Bergamo | Ex Centrale Daste Spalenga, quando l’archeologia industriale si trasforma in polo culturale

Bergamo ex Centrale Daste Spalenga. A pochi passi da via Borgo Palazzo, imponente e solitaria sorge l’ex Centrale Daste e Spalenga, testimonianza dell’economia manifatturiera del secolo scorso, che negli ultimi anni è stata oggetto di un importante lavoro di riqualificazione. In un contesto dove il degrado industriale può trasformarsi in un’opportunità di rinascita, la metamorfosi di questa centrale termoelettrica si presenta come un esempio tangibile di come la creatività e la visione possano trasformare il paesaggio urbano e la socialità di un quartiere. 

Oggi Daste (così è stata ribattezzata l’ex Centrale Daste e Spalenga) è un centro culturale e di socialità che diventa sintesi tra il mondo dell’inclusione sociale, della cultura e dell’imprenditorialità. È uno spazio aperto dove si creano nuove sinergie e contaminazioni. Daste è tanti luoghi in un uno: un ampio Spazio Eventi, un Bistrò, un Cinema, una Galleria e il Workplace.

Attraverso un viaggio avanti e indietro, tra passato e presente, scopriamo insieme come questa struttura, un tempo funzionale e poi silente, si sia trasformata in un vibrante polo culturale che riempie la città di nuova vita e ispirazione.

Storia della Centrale di Daste e Spalenga

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La centrale termoelettrica di via Daste e Spalenga viene aperta nel 1927, collocata in un’area urbana a forte vocazione industriale e tessile: la struttura nasce infatti con lo scopo di fornire energia alle industrie Riuniti e Filati, presso cui lavoravano oltre 600 dipendenti provenienti dalle valli bergamasche.

L’economia locale era rappresentata da moltissime filande e opifici che sfruttavano la presenza della Roggia Morlana, un canale artificiale ricavato in tempi medioevali dal fiume Serio, e, quindi, dell’energia idrica.

In zona Daste Spalenga, a supporto del cotonificio Albini, venne edificata l’omonima centrale che, inizialmente, veniva alimentata a carbone e poi con olio combustibile. Oltre a essere una preziosa risorsa energetica, la centrale fu fonte di numerosi posti di lavoro: molte furono le ragazze e donne che prestavano la loro manodopera qui, alloggiando nelle case operaie costruite nei pressi della centrale oppure percorrendo ogni giorno chilometri a piedi dalle loro case situate nelle campagne circostanti

Con il declino dell’industria in città, negli anni Sessanta la centrale cessò la produzione: smantellati i principali macchinari industriali, venne utilizzata a vario titolo, ma il cammino verso l’abbandono risultò incessante fino al degrado che avvolse la centrale negli anni Ottanta.

Da gigante addormentato a polo culturale vivissimo

Nell’affascinante panorama della rigenerazione urbana, dove il passato industriale si fonde armoniosamente con il futuro culturale, l’ex centrale elettrica Daste e Spalenga di Bergamo emerge come un esempio di trasformazione sorprendente. Ma ci sono voluti infatti quarant’anni perché la struttura uscisse dall’oblio.

Nel nuovo Millennio lo stabile è stato infatti coinvolto nelle iniziative culturali dell’adiacente quartiere di Celadina ed è diventato oggetto di diversi interventi di riqualificazione e recupero strutturale, che durano fino al 2009, restituendo infine lo spazio alla città.

Daste nel nuovo millennio

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Oggi Daste (così si chiama il nuovo polo culturale) si presenta come un centro culturale e di socialità, vettore e promotore della collaborazione tra il mondo dell’inclusione sociale, della cultura e dell’imprenditorialità. L’area si estende su oltre 3000 metri quadrati e ospita uno spazio eventi, un bistrò, un cinema e un’area uffici. A questi si aggiungono uno spazio esterno con anfiteatro, una loggia porticata e una grande piazza. Grazie ad allestimenti e arredi modulari, tutti gli spazi di Daste si prestano a ospitare iniziative, festival ed eventi così come per fiere e meeting aziendali.

Uno spazio eventi dal respiro internazionale

DASTE BERGAMO - Spazio Eventi

Da quando ha aperto, nella primavera 202, sono passate una manciata di stagioni e tanti festival, iniziative, progettualità che hanno trovato casa nei grandi spazi di Daste. Da Orlando alla Fiera dei Librai , da ArtLab al D-Festival, da La Centrale dei Dischi a Visioni, da Fiato ai Libri ai concerti segreti.

Sono stati tanti gli appuntamenti e tutti nel solco dei nuovi linguaggi. Perché Daste vuole illuminare Bergamo e diventare sempre più un faro culturale al quale rivolgere lo sguardo non soltanto dalla città e dalla sua provincia, ma anche da tutta Italia e, perché no, dall’Europa.

Un Bistrot tutto da vivere

Daste Bistrò

Il Daste Bistrot è firmato da Okam Studio, in collaborazione con Daniele Fazio. L’ambiente occupa uno spazio a doppia altezza di circa 400 metri quadri, distribuito su due livelli e connesso all’ampio spazio eventi della Centrale e all’arena esterna.

I progettisti hanno scelto di differenziarlo dallo scenario circostante, dando vita ad un luogo che pulsa di un’energia propria. Due sono le caratteristiche che descrivono subito il Bistrò: una pratica, la flessibilità, e l’altra scenografica, l’illuminazione.

Aperto da mattina a sera, con proposte che variano dal semplice spuntino alla cena-evento, lo spazio è pensato per essere versatile, con pochi elementi fissi, che enfaticamente lo identificano. I restanti arredi vengono modulati in base alle esigenze. Gli elementi fissi – sospesi nell’ambiente come astronavi, forme in acciaio che sprigionano e riflettono la luce – sono il banco bar, la bottigliera a doppia altezza, la cucina su ruote e il tavolo sociale. Attorno ad essi spuntano sedute alte e basse, dure o morbide, in legno o velluto che si possono rimescolare a piacimento, a creare infinite combinazioni.

Un luogo tutto da vivere!

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Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, blog indipendente attivo dal 2017 che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita.
Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio, nell’ottica di ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

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