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Alla scoperta della Basilica di San Martino di Alzano Lombardo, uno dei capolavori del barocco più affascinanti della Bergamasca

Il nostro Paese è costellato da opere d’arte straordinarie e non c’è territorio che non abbia architetture o manufatti di grandissimo valore artistico e culturale. In Italia la bellezza è davvero ovunque, la si trova nelle grandi città d’arte, famose in tutto il mondo, ma anche in zone meno conosciute, come in provincia di Bergamo. Qui, infatti, si trova la Basilica di San Martino di Alzano Lombardo, uno dei capolavori del Barocco più affascinanti d’Italia, con le sue sagrestie scolpite ed intarsiate dai Fantoni e Caniana, grandiosa opera di ebanisteria.

Se siete curiosi di scoprire tanta bellezza, non dovete fare altro che recarvi ad Alzano Lombardo a visitare la Basilica, scoprire i suoi preziosi stucchi barocchi, ammirare il pulpito fantoniano e la bellissima cappella del Rosario: opere incredibili che vi lasceranno senza fiato!

E dopo aver percorso l’interno della Basilica, passare al complesso delle sagrestie, caratterizzate da meravigliose sculture lignee di Grazioso e Andrea Fantoni e da tarsie lignee di Giovan Battista Caniana. Un tripudio di personaggi scolpiti nel legno, opere d’arte intarsiate, stucchi e dipinti senza pari!
Credetemi, anche voi come me, sarete avvolti letteralmente dalla bellezza e vi sentirete orgogliosi di appartenere a questo fantastico Paese.

 

La storia della Basilica di Alzano Lombardo

Basilica di San Martino Martire di Alzano Lombardo

Prima di addentrarvi alla scoperta delle opere d’arte che puntellano la Basilica di San Martino Martire di Alzano Lombardo, fatemi raccontare la sua storia.

Da chiesetta romanica e progetto grandioso

Era il 1023 quando ad Alzano venne eretta una chiesetta romanica dedicata a San Martino. Nei secoli successivi Alzano Maggiore assunse maggiore importanza, anche se solo nel 1457 divenne parrocchia autonoma, con l’avvenuta costruzione di un edificio più ampio.

Sarà questa la chiesa che San Carlo Borromeo visita nel 1575, dando indicazioni di rinnovamento secondo le nuove idee controriformistiche. Tuttavia fu nel 1656 che un grosso lascito di 70.000 ducati d’oro destinato alla “fabbrica” di San Martino da parte di un ricco mercante locale, Nicolò Valle, permise alla Fabbriceria di decidere il completo rinnovamento in forme barocche della struttura esistente.

La trasformazione barocca

Il progetto fu affidato all’architetto Gerolamo Quadrio, interprete del barocco lombardo, soprintendente per alcuni anni alla Fabbrica del Duomo di Milano. Nel 1659 iniziano i lavori. I vecchi pilastri in muratura nel 1667 sono sostituiti con eleganti colonne monolitiche abbinate in marmo di Zandobbio. Nel 1669 la volta è completamente rifatta e successivamente ricoperta di stucchi, mentre le strutture di copertura vengono eseguite con notevoli opere di carpenteria in legno.

Nel periodo seguente e fino agli ultimi anni del Settecento, alla caduta della Repubblica di Venezia, è un continuo operare per il completamento e l’abbellimento dell’edificio. La cappella del Rosario fu realizzata nel 1679; a partire dal 1677 le tre sagrestie, ricostruite con notevole senso compositivo attorno alla Cappella stessa, vengono completate con gli arredi e le decorazioni. Nel 1751 viene eseguita la pavimentazione, molto bella, con lastroni a losanga di marmi locali, bianco di Zandobbio, nero di Gazzaniga e rosa di Entratico.

Il completamento della chiesa

Con la realizzazione, nel corso del ‘700, di ricchi altari laterali, di stucchi, di affreschi, del pulpito e con il rifacimento del presbiterio e del coro, la chiesa può considerarsi ultimata. Era stata rimandata solamente l’esecuzione della facciata, lasciata per duecento anni con muratura in cotto a vista nella parte superiore, grezza ma non priva di un tono di vivezza e di severità. Solo alla fine dell’800 i tre portali in marmo di Zandobbio, realizzati nel 1751 su disegno del Quadrio, sono inquadrati nell’esecuzione di tutta la facciata su progetto dell’architetto Virginio Muzio a compimento finale dell’opera.

Cent’anni da Basilica

Il 21 agosto 1922 Papa Pio XI elevava a Basilica minore la chiesa prepositurale di San Martino Vescovo di Alzano Lombardo. Il successivo 21 maggio 1923 il patriarca di Venezia Pietro La Fontaine presiedeva la cerimonia ufficiale di consegna del titolo. Sono passati 100 anni.

Apertura del Centenario: domenica 18 settembre 2022
Conclusione ufficiale del Centenario: sabato11 novembre 2023

Durante tutto l’anno del Centenario molte le iniziative culturali  e i cicli di incontri proposti:

  • STORIA E ARTE DELLA NOSTRA BASILICA: 9 incontri da ottobre 2022 a ottobre 2023
  • CONCERTI E MUSICAL: 3 serate da novembre 2022 a novembre 2023
  • ALLE SCOPERTA DI CIFRONDI: 1 mostra e 3 incontri da marzo a maggio 2023
  • DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA: 3 incontri a maggio 2023

 

Gli interni della Basilica di San Martino di Alzano Lombardo

L’interno della Basilica di San Martino di Alzano Lombardo ha la pianta suddivisa in tre navate, una maggiore assai più ampia e solenne, e due laterali, più composte ed eleganti.

La navata centrale della Basilica di San Martino

Sul cornicione degli archi della navata centrale una serie di statue in stucco ad altorilievo raffigurano una serie di Virtù a grandezza naturale, opera del ticinese Giovanni Angelo Sala. La volta centrale è ornata anch’essa di stucchi, ancora opera della bottega dei Sala, che letteralmente sommergono le membrature architettoniche in una visione altamente teatrale e scenografica.

Al centro di ogni campata sono inserite tele raffiguranti episodi miracolosi di San Martino opera di Pier Paolo Raggi. Sopra i peducci delle volte sta una serie di lunette con dodici affreschi di Giuseppe Pozzi rappresentanti episodi e scene di martirio, caratterizzati da tinte chiare e vivaci.

Le navate laterali della Basilica di San Martino

Le navate laterali sono divise in cinque campate con volte ornate da stucchi, ancora opera della bottega dei Sala, che inquadrano gli affreschi rappresentanti allegorie di Virtù cristiane eseguiti da Vincenzo Orelli. Sui fianchi si aprono poi le cappelle, con le decorazioni a stucco di un altro artista ticinese Eugenio Camuzio.

Sugli altari, arricchiti dai complessi intarsi geometrici e floreali realizzati con marmi preziosi, sono posizionati importanti dipinti di Piazzetta, Cignaroli, Cappella e altri.

Ai lati dell’accesso al presbiterio, spiccano gli altari di Santa Felicita e di San Bonifacio, dalla ridondante scenografia barocca. Sulla sovrastante cantoria sta il monumentale organo Serassi.

Il presbiterio neoclassico, opera di Giacomo Caniana, ospita dipinti di Zucco, Cavagna e Palma il Giovane.

La Cappella del Rosario nella Basilica di San Martino

Già nell’arco di accesso dell’ottagonale Cappella del Rosario i Misteri del Rosario di Federico Ferrario evidenziano la tematica mariana che contraddistingue tutto il complesso apparato decorativo.

Al centro della cappella, sotto la volta dipinta da Giuseppe Antonio Orelli con la raffigurazione dell’Incoronazione della Vergine e ornata di stucchi da Vincenzo Camuzio, è situato un altare di forme monumentali, opera di varie maestranze. Particolarmente interessante il paliotto di Andrea Fantoni con raffigurata la nascita di Maria.

La vicenda dell’arredo pittorico della Cappella del Rosario è piuttosto complessa. Nella Cappella sono conservate tele che vanno dalle opere seicentesche del Cavagna e settecentesche del Cappella ad opere dei maggiori artisti del Neoclassicismo, Diotti, Appiani, Dell’Era, Camuccini, fino ad uno degli artisti che segnano in modo più definito il passaggio alle nuove formule del Romanticismo, Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, con la tela rappresentante Agar e Ismaele.

Il pulpito della Basilica di San Martino

Il Pulpito della Basilica di San Martino di Alzano Lombardo è un vero capolavoro! I migliori scultori dell’epoca, Andrea Fantoni, Gian Giacomo Manni e Gian Battista Caniana, hanno dato vita ad una struttura ricca di simboli e di decorazioni tutta da scoprire.  Ha la forma di un enorme calice, come il calice della Sapienza. Alla base, 4 statue sorreggono la coppa e rappresentano le 4 età della vita. Il bianco dei telamoni, queste statue “reggenti”, è in contrasto con una miriade di coloratissimi marmi brillanti, finemente trattati e accostati, che formano enormi petali. Completa la coppa un parapetto che un groviglio di statue, decorazioni, bassorilievi, medaglioni, scene bibliche e angeli.

Salendo con lo sguardo si osserva il baldacchino in legno dorato. Il pulpito, su cui gli uomini di Chiesa salivano per essere ascoltati dai fedeli, ha tre simboli della potenza della parola di Dio: un cuore battuto da un martello su un’incudine, perché la Parola di Dio sappia plasmare i cuori; una lanterna, poiché la Parola di Dio è luce nel buio; e una pietra focaia, battuta da un acciarino, che sprigiona scintille: anche l’anima più sterile emana vita grazie alla potenza di Dio.

Il complesso delle tre Sagrestie della Basilica

Lasciata la basilica, si accede direttamente alle tre famose sagrestie di Alzano Lombardo. Il complesso delle tre sagrestie della Basilica di San Martino non rappresenta solamente un incredibile itinerario artistico, ma anche un vero e proprio atto di fede.  Qui abili artigiani e artisti del legno, quali i Fantoni e i Caniana, realizzarono alla fine del XVII secolo un capolavoro dietro l’altro.

Le sagrestie avevano chiaramente finalità pratiche quali la conservazione degli arredi e degli oggetti sacri e fungevano da spogliatoio per chi celebrava e serviva la Santa Messa. Ma erano anche un luogo di passaggio e di meditazione che collegava spazio esterno e quello più spirituale dell’interno. Alla prima Sagrestia  si accede dall’interno della Basilica, mentre la terza comunica con il palazzo Pellicioli (sede del Museo d’Arte Sacra San Martino). 

Gli intagli e le sculture degli armadi e dei cori lignei sono di straordinaria bellezza. I dettagli e la cura sono al limite dell’inimmaginabile. Ne è un esempio la celebre mosca sulla porta che collega la sagrestia alla basilica: sembra quasi vera. Il tutto, inoltre, è impreziosito da pavimenti in marmo e splendidi stucchi ai soffitti e lungo le pareti.

 

Informazioni utili

Per visitare la Basilica di San Martino, clicca qui

Oltre alla Basilica di San Martino, si può visitare il Museo d’arte sacra San Martino, collocato nella struttura denominata Il Palazzo. Il museo ripercorre in 14 sale i periodi storici di nascita e di sviluppo della Basilica.

Inoltre: 10 cose da fare ad Alzano Lombardo in un fine settimana in Val Seriana

 

 

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in rete. Le informazioni storiche sono tratte dai siti istituzionali e da testi di arte sacra. 

4 comments

  1. Visitata già tre volte ( e la quarta è in arrivo). Strano che non appaia nell’elenco dei siti UNESCO.

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