All’antica Basilica di Santa Giulia a Bonate Sotto

Basilica romanica di Santa Giulia Antica Basilica romanica di Santa Giulia a Bonate Sotto

Se ci arrivi una mattina di giugno, puoi sentire il cinguettio degli uccelli e, in lontananza, qualche cane. C’è molta pace e i colori sono quelli tipici della campagna della Bassa Bergamasca. I campi intorno sono coltivati a grano e maggese e si alternano a siepi e filari di alberi. Anche se in fondo realizzi di essere di fronte al cimitero, non puoi fare a meno di rimanere colpito da quello che resta della chiesa (forse basilica) romanica di Santa Giulia (conosciuta da tutti appunto come Basilica di Santa Giulia). Absidi, colonne, capitelli dalle figure geometriche, dai volti scolpiti, corpi mostruosi e il fascino della grande chiesa crollata o forse non conclusa, con la sua monumentale abside che ancora sale verso il cielo lo si può respirare a due passi da casa, a Bonate Sotto.

L’ultima volta che c’ero stata era pieno inverno e stavo cercando la chiesa in cui sposarmi. Io e il mio fidanzato volevamo qualcosa di particolare, ma quando siamo arrivati in questo luogo abbiamo capito che era decisamente troppo ‘particolare’: non c’era soffitto, non c’era tetto, le navate non c’erano più, anche le pareti laterali mancavano. Della grande chiesa di cui avevamo letto sulla guida della Lombardia (antica Basilica di Santa Giulia), restavano l’altare e l’abside con i suoi muri di pietra. Pietre chiare, ben squadrate, muri ben costruiti. Un’abside «trilobata»: non un solo grande ambiente semicircolare, ma tre ambienti. Tre cappelle, una grande al centro, le due più piccole ai lati. Restavano anche parti di colonne lungo quello che doveva essere lo sviluppo delle tre navate. E un muro alto circa tre metri costruito con la tecnica dei sassi di fiume a secco che aveva preso il posto delle antiche pareti e formava un perimetro, che cominciava dall’abside e chiudeva l’antica chiesa in una sorta di recinto.

Ma la sorpresa era un’altra: al posto della pavimentazione e dei banchi, un vialetto di ghiaia, l’erba e le tombe. Tombe di pietra, tombe antiche, croci, lapidi. Nomi di persone che non c’erano più da cento, anche duecento anni.

La Basilica di Santa Giulia era diventata un cimitero.

Era inverno. Siamo venuti via subito.

Oggi ci sono tornata con uno spirito diverso. Sapevo cosa avrei trovato. Sapevo cosa avrei potuto fotografare. Quello che non sapevo era cosa mi avrebbe trasportato e cosa mi avrebbe “chiamato”.

Oggi l’ho girata tutta con il mio iphone in mano, per catturare quello che colpiva la mia fantasia. Non faceva freddo e i colori della campagna erano quelli di una giornata di pallido sole all’indomani di un nubifragio.

Ho cercato di immaginarmi quel luogo al tempo dei Romani, perché, che questa zona fosse abitata anche al tempo dei Romani, lo testimonia l’urna funeraria rinvenuta scavando nei pressi della chiesa e conservata ancora oggi sopra un capitello della chiesa. L’urna risale al II secolo dopo Cristo: già allora, in questo luogo doveva trovarsi un’area funeraria. Sull’urna la scritta: «Romanae Titianae quae vixit». Sui libri di storia della zona si legge che una leggenda narra che in questo luogo fosse stata seppellita una figlia della regina Teodolinda. In realtà l’urna è ben più antica.

Si legge anche che a sud del cimitero, ancora oggi si possano incontrare numerosi resti di ciottoli, dei mucchi chiamati «murere»: potrebbero rappresentare i resti dell’antico insediamento romano. La leggenda testimonia che in questa zona dopo i romani siano passati anche longobardi e franchi e che la chiesa romanica molto probabilmente sorse al posto di una più antica.

Io non ho visto questi acciottolati, ma ho visto queste pietre che sembrano vive e che accolgono storie di dolore, devozione e pace.

E ci ho lasciato il cuore.

 

Note: 
Le foto a colori sono mie. I testi anche e sono una rielaborazione di quanto appreso in rete riguardo alla Basilica di Santa Giulia di Bonate Sotto.
Questo è uno dei primi articoli dedicati alle Cose di Bergamo che ho scritto. Non potevo non partire dal paese che da anni mi accoglie. 

Per saperne di più sulla Basilica di Santa Giulia, vi consiglio questo post sul blog Due Passi nel Mistero
E’ davvero molto ben fatto e racconta aneddoti curiosi che ho trovato davvero molto interessanti.