La Fontana del Lantro, situata nella Città Alta di Bergamo all’inizio di via Boccola, rappresenta una testimonianza di antica bellezza. La struttura risale a cinquecento anni fa: l’ambiente è decisamente suggestivo, con la volta del soffitto che converge in un’unica colonna, fra i riverberi prodotti dall’acqua cristallina che riempie questa vasca, capace di contenerne ben 400 metri cubi!
La sua storia comincia nel X secolo, come attestato in una pergamena del 928 redatta per conto del vescovo Adalberto. Originariamente all’aperto, la fontana fu successivamente coperta nel XVI secolo durante la costruzione della cinta muraria da parte della Repubblica di Venezia, che ancora oggi circonda la parte alta della città. Questo intervento urbanistico comportò la demolizione dell’antica chiesa di San Lorenzo, la cui ricostruzione avvenne poco distante proprio sopra la Fontana del Lantro.
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Ecco quello che troverete in questo articolo
Dove si trova

La Fontana del Lantro si trova in Città Alta, all’interno del perimetro delle mura venete, precisamente in via Boccola. Inserita in un piano interrato della struttura della locale chiesa dedicata a san Lorenzo, è posta nelle immediate vicinanze della porta Garibaldi (già San Lorenzo).
La si raggiunge in circa 5 minuti a piedi scendendo lungo via San Lorenzo, partendo dalla Torre del Gombito. Oppure risalendo da Valverde.
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Com’è fatta
La struttura, ubicata nell’interrato della chiesa di San Lorenzo, è costituita da due vasche: la minore in posizione sopraelevata, e la principale con base quadrata ed una capacità di 400 metri cubi. Costruita in pietra squadrata a vista, è dotata di una colonna portante collocata al centro della vasca sulla quale poggiano volte ad archi a tutto sesto e sesto acuto.
È alimentata da due piccole sorgenti: la sorgente del Lantro, che nasce da una cavità sotto la chiesa di San Lorenzo e fornisce il nome alla fontana stessa, è la più antica e dotata di una maggiore portata; l’altra, chiamata sorgente di San Francesco, venne scoperta e sfruttata in un secondo momento, durante i lavori di costruzione delle mura.
Come funziona
Convogliare acqua in una città arroccata su un colle era di fondamentale importanza e permetteva in caso di assedio di resistere a lungo. Tutte le fonti presenti all’interno del circolo delle mura erano quindi utilizzate e la loro acqua veniva incanalata e raccolta in cisterne.
Ma come purificare l’acqua? Ricorrendo proprio al sistema della doppia vasca, una tecnica già in uso presso gli antichi romani. L’acqua della sorgente veniva incanalata e fatta rallentare all’interno della prima vasca lasciando depositare le impurità (sabbia e altri corpuscoli) sul fondo.
Le sue origini antiche

Benché l’attuale conformazione della struttura risalga alla seconda metà del Cinquecento, la fontana vanta origini antiche. Fu citata per la prima volta in una pergamena del 928 scritta dal vescovo di Bergamo Adalberto, da cui si apprende l’etimologia del nome “Lantro”: antro dell’acqua.
Tutto ciò fa pensare che la fontana fosse utilizzata sin dall’Alto Medioevo e che avesse continuato a fungere da fonte di approvvigionamento idrico lungo tutta l’Età di Mezzo, quando nello Statuto cittadino del 1248 si indica che l’acqua di tale sorgente fosse incanalata in un complesso dotato di cunicoli, cisterna, lavelli ed abbeveratoi.
Nonostante i lavori di riedificazione urbanistica, anche in epoca veneziana la Fontana del Lantro ha avuto una notevole importanza per la città e per la Vicinia di San Lorenzo, tant’è che lì era possibile prelevare acqua ad uso domestico, per abbeverare gli animali e per la concia delle pelli e per lavare i panni.
L’abbandono e il recupero

Il Later fornì acqua alla popolazione sino a fine Ottocento, quando entrò in funzione l’acquedotto municipale. Alla fine del XIX secolo la fontana venne sostituita dal nuovo acquedotto civico, rimanendo utilizzata soltanto come lavatoio fino agli anni Cinquanta.
Fino alla metà del Novecento, infatti, quando la lavatrice non esisteva ancora, per molte famiglie possedere l’acqua corrente nelle abitazioni era praticamente un’utopia. Per lavare i propri indumenti occorreva spostarsi presso le sponde di un corso d’acqua oppure, se si viveva in città, accingersi ad un lavatoio; tutto ciò accadeva anche a Bergamo, dove la Fontana del Lantro era il punto d’incontro fra cittadini comuni e lavandaie.
Dagli anni Cinquanta in poi, la cisterna venne progressivamente abbandonata. Nel 1992, i componenti del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole la recuperarono e la resero accessibile ai visitatori.
Quando visitare la Fontana del Lantro nel 2024
Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
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La Fontana del Lantro, in via della Boccola in Città Alta, sarà aperta a pubblico grazie ad un accordo con Uniacque. Il via libera è arrivato dalla Giunta con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, naturale, storico e paesaggistico e favorire l’apertura al pubblico dei beni in suo possesso per la fruizione da parte della cittadinanza, delle scuole e dei turisti.
L’apertura al pubblico avverrà il 2 giugno, 7 luglio, 4 agosto e 1 settembre dalle 9.30 alle 12.30.
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Sei preziosissima! Leggo con tanto interesso, tamta curiosità, tanta “avidità” i tuoi bellissimi e interessantissimi articoli.
Grazie di vero cuore per queste cindivisioni.
Grazie di questo commento. Mi riempie molto di gioia saperlo.
Molto jnteressante e suggestivo. La visiterò sicuramente! Grazie Raffaella