Centrale idroelettrica di Carona

Val Brembana | La Centrale Idroelettrica di Carona: un’icona dell’ingegneria idraulica

Nel cuore dell’Alta Val Brembana, la Centrale Idroelettrica di Carona rappresenta un gioiello dell’ingegneria idroelettrica italiana. Situata sulla riva sinistra del fiume Brembo, nel comune di Carona, questa struttura storica non solo fornisce energia sostenibile, ma è anche testimonianza di un’epoca di innovazione e sviluppo industriale.

Recentemente, ho avuto il privilegio di trascorrere un periodo di vacanza in questa splendida località, lasciandomi incantare dalla bellezza del paesaggio che si specchia nelle acque del laghetto artificiale di Carona. Questo specchio d’acqua, creato per regolare il flusso proveniente dalla centrale idroelettrica di Carona, ha assunto negli anni un ruolo cruciale non solo per la produzione energetica, ma anche come fulcro di attrazione turistica.

L’integrazione armoniosa tra tecnologia e natura ha trasformato il laghetto in una meta imprescindibile per visitatori e amanti della montagna, contribuendo significativamente all’economia locale ormai legata a doppio filo col turismo. È proprio questa simbiosi tra innovazione ingegneristica e bellezze naturali che mi ha spinto a dedicare un articolo alla centrale idroelettrica di Carona, un’opera maestosa che incarna il perfetto equilibrio tra progresso e rispetto per l’ambiente.

Un sistema idraulico complesso

La centrale di Carona, con una potenza efficiente di 48.000 kW, è il principale impianto idroelettrico della Valle Brembana. Il suo funzionamento dipende da un sistema idraulico sofisticato che sfrutta otto laghi alpini. Questi laghi, attraverso un intricato sistema di canali, convogliano le acque nel lago di Sardegnana, il serbatoio di carica della centrale.

Il canale occidentale raccoglie le acque dei laghi Marcio, Pian Becco e Pian di Casere, mentre il canale orientale trasporta quelle dei laghi Diavolo, Fregabolgia e Val di Frati. Inoltre, le acque dei laghi Gemelli e Colombo, dopo aver alimentato l’omonima centrale, confluiscono anch’esse nel lago di Sardegnana.

La costruzione e la storia

Il corso superiore del Brembo era già oggetto di studio dal 1905, ma solo nel 1919 si iniziò una campagna di rilievi dettagliati che portarono alla progettazione finale. Il terreno, le condizioni climatiche e le esigenze tecniche rappresentarono sfide significative per gli ingegneri e gli operai, che lavorarono per anni in condizioni difficili.

Affresco all’interno della Centrale – Screenshot di video

La costruzione della centrale iniziò negli anni ’20 del Novecento. Il progetto iniziale, che comprendeva anche la realizzazione di numerose dighe e serbatoi, fu completato tra il 1922 e il 1932, con l’eccezione della diga del Fregabolgia, completata nei primi anni ’50.

Screenshot di video risalente ad una delle visite del 2010

La facciata storica

La Centrale Idroelettrica di Carona, oltre a essere un esempio di ingegneria moderna integrata nel paesaggio naturale, è anche un gioiello architettonico che incanta per i suoi dettagli stilistici in perfetta armonia con il movimento Liberty che caratterizza tutta la valle (non dimentichiamo che il Grand Hotel e il Casinò di San Pellegrino hanno dettato davvero lo stile di molti edifici e interventi per ammodernare la valle). L’esterno della centrale è ornato da eleganti decorazioni che richiamano gli stilemi dell’Art Nouveau. Gli elementi decorativi sono testimonianze di un’epoca in cui l’estetica e la funzionalità si fondevano in un’unica visione artistica. Questi dettagli, sapientemente integrati nella struttura, non solo abbelliscono l’edificio, ma raccontano anche la storia di un periodo in cui l’arte e la tecnologia si incontravano per creare opere che erano al contempo utili e belle.

La struttura fu ammodernata nel 1991, quando furono sostituite le componenti idrauliche ed elettriche, mantenendo intatta la facciata esterna storica.

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L’importanza dei serbatoi

I serbatoi svolgono un ruolo cruciale nel regolare il flusso delle acque e garantire una fornitura costante di energia, soprattutto durante i periodi di magra invernale. La capacità complessiva dei serbatoi dell’Alta Valle Brembana è di circa 22 milioni di metri cubi, con il lago di Sardegnana che funge da bacino centrale.

La regolazione delle acque è un processo complesso che richiede una gestione accurata per assicurare che il serbatoio di Sardegnana mantenga sempre una riserva sufficiente. Questo sistema permette alla centrale di operare efficacemente, adattandosi alla domanda di energia che varia durante la settimana.

Un impatto positivo e duraturo sul territorio

Carona e il suo laghetto visto dalla diga
Carona e il suo laghetto

Oltre alla sua funzione energetica, la centrale di Carona e i suoi laghi artificiali hanno trasformato il paesaggio della valle, creando scenari pittoreschi che attirano numerosi turisti ed escursionisti. La conca di Carona, in particolare, offre una vista spettacolare sul serbatoio artificiale, rendendo la zona un luogo ideale per chi ama la natura e la storia dell’ingegneria.

Il lavoro degli operai, molti dei quali provenienti dalla stessa valle, è stato fondamentale per il successo di questo ambizioso progetto. La comunità locale ha sempre mostrato grande supporto, partecipando attivamente anche alle celebrazioni religiose legate alla costruzione della centrale.

Un legame con il passato rinnovato: Villa Carona Hotel & Spa

La centrale idroelettrica di Carona e l'ex casa dei dipendenti, oggi Villa Carona Hotel & Spa
La centrale idroelettrica di Carona e l’ex casa dei dipendenti, oggi Villa Carona Hotel & Spa

Un esempio significativo del legame stretto tra la Centrale Idroelettrica di Carona e il tessuto sociale della valle è rappresentato dalla recente trasformazione del vecchio edificio che ospitava gli alloggi dei dipendenti della centrale. Dopo essere rimasto abbandonato per oltre 40 anni, questo edificio è stato acquistato e ristrutturato, diventando il lussuoso Villa Carona Hotel & Spa. Questo boutique hotel, che conserva il fascino storico originale, offre ai suoi ospiti una combinazione di eleganza e modernità, con una Spa che si affaccia sulla valle davvero affascinante.

vista del boutique hotel Villa Carona Hotel & Spa
Villa Carona Hotel & Spa

Questa rinascita è un simbolo del continuo impegno di chi ama Carona per valorizzare e preservare il proprio patrimonio storico e culturale, creando nuove opportunità di sviluppo turistico ed economico.

Futuro sostenibile

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio qui e su Instagram.

Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

La Centrale Idroelettrica di Carona continua a essere un esempio di come l’ingegneria possa armonizzarsi con l’ambiente, producendo energia pulita e contribuendo allo sviluppo economico della valle. Questo impianto non è solo una fonte di energia, ma anche un simbolo della capacità umana di superare le sfide tecniche e ambientali per costruire un futuro migliore.

Note: articolo scritto il collaborazione con Villa Carona Hotel & Spa nell’ambito di un progetto di valorizzazione del territorio di Carona e dell’Alta Val Brembana. 

 

 


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