Ambivere Santuario storia e leggende

Provincia di Bergamo | 500 gradini per raggiungere il Santuario della Madonna del Castello di Ambivere

Nel cuore del Comune di Ambivere, al termine di un’imponente scalinata composta da oltre 500 gradini, svetta maestoso il Santuario della Madonna del Castello, un gioiello architettonico e spirituale dedicato alla Natività di Maria. Qui non troverete una tela di Raffaello o una statua di Canova, ma se volete immergervi in un’atmosfera di pace in cui arte e fede si fondono con curiosità e leggende, questo è il luogo che fa per voi.

Il Santuario della Madonna del Castello di Ambivere è ancora oggi una meta di pellegrinaggio e devozione, ma racchiude anche una storia piena di misteri e leggende. La sua scalinata, i suoi affreschi, e il suo organo Serassi sono testimoni silenziosi di secoli di devozione e bellezza, pronti ad accogliervi e a raccontarvi le loro storie. Che siate pellegrini, amanti dell’arte o semplicemente curiosi, una visita a questo santuario vi offrirà una prospettiva unica sulla ricchezza culturale e spirituale della provincia di Bergamo.

Architettura e arte: un viaggio nel tempo

L’attuale chiesa fu edificata alla fine del XVII secolo, sostituendo una costruzione più antica di cui rimane testimonianza in un affresco deteriorato sull’abside esterno. Quest’ultimo, raffigurante la Madonna in trono con Bambino, è databile al XV o inizio XVI secolo. L’affresco rappresenta un’importante traccia del passato artistico del luogo e conferisce al santuario un’aura di continuità storica e spirituale.

L’esterno del Santuario

Orientato secondo lo schema tradizionale, il santuario, posto in ottima posizione e circondato da un ampio sagrato, presenta la sua facciata verso sud ed è delimitato da due larghe lesene aventi base e capitello sormontate dalla trabeazione, su cui si appoggia al timpano triangolare.

Il portale in pietra di Sarnico ha un coronamento di timpano curvo; ai lati, le due finestre con contorno anch’esse in pietra di Sarnico, sono complete di coronamento, mentre una finestra più piccola e semplice è disposta centralmente più in alto.

Un campanile a base quadrata in pietra e l’addossata casa del custode con piccolo portico annesso completano la dotazione della chiesa.

L’interno del Santuario

L’interno del Santuario, con la sua unica navata, accoglie i visitatori con dipinti di grande pregio. L’interno della chiesa si presenta da una navata, suddivisa in campate da lesene piane con base in pietra e capitelli in stucco stile corinzio; sopra i capitelli corre la trabeazione e il cornicione, al di sopra dei quali vi è la volta a tutto sesto che copre tutta la navata. La luce penetra dalle finestre poste in facciata e da quelle poste sopra il cornicione nord.

Ogni opera d’arte conservata al suo interno racconta una storia, contribuendo a creare un’atmosfera di riflessione e devozione. Tra i tesori più preziosi del santuario spicca il raffinato organo Serassi, risalente all’inizio del Settecento (nel 2023 ha compiuto 300 anni). Questo prezioso strumento è il più antico funzionante attribuito alla celebre famiglia di organari e ancora oggi incanta con la sua sonorità.

 

All’altezza della porta laterale vi sono le due cantorie in legno di larice scolpito, di cui una ancora grezza e una dipinta e dorata; nei fondelli si trovano scene scolpite e dorate con fregi, in parte mancanti. Il presbiterio invece, è a pianta rettangolare, completo di abside a pianta semi ottagonale ed è coperto da catino a spicchi. Una porta posta a nord del presbiterio conduce alla sagrestia.

 

Un passato carico di devozione, leggende e misteri

Il Santuario della Madonna del Castello sorge su un sito di grande rilevanza storica, un tempo occupato da un’antica fortificazione del XIV secolo, da cui deriva il suo nome.

Nonostante lo scorrere del tempo abbia modificato l’aspetto del santuario, la fede degli abitanti dell’Isola Bergamasca è ancora intatta, come dimostrato da coloro che risalgono la lunga scalinata. Il percorso verso il santuario non è solo una sfida fisica, ma anche un pellegrinaggio spirituale, un’occasione per rinnovare la propria fede e connettersi con le tradizioni e le leggende.

Il miracolo mariano dei soldati francesi e la fonte di acqua sorgiva

La tradizione popolare narra che in un’epoca non precisata, la Madonna intervenne miracolosamente per salvare un gruppo di soldati francesi. Questi, asserragliati nel castello senza viveri né scorte idriche, si trovarono di fronte a una situazione disperata. La leggenda racconta che la Madonna fece sgorgare una sorgente di acqua fresca, permettendo ai soldati di sopravvivere.

Secondo la tradizione, questa fonte potrebbe essere identificata nel pozzo presente ancora oggi nella parte nord-orientale della navata, risalente al XVII secolo. Che sia quella la sorgente della leggenda non è comprovato, ma una cosa è certa: di altre fonti non c’è traccia.

Questo evento miracoloso è ancora oggi al centro della devozione popolare, rafforzando il legame profondo tra il santuario e la comunità locale.

Una scalinata di 500 gradini: un percorso di fede e devozione

La fatica è un elemento indispensabile per raggiungere la vetta. Nel corso dei secoli, i fedeli di Ambivere hanno compreso questo aspetto sulla propria pelle, percorrendo gli oltre cinquecento gradini che conducono al Santuario della Madonna del Castello.

Ogni gradino rappresenta un passo verso un luogo di pace e raccoglimento, dove la fede e la storia si intrecciano indissolubilmente. Salire questa scalinata significa immergersi in un’esperienza di devozione profonda, riflettendo sulle storie e sui miracoli che hanno segnato questo santuario.

Ancora oggi, le donne incinte salgono la scalinata di circa 500 gradini per chiedere l’intercessione di Maria per un parto sicuro e sereno. Inoltre, la processione della statua della Vergine rappresenta un momento di grande spiritualità per i parrocchiani, un evento che unisce la comunità in preghiera e riflessione.

Il mistero dei tre denti scolpiti sulla pietra

Una curiosità che ancora non trova una risposta storica certa è la Pietra dei tre denti. Si tratta di una pietra incastonata nella muraglia che costeggia la scalinata che riporta l’immagine in altorilievo di un’arcata dentaria con tre denti.

Si incontra scendendo (o salendo) la scalinata, una decina di metri dall’inizio, sulla sinistra, poco dopo le arcate.  Quella che vedete non è l’originale: è stata sostituita dopo che la precedente era stata trafugata nel 1975. Aveva un significato particolarissimo impregnato di leggenda. Si narra infatti che un sacerdote si fosse rotto i denti cadendo sulle pietre e che questi vennero incastonati sul sasso colpevole. Gli storici sono propensi a ritenere che quello che le persone ritenessero i tre denti del sacerdote, altro non fossero che le unghie di una zampa di leone scolpita.

Oggi la pietra originale è andata perduta e quindi non sapremo mai quale sia la verità. Rimane invece questa pietra scolpita coi tre denti a ricordo della leggenda.

Fatemi sapere se la trovate e fatevi una foto. Aggiungerò una galleria alla fine di questo articolo che aggiornerò man mano che mi manderete le vostre foto.

Santuari dell’Isola Bergamasca

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

Ambivere è un comune della provincia di Bergamo, a circa 10 chilometri a ovest della città di Bergamo. Si trova nella zona chiamata Isola Bergamasca, un’area caratterizzata da una ricca storia culturale e paesaggistica.

Ma il Santuario della Madonna del Castello di Ambivere non è il solo santuario pieno di curiosità e misteri. Per saperne di più sui Santuari dell’Isola Bergamasca, leggete:

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