Val Seriana | Viaggio nella storia nell’arte: visita alla Casa Museo Fantoni di Rovetta

Se avete deciso di trascorrere le tue vacanze in Val Seriana, o anche solo un fine settimana, non perdere l’opportunità di visitare uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della zona: la Casa Museo Fantoni di Rovetta. Questo straordinario edificio non è solo un museo, ma una vera e propria testimonianza della vita e del lavoro di una tipica bottega artistica del Sei-Settecento lombardo.

Oggi, la Casa Museo Fantoni a Rovetta conserva e celebra l’eredità artistica di una famiglia che ha lasciato opere di straordinario valore sul territorio Bergamasco. Fondato nel 1968 grazie all’opera di Giuseppe Fantoni, nipote di Luigi, il museo offre una testimonianza preziosa della vita e del lavoro della bottega. I visitatori possono ammirare disegni progettuali, modelli tridimensionali, sculture e altri manufatti che raccontano la straordinaria storia dei Fantoni.

Chi erano i Fantoni

La famiglia Fantoni, originaria di Rovetta, è stata una delle più importanti e prolifiche dinastie di scultori e intagliatori della Lombardia, attiva dal XVII al XIX secolo. La loro bottega, fondata nel cuore delle Alpi Orobie, ha lasciato un segno indelebile nell’arte e nell’architettura religiosa e civile del territorio lombardo e oltre.

Per conoscere tutta la dinastia, leggete qui.

Le origini e l’ascesa della Bottega Fantoni

Le Sagrestie | Museo San Martino - Alzano Bergamo

La loro attività ha inizio nel 1400 con Bertulino de Fantonis, intagliatore di legno, ma la produzione artistica decolla solo nel 1630, con le realizzazioni di Andriano, i suoi fratelli ed il figlio Donato. La spinta definitiva alla loro produzione verrà poi data dalla figura di Grazioso il Vecchio, il capostipite, che avviò la bottega a Rovetta nel XVII secolo. Sin dalle prime generazioni, i Fantoni si distinsero per la maestria nell’intaglio del legno e nella scultura, realizzando opere che coniugavano tecnica sopraffina e sensibilità artistica.

L ‘impresa familiare si distingue nelle realizzazioni di intaglio ligneo della prima sacrestia di Alzano, degli altari di Zone, della cantoria di Castione e del pulpito di Foresto Sparso e intanto acquista grande perizia nella lavorazione del marmo, ottenendo la definitiva consacrazione per fama e maestria artistica.

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La bottega divenne rapidamente un punto di riferimento per la produzione di arredi sacri, altari, statue, e altre opere d’arte destinate alle chiese e ai palazzi nobiliari. L’abilità dei Fantoni nel lavorare materiali come legno, pietra e marmo, nonché la loro capacità di adattarsi alle richieste del gusto barocco e rococò, garantirono loro numerose commissioni e una fama duratura.

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I maestri Fantoni

Andrea Fantoni – La nascita della Vergine | Museo San Martino - Alzano  Bergamo
La Nascita della Vergine – Andrea Fantoni – Museo San Martino Alzano Lombardo

Tra i membri più illustri della famiglia si ricordano Andrea Fantoni (1659-1734), uno dei più celebri scultori della bottega. Andrea fu un artista versatile, capace di spaziare dall’intaglio ligneo alla scultura in marmo, e le sue opere sono caratterizzate da una straordinaria espressività e raffinatezza. Grazie a lui, i Fantoni non solo hanno commissioni in Val Seriana e Val di Scalve, ma anche nell’importante Bergamo, in pianura, in Veneto e nelle Marche.

L’operato della bottega termina nei primi anni dell’Ottocento, con Donato Andrea, più incline ad amministrare i beni di possidenti locali che a proseguire il percorso creativo dei suoi avi.
Il figlio di Donato, Luigi, è un’altra figura molto nota nell’albo di famiglia: personalità assai ricca e complessa, dedicò la sua vita all’avvocatura e alla collezione di opere d’arte.

Fu lui che si dedicò all’acquisizione, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio familiare: è infatti sua l’idea di creare un allestimento museale proprio all’interno dell’antica bottega e di tenerne viva la conservazione, nonché una conoscenza su più larga scala.

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Casa Fantoni: un’architettura sobria e funzionale

Casa Museo Fantoni a Rovetta in ValSeriana (Bergamo)
Il Cortile interno e il brolo della Casa Museo Fantoni di Rovetta

La Casa Museo Fantoni di Rovetta si distingue per la sua architettura sobria e ben conservata, dove le esigenze di lavoro e di vita si combinavano armoniosamente. Gli spazi sono stati progettati per essere funzionali, con poca attenzione agli abbellimenti, ma con un’evidente cura per la praticità e l’efficienza. Questa caratteristica conferisce all’edificio un fascino autentico e una rara testimonianza storica.

Gli interni della casa affacciano su un’ampia corte e su un’area verde destinata a frutteto, creando un contrasto affascinante con l’austera omogeneità del fronte esterno sulla via Fantoni. La struttura a “elle” del complesso, ben percepibile dal cortile, nasce dall’unione di due corpi originariamente separati, uno dei quali ha una storia che risale al 1378, durante le lotte tra i guelfi e i ghibellini locali.

La vita nella Casa Bottega dei Fantoni

Casa Museo Fantoni a Rovetta (BG)
Il Porticato della Casa Museo Fantoni di Rovetta

Il vasto porticato è un elemento centrale della vita nell’edificio. Questo spazio coperto estende il cortile, offrendo riparo ma anche esposizione all’aria e al sole. Praticabile in ogni stagione, il porticato era ideale per le attività domestiche e lavorative. Le stalle e i fondachi coperti a volta, adibiti al deposito e alla lavorazione delle materie prime, si aprivano su questo spazio vitale.

Ai piani superiori si trovano le cucine e le camere da letto, che affacciano su spaziosi loggiati in muratura. Questi loggiati, originariamente in legno, erano utilizzati per le attività domestiche e l’essiccazione dei prodotti agricoli. La parte più antica del complesso, con le sue spesse murature e il pozzo interno, testimonia la lunga e affascinante storia dell’edificio.

La Bottega: un centro di produzione artistica

Casa Museo Fantoni • • Visit Bergamo

La bottega degli scultori Fantoni era un vivace centro di produzione artistica. Nel cortile della Casa Museo Fantoni di Rovetta, al riparo del porticato, trovavano posto le attrezzature per il taglio del legname e la lavorazione di pietre e marmi. Questi spazi protetti erano ideali per le fasi iniziali della produzione, sotto la guida dei maestri quadratori e dei lustratori.

Ai piani superiori, in ambienti più appartati, operavano i maestri scultori e intagliatori, oltre ai pittori e doratori che necessitavano di luoghi riservati per completare le loro opere. Gli spazi destinati alla conduzione della bottega si mescolavano con quelli domestici, creando un ambiente unico dove il lavoro e la vita familiare si intrecciavano in maniera armoniosa.

Il Museo: un tesoro d’arte e di storia

Home - Casa Museo Fantoni - Dalla bottega d'arte al museo

Negli antichi ambienti che hanno visto il lavoro e la vita delle diverse generazioni degli scultori Fantoni, è allestito un museo ufficialmente costituito nel 1968 con l’istituzione della Fondazione Fantoni.

La Casa Museo Fantoni di Rovetta ospita un’incredibile collezione di disegni progettuali, modelli tridimensionali in legno e terracotta, e un ingente patrimonio d’arte che riflette la costante necessità di aggiornamento e le relazioni intrattenute dai Fantoni con i principali esponenti artistici del loro tempo. Questo ricco patrimonio è stato curato e ampliato da Luigi Fantoni, primogenito di Donato Andrea, ultimo maestro della bottega.

Casa Museo Fantoni - Dalla bottega d'arte al museo

Tra i disegni e i modelli si contano esemplari elaborati dalle diverse generazioni di maestri Fantoni tra il secolo XVI e il XVIII e pezzi confluiti nei repertori della bottega da altri ambiti artistici dell’Italia settentrionale. A queste collezioni si affianca un fondo, di prevalente interesse storico, costituito da un ricchissimo archivio di memorie, contratti di lavoro, epistolari e notizie relative alle opere e ai processi di produzione.

Le raccolte sono completate dai libri mastri riguardanti l’attività e la gestione economica della bottega, da una galleria di ritratti dei membri della famiglia, da una serie di strumenti per la lavorazione del legno e da una collezione di pergamene risalenti ai secoli tra il XIV e il XVIII.

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