Se siete alla ricerca di un’escursione che vi regali emozioni forti, panorami mozzafiato e un’immersione totale nella natura, il percorso che attraversa maestosi ponti sul fiume Brembo e sul torrente Imagna e boschi rigogliosi è quello che fa per voi. Questo itinerario da Clanezzo al Ponte del Chitò, ricco di storia e meraviglie naturali, è un vero gioiello della provincia di Bergamo, che vi condurrà alla scoperta di luoghi davvero suggestivi. Si tratta della ciclabile della Valle Imagna, o ciclabile del Chitò conosciuta anche come “Sentiero Naturalistico del Chitò”.
Identificata come la più breve delle ciclovie bergamasche, questo suggestivo percorso, che misura poco più di tre km, è la gita perfetta per famiglie e bambini. Il tracciato costeggia le pendici del monte Ubione, ricalcando il sedime di un vecchio canale che, anni or sono, alimentava la centrale idroelettrica di Clanezzo. Data la sua origine il sentiero è dolce, e adatto a tutte le età.
È un viaggio nel cuore della natura, tra storia e ingegneria, che vi lascerà ricordi meravigliosi e una profonda gratitudine per le bellezze che ci circondano. Se siete pronti a mettervi in cammino, il sentiero vi aspetta per offrirvi un’avventura indimenticabile.
Ecco quello che troverete in questo articolo
A Clanezzo la partenza dal “Put che balla“, il ponte tibetano sospeso sul Brembo

In pochi altri luoghi come a Clanezzo si concentrano in uno spazio tanto limitato testimonianze di epoche lontane: l’alto Medioevo con il Ponte di Attone, le lotte fra guelfi e ghibellini con il castello, l’epoca della dominazione veneziana con la dogana e una modernità allora avveniristica con il ponte sospeso.
E il nostro viaggio inizia proprio con l’attraversamento del famoso ponte tibetano di legno, sospeso sul fiume Brembo. Questo ponte, conosciuto per il suo caratteristico movimento ondulatorio, offre una vista spettacolare sul fiume sottostante e sulle vallate circostanti.
Attraversarlo è un’esperienza unica, che richiede un pizzico di coraggio ma ripaga con sensazioni indimenticabili. Si tratta di uno dei primi esempi ottocenteschi di struttura realizzata con la tecnica delle funi portanti sulla riva: lungo 75 metri culla chi lo attraversa con il suo caratteristico dondolio.
Per saperne di più su Clanezzo e sui suoi ponti, leggete qui: A passeggio sui ponti di Clanezzo, il borgo all’incrocio di tre valli bergamasche.
Il porto di Clanezzo e il ponte medioevale di Attone

Superato il ponte tibetano, ci dirigiamo verso lo splendido porto di Clanezzo restaurato da pochi anni e trasformato in bar e bed & breakfast: un luogo ricco di storia e fascino. Da qui possiamo ammirare il ponte medioevale di Attone, una testimonianza dell’ingegno e della maestria dei nostri antenati. Questo ponte, con la sua struttura robusta e l’aspetto antico, ci riporta indietro nel tempo, facendoci immaginare le carovane e i mercanti che un tempo lo attraversavano.

Il Ponte di Attone dal X secolo domina altissimo con le sue rozze pietre squadrate le verdi acque imprigionate fra le rocce e la vegetazione. Lo sguardo si posa su una solida torre in pietra, che ai tempi della Serenissima svolgeva la funzione di dogana. Qui si controllavano i passaggi sul ponte e si applicava il dazio sulle merci in transito.
Fra la centrale abbandonata, il bosco e le pareti di roccia

Lasciato alle spalle il ponte e il castello di Clanezzo, ci inoltriamo nei boschi che costeggiano il Monte Ubione. Una vecchia condotta idraulica, originariamente creata per produrre energia idroelettrica e successivamente riadattata a sentiero, ci guida attraverso un ambiente naturale incontaminato.
Dopo un breve tratto di ghiaia, ci troviamo subito sopra la sede della condotta; a sinistra, dopo 30 metri, si notano i resti del sistema idrico della centrale abbandonata. Il sentiero corre a mezza costa nel bosco, risalendo la valle, con tratti a ridosso delle rocce scavate durante la realizzazione della condotta e risistemate per il percorso.
Nei boschi alle pendici del Monte Ubione

Durante il percorso, si notano affioramenti di dolomia, una roccia sedimentaria composta dal minerale dolomite. Questi dettagli geologici sono di grande interesse naturalistico e rappresentano una rarità nella Bergamasca.
La fauna e la flora di queste vallate umide sono altrettanto affascinanti: osservando con attenzione, possiamo scorgere animali selvatici e piante tipiche della zona, che contribuiscono a rendere questo luogo un vero paradiso per gli amanti della natura.
Sarete catturati dalla maestosità di alberi come noccioli, castagni, tigli selvatici, aceri e faggi, che si alternano lungo tutto il tragitto. Ogni tratto del percorso racchiude storie antiche e affascinanti, con angoli solitari che evocano immagini di boscaioli, carbonai e armigeri che attraversavano questi boschi secoli fa.
Pozze e sorgenti d’acqua tutte da scoprire

Pregevoli e di particolare interesse naturalistico sono le sorgenti incrostanti con fenomeni di deposito concrezionale, rari per la bergamasca. La prima che si incontra lungo il percorso è la “Sorgente del Griso”, situata poco sotto il vecchio mulino omonimo. Questa sorgente alimenta l’antica fontana pubblica di Cabrozzo. Dopo aver percorso alcune centinaia di metri, si raggiunge un ripido sentiero, utilizzato un tempo dai boscaioli che sale verso il Monte Ubione; poco oltre la seconda sorgente che scaturisce da una cavernetta situata a una cinquantina di metri a monte lungo il solco vallivo
Proseguendo, si giunge al canale idroelettrico, che ora è coperto da una griglia. Proprio in corrispondenza di una galleria sotterranea che un tempo attraversava il canale, si trova la terza sorgente, che sgorga poco più a monte depositando un’enorme escrescenza concrezionale.
Lungo il percorso si possono incontrare delle pozze d’acqua dove vive la fauna acquatica locale. In alcuni punti troverete i cartigli con le spiegazioni.
Il sentiero termina con l’attraversamento dell’Imagna nei pressi di Strozza, dove si trova il maestoso Ponte del Chitò.
Il ponte del Chitò: un capolavoro di ingegneria

Siamo ormai a due chilometri dalla partenza, al Ponte del Chitò, una struttura imponente con le sue sei arcate in pietra calcarea, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Questo ponte, particolarmente noto a chi negli anni Ottanta e Novanta praticava il free climbing sui piloni, oltre a essere un capolavoro di ingegneria, offre una vista panoramica che toglie il fiato.
La sua particolarità è quella di essere un ponte-canale, un alto acquedotto di pietra costruito alla fine dell’ottocento nell’ambito dell’industrializzazione di queste valli. La struttura sopra la condotta presenta grigliato e parapetto metallico, una scelta esteticamente approssimativa ma esemplare sotto il profilo della sicurezza. Fermarsi qui per qualche minuto a contemplare il paesaggio è quasi d’obbligo, prima di intraprendere il cammino di ritorno.

Il percorso di ritorno segue lo stesso sentiero dell’andata, permettendoci di rivivere le emozioni e le bellezze di cui abbiamo appena parlato. Ogni passo è un’opportunità per assaporare la tranquillità e la magia di questi luoghi, riflettendo sulle meraviglie che la provincia di Bergamo ha da offrire.
Qualche consiglio prima di partire
Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
Prima di partire per questa avventura, è importante essere ben preparati. Indossate scarpe da trekking comode e adatte ai percorsi boschivi, portate con voi una borraccia d’acqua e qualche snack energetico. Non dimenticate una fotocamera per catturare i momenti più suggestivi e, se possibile, un binocolo per osservare da vicino la fauna locale.
E se desiderate rimanere aggiornati sugli articoli che pubblico ogni settimana, lasciate il vostro indirizzo email nel form che trovate scorrendo col dito in basso fino alla fine di questo articolo: è gratis!
Scopri di più da COSE DI BERGAMO | BLOG
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Complimenti per la descrizione molto dettagliata
L’ho percorso anch’io..e confermo le bellezze del percorso..bravissima x averle evidenziate..
Ti ringrazio, sei molto gentile.
Informati su Camerata Cornello.. è una meraviglia
Lo farò, grazie. Se però intendi Cornello dei Tasso, ho già scritto più di un articolo.