava che quella sarebbe stata una lunga permanenza, ma alla fine rimase in Turchia per tutta la vita. A Istanbul trova un ambiente ricettivo, aperto alle diverse culture e incline alla modernizzazione. Qui, tra le varie attività, insegna musica a Palazzo ai membri della famiglia reale ottomana e alle principesse e alle donne dell’harem.

Giuseppe Donizetti compose il primo inno nazionale dell’Impero Ottomano: la marcia Mahmudiye (1829), che compose per Mahmud II e che fu suonata per undici anni, e la marcia Mecidiye, che compose per Abdul Mejid nel 1839 e fu anch’essa suonata per ventidue anni come inno nazionale dell’Impero; allestì una stagione annuale dell’opera italiana a Pera; fu organizzatore di concerti e di esibizioni musicali a corte. Ha ospitato e suonato con numerosi virtuosi che hanno visitato Istanbul in quell’epoca, come Franz Liszt, Parish Alvars e Leopold de Meyer. Lo stesso Liszt, nel 1848, compose una Grande Paraphrase de la marche de Donizetti composée pour Sa Majesté le Soultan Abdul Mejid-Khan, pubblicata poi a Berlino nel 1848

Per i suoi meriti gli viene conferito inizialmente il grado di colonnello e il titolo di Bey; successivamente fu promosso Generale Maggiore, ricevendo infine il titolo di Pascià. Rimase in Turchia fino alla morte, avvenuta nel 1856.

La morte e la sepoltura

Dopo ventott’anni trascorsi nell’Impero Ottomano, Giuseppe morì a Costantinopoli, nel 1856. Gli succedette Callisto Guatelli. È sepolto nella cripta della Cattedrale del Santo Spirito, situata nei locali del liceo francese di Notre Dame de Sion, a Pera, nell’attuale distretto di Beyoğlu. Oggi, ciò che resta dell’archivio della famiglia Donizetti, scoperto negli anni Settanta, è conservato presso la Biblioteca del Museo del Palazzo Topkapı.

 

La vita di Giuseppe Donizetti in un libro

il libro sulla storia di Giuseppe Donizetti musicista

La vita di Giuseppe Donizetti la potete leggere nel libro scritto da Emre Araci. La biografia del musicista (nella foto accanto la copertina del volume edito da Sandro Teti Editore) emigrato in Turchia racconta un pezzo importante della storia musicale bergamasca all’estero: emigrante, instancabile lavoratore, capace di creare immense fortune in terre lontane, Donizetti (Giuseppe) fu sempre legato alla terra natìa.

Emre Aracı è il più noto compositore turco contemporaneo. Artista poliedrico che coniuga l’attività di studioso con quella di direttore d’orchestra. Si è guadagnato fama internazionale riadattando le musiche del suo paese alla sensibilità europea. Ha svolto attività di docenza nelle più prestigiose università d’Europa e degli Stati Uniti. Particolarmente celebre è stato un suo concerto del 2007, durante il quale il maestro ha diretto l’esecuzione delle opere di “Donizetti pascià” al Teatro Donizetti di Bergamo.

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Se volete saperne di più sulla famiglia di Giuseppe Donizetti e sul fratello Gaetano, e contestualizzare meglio il periodo così fertile per la musica, leggete questi articoli:

Note: le immagini sono state recuperate in rete e sono parte di alcuni archivi storici.

Bibliografia:

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte in parte dal libro di Emre Aracı segnalato nel punto dedicato.

Sitografia:

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