FVB trenino di Val Brembana in una foto storica

Ol trenì e Il Trenino di Valle Brembana, due canzoni sulla Ferrovia della Val Brembana (la storia e le storie)

Se decidete di far un salto in Val Brembana, partendo da Bergamo troverete una pista ciclabile accanto al corso del fiume Brembo che, attraverso gallerie e ponti, giunge nel centro dell’alta valle e prosegue anche oltre. Lì, su quel percorso, un tempo passavano i treni della ferrovia della Val Brembana, piccola linea di 41 km che collegava Bergamo con Piazza Brembana passando per Zogno, San Pellegrino e San Giovanni Bianco. Ce la ricordano due canzoni sulla Ferrovia della Val Brembana: la canzone Ol Trenì di Luciano Ravasio, un bel blues cantato in mezzo al traffico, e Il Trenino della Val Brembana, un valzer degli anni ’50.

Più sotto potete ascoltarle e immergervi nelle atmosfere del tempo in cui la ferrovia e quel trenino, detto anche coccodrillo, per via del colore e del suo incedere lento (andava a 40 km/h) erano in funzione ed erano importanti non solo per l’economia della Valle, ma anche per la vita dei suoi abitanti.

Il Trenino della Val Brembana (o FVB): 60 anni di storia e di storie

La Ferrovia della Val Brembana funzionò per circa 60 anni e su quelle rotaie e vicino alle stazioni passarono vite e storie, alcune delle quali le possiamo leggere ancora sugli edifici o sulle insegne delle fabbriche. O le possiamo ascoltare in due canzoni che ci riportano indietro a quando il trenino raggiungeva i luoghi iconici della valle, trasportando vite umane, sogni e speranze.

Il turismo di San Pellegrino diede il via alla Ferrovia della Val Brembana nel 1906

FVB trenino di Val Brembana a San Pellegrino in una foto storica

Nata nel 1906 in seguito ad un’iniziativa della Provincia di Bergamo, la ferrovia giungeva fino a San Giovanni Bianco e disponeva di cinque locomotrice a vapore e cinque elettriche (un caso eccezionale nell’Italia dell’epoca), collegate alla centrale idroelettrica del paese in cui si trovava il capolinea.

Una ferrovia all’avanguardia che era stata creata grazie al turismo che si era venuto a formare in quegli anni nella valle, in particolare a San Pellegrino, dove l’apertura delle Terme, del Casinò e del Grand Hotel aveva creato un elevato flusso turistico. Altra importante stazione era quella di Zogno, dove dalla struttura di Ambria si poteva raggiungere le terme di Bracca, meno costose di quelle di San Pellegrino ma non meno rinomate.

Capitava che sul trenino, accanto alle ceste dei polli dei contadini, viaggiassero le valigie foderate di etichette dei rinomati alberghi del bel mondo. Un buffo mix di mondanità e ruralità che aiutava le viaggiatrici inglesi a dare colore ai loro diari e ai valligiani a comprendere che il mondo era diverso da come avevano pensato.

Curiosità

San Pellegrino oltre che per le Terme, il Casinò e le Grotte del Sogno è celebre per la sua acqua, un’acqua da Oscar. Se volete saperne di più, leggete:

Bottiglia da collezione per festeggiare i 120 anni dell’Acqua S.Pellegrino, icona di stile e record di presenze al cinema e in TV

Aperitivo alle Terme di San Pellegrino, icona del termalismo italiano

Nel Casinò di San Pellegrino Terme alla scoperta del Liberty lombardo

Alle Grotte del Sogno di San Pellegrino tra sirene, ippopotami, punte di matita e artigli.

Negli anni Venti l’industria spinse per allungare la Ferrovia

La ferrovia servì non solo per il trasporto di persone, ma anche per il trasporto merci. Fu così che nei pressi della ferrovia sorsero e prosperarono molte attività economiche.  Esempi sono la Mineraria Prealpina che a Camerata Cornello raccoglieva il marmo estratto in Val Parina, la San Pellegrino che costruì i propri stabilimenti in località Ruspino accanto al passaggio della ferrovia, e il Linificio e Canapificio Nazionale di Villa d’Almè, costruito fra il fiume Brembo ed il ponte ferroviario sopra il torrente Rino ancora ad oggi visibile.

Con l’aumento della produzione di legname in alta valle, la Provincia decise nel 1919 di allungare la lunghezza del trasporto ferroviario fino a raggiungere la località di San Martino de’ Calvi, oggi Piazza Brembana. Lì veniva caricato il legname che scendeva dalle località di alta montagna lungo il corso del Brembo e da lì partivano i convogli che lo trasportavano più a valle fin dove le varie aziende del settore lo avrebbero lavorato. Il tratto venne inaugurato soltanto nel 1926 e non ebbe lo stesso impatto del tratto precedente.

Dal primo dopoguerra ai primi anni Sessanta

Il trenino rimase per diversi anni il mezzo di trasporto più gettonato per le valli e nelle carrozze si rincorrevano passioni d’amore, storie scanzonate da mettere in musica. È dal cassetto dei ricordi dell’ex ufficiale pilota di Bergamo Gaudenzio Norbis, insignito della croce al merito di guerra, che l’Eco di Bergamo raccolse il racconto di uno spaccato di vita di una gioventù spensierata con la voglia di lasciarsi alle spalle le ferite della guerra:

“Mia moglie Cecilia, al tempo era una di quelle maestrine carine che ogni giorno prendeva il treno della Val Brembana: nel 1943 lei insegnava ad Antea di San Pellegrino che raggiungeva salendo la mulattiera, scarponi ai piedi e zaino in spalla. Mi diceva che quando si ritrova sul trenino con le sue colleghe era tutto un chiacchierio. Si raccontavano fatterelli e strafalcioni dei compiti dei loro scolari e a loro si aggregavano lo stesso controllore del treno e aitanti giovanotti che più che ascoltare, le guardavano rapiti”.

Un Valzer degli Anni 50 ricorda il Trenino di Valle Brembana

Il fischio del trenino brembano risuona ancora in una delle canzoni sulla Ferrovia della Val Brembana, quella scritta negli anni ’50 e incisa su un vinile della storica casa discografica «La voce del padrone». Si tratta de Il trenino di Valle Brembana, un valzer brillante di Bonfanti e Livraghi, cantato dal tenore Nilo Ossani sulle note dell’Orchestra Maestro Guarino.

Per ascoltare il valzer ed entrare nelle atmosfere di quei tempi, cliccate qui

Sogno dei sogni più cari / fata dei dolci pensieri, /vieni vicino al mio cuore / per dirti l’amore che sento per te; / occhi maliardi e sinceri /tutta Bergamo canta per te.

Sul trenino di Valle Brembana, / bergamaschina, quando vedo te, / non lo so perché sento il mio cuor palpitar/ e la testa pian piano girar

 

Dalla chiusura alla Ciclabile della Val Brembana

Tra alti e bassi, la Ferrovia della Val Brembana ha continuato a funzionare fino al 1966. Già nel 1965 cominciavano ad esserci problemi di sicurezza ed era necessario un riammodernamento le cui spese sembravano non essere giustificate dall’utilizzo dei passeggeri e delle merci. Il trasporto su gomma stava soppiantando il trasporto su rotaia, perché sembrava in qualche modo più flessibile. Non si tenne in considerazione il fatto però che la strada di lì a pochi anni non sarebbe stata in grado di sopportare l’aumento del traffico e avrebbe generato problemi non indifferenti di viabilità.

La chiusura della Ferrovia della Valle Brembana nel 1966

La ferrovia della Valle Brembana (o FVB) smise di funzionare il  17 marzo 1966, divorata dalla frenesia automobilistica. Le sue tracce non si sono perse e quando qualcuno si chiese che farne, balenò l’idea di una pista ciclabile. Ottima idea perché oggi la Ciclovia della Val Brembana, realizzata dalla Comunità Montana e dalla Provincia, è una delle più entusiasmanti escursioni a pedali che si possano fare in Lombardia.

Il sedime della Ferrovia della Val Brambana diventa una ciclabile

Il percorso della Ciclovia della Val Brembana si sviluppa su quello che è rimasto del sedime della Ferrovia. La ferrovia era stata tracciata in modo intelligente: ora da una parte, ora dall’altra della valle, mai nel mezzo, così da avere visuali mutevoli. Un susseguirsi di gallerie, ponti, massicciate, sali e scendi, quasi un ottovolante a pedali che, se si prende nel senso della discesa, rischia di farvi volare… La gente che si incontra sul percorso è entusiasta, i valligiani vanno fieri di questa opera tanto che il percorso è stato allungato fino a Bergamo e dedicato ad un grande sportivo bergamasco, eroe delle due ruote scomparso da poco: Felice Gimondi.

Se volete saperne di più sulla Ciclabile della val Brembana, leggete questo post: Cicloturismo bergamasco: ciclabile della Val Brembana, la vecchia Ferrovia che si percorre in bicicletta

Canzone sulla Ferrovia della Val Brembana: Ol Trenì (video)

Una delle canzoni sulla Ferrovia della Val Brembana che proprio dovete ascoltare è questa, di Luciano Ravasio. Si intitola Ol Trenì: è una canzone in bergamasco che racconta un viaggio lungo la val Brembana, quandola vita sembra essere bloccata dal traffico.

OL TRENÌ (il testo della canzone di Luciano Ravasio)

A só ché in galeria / sura San Pelegrì /quate machine in cùa, / mai che s’vède la fì; / arde i méter de fuga, / l’umì söl display / scapà vià ‘l sarèss mèi. /

Stèss a Olmo e sö ai Brans / a pas d’òm i camina, / processiù a S.Gioàn Biànch: / gh’è ‘l festù de la Spina, /co la banda e i campane / a sunà l’alegrèssa /sènsa ün’ombra de frèssa. /

Intàt che m’và pròpe mia -sére i öcc- e me é in mènt ol trenì: / ‘n banda al Brèmb a l’curìa / ‘nféna sö a san Martì, / in caròssa a s’godìa töt ol bèl de la àl / l’è ü botép a pensàl. /

Gh’è ‘l trenino che l’ fila, fila, fì… che visiù, l’ manca ‘l fiàt:/ só tra Éla e Brembila / ‘n mèss a ü bósch incantàt, /a Sedrina sèt pucc, galeria sóta i cà: / Zògn l’è mia de lontà. /

E s’vèd San Pelegrì: / Casinò, Grand Hotel, / salta zó i siure in prima (class):/ ombrelì, guàncc, capèl; / San Gioàn, Lenna: ol treno söl put lènt a l’ passa / basta sògn, a m’sé a Passa. /

Ardì ‘mpó i có de góma / che disàster i à facc: / ‘ndustrie, tràfech turismo / i sarèss migliuràcc, / gh’è restàt di brandèi de la ex ferovia / e m’sé in cùa ‘n galeria… / Dèss i nòscc cocodrili i promèt la tramvia / ma m’sà piö ‘ndó che m’ rìa…

IL TRENINO (Traduzione dal bergamasco de Ol Trenì)

Sono qui in galleria sopra San Pellegrino quante macchine in coda, mai che si veda la fine; guardo i metri di fuga, l’omino sul display scappar via sarebbe meglio.

Lo stesso a Olmo e a Branzi camminano a passo d’uomo, processione a San Giovanni Bianco: c’è il festone della Spina, con la banda e le campane a suonare l’allegrezza senza un’ombra di fretta.

Intanto che proprio non si va -chiudo gli occhi- e mi viene in mente il trenino: correva in fianco al Brembo fino su a San Martino de’ Calvi [attuale Piazza Brembana], in carrozza si godeva tutto il bello della valle è un piacere pensarlo.

C’è il trenino che fila, fila, fi… che visione, manca il fiato: sono tra Villa e Brembilla in mezzo a un bosco incantato, a Sedrina sette ponti, galleria sotto le case: Zogno non è lontano.

Si vede San Pellegrino: Casinò, Grand Hotel, scendono le signore in prima (classe): ombrellino, guanti, cappello; San Giovanni, Lenna, il treno sul ponte lento passa basta sogni, siamo a Piazza.

Guardate le teste di gomma che disastro hanno fatto: industrie, traffico, turismo sarebbero migliorati, sono rimasti i brandelli della ex ferrovia e siamo in coda in galleria… Adesso i nostri coccodrilli promettono la tramvia ma non sappiamo più dove andiamo a parare…

Il futuro: un nuovo trenino che collega Bergamo a Villa d’Almè

La linea T2 della Valle Brembana (da Bergamo a Villa d’Almè), attualmente in fase di progettazione, si svilupperà sull’ex sedime della Ferrovia della Valle Brembana, condividendo con la T1 il primo tratto da piazzale Marconi (stazione FS) alla fermata di Bergamo San Fermo (in zona ex OTE). Per poi proseguire in direzione nord-ovest per circa 9,9 Km, fino a Villa d’Almè, per un totale chilometrico dal capolinea Bergamo FS di 11,5 Km. Lungo il tracciato, che attraversa i Comuni di Bergamo, Ponteranica, Sorisole, Paladina, Almè e Villa d’Almè, nonché il Parco dei Colli di Bergamo, sono previste 17 fermate intermedie, oltre ai capolinea.

Pista ciclopedonale e parcheggi di interscambio

In affiancamento alla nuova linea tranviaria è stato inoltre previsto un percorso ciclopedonale, per tutto lo sviluppo della stessa. Lungo il tracciato sono previsti parcheggi di interscambio per l’accesso alla tramvia, per un totale di 21.900 metri quadrati, corrispondenti a circa 1.000 posti auto. Le vetture tranviarie saranno del tipo Sirio BG, a pianale ribassato, bidirezionali, lunghe 32 metri.

Se vi piacciono le esperienze con treni particolari

Se amate viaggiare in treno e fare delle esperienze carine, vi suggerisco di tenere d’occhio i viaggi sulle vetture storiche del Treni a Vapore o il Treno dei Sapori.

Per saperne di più leggete:

In gita da Bergamo al Lago d’Iseo con il TrenoBlu del Sebino Express

Treno dei Sapori: una giornata sul Lago d’Iseo, tra splendidi panorami, arte e sapori del territorio

 

Note: le foto sono state recuperate in Rete. Le informazioni sono in parte prese dal libro Le Ferrovie Perdute e in parte da articoli delle testate locali Eco di Bergamo e Bergamo News ritrovati in Rete. Il link del valzer è stato recuperato in rete da un’articolo di Eco di Bergamo e il video della canzone in bergamasco Ol trenì di Val Brembana è preso da youtube. 

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