Grand Hotel San Pellegrino ristrutturato

Alla scoperta del Grand Hotel di San Pellegrino Terme: storia e curiosità su un vero gioiello del Liberty lombardo

Un viaggio nel tempo nell’affascinante Belle Epoque della Val Brembana. Dopo quarant’anni di abbandono e quattro di restauro, ecco finalmente che riapre al pubblico e alle visite guidate il Grand Hotel di San Pellegrino con un percorso che conduce al Casinò. Potevo non approfittarne e non raccontarvelo? Naaaa. Ecco quindi che in occasione della settimana del Liberty sono andata a visitare per voi questo splendido monumento brembano, espressione del lusso borghese dei primi del Novecento. Costruito su progetto degli architetti Mazzocchi e Squadrelli, progettisti anche del Casinò (visitabile il martedì e giovedì mattina su prenotazione), il Grand Hotel è stato espressione della mondanità e dell’internazionalità che caratterizzò la cittadina di San Pellegrino Terme. Rivederlo, in parte, rimesso a nuovo è una grande emozione.

Nel 1905, in occasione dell’inaugurazione, al Grand Hotel soggiornò la regina Margherita di Savoia. Dopo di lei, vi soggiornarono personalità del mondo dell’aristocrazia, della cultura e della politica. L’intervento di alcune delle più illustri personalità artistiche del tempo a San Pellegrino delineò nel breve volgere di un decennio il volto nuovo della ville d’eau, regalando alla classe dominante il luogo dei sogni dove avrebbe potuto coltivare l’illusione di un mondo spensierato, fatto di feste, giochi, incontri galanti e fiducia assoluta nel progresso.

Grand Hotel: la storia di un gigante che domina San Pellegrino

San Pellegrino Foto storica

Nel 1902, la Società Anonima dei Grandi Alberghi di San Pellegrino invita l’architetto Romolo Squadrelli a progettare “in stile moderno” il Grand Hotel di San Pellegrino Terme in collaborazione con l’ingegner Luigi Mazzocchi, esperto e aggiornato tecnologo responsabile della realizzazione dello stabilimento termale. I due elaborano un edificio monumentale in linea con i più grandi alberghi europei dell’Ottocento che ricordava, coi suoi blocchi laterali sporgenti, “gli schemi degli antichi castelli francesi”. Pare infatti che prima di cominciare a progettare si fecero un bel viaggio in Europa per farsi “ispirare”. E qualcosa successe in effetti, visto che (come leggerete al punto 3) il Grand Hotel risulta essere molto simile ad un Palazzo parigino ormai scomparso, il Palais des Tuileries.

Questo colosso di sette piani era provvisto di ascensori, luce elettrica, acqua potabile e telefono in tutte le 130 stanze, i cui arredi risultavano così sfarzosi da destare stupore e meraviglia anche tra gli aristocratici clienti.

Mazzocchi e Squadrelli danno all’edificio “il necessario sviluppo volumetrico, che lo impone come un monumento nel tessuto cittadino” e ne studiano con estrema cura “la varia qualità della trama muraria, il disegno dei particolari e la decorazione, per lo più incassata nel piano ed integrata alla superficie”.
Risultano così applicati “in una simbiosi teoricamente inconciliabile, eppure perfettamente combinata, due registri di valori: una vasta orchestrazione di masse, per fare dell’edificio un elemento dominante del paesaggio urbano, ed una delicata decorazione per dare al passante il senso di essere in quel paesaggio, di coglierne i particolari, vicini, come chi, salendo in monte, vede la massa stagliarsi lontana sul cielo e, vicini, i sassolini e i fiori sul sentiero”.

Logo mosaico grand Hotel San Pellegrino

Il Grand Hotel espressione della vocazione termale aristocratica

Forte di una rete già consolidata nell’imbottigliamento e nell’esportazione dell’acqua, il passo successivo per il lancio turistico di San Pellegrino è la “creazione” in Valle Brembana delle strutture e dei servizi di accoglienza atti ad attirare quella “civiltà termale” che trovava il suo ideale specchio nel gusto del Liberty e nei sogni sfavillanti e spensierati della Belle Époque. Il Grand Hotel fu inaugurato nel 1904; nel 1905 è la volta dello stabilimento dell’acqua minerale; nel 1906 arriva la ferrovia e nel 1907 il Casinò.

Il Grand Hotel è collegato non a caso alla Fonte e al Casinò di San Pellegrino da un ponte, un tempo in legno, sostituito poi, nel 1924, dall’attuale Ponte Principe Umberto (costruito su progetto dell’ingegner Michele Astori). Del vecchio ponte sono ancora visibili sott’acqua i resti dei pali conficcati nell’alveo del fiume.

Antica Fonte Acqua San Pellegrino

Anche oggi la vocazione termale di San Pellegrino continua a tramandarsi. Il Casinò di San Pellegrino e il suo bellissimo parco ospitano infatti le Terme QC San Pellegrino. La meravigliosa scalinata e quelle che un tempo erano le sale da gioco sono state trasformate nell’ingresso principale delle Terme e nelle sale ristoro della struttura.

Se volete saperne di più, leggete: Alle Terme di San Pellegrino, icona del termalismo italiano e della Val Brembana.

Ingresso Casinò San Pellegrino QC Terme

Il Grand Hotel era davvero la copia del Palais des Tuileries?

È sufficiente confrontare le immagini del Grand Hotel e del perduto Palazzo delle Tuileries per trovare somiglianze così evidenti – nella maestosa struttura cupolata, nelle decorazioni di facciata e nei monumentali scaloni di ingresso – per sospettare che l’architetto Squadrelli e l’ingegner Mazzocchi si fossero ispirati proprio al palazzo parigino per erigere in Valle Brembana uno dei gioielli assoluti del Liberty. E non sarebbe l’unico caso di “copia” che troviamo a San Pellegrino.

Anche il Casinò, in effetti, a guardarlo bene sembra che abbia delle fortissime somiglianze con l’Opera di Parigi. L’ingresso con la scalinata, per lo meno.

Ma se volete saperne di più sulle copie e sui “gemelli” che si trovano nella bergamasca e nel mondo, leggete: Famolo strano (copiando) | Monumenti e opere d’arte bergamasche che hanno uno o più gemelli in giro per il mondo

Il Libro degli Ospiti illustri che soggiornarono al Grand Hotel di San Pellegrino

Nel Grand Hotel soggiornarono personaggi illustri i cui nomi sono rimasti scritti nel Libro degli Ospiti, che fu consegnato in dono all’Amministrazione Comunale da Marco Solari, nipote di Ancilla ed Arturo Schisano che furono per molti anni i direttori del prestigioso albergo.

Il Registro,  custodito presso la Biblioteca di San Pellegrino Terme, riporta grandi firme come quelle della Regina Margherita di Savoia nel luglio 1905, della Regina Elena con i figli principe Umberto e principessa Maria nell’agosto 1929, del compositore Pietro Mascagni, del generale Luigi Cadorna, dei Premi Nobel Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo, dei nobili della famiglia dello zar di Russia, di diplomatici e familiari di Re Faruk d’Egitto, di Federico Fellini e Giulietta Masina, di Mario del Monaco.

Si racconta che il principe Giuseppe Tomasi da Lampedusa, venne in visita a San Pellegrino per accompagnare il cugino poeta che partecipava ad un Premio Letterario. Muovendosi nel “triangolo del peccato” (Grand Hotel, Casinò e Terme), trasse ispirazione per il Gattopardo.

Sport, cinema e musica nel Grand Hotel di San Pellegrino

Nel corso degli Anni ‘60 l’edificio fu al centro del ritiro estivo della “Grande Inter” di Helenio Herrera, mentre nel 1978, pochi mesi prima di chiudere, ospitò il set del film “Primo Amore” diretto da Dino Risi e con protagonisti Ugo Tognazzi e Ornella Muti.

Se volete saperne di più, leggete: Famolo strano (al cinema) | Scopri i set e le location dei 30 film girati a Bergamo e provincia

Nel corso degli anni il Grand Hotel è stato set di Film e ultimamente anche di videoclip musicali: Elisa e Fedez solo per citarne un paio.

Se volete saperne di più, leggete: : Famolo strano (cantando) | Alla scoperta dei 10 video musicali girati a Bergamo e provincia (e una chicca)

primo-amore Film Girati in provincia di Bergamo


Il declino: perchè il Grand Hotel chiuse i battenti

Nonostante i grandi investimenti per costruirlo e per mantenerlo, il superbo edificio  si rivela ben presto troppo costoso nella gestione e privo di alcuni elementi fondamentali che con il trascorrere dei decenni vengono a costituire la dotazione degli alberghi di prima categoria. Le spese per adeguare gli impianti alle nuove esigenze risultano ingenti, l’interesse degli operatori di settore lentamente va scemando. Nel 1979, dopo un lungo periodo di lenta agonia, il Grand Hotel chiude i battenti.

Rimase aperto solo per le aste fino al 2006. La proprietà aveva bisogno di recuperare soldi e lo fece vendendo gli arredi e i soprammobili in dotazione all’hotel. Alla fine degli anni Novanta del secolo scorso anche io partecipai ad una serata in cui si svolgevano queste aste: era stato un evento strano, dove tutti avevano la sensazione di smantellamento.

Per anni si continuò a parlare del Grand Hotel ricordando gli antichi fasti e  per cercare qualcuno che lo volesse acquistare occupandosi della costosissima ristrutturazione. Per fortuna qualche anno fa fu possibile cominciare ad intervenire sistemando il tetto e successivamente, con questo secondo lotto di ristrutturazione, intervenendo sulle facciate esterne e sul primo piano.

Grand Hotel San Pellegrino ristrutturato

La rinascita del il Grand Hotel con i lavori di ristrutturazione

L’interno presentava una rigida distribuzione simmetrica degli ambienti, con l’atrio e lo scalone al centro, le sale di soggiorno e da pranzo ai lati; alquanto mutato risulta, almeno per gli interni, l’aspetto decorativo originari a causa del lento degrado cui l’edificio era stato condannato dopo che aveva perso la sua funzione originaria.

I lavori hanno permesso il completo restauro del piano terra, il più importante dal punto di vista artistico, la demolizione e successiva ricostruzione delle cucine, nonché interventi di consolidamento strutturale dell’immobile e di tutte le solette, oltre che il rifacimento della cupola centrale e la sistemazione di tutti i serramenti esterni. Anche la pavimentazione è stata sistemata ripristinando le preziose pavimentazioni in parquet recuperate dalle originali.

«L’acquisto da parte del Comune di San Pellegrino e il restauro completato al piano terra sono costati circa 25 milioni di euro. I visitatori potranno vedere per la prima volta affreschi, stucchi, decorazioni, bassorilievi di questo colosso da tremila metri quadrati e un capolavoro del Liberty, il mastodontico lampadario — ha commentato Andrea Speziali, presidente di Italia Liberty, curatore della rassegna Art Deco Week e delegato alla Bellezza al Comune di Sarnico.

Ricordiamo infatti che non solo San Pellegrino ospita delle meravigliose perle Liberty, ma anche Sarnico, sempre in provincia di Bergamo, ospita degli edifici di grandissimo pregio risalenti a questo periodo.
Se volete saperne di più, leggete: Visitare Villa Passeri, gioiello liberty di Sarnico, in compagnia del proprietario Visitare Villa Faccanoni a Sarnico, capitale del Liberty

Gli esterni del Grand Hotel di San Pellegrino: un tripudio Liberty

La facciata del Grand Hotel, lunga ben 128 metri, evidenzia una ricchezza decorativa unica nel suo genere: decine di statue, cariatidi, elementi zoomorfi, putti, festoni, concorrono alla creazione di un’atmosfera fortemente suggestiva.

Facciata principale del Grand Hotel

Sulle linee-guida della simmetria e della razionalità si innestano la varietà dei nuovi materiali impiegati e la ricchezza in decori dei diversi elementi, in rapporto al gusto Liberty ormai diffuso anche in Italia, a conferire leggerezza all’insieme. Vi invito a soffermarvi su alcuni particolari: le decorazioni fiorate in cemento, particolarmente in voga in quel periodo: sono fiori stilizzati tipici del Liberty che dimostravano una libertà artistica mai avuta prima. E poi i due borlanti di fiume in verrucano lombardo incastonati nelle decorazioni ai lati della scalinata che conduce all’ingresso del Grand Hotel, a dimostrazione dell’utilizzo di materiali del luogo per la costruzione dell’edificio.

Le finestre, il tetto, carenato ai lati e a cupola, nella parte sovrastante il blocco centrale (la cui forma aveva funzione più di esibizione della classe sociale alla quale l’edificio era destinato che di praticità), le lesene, con decorazioni in cemento di putti, telamoni e cariatidi, in ferro e ad affresco con motivi floreali, si susseguono e si alternano nell’ampia facciata. Il tutto a testimoniare da un lato il ricordo della tradizione accademica, dall’altro il suo rinnovamento. Oggi, grazie ad una recente ristrutturazione esterna, l’edificio è stato riportato all’antico splendore, attraverso il rifacimento estetico della facciata principale.

Grand Hotel di San Pellegrino Terme

Gli interni del Grand Hotel di San Pellegrino: eleganza e fascino

Il Grand Hotel si sviluppa su un piano seminterrato, sei piani e un sottotetto, oltre ad un corpo secondario di minori dimensioni. Si entra salendo i gradini di un un grande scalone centrale e dalla hall si accede ad un ampio corridoio passante da nord a sud che distribuisce le sale di rappresentanza e da pranzo. Salendo, il corridoio porta alle stanze sui vari livelli.

Scalone ingresso Grand Hotel San Pellegrino

Al piano terra sono presenti grandi aperture vetrate ed ai piani superiori aperture disposte a regolari intervalli, alcune delle quali versione liberty delle bifore, trifore e quadrifore medioevali contornate da decorazioni e motivi floreali. Da notare lo splendido lampadario dell’ingresso, in ottone che pesa circa 500 chili. E’ stato restaurato e riportato all’antico splendore. Ma non solo: un abile lavoro ha fatto si che potesse essere elettrificato anche con i fili elettrici attuali, che sono più grandi di quelli che c’erano in origine e che risalivano ai primi del Novecento.

La hall del Grand Hotel e il lampadario in ottone

Al piano di rappresentanza, quello visitabile, si trova una grande hall, alcune sale da pranzo e soggiorno, mentre gli ambienti interni sono caratterizzati da elementi in stile liberty, decorati con stucchi tipici delle costruzioni alberghiere europee dell’epoca, ferri battuti delle ringhiere e dei lampadari.

la scalinata che porta ai piani superiori del Grand Hotel di San Pellegrino

Note: Le informazioni le ho raccolte in rete e durante la visita guidata in occasione del Art Nouveau Week 2019 e 2021. Le foto, ad eccezione di quelle diversamente segnalate, sono mie. 

 

5 comments

  1. Non vedo l’ora che sia mercoledì pomeriggio, ho trovato due posti per poterlo visitare perchè mi ha sempre incuriosito!

  2. Sono passata di lì anche oggi e non so cosa darei per poterci entrare …come si fa a prenotare la visita? Hai fatto un servizio bellisdino

    1. Devi chiedere all’ufficio del Turismo di San Pellegrino quando organizzano nuove aperture.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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