Nel cuore della Val Seriana, nel suggestivo Museo d’Arte Sacra di Alzano Lombardo, si erge un gioiello d’arte che racconta una storia di nobiltà, amore e mitologia: l’Alcova di Ganimede dei Fantoni. Si tratta di un mobile da camera monumentale realizzato da Grazioso Fantoni il Giovane e commissionato della famiglia Sottocasa. Realizzata in collaborazione con le mani più esperte della famiglia Fantoni nel 1774-1775, questa straordinaria opera d’arte è stata trasferita con cura dall’Accademia Carrara nella nuova location, dove continuerà a incantare visitatori con la sua bellezza senza tempo.

Intagliata dai Fantoni per il conte Gerolamo Sottocasa, in occasione delle nozze con Elisabetta Lupi nella primavera del 1775, la scultura fu originariamente collocata in uno dei palazzi della famiglia, poi spostata presso villa Agnesi (poi Albertoni) di Montevecchia, e infine presso un’altra dimora della famiglia Sottocasa a Pontida. Solo nel 1995 Elisabetta Sottocasa, ultima erede della famiglia, donò l’opera all’Accademia Carrara di Bergamo, dove è stata esposta fino allo scorso anno. Essa si presenta come un’imponente struttura in legno di noce, con un fornice centrale, passaggio tra la camera e il letto, e due finestre laterali poligonali, sulla quale sono applicate sculture in legno di tiglio; al centro, a coronamento del mobile, si staglia una grande scultura raffigurante Ganimede rapito da Zeus in forma di aquila.
Ecco quello che troverete in questo articolo
Alcova di Ganimede di Grazioso Fantoni: com’è fatta e cosa racconta

L’Alcova di Ganimede è una struttura lignea di grandi dimensioni con un arco centrale e due aperture ai lati, che ha il compito di dividere la camera dal letto coniugale. Si presenta con una struttura rettangolare in legno scuro (noce) con un apparato decorativo e scultoreo suddiviso in tre ordini di scene in legno chiaro di tiglio.
Le decorazioni in legno di tiglio rappresentano allegorie della famiglia Sottocasa: sulla sinistra si riconoscono la casa a torre e l’aquila (che richiamano lo stemma della famiglia), mentre sulla destra sono rappresentati dei contadini che offrono a un’aquila dei pulcini (un’immagine chiara, dal momento che i committenti sono proprietari terrieri).
Ordine inferiore
Nell’ordine inferiore, affiancati da angioletti con festoni, si trovano i bassorilievi raffiguranti Apollo (che col suono della viola vince la gara col satiro Marsia che suona la rustica siringa di Pan) ed Ercole (che dichiara il suo amore a Onfale, regina di Lidia).
Ordine mediano
Nell’ordine mediano, a corredo delle cornici semipoligonali a guisa delle finestre aperte, si trovano quattro sculture raffiguranti l’allegoria della Notte; quella del Lavoro; quella della Poesia e quella della Matematica, Geometria e Architettura.
La prima di queste (da sinistra) rappresenta il “pensiero scientifico”, riconoscibile dal compasso in mano e dalla glabella contratta; la seconda incarna la “poesia e l’arte”, rappresentate dal libro che sta leggendo.
La terza figura (che si trova sull’apertura destra) ritrae l’alba di un giorno lavorativo, un’immagine complessa, intuibile dagli attrezzi di lavoro impugnati e dal gallo addormentato ai suoi piedi; infine l’ultima allegoria rappresenta la sera, facilmente riconoscibile dal vestito adorno di stelle e dalla fiaccola.
Ordine superiore e arco

In quello superiore, tra dei telamoni, si trovano le allegorie della famiglia Sottocasa: in una si vede il committente contemplare un’aquila ad ali spiegate (l’aquila figurava nel nuovo blasone dei Sottocasa), nell’altra un gruppo di contadini dei feudi agricoli dei Sottocasa portare il tributo al conte.
L’apparato figurativo si conclude sopra l’arco dove è illustrato il mito di Ganimede: capolavoro dell’artista che, da molti particolari, richiama lo stile dello zio Andrea Fantoni. Qui è raffigurato il momento in cui l’aquila strappa il giovane cacciatore scelto da Giove come coppiere dell’Olimpo.
Perché quest’opera è così importante

L’Alcova di Ganimede dei Fantoni è importante per la sua capacità di raccontare una storia complessa e ricca di significato, legata a eventi storici e sociali, tradizioni artistiche familiari, influenze culturali di alto livello e valori morali fondamentali. La sua preservazione e esposizione consentono al pubblico di connettersi con la storia e l’arte di un’epoca passata, sottolineando la sua duratura importanza nel panorama culturale.
L’Alcova di Ganimede è un’opera d’arte che va oltre la sua funzione decorativa, diventando una testimonianza tangibile di un’epoca, di un matrimonio e dei valori che la società del tempo cercava di perpetuare.
Contesto storico e committenza nobiliare
Commissionata dalla famiglia Fantoni per celebrare il conferimento del titolo comitale ai Sottocasa e il matrimonio di Gerolamo con Elisabetta Lupi, l’alcova si inserisce in un contesto storico e sociale cruciali. Essa riflette le aspirazioni e i valori della nobiltà dell’epoca, fungendo da testimonianza tangibile di eventi importanti.
Influenza dell’Accademia degli Eccitati di Bergamo
La committenza di Gerolamo Sottocasa, membro dell’Accademia degli Eccitati di Bergamo, influenzò profondamente l’iconografia dell’opera introducendo un elemento di alta cultura e raffinatezza. L’iconografia mitologica, derivante dagli interessi culturali di Gerolamo, conferisce all’opera un livello di complessità e profondità simbolica che la distingue. Le suggestioni della mitologia classica, reinterpretate in chiave arcadica, si fusero armoniosamente per illustrare il matrimonio e promuovere i valori morali su cui doveva basarsi la nuova famiglia.
Valori morali e familiari
L’alcova è stata concepita per illustrare i valori di moralità su cui doveva fondarsi la famiglia. Le sculture lignee realizzate con maestria narrano il racconto di unione e amore, intrecciato con simboli mitologici che conferiscono all’alcova una profondità artistica unica. Ogni elemento, dalle immagini mitiche alle rappresentazioni architettoniche, contribuisce a trasmettere un messaggio di solidità familiare, coesione e eternità degli affetti.
Collaborazione artistica
Grazioso il Giovane, all’epoca guida della bottega Fantoni, collaborò con il figlio Donato Andrea, il cui talento era sostenuto proprio da Gerolamo Sottocasa, suo mecenate e protettore. La collaborazione tra i due sottolinea l’importanza della tradizione artistica e della trasmissione di abilità artistiche attraverso le generazioni. Questa dinamica artistica arricchisce ulteriormente il significato dell’opera, trasmettendo un senso di continuità ed eredità culturale.
Il trasferimento al Museo d’Arte Sacra di Alzano Lombardo

Il trasferimento dell’Alcova di Ganimede di Grazioso Fantoni dall’Accademia Carrara al Museo d’Arte Sacra di Alzano Lombardo sottolinea la sua rilevanza artistica e storica.
Dal 1995 l’opera era esposta all’Accademia Carrara, ma l’allestimento del nuovo percorso (inaugurato all’inizio del 2023) non ha trovato spazio per l’Alcova e tutti gli esperti concordavano che sarebbe stato un sacrilegio non poter più esporre un’opera tanto magnifica. Per via di vari fattori, infatti, tra cui il peso, le dimensioni e la fragilità (quindi la difficoltà dello spostamento del mobile), non avrebbe potuto rientrare nel gruppo di opere esposte a periodi alterni nel primo piano dell’Accademia Carrara. Di conseguenza è iniziata la ricerca di un luogo che potesse valorizzare l’Alcova e che, allo stesso tempo, avesse pertinenza culturale, nonché affinità, con l’opera.

Questa ricerca ha infine portato ad un accordo decennale di comodato d’uso gratuito con il Museo d’Arte Sacra di Alzano. Potremo così ammirare sotto una nuova luce l’Alcova di Ganimede, che, dopo le precedenti collocazioni, si rimette in gioco in un luogo nuovo, ma a lei familiare, grazie alla vicinanza con le opere della bottega dei Fantoni. Nel Museo d’Arte Sacra di Alzano Lombardo, questa meraviglia continuerà a catturare l’immaginazione dei visitatori, offrendo uno sguardo affascinante nella ricca storia artistica e culturale della Valle Seriana.
Vi è venuta voglia di vedere di persona questa meraviglia dell’arte barocca?

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, blog indipendente attivo dal 2017 che vi suggerisce le mille mila cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita.
Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio, nell’ottica di ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.
Se vi venuta voglia di ammirare di persona l’Alcova di Genimede, non dovete far altro che andare ad Alzano Lombardo. Non mancate di leggere questi articoli, prima:
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